{"id":12614,"date":"2019-01-20T23:30:22","date_gmt":"2019-01-20T22:30:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=12614"},"modified":"2019-02-26T08:47:38","modified_gmt":"2019-02-26T07:47:38","slug":"agro-romano-salviamo-il-paesaggio-di-pasolini-facciamolo-diventare-patrimonio-unesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2019\/01\/agro-romano-salviamo-il-paesaggio-di-pasolini-facciamolo-diventare-patrimonio-unesco\/","title":{"rendered":"Agro romano, salviamo il paesaggio di Pasolini. Facciamolo diventare patrimonio Unesco"},"content":{"rendered":"<p><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-12615\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Agro-Romano.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"337\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Agro-Romano.jpg 600w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Agro-Romano-300x169.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/em><\/p>\n<p><em>di Manlio Lilli.<\/em><\/p>\n<p>Tot\u00f2 Innocenti, alias <strong>Tot\u00f2<\/strong>, e suo figlio Ninetto, alias <strong>Ninetto Davoli<\/strong>, si fermano al bar Las Vegas. A breve distanza <strong>via di Torre Maggiore<\/strong>, sterrata, e all\u2019orizzonte la sagoma della torre medievale di Torre Maggiore. Ovunque c\u2019\u00e8 campagna nel trailer di <strong>Uccellacci e uccellini<\/strong>, film epico del 1966 di <strong>Pier Paolo Pasolini<\/strong>. Non esistevano i complessi industriali, n\u00e9 quelli commerciali. Tanto meno i palazzi di<strong> Santa Palomba<\/strong>. Roma non era arrivata qui. E neppure alla <strong>Bufalotta<\/strong>, nel quadrante nord-est. Tanto meno a <strong>Tor Pagnotta<\/strong>, a sud. <strong>Neppure il peggior sindaco della citt\u00e0 avrebbe immaginato municipi che sarebbero arrivati a saldarsi con i territori dei comuni limitrofi<\/strong>. Anche per la crescita insana inseguita pervicacemente dagli amministratori di quegli stessi comuni.<br \/>\n<strong>Invece \u00e8 accaduto.<\/strong> L\u2019agro romano di tanti pittori, poeti e scrittori \u00e8 stato metabolizzato. Progressivamente, ma senza pause. <strong>Da luogo simbolico a spazio indistinto<\/strong>. Da \u201cverde\u201d spontaneo, disseminato di testimonianze materiali del nostro passato migliore, a dedalo di strade a delimitare isolati di nuovi complessi abitativi. <strong>Colture storiche, come quelle di viti e ulivi, quasi scomparse. Sostituite da nuovo cemento<\/strong>. Con la complicit\u00e0 di amministratori locali senza scrupoli e governi centrali del tutto disinteressati alla questione ambientale e alla tutela dei luoghi e dei resti antichi conservati, il disastro si \u00e8 andato delineando<\/p>\n<p>\u201c<em>Si calcola che attualmente, dei circa 71mila ettari di agro, ben tre metri quadrati al minuto siano mangiati dal cemento, persi per sempre e che da qui al 2030 (anno di attuazione delle previsioni del Piano Regolatore) nella campagna romana il consumo di suoloarriver\u00e0 a circa 161 ettari ogni anno. Un prezzo altissimo per la perdita di paesaggio, di patrimonio agricolo e culturale, di biodiversit\u00e0, di salute per i cittadini e di costi per la collettivit\u00e0<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>La petizione lanciata da Salviamo il Paesaggio Roma e Lazio<\/strong> e indirizzata al Mibac(t), oltre a fornire i numeri dello scempio, prova a scrivere una nuova storia. Un tentativo. Forse l\u2019ultimo possibile di arrestare il consumo scriteriato di \u201c<em>ci\u00f2 che rimane di questo splendido tesoro che ancora (ma per quanto ancora?) il mondo ci invidia<\/em>\u201d. <strong>Firmare \u00e8 probabile che non sia mai stato cos\u00ec importante.<\/strong> Firmare \u201c<em>per poter rivolgere una formale richiesta all\u2019Unesco affinch\u00e9 l\u2019Agro Romano diventi Patrimonio dell\u2019Umanit\u00e0, al fine di sottrarlo per sempre alla rapina della speculazione<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Qualcuno potr\u00e0 pensare che sia una delle solite campagne ambientaliste contro qualcosa. In sostanza una petizione contro il progresso. Perch\u00e9 \u201c<em>la campagna \u00e8 bella<\/em>\u201d e i resti archeologici \u201c<em>interessanti<\/em>\u201d. Ci mancherebbe! Per\u00f2 servono anche nuovi palazzi, strade e autostrade. Anzi sono necessari. Quindi, dolersi un po\u2019 del sacrificio di parti di quell\u2019ambito geografico \u00e8 ammesso. Ma poi si deve procedere. Per cui, spazio a ruspe e gru. Il problema \u00e8 proprio questo, probabilmente. Finora ragionamenti e proteste hanno creato un ostacolo. Talvolta, non sempre e peraltro spesso, provvisorio.<strong> La petizione promossa da Salviamo il Paesaggio Roma e Lazio vorrebbe trasformare quell\u2019ostacolo in un solido recinto con il quale assicurare l\u2019Agro. Tutto e per sempre.<\/strong><\/p>\n<p>\u201c<em>F\u00e0 ddieci mijja e nun ved\u00e9 una fronna! \/ Imbatte ammalappena in quarche scojjo! \/ Dapertutto un zilenzio com\u2019un ojjo (\u2026) Dove te vorti una campaggna rasa \/ come sce sii passata la pianozza \/ senza manco l\u2019impronta d\u2019una casa!<\/em>\u201c. S\u2019intitola allusivamente Er deserto<strong> il sonetto del 1836 di Giuseppe Gioachino Belli<\/strong>. Da allora uno tsunami si \u00e8 abbattuto sull\u2019agro. Osservare inermi la distruzione contribuisce alla sua prosecuzione.<\/p>\n<p>\u201c<em>Dove va l\u2019umanit\u00e0? Boh!<\/em>\u201d, si chiede a un certo punto il corvo parlante che accompagna nel film di Pasolini, padre e figlio. Non sembri fuori luogo pensare che una risposta a quella domanda potr\u00e0 venire proprio dall\u2019esito della petizione. Siamo giunti a un bivio e bisogna decidere. <strong>Fare dell\u2019agro romano un luogo Patrimonio dell\u2019Umanit\u00e0 oppure una terra di conquista. Per i soliti affaristi e politici senza qualit\u00e0&#8230;<\/strong><\/p>\n<p><em>Gi\u00e0 pubblicato su: <\/em><a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2019\/01\/18\/agro-romano-salviamo-il-paesaggio-di-pasolini-facciamolo-diventare-patrimonio-unesco\/4896138\/\"><em>https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2019\/01\/18\/agro-romano-salviamo-il-paesaggio-di-pasolini-facciamolo-diventare-patrimonio-unesco\/4896138\/<\/em><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #000080;\">Questa iniziativa a tutela dell&#8217;Agro Romano nasce dall&#8217;originale intuizione di Massimo Livadiotti, artista amante della bellezza di Roma e dell&#8217;unicit\u00e0 del suo paesaggio, tra i fondatori dell&#8217;associazione Respiro Verde Legalberi che ha recentemente conseguito il risultato &#8211; perseguito ostinatamente per oltre 8 anni di intenso lavoro, attraversando tre differenti amministrazioni comunali in una perenne altalena di delusioni ed emozioni &#8211; di ottenere l&#8217;approvazione del regolamento del verde e del paesaggio urbano di Roma. <\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000080;\">La sua sensibilit\u00e0 ed energia ha progressivamente contagiato tutti i &#8220;difensori&#8221; della bellezza e ora eccoci dinanzi a questa nuova importante sfida per raggiungere il riconoscimento dell&#8217;Agro Romano come Patrimonio dell\u2019Umanit\u00e0&#8230;<\/span><\/p>\n<h3><span style=\"color: #008000;\"><strong>Ecco il testo della petizione on line, che vi invitiamo a sottoscrivere:<\/strong><\/span><\/h3>\n<p><em>Quando nel 1786 Goethe visit\u00f2 Roma e le colline intorno, rimase incantato, tale era la bellezza che gli si parava dinanzi agli occhi. Di quella Roma restano solo frammenti come di un mosaico in pezzi. La citt\u00e0 ha perso gran parte della sua armonia, preda di una urbanistica incoerente e caotica. L\u2019Agro Romano con le sue colline, i boschetti, i prati, le torri, gli acquedotti, i suoi casali coi pascoli, i grandi alberi solitari, i fossi e le antiche dimore forma ancora in parte una meravigliosa cintura verde attorno alla Citt\u00e0 Eterna.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma gli speculatori sono sempre in agguato, purtroppo. Si calcola infatti che attualmente dei circa 71.000 ettari di Agro ben 3 metri quadrati al minuto siano mangiati dal cemento, persi per sempre e che da qui al 2030 (anno di attuazione delle previsioni del Piano Regolatore) nella campagna romana il consumo di suolo arriver\u00e0 a circa 161 ettari ogni anno. Un prezzo altissimo per la perdita di paesaggio, di patrimonio agricolo e culturale, di biodiversit\u00e0, di salute per i cittadini e di costi per la collettivit\u00e0. Un luogo dell\u2019anima per sempre perduto\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>Da questa realt\u00e0 e da queste previsioni nasce impellente la necessit\u00e0 di tutelare ci\u00f2 che rimane di questo splendido tesoro che ancora (ma per quanto ancora?) il mondo ci invidia. Per questo vi chiediamo di firmare: per poter rivolgere una formale richiesta all\u2019Unesco affinch\u00e9 l\u2019Agro Romano diventi Patrimonio dell\u2019Umanit\u00e0, al fine di sottrarlo per sempre alla rapina della speculazione. Forse siamo ancora in tempo!<\/em><\/p>\n<p><em>Firmiamo tutti per preservare la bellezza!<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.change.org\/p\/ministero-dei-beni-e-delle-attivita-culturali-agro-romano-patrimonio-unesco\"><em><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>https:\/\/www.change.org\/p\/ministero-dei-beni-e-delle-attivita-culturali-agro-romano-patrimonio-unesco<\/strong><\/span><\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Manlio Lilli. 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