{"id":12541,"date":"2018-12-29T22:44:03","date_gmt":"2018-12-29T21:44:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=12541"},"modified":"2018-12-29T22:44:03","modified_gmt":"2018-12-29T21:44:03","slug":"la-galleria-piccolo-borghese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2018\/12\/la-galleria-piccolo-borghese\/","title":{"rendered":"La Galleria piccolo-Borghese"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_12542\" aria-describedby=\"caption-attachment-12542\" style=\"width: 630px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-12542\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Borghese1.jpeg\" alt=\"\" width=\"630\" height=\"315\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Borghese1.jpeg 630w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Borghese1-300x150.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 630px) 100vw, 630px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-12542\" class=\"wp-caption-text\">Villa Borghese (Galleria Borghese) in Rome, Italy<\/figcaption><\/figure>\n<p><em>di Teodoro De Giorgio, Storico dell\u2019arte.<\/em><\/p>\n<p>Visitare la <a href=\"http:\/\/galleriaborghese.beniculturali.it\/it\">Galleria Borghese<\/a> pu\u00f2 rivelarsi un&#8217;esperienza memorabile. A patto di non distogliere lo sguardo dai capolavori. Basta un attimo per rompere l&#8217;incanto. <strong>Sporcizia, incuria, minacce alla sicurezza e didascalie inadeguate<\/strong> sono in agguato per rubare la scena alle opere.<\/p>\n<p>\u00c8 opinione diffusa che in un museo la promozione si faccia in primis attraverso la comunicazione extra-museale, finalizzata a richiamare il maggior numero di visitatori, mentre <strong>le primissime strategie di marketing vanno attuate proprio all&#8217;interno<\/strong>, allo scopo di garantire le migliori condizioni di conservazione ed esposizione delle opere e di accoglienza del pubblico.<\/p>\n<p>Nel corso della mia ultima visita ho riscontrato di persona \u2013 e documentato \u2013 le numerose criticit\u00e0 in cui si imbatte il visitatore dopo l&#8217;acquisto del <a href=\"http:\/\/galleriaborghese.beniculturali.it\/it\/pianifica-la-visita\/biglietti\">biglietto intero<\/a>, il cui costo ammonta a ben 20 Euro (18 + 2 di prenotazione obbligatoria). <strong>Cumuli di polvere sulle scale interne; bottiglie, fazzoletti e calcinacci abbandonati nei recessi; unit\u00e0 per la climatizzazione delle sale visibilmente rotte; umidificatori d&#8217;aria con depositi di polvere sulle griglie; didascalie nella sola lingua italiana, per giunta storte e sistemate alla meglio con zeppe di carta, anche colorata, per evitare la caduta dai supporti in plexiglass, e \u2013 se questo non bastasse \u2013 posizionate senza rigore scientifico<\/strong> e, in alcuni casi, lontano dalle opere stesse, secondo pratiche museologiche obsolete; schede didascaliche per la consultazione individuale sudicie.<\/p>\n<p>Fa specie vedere la didascalia dell&#8217;Autoritratto giovanile di <strong>Gian Lorenzo Bernini<\/strong> fermata al supporto con una zeppa di carta fucsia che grida vendetta o i <strong>visitatori stranieri perplessi perch\u00e9 non riescono a comprendere quanto c&#8217;\u00e8 scritto<\/strong>. Indecoroso e scortese: non ci sono definizioni migliori.<\/p>\n<p>E questi sono solo gli antefatti. Che dire delle situazioni pi\u00f9 gravi, che mettono a repentaglio incolumit\u00e0 delle opere e delle persone? Nella sala VI il seicentesco tondo marmoreo con i <a href=\"http:\/\/galleriaborghese.beniculturali.it\/it\/opera\/tre-putti-dormienti\">Tre putti dormienti<\/a>, per essere meglio visibile, \u00e8 sollevato da un lato per mezzo di un semplice pezzo di legno che il peso ha inclinato e che cedendo potrebbe causare, in assenza di un fermo anteriore, il fatale <strong>scivolamento a terra della scultura dal piano sul quale \u00e8 esposta<\/strong>; nelle sale XIV e XV <strong>fili elettrici sono fermati grossolanamente col nastro isolante sulle antiche zoccolature in stucco nero<\/strong>; all&#8217;ingresso della sala XVII <strong>due mattoni traballanti minacciano la stabilit\u00e0 del visitatore<\/strong>; lungo il percorso sedie antiche sono collocate a ridosso delle pareti,<strong> col rischio di provocare lesioni agli stucchi quando vengono urtate<\/strong>.<\/p>\n<p>Ma l&#8217;elemento a mio avviso pi\u00f9 grave, che d\u00e0 il polso della situazione, \u00e8 sotto gli occhi di tutti nella sala XV: <strong>uno dei tre tiranti metallici che sostengono il grande dipinto di Jacopo Bassano raffigurante la <a href=\"http:\/\/galleriaborghese.beniculturali.it\/it\/opera\/primavera\">Primavera<\/a>, per la precisione quello centrale, ha ceduto e si \u00e8 spezzato<\/strong>, col rischio di far schiantare a terra o, peggio ancora, sui visitatori il quadro (di alto valore storico-artistico, oltre che economico). Per non parlare, poi, di altre spinosissime questioni, come della prenotazione obbligatoria di 2 Euro, dell<strong>&#8216;obbligo di visitare gli spazi museali in due ore soltanto<\/strong> o, ancora, del guardaroba situato nel seminterrato che in inverno costringe il visitatore a uscire senza cappotto per raggiungere il soprastante ingresso del museo.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #008000;\"><strong>Come si intuisce, si tratta di situazioni della massima gravit\u00e0 e che avrebbero dovuto essere risolte per tempo, tanto pi\u00f9 in ragione dell&#8217;esiguo esborso di denaro.<\/strong><\/span><\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-12543\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Borghese2.jpeg\" alt=\"\" width=\"425\" height=\"319\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Borghese2.jpeg 425w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Borghese2-300x225.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 425px) 100vw, 425px\" \/>E invece alla Galleria Borghese il denaro si preferisce spenderlo per iniziative collaterali, come per la mostra <a href=\"http:\/\/galleriaborghese.beniculturali.it\/it\/mostra\/picasso-la-scultura\">Picasso. La scultura<\/a> (dal 24 ottobre 2018 al 3 febbraio 2019), ideata e curata dall&#8217;attuale direttrice pro-tempore e <strong>finanziata dalla casa di moda Fendi<\/strong>, partner istituzionale della Galleria. Basti pensare che per i soli &#8220;<em>supporto al direttore nell&#8217;ideazione e realizzazione del progetto della mostra<\/em>&#8221; e per la fornitura dei cataloghi risultano contabilizzati la bellezza di <a href=\"http:\/\/gabor.authorityonline.eu\/DOC\/informazioni-sulle-singole-procedure\/Contratti%202018\/Contratti%202018%20primo%20semestre.pdf\">34.746,60 Euro<\/a>, senza considerare i costi inerenti alla movimentazione delle opere, all&#8217;allestimento, alla copertura assicurativa, alla comunicazione, ai diritti e alla vigilanza.<\/p>\n<p>In questo caso le opere sono esposte con tutti i crismi, collocate in apposite teche con controllo dell&#8217;umidit\u00e0 e rilevamento della temperatura e accompagnate da ricchi apparati didascalici in italiano e inglese. Tuttavia, <strong>la scelta di esporre tra i capolavori della Galleria Borghese le sculture di Picasso si \u00e8 rivelata un vero e proprio fiasco<\/strong>, visto e considerato che i visitatori, attratti dalla bellezza dei primi, sono \u2013 come prevedibile \u2013 poco interessati alle seconde, al punto da percepirle come elementi di disturbo visivo. E, in effetti, stridono terribilmente col contesto e chiss\u00e0 se ad accorgersene sono stati anche i tanti vip che hanno preso parte alla scintillante inaugurazione, che ha visto un museo pubblico fare da sfondo al solito evento mondano d&#8217;\u00e9lite, come provano le numerose <a href=\"http:\/\/www.dagospia.com\/rubrica-31\/arte\/picasso-che-cafonal-ndash-bruno-vespa-isabella-ferrari-186114.htm\">foto degli invitati<\/a>.<\/p>\n<p>Ecco, allora, che prima di allestire mostre nate dal capriccio del direttore pro-tempore (che ha obbligo e dovere di controllare periodicamente le sale!) <strong>\u00e8 bene pensare a potenziare i servizi base<\/strong>, che sono per l&#8217;appunto essenziali e senza i quali ogni altra iniziativa non avrebbe ragion d&#8217;essere. Malgrado queste criticit\u00e0, negli obiettivi del <a href=\"http:\/\/galleriaborghese.beniculturali.it\/sites\/default\/files\/galleria_borghese_piano_strategico.pdf\">Piano di valorizzazione 2016-2019<\/a> si parla paradossalmente di fare della Galleria Borghese &#8220;<em>Un nuovo centro di eccellenza dell&#8217;italianit\u00e0<\/em>&#8220;, oltre che &#8220;<em>Il Museo di riferimento della citt\u00e0<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Alla voce &#8220;<em>Riqualificazione dei servizi di accoglienza<\/em>&#8221; si parla di &#8220;<em>Ridistribuzione degli spazi di accoglienza del foyer (biglietteria, bar, guardaroba, postazione informatiche, bookshop)<\/em>&#8220;. Ma, ancora una volta, dove sono i servizi base? Alla voce &#8220;<em>Efficacia dell&#8217;offerta e di servizi al visitatore<\/em>&#8221; si parla di &#8220;<em>migliorare la conoscenza del visitatore<\/em>&#8221; e di un sito internet rinnovato: &#8220;<em>Tra gli obiettivi del sito: prestigio, innovazione, engagement, connessione con il territorio, condivisione (social network), didattica<\/em>&#8220;. Ma, per l&#8217;ennesima volta, dove sono i servizi base, come la <strong>redazione dei testi e delle didascalie in inglese, da ritenere un dovere sacrosanto nei confronti dei visitatori stranieri<\/strong>, che contribuiscono fortemente alle entrate della Galleria?<\/p>\n<p>Agli studenti universitari che quest&#8217;anno frequenteranno le mie lezioni di <a href=\"https:\/\/www.unisalento.it\/offerta-formativa-a-a-2017\/2018\/-\/dettaglio\/insegnamento\/103794\/heritage-marketing\">Heritage Marketing<\/a> (nome anglosassone della disciplina che si occupa di promozione del patrimonio culturale) mostrer\u00f2 le fotografie della Galleria Borghese per spiegare loro come <strong>la vera promozione sia inscindibile dal rispetto delle opere e delle persone.<\/strong><\/p>\n<p>In questa prospettiva, specie in Italia dove il fine principale del patrimonio \u00e8 lo &#8220;<em>sviluppo della cultura<\/em>&#8221; attraverso la ricerca (<a href=\"https:\/\/www.senato.it\/1025?sezione=118&amp;articolo_numero_articolo=9\">articolo 9 <\/a>della Carta Costituzionale),<strong> tutela, accoglienza e conoscenza devono essere prioritarie<\/strong>. D&#8217;altra parte, se \u00e8 vero che l&#8217;esperienza rappresenta il valore aggiunto dell&#8217;economia del futuro, all&#8217;interno di un museo tutto deve contribuire a rendere l&#8217;esperienza di visita quanto pi\u00f9 coinvolgente e stimolante possibile, allo scopo di educare e di &#8220;<em>costruire<\/em>&#8221; ricordi memorabili, e nulla pu\u00f2 e deve essere trascurato o affidato al caso.<\/p>\n<p>Questo perch\u00e9 <strong>le &#8220;prestazioni&#8221; di un museo non si misurano solo in termini di ingressi e introiti, per quanto fondamentali<\/strong>. Troppo spesso si vuole far credere, e si finisce per credere, che un museo funziona solo se ad aumentare sono gli introiti (di questi giorni \u00e8 la notizia che la Galleria Borghese ha chiuso il 2018 con un <a href=\"http:\/\/www.askanews.it\/cronaca\/2018\/12\/19\/musei-alla-galleria-borghese-di-roma-53-incassi-nel-2018-pn_20181219_00245\/\">incremento degli incassi del 53,20%<\/a>).<\/p>\n<p><strong>Un museo, invece, funziona quando all&#8217;aumentare degli ingressi e degli introiti corrisponde una gestione virtuosa<\/strong>, che significa: cura amorevole (quasi maniacale) degli ambienti e delle collezioni, tutela delle opere, amministrazione economica oculata, ricerca scientifica, accoglienza dei visitatori ispirata da vero spirito di servizio, piena fruibilit\u00e0, professionalit\u00e0 del personale e, soprattutto, produzione e comunicazione della conoscenza.<\/p>\n<p>In attesa di risposte ufficiali da parte del <strong>Ministero dei Beni e delle Attivit\u00e0 Culturali e del Turismo<\/strong>, che ho informato e al quale ho trasmesso le foto, la speranza \u00e8 che a indignarsi siano i cittadini italiani, in particolare i giovani, che sono i veri proprietari del patrimonio storico e artistico della Nazione.<\/p>\n<p><em><strong>Gi\u00e0 pubblicato su: <a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/teodoro-de-giorgio\/la-galleria-piccolo-borghese_a_23620092\/\">https:\/\/www.huffingtonpost.it\/teodoro-de-giorgio\/la-galleria-piccolo-borghese_a_23620092\/<\/a> dove potete trovare una serie di fotografie che arricchiscono il racconto del prof. De Giorgio.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Teodoro De Giorgio, Storico dell\u2019arte. Visitare la Galleria Borghese pu\u00f2 rivelarsi un&#8217;esperienza memorabile. A patto di non distogliere lo sguardo dai capolavori. 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