{"id":12505,"date":"2018-12-19T15:18:34","date_gmt":"2018-12-19T14:18:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=12505"},"modified":"2019-01-06T22:13:06","modified_gmt":"2019-01-06T21:13:06","slug":"xiv-rapporto-sulla-qualita-dellambiente-urbano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2018\/12\/xiv-rapporto-sulla-qualita-dellambiente-urbano\/","title":{"rendered":"XIV Rapporto sulla qualit\u00e0 dell&#8217;ambiente urbano"},"content":{"rendered":"<p><strong>Continuano i superamenti del PM10 nelle citt\u00e0 italiane<\/strong>: i dati preliminari, aggiornati al 10 dicembre 2018, mostrano <strong>valori oltre la norma in 19 aree urbane con Brescia capofila dei superamenti<\/strong> (87) e Viterbo che, almeno finora, non ha mai oltrepassato il limite.<br \/>\nMa non mancano i segnali positivi. \u00c8 infatti in atto una significativa tendenza alla riduzione dei livelli di emissione di PM10 primario, quello direttamente emesso dal riscaldamento domestico e dai trasporti, ma anche dalle industrie e da alcuni fenomeni naturali, che si riduce del 19% in 10 anni (2005 al 2015).<\/p>\n<p><strong>\u00c8 ancora pericolo frane e alluvioni<\/strong>: il 3,6% delle citt\u00e0, dove risiedono quasi 190 mila abitanti, rientra nelle classi a maggiore pericolosit\u00e0 per frane. I valori salgono al 17,4%, superando anche la media nazionale del\u20198,4%, se si parla di probabilit\u00e0 di alluvioni nello scenario medio. Dei 5.248 interventi contro il dissesto distribuiti su tutto il territorio nazionale 460 riguardano i 120 comuni.<\/p>\n<p><strong>Si rafforza lo sharing mobility<\/strong> che, nell\u2019ultimo triennio, aumenta il numero delle vetture in condivisione mettendo a disposizione 48 mila unit\u00e0 delle quali l\u201983% biciclette.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #008000;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-12506\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/smog.png\" alt=\"\" width=\"575\" height=\"323\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/smog.png 575w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/smog-300x169.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 575px) 100vw, 575px\" \/>Sono i risultati dell\u2019edizione 2018 del Rapporto ISPRA-SNPA \u201c<em>Qualit\u00e0 dell\u2019Ambiente Urbano<\/em>\u201d, presentato questa mattina al Senato. Il lavoro, che analizza l\u2019ambiente in 120 citt\u00e0 e 14 aree metropolitane, quest\u2019anno dedica il focus alle esperienze innovative.<\/strong><\/span><\/h3>\n<p>Al 10 dicembre 2018 (stime preliminari) sono in tutto 19 le citt\u00e0 che hanno oltrepassato il limite giornaliero per il PM10. <strong>Brescia, con 87 giorni, \u00e8 la citt\u00e0 con il maggior numero di superamenti, seguita da Torino e Lodi con 69.<\/strong><br \/>\nNel 2017 il valore limite annuale per l\u2019NO2 \u00e8 stato <strong>superato in almeno una delle stazioni di monitoraggio di 25 aree urbane<\/strong>, si sono poi registrati pi\u00f9 di 25 giorni di superamento dell&#8217;obiettivo a lungo termine per l\u2019ozono in 66 aree urbane su 91 per le quali erano disponibili dati e il superamento del valore limite annuale per il PM2,5 (25 \u00b5g\/m\u00b3) in 13 aree urbane su 84.<br \/>\nMa il trend delle concentrazioni di PM10, PM2,5 e NO2 \u00e8 comunque in diminuzione. Anche le emissioni di PM10 primario, passano da un totale di 45.403 tonnellate (Mg) nel 2005 a 36.712 tonnellate (Mg) nel 2015 con una riduzione del 19%.<\/p>\n<p>Cresce lo sharing mobility che nel giro di tre anni (2015-2017) si rafforza come settore <strong>aumentando pi\u00f9 del doppio il numero delle vetture in condivisione<\/strong>. Delle 48 mila unit\u00e0 messe su strada lo scorso anno, l\u201983% sono biciclette, il 16% automobili e l\u20191% scooter.<\/p>\n<p>In linea generale nei comuni capoluoghi di Provincia, il rischio frana \u00e8 meno rilevante rispetto a quello del territorio italiano: il 3,6% del territorio \u00e8 classificato a pericolosit\u00e0 da frana elevata P3 e molto elevata P4 (Piani di Assetto Idrogeologico) a fronte di una media nazionale che raggiunge, nelle stesse classi di pericolosit\u00e0, l\u20198,4%.<br \/>\n<strong>Complessivamente sono 24.311 le frane censite fino al 2017 nei 120 comuni<\/strong>. La superficie complessiva delle aree a pericolosit\u00e0 per frana ammonta a quasi 2.400 km2 (11,4%), di cui 753km2 (3,6%), dove risiedono oltre 189 mila abitanti, classificate a pericolosit\u00e0 elevata P3 e molto elevata P4. <strong>I Comuni con pi\u00f9 abitanti a rischio frana sono: Napoli, Genova, Catanzaro, Chieti, Massa e Palermo.<\/strong> Negli stessi territori la probabilit\u00e0 di alluvione \u00e8 per\u00f2 superiore alla media nazionale: la percentuale di aree a pericolosit\u00e0 media P2 (tempo di ritorno tra 100 e 200 anni) \u00e8 pari al 17% del territorio dei 120 comuni, mentre il dato nazionale si attesta all\u20198,4%. Inoltre, <strong>la popolazione a rischio alluvioni nelle stesse aree (2.195.485 ab.) \u00e8 pari al 12% della popolazione residente a fronte di un dato nazionale del 10,4%.<\/strong> Vi sono 14 Comuni con pi\u00f9 di 50.000 abitanti a rischio alluvioni e 7 Citt\u00e0 metropolitane con pi\u00f9 di 100.000 abitanti a rischio.<br \/>\nLe citt\u00e0 corrono ai ripari: dal 1999 al 2017 finanziati 462 interventi contro il dissesto in 120 comuni per un ammontare complessivo che supera il miliardo e mezzo di euro. I comuni con il maggior numero di interventi conclusi sono Lucca (21 per oltre 25mln \u20ac), Terni (9 per 5,7 mln \u20ac), Messina e Ravenna (8 con rispettivamente 12 e oltre 7 mln \u20ac). Per quanto riguarda gli importi complessivi dei finanziamenti ai comuni, per Genova sono stati stanziati di 354 mln \u20ac (di cui solo 2,66 mln \u20ac su progetti gi\u00e0 conclusi), Milano 171 mln \u20ac (compresi 25,40 mln \u20ac di progetti conclusi) e a Firenze 118 mln \u20ac, di cui solo 830 mila euro sono relativi a progetti conclusi). Nelle 14 citt\u00e0 metropolitane sono invece 917 gli interventi per un importo totale pari a 1 miliardo e 845 mln di euro.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #008000;\"><strong>I Comuni italiani perdono ancora terreno consumando complessivamente tra il 2016 e il 2017 circa 650 ettari di territorio con un costo complessivo, in termini di perdita dei principali servizi ecosistemici (2012 al 2017), valutato tra i 215 e i 270 milioni di euro.<\/strong> <\/span><\/h3>\n<p>Il comune di<strong> Roma<\/strong>, da solo, nello stesso periodo perde un valore tra i 25 e i 30 milioni di euro. A livello di Citt\u00e0 metropolitane, nel 2017 <strong>Napoli e Milano<\/strong> presentano la percentuale di suolo consumato pi\u00f9 alta, 34,2% e 32,3% rispettivamente, mentre <strong>Palermo<\/strong> la percentuale pi\u00f9 bassa con 5,9%.<br \/>\nLa perdita di servizi ecosistemici dovuta al consumo di suolo nelle Citt\u00e0 metropolitane tra il 2012 e il 2017 \u00e8 valutata tra i 348 e i 443 milioni di euro. Da notare che a <strong>Torino, Bari e Napoli<\/strong> si rileva un contributo pi\u00f9 significativo, della perdita di suolo, nei Comuni metropolitani rispetto al capoluogo.<\/p>\n<p>Si verificano <strong>fenomeni di sprofondamento<\/strong> in particolare a <strong>Roma<\/strong> dove, solo negli ultimi 10 mesi del 2018 si registrano ben 136 voragini. Complessivamente, dal 1960 ad agosto 2018, nei 120 Comuni si contano 2.777 sinkholes dei quali &#8211; oltre a quelli della capitale &#8211; 562 a <strong>Napoli<\/strong>,150 a <strong>Cagliari<\/strong>, 72 casi a <strong>Palermo<\/strong>. Tendenzialmente sono le citt\u00e0 del Centro-Sud Italia quelle maggiormente interessate dal fenomeno che risulta contenuto, invece, nel nord Italia anche se si registra un aumento dei casi.<\/p>\n<p><strong>Buoni i risultati per quanto riguarda lo stato chimico delle acque<\/strong>: il 40% delle citt\u00e0 ha tutti i corpi idrici nel proprio territorio in stato Buono e solo il 13% in stato Non Buono. Storia diversa per i <strong>pesticidi nelle acque superficiali che rivelano concentrazioni superiori ai limiti normativi in 24 comuni sui 65 esaminati<\/strong>, mentre per le acque sotterranee il 7,3% dei punti, presenta concentrazioni sopra ai limiti consentiti. Nei Comuni indagati sono state riscontrate 187 sostanze diverse rispetto alle 396 cercate. Nel 2017, il 95% delle acque di balneazione italiane (marine, lacustri e fluviali) si classificano in classe eccellente e buona, ma l\u20191% rimane in classe scarsa.<br \/>\nPer quanto riguarda il rischio da proliferazione cianobatterica, in alcune acque lacustri, si osserva la presenza di diversi generi potenzialmente tossici, tra le quali la microcistina risulta la cianotossina pi\u00f9 diffusa nelle acque dolci.<\/p>\n<p><strong>Resta scarsa al 2017 l\u2019incidenza delle aree verdi pubbliche sul territorio comunale, con valori inferiori al 4% in 84 delle 116 citt\u00e0 per cui \u00e8 disponibile il dato<\/strong>. La maggioranza dei Comuni indagati ha una <strong>disponibilit\u00e0 di verde pubblico pro capite compresa fra i 10 e i 30 m2\/ab<\/strong> e le tipologie di verde pi\u00f9 diffuse sono quello attrezzato e quello storico, seguite dalle aree boschive e dal verde incolto. Rimane molto scarsa anche la pianificazione del verde: appena 10 Comuni hanno approvato un Piano del verde, a segnalare la difficolt\u00e0 dei Comuni italiani a riconoscere il verde quale elemento strutturale e funzionale strategico di resilienza urbana. Il 2018 segna la nascita del primo elenco nazionale degli alberi monumentali: in 60 comuni sui 120 analizzati \u00e8 stato censito almeno un albero monumentale per un totale di 413 segnalazioni. A scala metropolitana il totale degli alberi monumentali ammonta a 456 localizzati in tutte le citt\u00e0 metropolitane eccetto Messina.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.isprambiente.gov.it\/it\/events\/presentazione-del-xiv-rapporto-sulla-qualita-dellambiente-urbano\"><em>Tutta la documentazione \u00e8 disponibile qui.<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Continuano i superamenti del PM10 nelle citt\u00e0 italiane: i dati preliminari, aggiornati al 10 dicembre 2018, mostrano valori oltre la norma in 19 aree urbane [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":12506,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[1374,126,106,260,41,114],"tags":[1619,2215],"class_list":["post-12505","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-citta-e-verde-urbano","category-consumo-di-suolo-tematiche","category-dissesto-idrogeologico","category-inquinamento","category-opinioni","category-pubblicazioni","tag-ispra","tag-qualita-ambiente-urbano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12505","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12505"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12505\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12506"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12505"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12505"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12505"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}