{"id":12449,"date":"2018-12-04T18:46:27","date_gmt":"2018-12-04T17:46:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=12449"},"modified":"2018-12-16T23:26:01","modified_gmt":"2018-12-16T22:26:01","slug":"dietro-la-crisi-delle-grandi-imprese-di-costruzione-ci-sono-i-controlli-dellautorita-nazionale-anticorruzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2018\/12\/dietro-la-crisi-delle-grandi-imprese-di-costruzione-ci-sono-i-controlli-dellautorita-nazionale-anticorruzione\/","title":{"rendered":"Dietro la crisi delle grandi imprese di costruzioni ci sono i controlli dell&#8217;Autorit\u00e0 nazionale anticorruzione"},"content":{"rendered":"<p><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-12450\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/CMC.png\" alt=\"\" width=\"594\" height=\"189\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/CMC.png 594w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/CMC-300x95.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 594px) 100vw, 594px\" \/>di Alessandro Mortarino.<\/em><\/p>\n<p><strong>La Cooperativa muratori e cementieri (Cmc) di Ravenna<\/strong> \u00e8 uno dei pi\u00f9 importanti e storici gruppi italiani del settore delle costruzioni. Fondata a Ravenna il 7 marzo 1901 da 35 muratori, produce oggi all&#8217;estero oltre il 60% del suo fatturato ed \u00e8 attualmente presente in circa 40 Paesi di 4 continenti, operando anche <strong>nel settore dei trasporti, dell\u2019idraulica, dell\u2019energia, dell\u2019edilizia, dell\u2019ecologia e ambiente nonch\u00e9 in ambito marittimo e portuale<\/strong>. Lo scorso anno ha chiuso il bilancio con un fatturato di 258,2 milioni di euro.<br \/>\nUn colosso, insomma.<\/p>\n<p>Ma lo scorso 2 dicembre 2018<strong> il suo Consiglio di Amministrazione ha deliberato di richiedere l\u2019ammissione della Societ\u00e0 alla procedura di concordato preventivo \u201ccon riserva\u201d<\/strong>: gli organi deliberanti di Cmc hanno infatti ritenuto che \u2013 nell\u2019attuale frangente di tensione finanziaria di cassa \u2013 \u00ab<em>questa soluzione rappresenti il percorso pi\u00f9 efficace per porre in sicurezza il patrimonio della societ\u00e0 e tutelare, in tal modo, tutti i portatori di interessi. Il piano concordatario &#8211; volto a conseguire il risanamento dell\u2019esposizione debitoria delle Societ\u00e0 e il riequilibrio della propria situazione finanziaria <\/em><em>attraverso il presumibile ricorso al concordato con continuit\u00e0 &#8211; \u00e8 in fase di avvio di elaborazione e necessita di ulteriore tempo per essere finalizzato e formalizzato<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>E&#8217; crisi. Crisi grave.<br \/>\nCmc non \u00e8 la sola ad affrontare un burrascoso momento; altri importanti gruppi italiani navigano in simili acque agitate: <strong>Astaldi, Condotte, Grandi Lavori Fincosit e Tecnis<\/strong>. Con Cmc significa <strong>circa 22 mila addetti diretti a rischio occupazionale<\/strong>, a cui se ne aggiungono <strong>molte altre decine di migliaia negli indotti di riferimento<\/strong>.<br \/>\n<strong>Nicola Borzi su &#8220;Il Fatto Quotidiano&#8221; del 4 dicembre<\/strong> analizza la situazione di crisi di questi grandi gruppi non soltanto sotto il profilo finanziario ma anche sotto quello del mutato quadro di regole previsto dal nuovo codice degli appalti. Il titolo dell&#8217;articolo di Borzi \u00e8 molto eloquente: &#8220;<strong><em>Senza il giochino sui lavori i big del cemento affondano<\/em><\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>Cosa significa?<br \/>\nLo spiega, nell&#8217;articolo, un tecnico che chiede di restare anonimo: \u00ab<em><strong>prima della riforma, le imprese di costruzioni facevano utili non tanto sull&#8217;opera appaltata ma sulle varianti<\/strong> (i &#8220;lavori aggiuntivi non contrattualizzati&#8221;), che progettavano da s\u00e9 perch\u00e9 alle amministrazioni toccava solo depositare progetti di massima mentre ora devono farli di dettaglio o demandarli alle stazioni appaltanti che non sono decollate.<strong> Con la riforma, le varianti vanno ora comunicate all&#8217;Autorit\u00e0 nazionale anticorruzione<\/strong>. Risultato: <strong>su questi lavori le imprese non guadagnano pi\u00f9 &#8220;pronta cassa&#8221;<\/strong> e devono fare causa ai committenti, con tutti i rischi e i tempi biblici del<\/em> <em>caso\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Le varianti alle opere non contabilizzano mai minori costi totalizzati durante l&#8217;esecuzione dei lavori. Ma sempre e solo maggiori costi &#8220;imprevisti&#8221;.<br \/>\nCosti gonfiati.<br \/>\nSenza i quali anche i &#8220;colossi&#8221; si scoprono con piedi d&#8217;argilla.<\/p>\n<p><strong>Scusate, di cemento&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Alessandro Mortarino. La Cooperativa muratori e cementieri (Cmc) di Ravenna \u00e8 uno dei pi\u00f9 importanti e storici gruppi italiani del settore delle costruzioni. 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