{"id":12587,"date":"2019-01-11T22:37:12","date_gmt":"2019-01-11T21:37:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=12587"},"modified":"2019-01-11T22:37:12","modified_gmt":"2019-01-11T21:37:12","slug":"alpe-devero-75-mila-firme-per-fermare-la-devastazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2019\/01\/alpe-devero-75-mila-firme-per-fermare-la-devastazione\/","title":{"rendered":"Alpe Devero: 75 mila firme per fermare la devastazione"},"content":{"rendered":"<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-12588\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Alpe-Devero.png\" alt=\"\" width=\"574\" height=\"380\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Alpe-Devero.png 574w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Alpe-Devero-300x199.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 574px) 100vw, 574px\" \/>Filippo Pirazzi<\/strong>, uno dei coordinatori di <strong>Salviamo il Paesaggio Valdossola<\/strong>, non riesce a contenere la sua energia: \u00ab<em>Qualcuno, pi\u00f9 di un anno fa in quel di Crodo, ebbe l&#8217;ardire di pretendere un plebiscito popolare a favore del SUO progetto di collegamento sciistico tra Ciamporino e il Devero, attraverso la SIC-ZPS &#8220;IT1140016 Alpe Veglia-Devero&#8221;, tutelata ai sensi della Direttiva EU 92\/43\/CE e dalla Regione Piemonte (PPR 2017). Ecco la nostra risposta: 75.000 NO raccolti in meno di 7 mesi. Pu\u00f2 bastare per difendere il Monte Cazzola, la Rete Natura 2000 e il nostro meraviglioso Paesaggio alpino ? &#8220;Prendere le firme e lasciare&#8221;: adesso lo diciamo noi&#8230;<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Il commento di Filippo avviene in contemporanea con la <strong>consegna in Regione delle 75 mila firme<\/strong> raccolte da cittadini e cittadine contrari al piano strategico del giugno 2018 \u201c<em><strong>Avvicinare le montagne<\/strong><\/em>\u201d (che prevede un comprensorio sciistico dal grande impatto ambientale), iniziativa promossa dal Comitato Tutela Devero che vede uniti Mountain Wilderness Italia, Lipu nazionale, Salviamo il Paesaggio Valdossola, Legambiente e Italia Nostra Vco, Pro Natura Piemonte e il sostegno di Legambiente nazionale (<a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2018\/06\/salviamo-lalpe-devero-basta-costruire-impianti-piu-natura-per-tutti\/\">qui il testo della petizione promossa<\/a>).<\/p>\n<p><strong>Ospitiamo questo contributo che Italia Nostra ha presentato durante la consultazione:<\/strong><\/p>\n<p><em>La proposta di accordo territoriale del sistema delle Valli Divedro e Antigorio viene presentato con un titolo accattivante: \u201cAvvicinare le Montagne\u201d.<\/em><br \/>\n<em>Ma non \u00e8 solo il titolo ad essere accattivante, \u00e8 tutto il progetto, tanto che gli Enti territoriali lo hanno accolto positivamente, accompagnato, come \u00e8 stato, da una promozione mediatica molto curata.<\/em><br \/>\n<em>Nessuno di quegli enti si \u00e8 sottratto o ha obiettato, Regione diremmo inclusa che ha avuto una parte attiva nella prima fase di formazione del masterplan.<\/em><br \/>\n<em>D\u2019altra parte la posta in gioco \u00e8 alta, il piano finanziario che accompagna il progetto contiene cifre assolutamente importanti, 130 milioni di risorse private, ma anche molto consistenti cifre pubbliche: 42 milioni di euro. <\/em><br \/>\n<em>Non \u00e8 difficile raccogliere consenso con queste cifre, tanto pi\u00f9 che la realt\u00e0 entro la quale il progetto \u00e8 calato \u00e8 quella dell\u2019avvenuto spopolamento alpino. I numeri di quelli rimasti sono pochi, 4.700 residenti sparsi tra 4 Comuni, numeri non certo destinati a salire, semmai a scendere ancora, nel meglio ad assestarsi cos\u00ec come sono.<\/em><br \/>\n<em>Dentro queste realt\u00e0 chiunque si presenti con una valanga di soldi, o meglio con una valanga di soldi promessi, e un altro po\u2019 richiesti, riceve applausi.<\/em><br \/>\n<em>Chi obietta, chi dubita, chi vorrebbe discutere, confrontarsi prima che sia tutto deciso, parte male. <\/em><br \/>\n<em>I quattro Comuni interessati, la Provincia, d\u2019intesa \u00e8 da ritenersi con la Regione, hanno individuato lo strumento dell\u2019accordo territoriale quale il pi\u00f9 idoneo a raggiungere lo scopo. <\/em><br \/>\n<em>Non sappiamo se sia il pi\u00f9 corretto, qualche dubbio rimane, specie per il ruolo che svolge, in questa fase, il vero soggetto privato promotore che per\u00f2, alla fine, non deve neppure sottoscrivere l\u2019accordo. <\/em><br \/>\n<em>Per il promotore fanno tutto gli altri, questo ci mette solo le carte, o meglio i files. E\u2019 un dettaglio, ma \u00e8 un dettaglio importante perch\u00e9 fa comprendere bene il ribaltamento di ruoli a cui, complice una certa normativa, si assiste, dove i veri soggetti istituzionali della pianificazione territoriale, cio\u00e8 i governi eletti, diventano i notai di turno, la cornice giuridica e istituzionale entro la quale si muove, a questo punto ben protetto, il vero soggetto pianificatore di fatto del territorio. <\/em><br \/>\n<em>L\u2019Ente Provincia, parte di questo accordo territoriale e che si presenta al tavolo, unico caso nel panorama regionale, senza un piano territoriale provinciale approvato, \u00e8 chiamato pure a svolgere la funzione di autorit\u00e0 indipendente nell\u2019ambito del procedimento di VAS, quando, in accordo con i quattro comuni interessati, gi\u00e0 si \u00e8 espresso a livello di adesione di principio, con tanto di atti deliberativi assunti da tutti, crediamo all\u2019unanimit\u00e0.<\/em><br \/>\n<em>Curioso quindi come il soggetto decisorio della VAS sar\u00e0 il titolare \u201ctecnico\u201d di un servizio della stessa Provincia, legato a quel posto da un contratto fiduciario; difficile voglia tradire la fiducia. Ma \u00e8 un altro dettaglio, magari, anzi \u00e8 certo, \u00e8 solo un\u2019incoerenza normativa, non attribuibile alla volont\u00e0 dei soggetti in campo; \u00e8 probabile che rilevi sull\u2019esito, anche se a noi, giustamente, non \u00e8 permesso fare un pronostico circa quell\u2019esito. <\/em><br \/>\n<em>Intanto si va avanti e terminata la fase di \u201cspecificazione\u201d, da qui a poco, cos\u00ec si dice, dovrebbe iniziare la fase di pubblica consultazione del progetto che sar\u00e0 il contenuto dell\u2019accordo.<\/em><br \/>\n<em>Sugli effetti miracolosi o meglio miracolistici del progetto c\u2019\u00e8 gi\u00e0 tutto scritto, basta leggere la relazione che l\u2019accompagna. <\/em><br \/>\n<em>Pure noi se avessimo dovuto scriverne una per un qualche progetto di tutela ambientale non avremmo forse usato termini e linguaggio diverso. <\/em><br \/>\n<em>Sotto questo profilo la capacit\u00e0 seduttiva degli autori \u00e8 ammirevole e in sede di valutazione anche queste cose contano, a dispetto del carattere \u201cneutro\u201d o \u201cindipendente\u201d che dir si voglia, dei soggetti tecnici decisori nella VAS. <\/em><br \/>\n<em>Sgomberato il campo dalla promozione mediatica; preso atto dell\u2019acritica o supina posizione, come meglio si crede, dei governi locali; privati sin qui da un confronto sui contenuti; stordita la pubblica opinione elettorale dal miraggio di un facile prossimo eldorado, il margine della ragione si assottiglia sempre pi\u00f9, stretto tra le accuse tradizionali di un ritorno al passato e quelle pi\u00f9 attuali di una propensione per l\u2019economia della decrescita. <\/em><br \/>\n<em>Il passo della ragione sul banco degli imputati \u00e8 dunque molto breve, la sua difesa diventa difficile e il ribaltamento delle parti in campo \u00e8 possibile, anzi da molti \u00e8 auspicato.<\/em><br \/>\n<em>Eppure la conservazione di vaste aree protette \u00e8 stata per molti anni al centro della politica regionale che ne ha fatto un suo obiettivo importante, traducendolo in una corposa produzione legislativa e normativa. <\/em><br \/>\n<em>Nei territori tanto limitrofi a quelli del progetto di cui si discute, quella politica si esprime nelle realt\u00e0 del Veglio\/Devero, cuore di un percorso di valorizzazione che considera la conservazione di questi paesaggi unici e di questi straordinari ambienti naturali, come una grande risorsa.<\/em><br \/>\n<em>Questa politica \u00e8 stata positivamente accolta da un vasto pubblico che \u00e8 diventato frequentatore assiduo di tali aree. Tuttavia molti degli interventi previsti nel progetto sono destinati a infrastrutturare questa parte delle alpi Lepontine per l\u2019accoglienza di un turismo di grandi masse.<\/em><br \/>\n<em>I numeri del progetto parlano chiaro, molto pi\u00f9 delle parole, e ci\u00f2 non si concilia con i valori della conservazione dei territori, ma con la conseguente inevitabile profonda alterazione antropica di ambienti e paesaggi, vera ricchezza non fungibile.<\/em><br \/>\n<em>In questo progetto, innovativo solo a parole, di non gi\u00e0 visto c\u2019\u00e8 poco, forse il richiamo accattivante alle contigue aree protette quale brand da spendere nel campo dell\u2019offerta e della promozione turistica, nulla di pi\u00f9.<\/em><br \/>\n<em>In un\u2019epoca che cammina veloce verso il mutamento climatico dove la stessa materia prima invernale diventer\u00e0 scarsa o assente, si riproduce il modello industriale di una grande stazione turistica di massa.<\/em><br \/>\n<em>Sta scritto da qualche parte di volerne fare il quarto o addirittura il terzo polo regionale dello sci alpino e questo non \u00e8 un dettaglio, ma da solo basta a smontare l\u2019illusione green.<\/em><br \/>\n<em>E\u2019 un progetto che non nasce da un processo che ha visto i territori partecipi nella sua elaborazione. E\u2019 un progetto redatto senza il coinvolgimento delle comunit\u00e0, al pi\u00f9 esse sono passive, come spesso lo sono, o sono tenute le comunit\u00e0 deboli.<\/em><br \/>\n<em>E\u2019 un progetto industriale; come per tutte le grandi stazioni dello sci alpino, esso prevede la massimizzazione della capacit\u00e0 di trasporto su fune: ecco le seggiovie a sei posti da radicarsi sugli incontaminati versanti del T\u00e9ggiolo o del vallone del Bondolero, ecco \u201cl\u2019innovativo\u201d impianto dell\u2019altrettanto incontaminata valle Cairasca, porta di accesso verso la conca dell\u2019alpe Veglia. Ecco l\u2019insistenza per quel passaggio obbligato sul crinale del Cazzola che il Piano Paesaggistico impedisce e che, nel progetto, viene rinviato, ma non cancellato. <\/em><br \/>\n<em>Ma se l\u2019offerta sale, la domanda deve poi essere altrettanto alta, pena l\u2019insostenibilit\u00e0 economica degli impianti con gli immancabili successivi salvataggi pubblici; inutile citarne i casi. <\/em><br \/>\n<em>Quindi sono progetti che si sostengono ad una condizione: la massimizzazione della pressione antropica sui territori, la concentrazione di picchi di pressione giornaliera elevatissimi. <\/em><br \/>\n<em>Anche la riproduzione, in chiave pi\u00f9 moderna, di un sistema gi\u00e0 presistente, a basso impatto per l\u2019arroccamento alle terre alte, vedi il progetto della funivia Goglio\/Devero, diventa un mezzo moltiplicatore di pressione antropica, non di regolatore di accessi numericamente sostenibili; peccato.<\/em><br \/>\n<em>Detto cos\u00ec staremo a vedere come tutto ci\u00f2 si potr\u00e0 conciliare con l\u2019illusione green presentata dal progetto e come, in sede di VAS potr\u00e0 essere verificata e garantita quella condizione che la normativa sovraordinata richiede ossia: <\/em><\/p>\n<p><strong><em>\u201cLa valutazione ambientale di piani, programmi e progetti ha la finalit\u00e0 di assicurare che <\/em><\/strong><strong><em>l&#8217;attivit\u00e0 antropica sia compatibile con le condizioni per uno sviluppo sostenibile, e quindi nel rispetto della capacit\u00e0 rigenerativa degli ecosistemi e delle risorse, della salvaguardia della biodiversit\u00e0 e di un&#8217;equa distribuzione dei vantaggi connessi all&#8217;attivit\u00e0 economica&#8230;.\u201d.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>Sulla insostenibilit\u00e0 dello sviluppo qualche cenno lo abbiamo fatto, ma quanto invece a quel richiamo che pure abbiamo qui sopra riportato \u201call\u2019equa distribuzione dei vantaggi connessi all\u2019attivit\u00e0 economica\u201d, qualche dubbio pure sussiste, se la nebulosit\u00e0 societaria non si riesce a sgomberare dietro la sigla della finanziaria: \u201cmibafin investiment sa\u201d socio unico, di cui Malagoni padre ne \u00e8 l\u2019amministratore fiduciario.<\/em><br \/>\n<em>Eppure qualche informazione in pi\u00f9 sarebbe opportuno che le parti pubbliche, tanto emotivamente coinvolte in questo progetto, le acquisissero e le diffondessero.<\/em><br \/>\n<em>Ma se il progetto \u00e8 industriale, se la sua matrice sono tavoli tecnici e finanziari altrove collocati, anche oltre frontiera, se i soggetti pubblici rischiano di essere dei convitati di pietra, se tutto ci\u00f2 \u00e8 vero, dove sta la comunit\u00e0 rappresentata ? <\/em><br \/>\n<em>Sta altrove.<\/em><br \/>\n<em>Sta ipnotizzata dalla multimilionaria prospettiva, non certo ad essa destinata, ma giustamente a remunerare gli investitori dei loro capitali e di quelli che le parti pubbliche, senza indicare dove li prenderanno, dovranno mettere. <\/em><br \/>\n<em>Non sta, come invece dovrebbe, dentro un progetto di economia diffusa, equa, legata culturalmente al territorio in cui si radica. <\/em><br \/>\n<em>Un\u2019alternativa questa che \u00e8 possibile ed \u00e8 credibile, rispetto ai miraggi dei maxi investimenti di risorse, tuttavia pi\u00f9 lenta, pi\u00f9 attenta, pi\u00f9 bisognosa di un progetto veramente pubblico, frutto di esperienze, conoscenze locali, cultura alpina, legami generazionali, modernizzazioni estreme di un modello di vita tradizionale e che l\u2019opportunit\u00e0 della esistenza delle terre alte tutelate, il Veglia\/Devero, offrirebbe loro perch\u00e9 terre ambite da quel turismo che vaga nel mondo evitando la omologazione e la banalizzazione degli ambienti.<\/em><br \/>\n<em>Questa era ed \u00e8 l\u2019alternativa possibile, con risorse pubbliche, molte meno di quelle previste nel progetto, ma da seminare sul territorio, non da concentrare, coinvolgendo appieno le comunit\u00e0, per aiutare a sviluppare un\u2019accoglienza competitiva, diffusa, di qualit\u00e0, offerta sui portali della rete visitati ovunque, fornendo non solo accoglienza, ma anche servizi, innovativi, qualitativamente e quantitativamente adeguati. <\/em><br \/>\n<em>Esperienze in tal senso non mancano altrove.<\/em><br \/>\n<em>Una tale visione dell\u2019economia \u00e8 quella che lega la gente alle sue radici, rendendola consapevole e orgogliosa della grande opportunit\u00e0 di cui dispone, che gli offre reddito e valore e che oggi una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 connessa in rete rende possibile attuare ovunque ve ne siano le condizioni, basta la volont\u00e0.<\/em><br \/>\n<em>Ma se questo nel progetto di avvicinare le montagne non c\u2019\u00e9, come si coniuga l\u2019altro aspetto della VAS di cui abbiamo fatto cenno ? Quello che recita:<\/em><\/p>\n<p><strong><em>\u201cLa valutazione ambientale di piani, programmi e progetti ha la finalit\u00e0 di assicurare&#8230; un&#8217;equa distribuzione dei vantaggi connessi all&#8217;attivit\u00e0 economica&#8230;\u201d.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>Non vediamo questo obiettivo nel complessivo progetto di accordo territoriale. <\/em><br \/>\n<em>Non vorremmo che le montagne, a furia di avvicinarle a chiss\u00e0 dove, finiscano poi per essere allontanate del tutto dalle loro comunit\u00e0, estinguendo quest\u2019ultime, certamente culturalmente, e che l\u2019appello di quegli operatori turistici dell\u2019Alpe Devero a preservare questi luoghi, rimanendo inascoltato, si perda poi, cos\u00ec come la loro esperienza e il loro tentativo di affermare che \u201cdiversamente\u201d \u00e8 possibile.<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Piero Vallenzasca, presidente dell\u2019Associazione Italia Nostra Sezione provinciale VCO.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Filippo Pirazzi, uno dei coordinatori di Salviamo il Paesaggio Valdossola, non riesce a contenere la sua energia: \u00abQualcuno, pi\u00f9 di un anno fa in quel [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":12588,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[6],"tags":[2051],"class_list":["post-12587","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-piemonte","tag-alpe-devero"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12587","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12587"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12587\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12588"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12587"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12587"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12587"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}