{"id":1251,"date":"2011-12-18T11:44:08","date_gmt":"2011-12-18T10:44:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=1251"},"modified":"2012-01-02T09:34:50","modified_gmt":"2012-01-02T08:34:50","slug":"affari-in-riva-al-mare-ecco-il-nuovo-sacco-delle-coste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2011\/12\/affari-in-riva-al-mare-ecco-il-nuovo-sacco-delle-coste\/","title":{"rendered":"Affari in riva al mare: ecco il nuovo sacco delle coste"},"content":{"rendered":"<h4><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/20111219_porto1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1283\" title=\"20111219_porto1\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/20111219_porto1.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/20111219_porto1.jpg 600w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/20111219_porto1-300x145.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/h4>\n<h4>Santa Margherita Ligure, Marina di Massa, Napoli, Siracusa, Lipari&#8230; Stando alle leggi e ai piani regolatori non \u00e8 possibile costruire alcunch\u00e9 a meno di centocinquanta metri dal mare. Ma ecco che una nuova parola magica, &#8220;waterfront&#8221;, sta spianando la strada a opere edilizie che, da sole, valgono al momento un miliardo e mezzo di euro.<\/h4>\n<p>Nella Liguria devastata dall&#8217;alluvione c&#8217;\u00e8 chi \u00e8 pronto a mettere altro cemento su una costa che non regge pi\u00f9 all&#8217;urto dell&#8217;acqua che scende dai monti. In Sicilia invece il cemento si vuole depositare direttamente davanti al mare, nel cuore di un sito Unesco. Ecco le mani sulle coste d&#8217;Italia. Le ruspe di colossi delle costruzioni e dell&#8217; impiantistica, di magnati del petrolio o di imprenditori sconosciuti, hanno gi\u00e0 acceso i motori. Vogliono prendersi le rive del Belpaese, che in teoria &#8211; cio\u00e8 secondo la legge &#8211; sono inedificabili. Per metterci palazzoni, alberghi, ristoranti e centri commerciali.<\/p>\n<p>La parola magica che consente di aggirare il divieto assoluto di costruire entro i 150 metri dalla battigia \u00e8 &#8220;waterfront&#8221;, declinata in sigle del tipo \u00abrifacimento della costa\u00bb o \u00abnuovo porto turistico\u00bb. Da Santa Margherita Ligure a Siracusa, passando per Marina di Massa, Cecina, Fiumicino, Napoli, Brindisi o Lipari, ecco i grandi affari in riva al mare. In campo imprese e societ\u00e0 pronte a gettarsi a capofitto su un business che solo di opere edilizie vale al momento 1,5 miliardi di euro, che si moltiplicano a dismisura se si aggiungono gli affari commerciali collaterali una volta ultimate le costruzioni.<\/p>\n<p>Ma quali sono i progetti in via di approvazione o gi\u00e0 in fase di realizzazione? Chi c&#8217;\u00e8 dietro le societ\u00e0 private interessate a questo grande business?<\/p>\n<p><strong>Alberghi dietro al porto.<\/strong><br \/>\nIl viaggio nei waterfront d&#8217;Italia parte dalla Liguria, da Santa Margherita. Qui la societ\u00e0 Santa Benessere, guidata da Gianantonio Bandera, imprenditore ligure noto per il rifacimento del teatro Alcione e per il progetto del contestato porticciolo a Punta Vagno, ha presentato al Comune un progetto da 70 milioni di euro e la richiesta di concessione demaniale dell&#8217; area portuale per i prossimi 90 anni. <strong>Cosa vuole realizzare?<\/strong> <strong>Un centro di talassoterapia da 30 mila presenze annue e l&#8217; allungamento del molo e della diga foranea per chiudere il golfo e consentire anche a megayacht di 50 metri di poter attraccare a Santa Margherita.<\/strong> Dal Fai ad archistar come Renzo Piano, in tanti contestano il piano della Santa Benessere, che dietro di s\u00e9 ha soci e finanziatori pi\u00f9 o meno occulti. L&#8217;azionista di maggioranza della societ\u00e0 che ha presentato il progetto\u00e8 un trust inglese, la Rochester holding, che a sua volta ha tra i finanziatori Gabriele Volpi, magnate diventato miliardario con il petrolio nigeriano e che oggi guida un gruppo da 1,4 miliardi di fatturato con propriet\u00e0 che vanno dalla logistica petrolifera alla pallanuoto e al calcio: \u00e8 proprietario della Pro Recco e dello Spezia. I soldi insomma ci sono. Lui, Volpi, prende le distanze dicendo di non sapere nulla di questo progetto e di avere investito \u00absoltanto nel trust inglese\u00bb. In realt\u00e0 nel cda della Santa Benessere siedono Bandera e Andrea Corradino, entrambi soci dello Spezia calcio. Entro lo scorso novembre il Comune ligure aveva dato tempo per presentare osservazioni al piano.<br \/>\n<strong>Pochi chilometri pi\u00f9 a Sud di Santa Margherita altre ruspe e altri costruttori si stanno muovendo per realizzare alberghi sul mare laddove sulla carta non si potrebbe piazzare nemmeno un palo della luce.<\/strong> Tra Marina di Carrara e Marina di Massa il gruppo di Francesco Caltagirone Bellavista vuole costruire un porto turistico da 800 posti. Peccato per\u00f2 che tra le strutture a supporto metta anche \u00ab40 appartamenti, uno yacht club e un residence a tre piani\u00bb. \u00abE perfino una torre di otto piani e una piazza da 6000 metri quadrati\u00bb, dice Antonio Delle Mura, presidente di Italia Nostra Toscana. Le amministrazioni comunali guardano con molto interesse all&#8217; iniziativa, in ballo ci sono investimenti per 250 milioni di euroe lavoro per molti concittadini. \u00abNessuno pensa alle conseguenze ambientali e all&#8217;impatto devastante per quest&#8217; area, con il rischio di erosione della spiaggia e occultamento della vista a mare: tutti sembrano essersi dimenticati, inoltre, che il progetto presentato ricalca una iniziativa del 2001 presentata dall&#8217; Autorit\u00e0 portuale e bocciata allora dal ministero dell&#8217; Ambiente\u00bb, aggiunge Delle Mura.<br \/>\nItalia Nostra in Toscana insieme al Wwf \u00e8 impegnata per\u00f2 anche su un altro fronte, quello di<strong> Cecina<\/strong>. In campo c&#8217; \u00e8 una cordata d&#8217;imprenditori locali raccolta nel Club nautico che vuole rivoltare come un calzino il vecchio porticciolo, allargandone la capienza a mille posti barca. Fin qui nulla di strano. <strong>Se non fosse che accanto al porto si vorrebbe realizzare un parcheggio da 2000 posti auto, 400 box attrezzati, 40 esercizi commerciali, un hotel a 4 stelle, un centro benessere e 80 appartamenti<\/strong>. E, ciliegina sulla torta, un padiglione esposizioni per la nautica e un mercatino del pesce, con ristorante ed eliporto. \u00abCosa c&#8217; entra tutto questo con un porto turistico?\u00bb, si chiede la professoressa Roberta De Monticelli, che ha denunciato quanto sta accadendo a Cecina alla Commissione Europea: \u00abSpostare una foce e realizzare un pennello a mare che cambier\u00e0 le correnti, il tutto in una riserva dello Stato, insomma \u00e8 davvero incredibile\u00bb, aggiunge la De Monticelli. Ma quali sono i meccanismi per aggirare il divieto di costruire sulla costa? In base a quali leggi si pu\u00f2 andare oltre i piani regolatori vigenti?<\/p>\n<p><strong>Bonifiche di facciata.<\/strong><br \/>\n\u00c8 certamente a una manciata di chilometri da Napoli che si sta giocando una delle partite edilizie pi\u00f9 importanti del Mezzogiorno. E precisamente a <strong>Pozzuoli nell&#8217;ex area industriale SoferAnsaldo<\/strong>, oggi di propriet\u00e0 della Waterfront flegreo: societ\u00e0, questa, del gruppo dell&#8217; ingegnere Livio Cosenza, settantenne, grande elettore del sindaco di Pozzuoli Agostino Magliulo, padre dell&#8217; onorevole Giulia e di Francesco, 35 anni, amministratore delegato della Watefront. Nel board della societ\u00e0 in questione siede inoltre Carlo Bianco, consigliere d&#8217; amministrazione della Pirelli Re. La partita inizia quando il <strong>Comune nel 2007 affida all&#8217;architetto Peter Eisenman<\/strong> un piano di riqualificazione dell&#8217;area. Il piano viene consegnato all&#8217; amministrazione, che a sua volta firma subito un protocollo d&#8217; intesa con la Waterfront. <strong>Cosa prevede il mega progetto di Eisenman? Semplice, la realizzazione di un polo turistico alberghiero con annesso centro commerciale, un polo per la nautica da diporto con tanto di accademia della vela e un terzo polo definito genericamente \u00abpolifunzionale\u00bb.<\/strong> La Waterfront affida subito la progettazione esecutiva a uno studio locale, nel quale lavora tra gli altri la figlia del sindaco di Pozzuoli. Il Cipe, nel frattempo, stanzia 40 milioni di euro per la bretella che collegher\u00e0 l&#8217; area all&#8217; autostrada. Le ruspe sono pronte, visto che le carte ci sono tutte e sono in regola. In arrivo 600 milioni di euro d&#8217; investimenti, con tanto di anticipo gi\u00e0 approvato da Intesa Sanpaolo. Per il professore d&#8217; economia dell&#8217; Universit\u00e0 di Napoli Ugo Marani si tratta \u00abdi un bel progetto che sar\u00e0 trasformato in scempio\u00bb e per questo \u00abva fermato\u00bb. L&#8217; opposizione di Pozzuoli, dal Pd a Rifondazione protesta, ma al momento l&#8217; iter burocratico \u00e8 gi\u00e0 concluso e c&#8217; \u00e8 poco da fare.<br \/>\nAltri affari sono in corso nelle grandi citt\u00e0. <strong>Sul litorale romano<\/strong>, a esempio, il sindaco Gianni Alemanno ha in mente progetti in grande stile: attraverso l&#8217; Eur Spa punta a stravolgere il waterfront di Ostia, costruendo beauty farm, alberghi, centri commerciali, ristoranti e perfino una scuola di surf, il tutto con la scusa di raddoppiare il porto attuale.<br \/>\n<strong>A Palermo<\/strong>, invece, il consiglio comunale ha appena approvato il nuovo piano regolatore del porto, che prevede la realizzazione di un ennesimo porticciolo turistico nella zona di Sant&#8217; Erasmo, a due passi dal centro storico della citt\u00e0 e nonostante vi siano gi\u00e0 altri tre porti turistici in funzione sul lungomare palermitano. Nel capoluogo siciliano gli ambientalisti da anni contestano la riqualificazione di Sant&#8217; Erasmo, che sar\u00e0 affidata a una societ\u00e0 privata che gestir\u00e0 il porticciolo per i prossimi trent&#8217; anni.<\/p>\n<p><strong>Piattaforme nel sito Unesco<\/strong><br \/>\nLe <strong>ruspe e le betoniere sono invece gi\u00e0 in azione nel cuore di un luogo protetto dall&#8217; Unesco: Ortigia<\/strong>, centro storico di Siracusa che si affaccia sul bellissimo golfo aretuseo intriso di storia e leggende greche. Qui il gruppo Acqua Pia Marcia del costruttore Francesco Caltagirone Bellavista ha iniziato i lavori d&#8217;interramento per il nuovo porto turistico che sar\u00e0 chiamato Marina di Archimede. Il progetto da 80 milioni di euro, presentato nel 2007 da una societ\u00e0 locale, approvato dal Comune a tempo di record e acquistato in corsa dal gruppo Caltagirone, prevede lavori su un&#8217;area di 147 mila metri quadrati, 50 mila dei quali in riva al mare: <strong>saranno realizzati 507 posti barca, ma anche \u00abuffici, negozi ristorante, caffetteria, centro benessere e un albergo\u00bb<\/strong>, dice il deputato regionale del Pd, Roberto De Benedictis. Ma al Comune \u00e8 arrivata una seconda richiesta, questa volta da parte di una societ\u00e0 d&#8217;imprenditori locali, la Spero Srl, che vuole realizzare un altro porto a fianco di quello di Caltagirone. La Spero vuole investire 100 milioni di euro per costruire un molo da 430 posti barca e sul mare una piattaforma &#8211; grande quanto sette campi di calcio &#8211; da rendere edificabile per mettere in piedi alberghi, centri commerciali, uffici pubblici, ristoranti, tabaccherie e anche una libreria, per dare un tocco di cultura a un&#8217; operazione che, come sostiene il deputato Pd Bruno Marziano, \u00abrealizzerebbe il sogno di qualsiasi costruttore: cementificare il mare\u00bb. Il Comune ha gi\u00e0 approvato il progetto e l&#8217;ha inviato alla Regione per l&#8217; autorizzazione integrata ambientale. \u00abCi si chiede per\u00f2 come sia possibile costruire alberghi in riva al mare o sul mare, in un sito protetto dall&#8217; Unesco. Sarebbe una follia\u00bb, dice ancora De Benedictis. Intanto Legambiente annuncia battaglia: \u00abDifenderemo Ortigia da queste speculazioni\u00bb, giura il presidente regionale Domenico Fontana. Ma tutti questi nuovi posti barca sono davvero necessari? Non c&#8217; \u00e8 un altro modo per aumentare l&#8217;offerta?<\/p>\n<p><strong>Riqualificare i porti abbandonati<\/strong><br \/>\nSanta Margherita, Massa Carrara, Napoli, Siracusa, sono soltanto la punta di un iceberg fatto di speculazioni sulle coste in nome dell&#8217; esigenza di nuovi posti barca che servono per attrarre turisti ma anche per costruire in zone inedificabili. Italia Nostra ha in corso una ventina di battaglie per bloccare la costruzione di nuovi porti, come quelli di Cecina, San Vincenzo e Talamone in Toscana, o Fiumicino, Anzio e Civitavecchia nel Lazio e, ancora, risalendo, quelli di Sarzana e Ventimiglia in Liguria. Soltanto in Sicilia sono gi\u00e0 stati varati, o stanno per essere approvati, progetti di costruzione di ben 12 porti, da Menfi a Licata, da Marsala a Capo d&#8217; Orlando e Lipari, benedetti da 24 milioni di euro dell&#8217;Un i o n e\u00a0 Eu r o p e a . Soldi pubblici per porti che saranno gestiti da privati scelti spesso senza alcuna procedura di evidenza pubblica. \u00abIl territorio costiero \u00e8 evidentemente sotto attacco\u00bb, dice la presidente di Italia Nostra, Alessandra Mottola Molfino. Secondo Sebastiano Venneri, presidente nazionale di Legambiente, si tratta di puri e semplici affari perch\u00e9 basterebbe riqualificare i vecchi porti per ottenere migliaia di nuovi posti barca senza ulteriori cementificazioni: \u00abAbbiamo appena completato uno studio che mette nero su bianco come sia possibile ottenere ben 39.100 nuovi posti barca semplicemente riqualificando i porti abbandonati &#8211; dice Venneri &#8211; circa 13 mila posti sono attivabili immediatamente con piccolissime opere di restauro, 9 mila posti in tempi brevi e altri 15.800 con lavori che non vanno oltre i 24 mesi\u00bb. Ma in questo caso il business sarebbe molto meno appetibile. Almeno per i signori del cemento.<\/p>\n<p>Tratto da:<br \/>\n<em>La Repubblica, <\/em>16 dicembre 2011<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Santa Margherita Ligure, Marina di Massa, Napoli, Siracusa, Lipari&#8230; Stando alle leggi e ai piani regolatori non \u00e8 possibile costruire alcunch\u00e9 a meno di centocinquanta [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":1283,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[43,27],"tags":[55,47,128,127,129],"class_list":["post-1251","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-leggi-e-piani-regolatori","category-porti-e-spiagge","tag-cementificazione","tag-costa","tag-pozzuoli","tag-santa-margherita-ligure","tag-siracusa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1251","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1251"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1251\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1283"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1251"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1251"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1251"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}