{"id":12433,"date":"2018-11-28T22:14:35","date_gmt":"2018-11-28T21:14:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=12433"},"modified":"2018-12-11T22:56:26","modified_gmt":"2018-12-11T21:56:26","slug":"chi-inquina-ripara-ispra-fa-il-punto-sul-danno-ambientale-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2018\/11\/chi-inquina-ripara-ispra-fa-il-punto-sul-danno-ambientale-in-italia\/","title":{"rendered":"Chi inquina ripara: Ispra fa il punto sul danno ambientale in Italia"},"content":{"rendered":"<p>Negli ultimi due anni, <strong>Ispra e le Agenzie ambientali<\/strong> hanno seguito le istruttorie di <strong>217 casi di danno ambientale<\/strong> distribuiti su tutto il territorio nazionale. Un tema complesso, sul quale Ispra ha deciso di aprire un confronto con istituzioni, mondo accademico, giuristi, magistratura e associazioni, promuovendo un convegno alla Camera dei deputati il 27 novembre dal titolo \u201c<em>Il danno ambientale: prevenzione e riparazione in un Sistema a rete<\/em>\u201d per fare il punto sulla situazione attuale, mettere sul tavolo le questioni aperte e ipotizzare sviluppi futuri.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-12434\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/danno-tavolo.png\" alt=\"\" width=\"581\" height=\"436\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/danno-tavolo.png 581w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/danno-tavolo-300x225.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 581px) 100vw, 581px\" \/><\/p>\n<p>\u201c<em>Come Commissione di inchiesta sulle attivit\u00e0 illecite dedicheremo molto spazio al tema del danno ambientale<\/em> \u2013 ha affermato il neo eletto presidente della Commissione <strong>Stefano Vignaroli<\/strong> aprendo il convegno \u2013<em> in particolare vogliamo affrontare il nodo delle fideiussioni<\/em>\u201d. <strong>Per chi svolge attivit\u00e0 che potrebbero causare un danno ambientale si pone, infatti, la questione di sottoscrivere una forma di copertura finanziaria per premunirsi in caso di oneri da versare.<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 questa solo una delle numerose e diverse questioni aperte. Si \u00e8 in attesa di due decreti attuativi che stabiliscano i criteri con cui definire procedure amministrative, copertura assicurativa del danno, nonch\u00e9 i <strong>criteri di accertamento e quelli di riparazione<\/strong>. \u201c<em>Aspettando le norme migliori, iniziamo a lavorare insieme con tutti gli attori coinvolti per trovare percorsi operativi il pi\u00f9 possibile pragmatici<\/em> \u2013 ha detto il Direttore generale dell\u2019Ispra <strong>Alessandro Bratti<\/strong> \u2013 <em>Con questo convegno abbiamo fotografato una situazione: Ispra e il Sistema Snpa ci sono e hanno un buon bagaglio di competenze tecnico-scientifiche. Partiamo dalla casistica esistente, capiamo se l\u2019approccio adottato sino ad oggi sul danno pu\u00f2 essere allargato e guardiamo all\u2019obiettivo finale: ripristinare lo stato ambientale di un\u2019area nel modo pi\u00f9 vicino possibile a quello originario<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Tornando un passo indietro, <strong>cosa si intende per danno ambientale?<\/strong> Le norme indicano come tale <strong>qualsiasi deterioramento, significativo e misurabile, provocato a specie e habitat protetti, a fiumi e laghi o al suolo<\/strong>. Per fare qualche esempio, si va dall\u2019incidente della <strong>Costa Concordia<\/strong> alle <strong>discariche di Giugliano<\/strong> in Campania o quella di <strong>Bellolampo a Palermo<\/strong>, dalla <strong>Valle del Sacco nel Lazio<\/strong> allo sversamento di idrocarburi nel <strong>fiume Polcevera<\/strong>. La maggior parte delle istruttorie per danno ambientale \u00e8 oggi associata a illeciti compiuti nella gestione dei rifiuti (41%), violazioni in materia di edilizia e paesaggio (19%) e scarichi fuori norma (5%). Un 8% \u00e8 legato ai cosiddetti \u2018<em>ecoreati<\/em>\u2019 individuati della recente legge n. 68\/2015 (disastro ambientale, inquinamento, omessa bonifica), nonch\u00e9 a illeciti relativi alle emissioni in atmosfera, in materia di bonifiche o di AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale). <strong>Gli oltre 200 casi di danno relativi a 2017-2018 vedono la Sicilia in testa tra le regioni dove risultano pi\u00f9 istruttorie aperte (38), seguita da Campania e Puglia (25), Toscana (18).<\/strong><\/p>\n<p><strong>Non tutte le segnalazioni di danno finiscono nei tribunali<\/strong>: dei 217 casi seguiti da Ispra, 184 si inseriscono in procedimenti giudiziari per reati ambientali ovvero casi di illeciti che finiscono davanti ai tribunali e per i quali il Ministero pu\u00f2 richiedere la riparazione del danno; gli altri 33 sono, invece, <strong>casi extra-giudiziali che si avviano quando enti pubblici, cittadini, comitati o associazioni ambientaliste richiedono, attraverso le prefetture, l\u2019intervento del Ministero denunciando potenziali danni all\u2019ambiente.<\/strong><\/p>\n<p>All\u2019interno dell\u2019iter che verifica quanto danneggiato in un\u2019area, il ruolo di Ispra \u00e8 quello di seguire, per conto del Ministero dell\u2019ambiente, l\u2019istruttoria dei casi di potenziale danno. Un compito per il quale l\u2019Istituto si avvale della collaborazione delle Arpa sul territorio: dallo scorso anno \u00e8 stata attivata la \u201c<em>Rete operativa per il danno ambientale<\/em>\u201d del Sistema nazionale per la protezione ambientale, <strong>per far s\u00ec che la fase istruttoria venga elaborata in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale<\/strong> valutando le azioni per la riparazione e la prevenzione.<\/p>\n<p>Eppure sono ancora molteplici le questioni aperte sul ruolo che Snpa debba avere su questo fronte. Aspetto che meriterebbe un approfondimento normativo, come sottolineato dal <strong>magistrato Giuseppe Bettarino<\/strong>, consigliere della Commissione parlamentare per la lotta alle ecomafie: \u201c<em>Da appassionato della Legge 132, che ha istituito Snpa, rilevo che la norma parla di coinvolgimento del Sistema nei procedimenti penali e civili. In che senso? Come periti o consulenti tecnici? E in quale fase del procedimento?<\/em>\u201d. L\u2019organizzazione di Ispra e Snpa va aldil\u00e0 della matrice classica, secondo il magistrato, per cui il Sistema deve ragionare qui e subito sul modello da adottare. \u201c<em>Hic Rhodus ic salta<\/em>\u201d ha spronato Bettarino. Di sicuro nella valutazione del danno c\u2019\u00e8 bisogno di autorevolezza e terziet\u00e0: \u201c<em>Lo strumento riparatorio richiede un soggetto tecnico autorevole e attendibile \u2013 ha sottolineato Franco Anelli, giurista e rettore dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore \u2013 perch\u00e8 bisogna capire quali azioni servono realmente, trovare soluzioni ragionevolmente compromissorie, mediando spesso con le richieste locali. E\u2019 la via per arrivare alle riparazioni specifiche, altrimenti non si sa chi dovrebbe deciderle<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Tanti i temi aperti e le questioni da approfondire. Di sicuro \u00e8 emerso un apprezzamento per il lavoro svolto sino ad oggi. \u201c<em>Snpa \u00e8 squadra forte e pu\u00f2 farcela<\/em> \u2013 ha affermato <strong>Paola Ficco<\/strong>, giurista ambientale \u2013<em> a vantaggio del Sistema Italia<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><em>Tratto da: <a href=\"http:\/\/www.snpambiente.it\/2018\/11\/28\/chi-inquina-ripara-ispra-fa-il-punto-sul-danno-ambientale-in-italia\">http:\/\/www.snpambiente.it\/2018\/11\/28\/chi-inquina-ripara-ispra-fa-il-punto-sul-danno-ambientale-in-italia<\/a><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi due anni, Ispra e le Agenzie ambientali hanno seguito le istruttorie di 217 casi di danno ambientale distribuiti su tutto il territorio nazionale. 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