{"id":12386,"date":"2018-11-11T23:54:42","date_gmt":"2018-11-11T22:54:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=12386"},"modified":"2018-11-11T23:54:42","modified_gmt":"2018-11-11T22:54:42","slug":"piacenza-logistica-avanti-tutta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2018\/11\/piacenza-logistica-avanti-tutta\/","title":{"rendered":"Piacenza Logistica, avanti tutta&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-12387\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Ex-Mandelli.png\" alt=\"\" width=\"551\" height=\"482\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Ex-Mandelli.png 551w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Ex-Mandelli-300x262.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 551px) 100vw, 551px\" \/>Ancora 190.000 mq di logistica<\/strong> ai Dossi di Roncaglia, fra la Caorsana e l\u2019autostrada A21, <strong>che si vanno ad aggiungere ad altri 190.000 mq di area attrezzata in funzione della logistica<\/strong> a Borgoforte, a due passi del Capitolo. <strong>Due frazioni di Piacenza fagocitate da un carico sempre pi\u00f9 asfissiante, sia dal punto di vista dell\u2019inquinamento atmosferico che sotto il profilo della pura congestione del traffico e dei camion<\/strong>. A cui si deve aggiungere<strong> l\u2019impatto del polo logistico gi\u00e0 esistente, pi\u00f9 la centrale termoelettrica, l\u2019inceneritore, il cementificio e il traffico delle cave<\/strong> infinite di Ca\u2019 Morta e cascina Stanga; una miscela esplosiva che i residenti della zona non sono pi\u00f9 disposti ad accettare.<\/p>\n<p>Ma non bisogna commettere l\u2019errore di confinare il problema alle due frazioni perch\u00e9<strong> questo \u00e8 \u201cIL\u201d problema della citt\u00e0 di Piacenza<\/strong>. Per questo Legambiente rimane sconcertata dalla leggerezza con cui questa \u201c<em>nuova<\/em>\u201d pratica urbanistica, che si trascina dal 2006, sia stata approvata dalla Giunta Comunale.<br \/>\nNon vogliamo entrare nel merito dei tecnicismi della pratica stessa ma rileviamo solamente che <strong>se il mondo cambia anche le decisioni amministrative devono adeguarsi a tali cambiamenti.<\/strong><br \/>\nTale area di trasformazione produttiva infatti era stata approvata dal Consiglio Comunale per realizzare 49 capannoncini artigianali, a seguito del fallimento della Mandelli, per cui originariamente era stato previsto il cambio di destinazione d\u2019uso del terreno agricolo. Sacrificio di suolo giustificabile se rapportato al contributo di occupazione qualificata che avrebbe prodotto all\u2019epoca dell\u2019industria di meccatronica.<br \/>\nSacrificio un po\u2019 meno giustificabile ma ancora comprensibile per i 49 edifici destinati a imprenditori artigianali.<br \/>\n<strong>Sacrificio ingiustificato per la destinazione logistica, con il suo portato di traffico e di inquinamento.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-12388\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/foto-aerea-allagamento-2015.jpg\" alt=\"\" width=\"428\" height=\"383\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/foto-aerea-allagamento-2015.jpg 428w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/foto-aerea-allagamento-2015-300x268.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 428px) 100vw, 428px\" \/>Ma un\u2019altra cosa \u00e8 cambiata dal 2006 ad oggi. Nel 2015 infatti <strong>la frazione di Roncaglia \u00e8 stata drammaticamente investita da un\u2019alluvione che ha creato danni e disagi alla popolazione, ancora molto vivi<\/strong>. La decisione della Giunta Comunale di Piacenza non \u00e8 quindi solo sbagliata ma anche <strong>irriguardosa nei confronti dei cittadini che con pale e carriole si sono liberati del fango<\/strong> portato dalla tracimazione del Nure. Cittadini che non sono disposti a correre nuovi rischi, causati da un\u2019ulteriore impermeabilizzazione del suolo.<\/p>\n<p>Come Legambiente ci impegniamo ad approfondire la procedura tecnica appena approvata e i pareri espressi dagli Enti nella Conferenza dei Servizi per verificare la sussistenza di eventuali <strong>elementi validi per un ricorso amministrativo.<\/strong><br \/>\nIn ogni caso anticipiamo che se questo volesse rappresentare il cavallo di Troia per dilagare nel prospettato ampliamento della logistica per 1,3 milioni di mq, questa volta l\u2019\u201cUlisse\u201d di turno trover\u00e0 pane per i suoi denti, perch\u00e9 i piacentini non possono pi\u00f9 ignorare che i cambiamenti climatici non sono solo problemi degli altri ma drammaticamente anche nostri e soprattutto dei nostri figli.<\/p>\n<p><strong>I veri diritti acquisiti sono quelli alla salute<\/strong>, nel momento in cui nasciamo, e non esiste ragione al mondo per cui gli speculatori immobiliari &#8211; peraltro sempre i medesimi &#8211; possano conculcarli, a nostro danno.<\/p>\n<p><strong><em>Legambiente Piacenza, circolo Emilio Politi.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><span style=\"color: #008000;\"><strong>Documento di Proposte e Osservazioni della Consulta Territorio, Frazioni e Sviluppo Economico presentato il 16 ottobre 2018.<\/strong><\/span><\/h3>\n<p><em>La Consulta Territorio e Ambiente, sin dal suo insediamento, si \u00e8 occupato dei problemi urbanistici sul tappeto in tre successive Assemblee, in cui l\u2019Assessore Opizzi ha illustrato le posizioni dell\u2019Amministrazione e si \u00e8 confrontata con le Associazioni facenti parte della Consulta.<\/em><br \/>\n<em>A seguito dell\u2019istruttoria e del confronto compiuti, documentati dai relativi verbali, <strong>la Consulta ha ritenuto opportuno redigere uno specifico documento in cui illustra le proprie osservazioni e proposte<\/strong> da sottoporre all\u2019attenzione della Commissione Consiliare Urbanistica e dei Consiglieri del Comune di Piacenza.<\/em><\/p>\n<p><em>Prima di illustrare le osservazioni sui Criteri di valutazione delle Manifestazioni di interesse ritiene tuttavia necessario avanzare una premessa fondamentale.<\/em><br \/>\n<em>Come i Consiglieri Comunali sanno<strong> la nuova Legge Regionale Urbanistica n. 24 del 2017 definisce<\/strong> all\u2019art. 1 i principi fondamentali a cui si ispira proponendosi di:<\/em><\/p>\n<p><em>A) <strong>contenere il consumo di suolo<\/strong> quale bene comune e risorsa non rinnovabile,<\/em><\/p>\n<p><em>B) favorire la<strong> rigenerazione dei territori gi\u00e0 urbanizzati<\/strong>,<\/em><\/p>\n<p><em>C)<strong> tutelare e valorizzare il territorio n<\/strong>elle sue caratteristiche ambientali.<\/em><\/p>\n<p><em>Inoltre all\u2019art. 3 stabilisce che i Comuni, per assicurare la celere e uniforme applicazione delle disposizioni stabilite dalla nuova legge, avviino il processo di adeguamento della pianificazione urbanistica vigente entro il termine perentorio di tre anni (gennaio 2021) per concluderlo nei due anni successivi (gennaio 2023).<\/em><\/p>\n<p><em>La redazione del PUG sar\u00e0 anticipato dalla VALSAT (<strong>Valutazione di sostenibilit\u00e0 ambientale e territoriale<\/strong>), regolata dall\u2019art. 18. Tale rapporto ambientale e territoriale dovr\u00e0 costituire una parte integrante del Piano, sin dalla prima fase della sua elaborazione, con riferimento alle principali scelte pianificatorie, e alle ragionevoli alternative idonee a conseguire gli obiettivi perseguiti e i relativi effetti sull\u2019ambiente e sul territorio.<\/em><\/p>\n<p><em>In sostanza la nuova programmazione territoriale, modificando l\u2019impostazione fin qui seguita, <strong>non dovr\u00e0 basarsi sulla disponibilit\u00e0 dei terreni privati o sulle richieste di completamento del territorio gi\u00e0 urbanizzato, ma SOLO su una RIGOROSA VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI AMBIENTALI connesse alle ALTERNATIVE DISPONIBILI.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Tenuto conto di questo decisivo cambio di paradigma &#8211; almeno stando alla lettera dell\u2019articolato della nuova legge &#8211; sarebbe opportuno che la Delibera di indirizzo, con cui il Consiglio Comunale stabilir\u00e0 i criteri di priorit\u00e0, i requisiti e i limiti in base ai quali valutare la rispondenza all\u2019<strong>INTERESSE PUBBLICO<\/strong> delle proposte di accordo operativo avanzate dai soggetti interessati, per dare immediata attuazione delle previsioni contenute nei vigenti PSC, sia <strong>ispirata all\u2019obiettivo che la nuova Legge Urbanistica si propone, cio\u00e8 sostanzialmente al CONTENIMENTO DEL CONSUMO DI SUOLO.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>In sostanza questa fase transitoria dovrebbe essere considerata semplicemente come una \u201cfinestra\u201d attraverso la quale rendere attuabili solo alcune proposte gi\u00e0 previste dalla pianificazione vigente, anche se NON conformativa poich\u00e8 il POC non \u00e8 mai stato approvato, ma <strong>coerenti con il perseguimento dell\u2019interesse pubblico<\/strong> e soprattutto con lo sguardo proiettato agli obiettivi richiamati dalla nuova legge urbanistica.<\/em><\/p>\n<p><em>Fatta questa doverosa premessa rileviamo che le manifestazioni di interesse presentate da privati cittadini e operatori economici<strong> superano i 2 milioni di mq di superficie territoriale<\/strong>, gi\u00e0 depurati dall\u2019eliminazione preliminare, e squisitamente tecnica, operata dagli uffici comunali di quelle proposte che risultavano incoerenti con la normativa vigente o che avrebbero necessitato specifica Variante Urbanistica.<\/em><br \/>\n<em><strong>Solo questo semplice dato dimostra quanto il messaggio espresso dalla nuova legge urbanistica NON sia stato effettivamente recepito<\/strong> e di conseguenza quanta attenzione debba essere dimostrata dal Consiglio Comunale per garantire il rispetto dell\u2019interesse pubblico.<\/em><\/p>\n<p><em>Per questo motivo chiediamo che la redazione del PUG sia il pi\u00f9 partecipata possibile dalla cittadinanza e rappresenti una sorta di convocazione di \u201cStati Generali\u201d attraverso i quali<strong> la Comunit\u00e0 piacentina possa esprimere davvero la direzione del proprio sviluppo e del proprio futuro<\/strong>, interrogandosi sui seguenti sulle seguenti criticit\u00e0:<\/em><\/p>\n<p><em>1) <strong>svuotamento del centro storico<\/strong> a vantaggio delle frazioni e dei Comuni di cintura che ha prodotto un preoccupante processo di desertificazione della citt\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>2) <strong>Proliferazione indiscriminata della grande distribuzione e dell\u2019e-commerce<\/strong> invece che decise misure di tutela del commercio di vicinato rispetto.<\/em><\/p>\n<p><em>3)<strong> Ulteriore sviluppo della logistica<\/strong> invece che virtuosi processi di re-industrializzazione manifatturiera basati sulla ricerca e sull\u2019innovazione tecnologica.<\/em><\/p>\n<p><em>4) <strong>Progressiva riduzione delle risorse destinate alla gestione del verde<\/strong> anzich\u00e9 un Piano Strategico del Verde che consideri il sistema delle aree pubbliche, private e anche quelle ancora agricole, come una grande opportunit\u00e0 di conservazione e sviluppo dei servizi eco-sistemici.<\/em><\/p>\n<p><em>5) <strong>Sottovalutazione della progressiva crescita della popolazione immigrata<\/strong> (in parte gi\u00e0 con cittadinanza italiana), ignorando il fabbisogno di abitazioni di carattere economico, o prevedere soluzioni abitative che impediscano pericolosi processi di ghettizzazione e mancata integrazione.<\/em><\/p>\n<p><em>In attesa che il percorso di redazione partecipata del PUG abbia inizio, chiediamo una seduta \u201caperta\u201d della Commissione Consigliare Territorio in cui le associazioni che hanno lavorato sull\u2019argomento, nell\u2019ambito della Consulta \u201cAmbiente e Territorio\u201d, abbiano la possibilit\u00e0 di esprimere le conclusioni del proprio lavoro.<\/em><\/p>\n<p><em>Conclusioni che possono essere sintetizzate nei seguenti punti, che ci auguriamo possano essere positivamente considerati nella redazione della \u201cDelibera di indirizzo\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong><em>1) Settore produttivo: Stop a nuova logistica<\/em><\/strong><br \/>\n<em>Il polo logistico piacentino \u00e8 nato e cresciuto all\u2019insegna della mancata organizzazione di un disegno unitario. Ha rappresentato un grave incremento dell\u2019impermeabilizzazione del territorio (prima provincia in Italia per incremento percentuale, secondo il VII rapporto ISPRA del 2010), con conseguente idrogeologiche, dovute alla necessit\u00e0 di veloce deflusso delle acque di pioggia e di innalzamento delle temperature estive. Grave accrescimento dell\u2019inquinamento atmosferico dovuto alla straordinaria crescita del traffico su gomma non adeguatamente mitigato dalla prevista sostituzione del trasporto di merci su rotaia. Il previsto trasferimento dello scalo merci dall\u2019attuale stazione ferroviaria non \u00e8 mai stato realizzato, dagli inizi degli anni 2000, e solo ora si stanno creando le condizioni per una possibile concretizzazione, con esiti ancora tutti da definire e \u201cnormare\u201d. <\/em><br \/>\n<em>Molte misure di mitigazione (aree verdi, vasche di laminazione delle acque, impianti fotovoltaici sui tetti dei capannoni, realizzazione di strutture di servizio per gli operatori dei trasporti, ecc.) sono solo parzialmente attuale e mai correttamente monitorate. <\/em><br \/>\n<em>A questo va aggiunto il capitolo del personale, assunto mediante cooperative il cui rispetto delle norme a tutela dei diritti contrattuali e di sicurezza dei lavoratori (in maggioranza immigrati soprattutto per le mansioni esecutive) \u00e8 stato pi\u00f9 volte e drammaticamente oggetto della cronaca locale per lo sviluppo di situazioni al limite della legalit\u00e0. La parte minoritaria degli addetti assunta direttamente dagli operatori della logistica, \u00e8 prevalentemente ingaggiata con contratti a tempo determinato e solo in minima parte a tempo indeterminato e con funzioni tecniche o direzionali.<\/em><br \/>\n<em>Non si vede quindi quali siano realmente i vantaggi che la comunit\u00e0 piacentina potrebbe ottenere mediante l\u2019ulteriore espansione della logistica, peraltro per la considerevole superficie di 1,3 milioni di mq, praticamente la met\u00e0 della superficie dl polo attualmente urbanizzato (2,7 milioni di mq). <\/em><br \/>\n<em>Non rassicura affatto la considerazione secondo cui l\u2019espansione verrebbe realizzata mediante procedura APEA (Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata), perch\u00e9 la diffidenza sul rispetto delle prescrizioni stabilite dagli accordi e anche dalle Convezioni urbanistiche non solo sono giustificate da ci\u00f2 che possiamo verificare nel polo logistico attuale ma anche dalle gravi carenze verificabili nell\u2019APEA dell\u2019ex zuccherificio di Sarmato (piantumazioni, seccate, vasche dello zuccherificio private dell\u2019acqua, ecc.).<\/em><\/p>\n<p><em><strong>2) Forte cautela alle proposte di nuova urbanizzazione nelle frazioni.<\/strong> <\/em><br \/>\n<em>Come si deduce dalle manifestazioni di interesse avanzate, il residuo mercato immobiliare pi\u00f9 vitale \u00e8 quello che risponde alla domanda di abitazioni nelle frazioni (Vallera, Pittolo, Mucinasso, I Vaccari, ecc.) o nei Comuni di cintura. Le ragioni sono quelle consolidate: terreni a prezzi competitivi (anche se non sempre), disponibilit\u00e0 di aree verdi, private o pubbliche, illusione di minore inquinamento, il paesaggio della campagna, ecc. L\u2019accoglimento di tale richieste consoliderebbe il processo di distruzione del suolo agricolo che ha drammaticamente caratterizzato gli ultimi decenni. Inoltre produrrebbe problemi non pi\u00f9 sostenibili dovuti alla crescita della mobilit\u00e0 privata e del relativo inquinamento. Crescita della domanda di infrastrutture a carico del Comune (fognature, acquedotto, depuratori, strade, marciapiedi, asili, scuole, palestre, piste ciclabili, ecc.. ). Dal rapporto ISPRA del 2016 \u00e8 stato calcolato che un ettaro di suolo urbanizzato ci costa fino a 55.000 euro, ben di pi\u00f9 degli oneri di urbanizzazione incassati\u2026. Certo, gli oneri si incassano subito mentre i costi ricadranno sulle future amministrazioni ma questo non \u00e8 un agire previdente e amministrativamente decoroso.<\/em><br \/>\n<em>Inoltre il processo centrifugo della popolazione produce l\u2019impoverimento e la desertificazione del centro storico, anche dovuto all\u2019invecchiamento della popolazione e alla progressiva sostituzione con la popolazione immigrata, determinando situazioni di concentrazione che non favorisce sicuramente auspicabili processi di integrazione.<\/em><\/p>\n<p><strong><em>3) Salvaguardia delle aree verdi ancora esistenti nel territorio urbanizzato di enorme valore ecologico e testimoniale.<\/em><\/strong><br \/>\n<em>Sono state avanzate alcune manifestazioni di interesse per le aree comprese fra via Da Saliceto e Via Campesio, per l\u2019area del campetto da calcio di Via Morigi, ecc. Occorre ribadire che tali aree, indipendentemente dalla loro dimensione quantitativa, rivestono un enorme valore sotto il profilo ecologico e testimoniale, per cui vanno assolutamente preservate. Non lo dicono solo le associazioni ambientaliste ma la stessa nuova legge urbanistica che all\u2019art. 21, comma 2 afferma: \u201cRientrano tra le dotazioni ecologiche e ambientali anche gli spazi di propriet\u00e0 privata che concorrono al raggiungimento delle finalit\u00e0 di cui al comma 1 (contrasto dei cambiamenti climatici, miglioramento della qualit\u00e0 dell\u2019ambiente urbano, ecc.).<\/em><\/p>\n<p><em><strong>4) Seria valutazione delle proposte di nuovi insediamenti commerciali di media o grande distribuzione.<\/strong> <\/em><br \/>\n<em>Nell\u2019ottica di una valutazione di medio periodo, che superi quanto meno l\u2019arco temporale di un\u2019amministrazione, occorre porsi seriamente il problema delle prospettive del commercio di vicinato, tenuto conto non solo della tutela di una categoria di operatori economici ma del ruolo che tale funzione produce in termini di servizio e anche di rapporti di relazione di una comunit\u00e0. Oggi tale tipologia di commercio \u00e8 fortemente in crisi per molteplici motivi: 1) la crisi dei consumi che intacca la societ\u00e0 italiana dal 2008; 2) lo sviluppo esponenziale dell\u2019e-commerce; 3) l\u2019invecchiamento della popolazione del centro storico e la riduzione dei relativi consumi; 4) la sostituzione, soprattutto in alcune zone della citt\u00e0, della popolazione straniera \u2013 con minore disponibilit\u00e0 di reddito &#8211; a quella autoctona; 5) l\u2019accentuarsi dell\u2019accerchiamento da parte della media e grande distribuzione. Basti pensare che oltre ai centri commerciali di pi\u00f9 antica data sono in cantiere diverse strutture distributive anche all\u2019interno di progetti di \u201crigenerazione urbana\u201d (vedi Terre Padane), che per la loro rilevanza, anche sotto il profilo dell\u2019impatto sulla mobilit\u00e0, sulle trasformazioni sociali di quartiere, rischiano di produrre repentine mutazioni radicali in direzione ostinata e contraria agli obiettivi che la \u201crigenerazione\u201d intenderebbe proporsi.<\/em><\/p>\n<h3><span style=\"color: #008000;\"><strong><em>PREVISIONI di SUPERFICI destinate a COMMERCIALE<\/em><\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong><em>Terre Padane 14.500 mq<\/em><\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong><em>+ 3 comparti a servizi (anche commerciali) da 2.500 mq = 7.500 mq<\/em><\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong><em>Ex Manifattura Tabacchi 4.750 mq<\/em><\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong><em>Ex Mazzoni di Via Calciati 1.500 mq<\/em><\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong><em>Penny market Via Conciliazione 1.950 mq<\/em><\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #008000;\"><strong><em>Ex ENEL di Via Emila Pavese 1.500 mq<\/em><\/strong><\/span><\/h3>\n<h3><span style=\"color: #008000;\"><strong><em>TOTALE circa 31.500 mq<\/em><\/strong><\/span><\/h3>\n<p><em>E\u2019 vero che l\u2019intervento di Terre Padane o dell\u2019ex Manifattura Tabacchi o dell\u2019area ex Mazzoni di Via Calciati non determinano, se non in misura limitata, nuovo consumo di suolo, essendo aree gi\u00e0 antropizzate o cementificate, ma vanno comunque seriamente valutate per il loro impatto sullo sviluppo complessivo della citt\u00e0, indipendentemente dalla qualit\u00e0 puramente architettonica dei progetti. Non possono quindi essere approvati se non a seguito di una seria e approfondita valutazione ambientale, sociale e strategica, come complesso di funzioni fortemente integrate. Non devono quindi essere considerati come progetti autonomi e rispondenti solo alla domanda del mercato immobiliare. ma valutati per gli impatti che producono e possono produrre anche nel medio-lungo periodo.<\/em><\/p>\n<p><em>5) <strong>La Delibera di indirizzo dovr\u00e0 infine essere espressa anche in relazione ad una profonda riflessione sui bisogni effettivi della popolazione attuale e futura della citt\u00e0.<\/strong> In particolare alla popolazione immigrata che \u00e8 destinata a incidere sempre di pi\u00f9 numericamente sul totale della popolazione, a causa dello squilibrio fra tassi di natalit\u00e0 e mortalit\u00e0 della popolazione piacentina, e che \u00e8 attualmente confinata in alcuni quartieri \u201cghetto\u201d (per intenderci), con gravi ripercussioni sulla sua capacit\u00e0 di integrazione e con effettivi problemi di sicurezza. Occorre affrontare il problema non solo con misure di controllo ma anche di prevenzione, che oculati e lungimiranti interventi urbanistici possono sicuramente favorire. Per esempio lo studio di nuove soluzioni per il recupero del patrimonio edilizio esistente a condizioni agevolate e la messa a disposizione degli alloggi in affitto con un fondo di garanzia per i locatori. Ci\u00f2 stimolerebbe il settore delle costruzioni attualmente in profonda crisi, senza intaccare nuovo suolo agricolo.<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Firmato per la Consulta: il Coordinatore, Edmondo Ioannilli<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancora 190.000 mq di logistica ai Dossi di Roncaglia, fra la Caorsana e l\u2019autostrada A21, che si vanno ad aggiungere ad altri 190.000 mq di [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":12387,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[126,11],"tags":[2163,1183],"class_list":["post-12386","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-consumo-di-suolo-tematiche","category-emilia_romagna","tag-logistica","tag-piacenza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12386","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12386"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12386\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12387"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12386"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12386"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12386"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}