{"id":12583,"date":"2019-01-10T23:13:13","date_gmt":"2019-01-10T22:13:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=12583"},"modified":"2019-01-10T23:14:36","modified_gmt":"2019-01-10T22:14:36","slug":"il-verde-pubblico-martoriato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2019\/01\/il-verde-pubblico-martoriato\/","title":{"rendered":"Il verde pubblico martoriato"},"content":{"rendered":"<p>di Tomaso Montanari.<\/p>\n<p><em>\u00abLe citt\u00e0 italiane sono le pi\u00f9 povere di verde pubblico d\u2019Europa: e i parchi storici scampati alle lottizzazioni sono in condizioni pietose. Un esempio \u00e8 il parco di Monza, di 680 ettari, creato da Napoleone nel 1805 (progettisti Luigi Canonica e Luigi Villoresi) capolavoro di competenza botanica e paesistica, unico grandioso polmone verde nella congestionata area metropolitana milanese settentrionale. <\/em><br \/>\n<em>Ma da noi il verde non \u00e8 considerato altro che un ripostiglio dove relegare quel che non si sa dove mettere: cos\u00ec il gran parco \u00e8 per oltre la met\u00e0 privatizzato da corpi estranei: allevamento di cani e cavalli, golf, ippodromo e, peggiore di tutti, l\u2019autodromo\u00bb<\/em>.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #008000;\"><strong>Cos\u00ec scriveva nel 1987, su l\u2019Espresso, Antonio Cederna: oggi, trentuno anni dopo, non solo la battaglia per allontanare l\u2019autodromo sembra persa per sempre, ma la privatizzazione \u00e8 avanzata a grandi passi, fino a travolgere la stessa Villa Reale.<\/strong><\/span><\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-12584\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/parco_villa_reale_monza.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"302\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/parco_villa_reale_monza.jpg 500w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/parco_villa_reale_monza-300x181.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/>Ripercorrere la storia tormentata di questo straordinario monumento significa misurare <strong>l\u2019inarrestabile decadenza che l\u2019idea stessa di bene comune ha dovuto subire in questi trent\u2019anni<\/strong>. Nel 1996 la Villa venne <em><strong>sdemanializzata<\/strong><\/em> e passata in propriet\u00e0 dei Comuni di Milano e di Monza: cos\u00ec finiva l\u2019idea stessa di un \u201c<strong><em>monumento nazionale<\/em><\/strong>\u201d, e a causa del contemporaneo massacro della finanza degli enti locali, quel monumento veniva condannato a una vita di stenti.<br \/>\nNel 2008 \u00e8 stato costituito un <strong>Consorzio Villa Reale e Parco di Monza<\/strong> cui affidare il compito di valorizzare il bene: <strong>cio\u00e8 in pratica di piazzarlo, in qualche modo, sul mercato<\/strong>. Detto fatto: nel 2010 un raggruppamento di imprese private for profit denominato <strong>Nuova Villa Reale spa<\/strong> si \u00e8 aggiudicata la gestione ventennale del monumento.<br \/>\nContro tutto questo si oppose <strong>Legambiente<\/strong>, presentando un ricorso che fu rigettato dal Tar, che in sentenza afferm\u00f2 che l\u2019attivit\u00e0 del gestore sarebbe stata condizionata da paletti irremovibili, come la <strong>destinazione della Villa ad attivit\u00e0 compatibili con il suo carattere storico-artistico e come la necessit\u00e0 di garantirne la fruizione pubblica<\/strong>: come peraltro dispone il Codice dei Beni culturali.<\/p>\n<p>Oggi possiamo dire che aveva ragione Legambiente: e possiamo dirlo grazie ad un comitato di cittadini nato per vegliare sul parco e sulla Villa e che si \u00e8 voluto intitolare proprio ad Antonio Cederna, sorta di nume tutelare del bene pi\u00f9 prezioso di Monza. Il comitato ha denunciato in tutte le sedi un fatto clamoroso, che costituisce un triste primato anche nel martoriato mondo dei beni culturali italiani. <strong>La Villa \u00e8 stata chiusa al pubblico per la bellezza di un mese (dal 1\u00b0 novembre al 1\u00b0 dicembre del 2018) perch\u00e9 Luxottica ha affittato gli Appartamenti Reali e parte del giardino al prezzo (da saldo stracciatissimo) di 25.000 euro<\/strong>. Non si trattava di un evento culturale: ma semplicemente della possibilit\u00e0 di utilizzare una location strepitosa per il proprio business. Una <strong>destinazione puramente commerciale<\/strong> inconciliabile con il carattere storico e artistico della Villa. In pi\u00f9, per questo lunghissimo periodo <strong>nessun cittadino italiano, pur mantenendo il monumento con le proprie tasse, \u00e8 potuto entrarci:<\/strong> nella pi\u00f9 radicale negazione di ogni fruizione pubblica.<\/p>\n<p>Subito dopo aver portato a casa questo capolavoro di valorizzazione, il concessionario ha chiesto formalmente al Consorzio di poter<strong> cambiare le condizioni di gestione chiudendo la Villa non solo il luned\u00ec (tradizionale giorno di riposo), ma anche il marted\u00ec e il mercoled\u00ec<\/strong>, cio\u00e8 per un terzo del tempo di visita che per contratto \u00e8 tenuto a garantire. Sar\u00e0 la magistratura ad accertare se la vicenda di Luxottica \u00e8 stata corretta sul piano legale e sar\u00e0 il Consorzio a decidere se accettare o meno il parziale disarmo della Villa. Ma comunque finiscano queste due vicende sul piano formale, la sostanza \u00e8 chiarissima: ed \u00e8 che <strong>il declino iniziato con l\u2019uscita dal Demanio dello Stato e con l\u2019ingresso nella propriet\u00e0 degli enti locali ha portato ad una privatizzazione oggi insostenibile per lo stesso privato<\/strong>, costretto o a tener chiuso o far quattrini in modi che umiliano il monumento e ne negano il senso profondo.<\/p>\n<p><strong>Se fossimo un Paese serio<\/strong>, il Ministero per i Beni culturali dovrebbe raccogliere e pubblicare i dati che permettano di conoscere e valutare l\u2019esito dei numerosissimi percorsi, del tutto analoghi, che altri monumenti pubblici capitali hanno dovuto compiere nello stesso numero di anni. Si scoprirebbe cos\u00ec che il disastro \u00e8 diffuso, e forse si potrebbe avere la forza di tornare indietro, prendendo atto della realt\u00e0. Che \u00e8 la seguente: <strong>nessun privato riesce a ricavare profitto dai grandi monumenti, se non a condizione di \u201cviolentarli\u201d<\/strong>. Ed anche essendo disposti a farlo, i risultati sono modesti e in ultima analisi non tali da sostenere l\u2019operazione.<\/p>\n<p>Bisogna avere il coraggio di prendere atto che<strong> in nessun luogo il patrimonio culturale si automantiene n\u00e9 tantomeno genera reddito (se non in senso indiretto)<\/strong>. Come ben sanno i loro direttori, i grandi musei americani non incrementano, ma piuttosto \u201c<em>consumano<\/em>\u201d, i frutti dei grandi patrimoni finanziari e immobiliari che li sostengono: e lo fanno <strong>per produrre \u201c<em>cultura<\/em>\u201d<\/strong>. <strong>Come ben sanno i cittadini di Monza, la Villa e il Parco possono rendere: ma in termini di umanit\u00e0, felicit\u00e0, coesione sociale<\/strong>. Se lo Stato tornasse ad essere interessato a questo tipo di dividendi, potrebbe decidere di investirci. Per secoli l\u2019abbiamo fatto: il risultato si chiama Italia.<\/p>\n<p><strong>O forse, cos\u00ec si chiamava.<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\">Tratto da: <\/span><a href=\"https:\/\/emergenzacultura.org\/2019\/01\/07\/tomaso-montanari-il-verde-pubblico-martoriato\/\"><span style=\"color: #ff0000;\">https:\/\/emergenzacultura.org\/2019\/01\/07\/tomaso-montanari-il-verde-pubblico-martoriato\/<\/span><\/a><\/p>\n<p><em>Il nostro sito si \u00e8 gi\u00e0 occupato del Parco di Monza, qui: <\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2015\/02\/monza-le-ricchezze-culturali-ed-ambientali-del-parco-meritano-la-pole-position\/\"><em>http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2015\/02\/monza-le-ricchezze-culturali-ed-ambientali-del-parco-meritano-la-pole-position\/<\/em><\/a><\/p>\n<p><em>qui:<\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2013\/12\/in-vendita-villa-mirabellino-nel-parco-di-monza-comitati-e-cittadini-si-oppongono\/\"><em>http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2013\/12\/in-vendita-villa-mirabellino-nel-parco-di-monza-comitati-e-cittadini-si-oppongono\/<\/em><\/a><\/p>\n<p><em>e qui: <\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2018\/07\/tre-parchi-a-confronto-la-vera-ricchezza-e-la-conservazione-del-paesaggio-e-della-cultura\/\"><em>http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2018\/07\/tre-parchi-a-confronto-la-vera-ricchezza-e-la-conservazione-del-paesaggio-e-della-cultura\/<\/em><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Tomaso Montanari. \u00abLe citt\u00e0 italiane sono le pi\u00f9 povere di verde pubblico d\u2019Europa: e i parchi storici scampati alle lottizzazioni sono in condizioni pietose. 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