{"id":12475,"date":"2018-12-11T22:42:06","date_gmt":"2018-12-11T21:42:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=12475"},"modified":"2018-12-19T15:53:41","modified_gmt":"2018-12-19T14:53:41","slug":"litalia-cambia-volto-aumentano-alberi-e-foreste-nelle-zone-marginali-del-paese-ma-si-riducono-aree-agricole-prati-e-pascoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2018\/12\/litalia-cambia-volto-aumentano-alberi-e-foreste-nelle-zone-marginali-del-paese-ma-si-riducono-aree-agricole-prati-e-pascoli\/","title":{"rendered":"L\u2019Italia cambia volto: aumentano alberi e foreste nelle zone marginali del Paese, ma si riducono aree agricole, prati e pascoli"},"content":{"rendered":"<p><em>A cura di Ispra.<\/em><\/p>\n<p><strong>Aumenta il verde in Italia<\/strong>, in particolare per quanto riguarda gli alberi che in soli 5 anni (2012-2017) crescono con una percentuale del 4,7% arrivando ad estendersi lungo circa 14 milioni di ettari. Il fenomeno si concentra <strong>nelle zone marginali del Paese e trascura invece le citt\u00e0 dove a salire sono i valori di copertura artificiale<\/strong>.<\/p>\n<p>A livello regionale sono <strong>Liguria (80,7%), Calabria (67%) e Toscana (60,8%) le regioni con la maggiore percentuale di alberi.<\/strong><br \/>\nNello stesso periodo<strong> l\u2019Italia ha per\u00f2 ridotto del 4% le aree con vegetazione erbacea agricola o adibite a pascolo trasformandole in centri urbanizzati o aree boschive.<\/strong> La perdita dell\u2019area agricola, che un tempo divideva nettamente le citt\u00e0 dai boschi, si \u00e8 accompagnata spesso alla scomparsa dell\u2019eterogeneit\u00e0 del paesaggio, all\u2019ingresso delle specie aliene e alla riduzione della biodiversit\u00e0 di molte aree interne e ancor di pi\u00f9 della sicurezza alimentare.<br \/>\nAccanto ad aree ormai sovrasfruttate (dove si concentrano le principali aree urbane, le infrastrutture e l\u2019agricoltura intensiva), quindi, se ne trovano altre <strong>totalmente trascurate, soggette a fenomeni di spopolamento e di abbandono delle colture e del territorio<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 questa l\u2019immagine odierna del territorio italiano fornita dall\u2019ISPRA<\/strong> nel primo rapporto \u201c<em>Territorio. Processi e trasformazioni in Italia<\/em>\u201d, un lavoro che, analizzando le principali trasformazioni del suolo italiano, mira a rappresentare un riferimento nazionale per la conduzione di analisi sullo stato del territorio e del paesaggio e per lo studio di processi naturali e antropogenici.<\/p>\n<figure id=\"attachment_12476\" aria-describedby=\"caption-attachment-12476\" style=\"width: 573px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-12476\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Italia-verde.png\" alt=\"\" width=\"573\" height=\"374\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Italia-verde.png 573w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Italia-verde-300x196.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 573px) 100vw, 573px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-12476\" class=\"wp-caption-text\">Foto di Tiziana Valente<\/figcaption><\/figure>\n<p>L\u2019analisi delle principali dinamiche di cambiamento di copertura e di uso del suolo mostra come il processo pi\u00f9 significativo in atto, in Europa e nel nostro Paese, sia la <strong>progressiva diminuzione della superficie destinata all\u2019uso agricolo, spesso in maniera indipendente dalla fertilit\u00e0 e dalla produttivit\u00e0 dei terreni.<\/strong><br \/>\nLa riduzione dei terreni coltivati dovuta all\u2019espansione urbana avviene prevalentemente nelle zone pianeggianti, mentre la ricolonizzazione forestale si verifica soprattutto nelle aree interne, nelle zone collinari e lungo l\u2019arco alpino e appenninico alle quote pi\u00f9 elevate.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #008000;\"><strong>L\u2019intensificazione agricola:<\/strong> <\/span><\/h3>\n<p>Parallelamente all\u2019abbandono delle zone marginali, <strong>anche le pratiche di intensificazione agricola<\/strong> (meccanizzazione e utilizzo di tecniche di coltivazione, di irrigazione, di fertilizzazione e di difesa fitosanitaria) concentrate nelle aree di pianura <strong>determinano profondi mutamenti<\/strong> nel loro assetto. Inoltre, contribuendo al degrado della qualit\u00e0 del suolo stesso rendono il territorio ancora pi\u00f9 vulnerabile ai cambiamenti climatici in atto.<br \/>\nLa dinamica delle trasformazioni degli ultimi decenni resta comunque dominata dalla <strong>crescita delle aree artificiali per far fronte a nuove infrastrutture di trasporto, a nuove costruzioni o ad altre coperture non naturali,<\/strong> che, <strong>con una crescita di oltre il 180% rispetto agli anni\u201950<\/strong> rappresenta l\u2019evoluzione di maggiore entit\u00e0.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #008000;\"><strong>L\u2019avanzata delle aree boschive:<\/strong> <\/span><\/h3>\n<p>Lo stato di abbandono delle aree agricole favorisce nel corso degli anni la ricolonizzazione da parte del bosco che oggi interessa il 40% del territorio, in particolare <strong>nelle zone montane, dove gli alberi arrivano a coprire complessivamente il 65% del territorio<\/strong>. Rispetto al passato, quando la<br \/>\nricolonizzazione interessava in modo particolare i pascoli, oggi si osserva l\u2019espansione del bosco a carico degli arbusteti, che di fatto rappresentano una tappa intermedia verso gli ecosistemi forestali. <strong>Tale espansione non comporta sempre un aumento in termini di biodiversit\u00e0<\/strong>, soprattutto quando si assiste all\u2019ingresso di specie aliene invasive come Robinia pseudoacia e Ailanthus altissima, o alla riduzione di spazi aperti, radure, e altri habitat che svolgono un ruolo fondamentale per la conservazione di talune specie.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #008000;\"><strong>Copertura arborea del territorio a livello regionale:<\/strong><\/span><\/h3>\n<p><strong>Liguria (80,7%), Calabria (67%) e Toscana (60,8%), sono le Regioni con il pi\u00f9 alto coefficiente di copertura arborea,<\/strong> considerando anche frutteti, uliveti, arboricoltura da legno e alberi in ambiente urbano.<br \/>\n<strong>All\u2019opposto si trovano Veneto e Lombardia (29,5% e 32,9%)<\/strong>. La crescita degli ultimi anni \u00e8 avvenuta principalmente a scapito di aree con vegetazione erbacea (agricola, naturale o seminaturale) in montagna (+2%), ma ancor di pi\u00f9 in collina (+2,5%), dove i processi di abbandono sono ancora in corso.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #008000;\"><strong>Copertura a Livello comunale:<\/strong> <\/span><\/h3>\n<p><strong>Tra le citt\u00e0 \u00e8 Reggio Calabria, con il 54,5%, a detenere la maggiore percentuale di territorio ricoperto da alberi, seguita da Genova (54%) e Messina (49,9%)<\/strong>. La capitale si attesta al 21, 7%, mentre Milano e Palermo rispettivamente al 10,7% e al 33,4%.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.isprambiente.gov.it\/it\/evidenza\/ispra\/territorio.-processi-e-trasformazioni-in-italia\"><em>Rapporto e documentazioni possono essere scaricati qui.<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Ispra. Aumenta il verde in Italia, in particolare per quanto riguarda gli alberi che in soli 5 anni (2012-2017) crescono con una [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":12476,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[103,1351],"tags":[1619,2200],"class_list":["post-12475","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-agricoltura","category-paesaggio-tematiche","tag-ispra","tag-verde"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12475","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12475"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12475\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12476"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12475"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12475"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12475"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}