{"id":12616,"date":"2019-01-20T23:47:00","date_gmt":"2019-01-20T22:47:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=12616"},"modified":"2019-01-20T23:47:00","modified_gmt":"2019-01-20T22:47:00","slug":"salvaguardia-di-una-bellezza-paesaggistica-protetta-nel-territorio-di-badia-polesine-rovigo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2019\/01\/salvaguardia-di-una-bellezza-paesaggistica-protetta-nel-territorio-di-badia-polesine-rovigo\/","title":{"rendered":"Salvaguardia di una bellezza paesaggistica protetta nel territorio di Badia Polesine (Rovigo)"},"content":{"rendered":"<p><em>Una lettera di Corrado Carone e Claudio Vallarini all&#8217;architetto Fabrizio Magani, Sovrintendente per i beni culturali e il paesaggio delle province di Verona-Vicenza-Rovigo.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-12617\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Argini-Adige.png\" alt=\"\" width=\"574\" height=\"383\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Argini-Adige.png 574w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Argini-Adige-300x200.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 574px) 100vw, 574px\" \/>Egr. Sovrintendente, i sottoscritti Corrado Carone e Claudio Vallarini, residenti in Badia Polesine, segnalano quanto segue e si appellano alla s.v. affinch\u00e8 <strong>intervenga con urgenza al fine di salvaguardare una bellezza paesaggistica protetta nel territorio di Badia Polesine: la sommit\u00e0 arginale dell&#8217;Adige<\/strong> (fiume dichiarato bellezza paesaggistica e Sito di Importanza Comunitaria IT 3210042 da Verona Est a Badia Polesine soggetto a tutela ambientale ai sensi del Testo Unico sui beni culturali e il paesaggio 42-2004) nel tratto tra l&#8217;Acquedotto e la Malopera (tra gli Stanti 27 e 33, inclusi i medesimi) per un percorso complessivo di 1200 metri (diconsi milleduecento metri).<\/p>\n<p>Com&#8217;\u00e8 noto, <strong>entro breve tempo dovrebbero iniziare i lavori per la realizzazione di un sottopassaggio<\/strong> a ridosso del ponte a tre archi e quelli per il rifacimento del sedime arginale nel tratto da Badia Polesine (dallo Stante 1, al Ponte della Rosta) fino a San Martino di Venezze, interessanti un percorso di circa 50 chilometri. Le opere verrebbero realizzate nell&#8217;ambito di un pi\u00f9 ampio intervento di percorsi ciclabili sulle sommit\u00e0 arginali \u2013 da Verona Est a Badia Polesine &#8211; <strong>dall&#8217;indubbio interesse turistico che pure noi condividiamo<\/strong> poich\u00e9 porterebbe turismo e quindi benefici all&#8217;economia locale, offrendo probabilmente nuove opportunit\u00e0 di lavoro anche a tanti giovani che, grazie a queste forme di economia sostenibile, avrebbero la possibilit\u00e0 di rimanere nel loro territorio.<\/p>\n<p><strong>Ma se da una parte vengono messe in campo ingenti somme di denaro per promuovere il turismo, dall&#8217;altra non si dovrebbero arrecare danni al paesaggio<\/strong>. Questo vorremmo precisarlo in quanto \u00e8 ancora vivo in noi il ricordo di <strong>alcuni gravi interventi effettuati o proposti sui nostri fiumi<\/strong>, in modo particolare sull&#8217;Adige e l&#8217;Adigetto, il pi\u00f9 grave dei quali rimane il tentativo \u2013 paradossalmente proposto appellandosi oltretutto al Protocollo di Kyoto che promuove la produzione di energie pulite e rinnovabili \u2013 di <strong>realizzare una pericolosissima Diga<\/strong> sugli argini dell&#8217;Adige tra Badia Polesine e Terrazzo, ovvero un imponente progetto per la produzione di elettricit\u00e0 che avrebbe potuto indebolire gli antichi argini e far esondare il secondo fiume d&#8217;Italia creando un serio pericolo alla popolazione. Inoltre sarebbe scomparsa la biodiversit\u00e0 fluviale presente nelle numerose golene presenti tra Legnago e Badia Polesine. Un <strong>intervento sventato appena in tempo grazie alla sinergica collaborazione di cittadini ed istituzioni<\/strong>, che qui desideriamo ringraziare (in primis il Comitato contro la Diga, quindi i Comuni di Castagnaro, Lusia, Barbona, San Martino di Venezze, Cavarzere ed il Consorzio di Bonifica di Rovigo).<\/p>\n<p>Assistemmo quindi, attorno al 2000, ad un grande intervento denominato Il fiume e l&#8217;Abbazia, dove venne realizzato \u2013 nella golena di Villa d&#8217;Adige &#8211; un costoso quanto inutile BELVEDERE IN LEGNO. Un&#8217;infrastruttura turistica che aveva la finalit\u00e0 di mostrare la bellezza del fiume ma che si ritrova invece a mostrare&#8230; una barriera di Salici. Un altro aspetto inadeguato di questo belvedere \u00e8 quello che, ogni tanto, qualcuno va ad appropriarsi delle sue assi di legno. Se chi ha progettato quell&#8217;infrastuttura, anzich\u00e9 collocarla in una zona remota, lontana dal centro abitato, l&#8217;avesse collocata in un punto presenziato, di sicuro essa sarebbe ancora usufruibile.<\/p>\n<p>Fu nel 2014 invece, che venne realizzata una POSTAZIONE PER BICICLETTE ELETTRICHE (ancora in appello al Protocollo di Kyoto) in Viale della Stazione \u2013 considerato il \u201c<em>biglietto da visita della citt\u00e0<\/em>\u201d &#8211; in area paesaggistica dell&#8217;Adigetto, per realizzare la quale <strong>venne \u201c<em>prontamente abbattuto<\/em>\u201d (incuranti della pioggia battente) un sanissimo ed imponente Tiglio di 60 anni<\/strong>&#8230; per la cronaca, il quarto Tiglio che veniva abbattuto in questa strada per realizzare una pensilina. E tutto ci\u00f2 nonostante lo slogan della societ\u00e0 promotrice del progetto, che metteva bene in vista: \u201c<em>Save a tree<\/em>\u201d (Salva un albero). Ultimamente questa postazione offriva l&#8217;opportunit\u00e0 di utilizzare \u201c<em>ben 2 biciclette ecologiche<\/em>\u201d sulle 8 che dovevano essere disponibili.<\/p>\n<p>Infine (2016), veniva approvato un progetto di \u201c<em>abbellimento<\/em>\u201d del paesaggio fluviale (del costo di 37.000 Euro) che comport\u00f2 anche la realizzazione di un&#8217;AULA DIDATTICA con banchi e cattedra in pietrame e rete di ferro. Noi avremmo preferito \u2013 com&#8217;\u00e8 stato ottimamente realizzato a Legnago dall&#8217;associazione La Verbena dell&#8217;Adige \u2013 che nella suddetta aula didattica \u2013 tra l&#8217;altro dedicata a quella delicata figura che \u00e8 <strong>Bruno Munari<\/strong> &#8211; si realizzassero le panche e la cattedra con tronchi d&#8217;albero \u2013 come di certo sarebbe stato gradito all&#8217;insigne quanto umile designer, che aveva un profondo rispetto per la Natura &#8211; ma essa venne realizzata in pietrame dalla poco idonea fruizione e, soprattutto, <strong>nel bel mezzo della golena di Villa d&#8217;Adige<\/strong>, alquanto lontana, dal punto di accoglienza dei visitatori. Questa \u201c<em>infrastruttura culturale<\/em>\u201d sarebbe costata alla comunit\u00e0 qualcosa come 5.000 Euro, ma quello che ci amareggia, \u00e8 il fatto che la cattedra sia lontana 7 metri dai banchi&#8230; <strong>quante volte sino ad oggi, ci chiediamo, sar\u00e0 stata utilizzata quest&#8217;aula didattica?<\/strong> Pi\u00f9 di una volta oppure meno di una volta?<\/p>\n<p>E&#8217; ora \u00e8 la volta (2019) di una PISTA CICLABILE, un&#8217;opera con un costo \u2013 se non erriamo &#8211; di circa 40.000 Euro al chilometro. Non \u00e8 per\u00f2 nostra intenzione entrare nel merito dei costi, quanto occuparci esclusivamente degli aspetti paesaggistici.<\/p>\n<p>A nostro parere, egr. Sovrintendente, anche in questo caso, per promuovere la viabilit\u00e0 ambientale e il turismo sostenibile &#8211; aspetti che, lo ripetiamo, sosteniamo pure noi &#8211;<strong> si rischia di eliminare\/snaturare un elemento suggestivo di quel paesaggio tradizionale che contraddistingue anch&#8217;esso il nostro fiume<\/strong>.<\/p>\n<p>Qualsiasi opera si intenda realizzare nel tratto interessato al S.I.C., \u00e8 tuttavia soggetta al Suo autorevole parere e Nulla Osta paesaggistico, ed \u00e8 per questo motivo che <strong>Le chiediamo di intervenire con urgenza per salvaguardare le peculiarit\u00e0 paesaggistiche del nostro territorio.<\/strong><\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 lo vogliamo precisare perch\u00e9, il tratto arginale dall&#8217;Acquedotto alla Malopera, \u00e8 un LUOGO SUGGESTIVO, frequentato quotidianamente da decine di persone \u2013 soprattutto signore &#8211; che vi si recano per passeggiare in sicurezza e tranquillit\u00e0 a pochi passi dalla citt\u00e0, e Le chiediamo perci\u00f2 di intervenire con urgenza prima che questa bellezza paesaggistica scompaia per sempre. I contrari a questo intervento di salvaguardia, ovvero<strong> coloro che vorrebbero eradicare completamente il manto erboso dalla strada arginale<\/strong>, sostengono che esso pu\u00f2 provocare cadute ai ciclisti, ma noi ricordiamo che in detto tratto \u2013 per non cadere dalla bicicletta \u2013 \u00e8 sufficiente rallentare la corsa, anche per il fatto che il percorso \u00e8 spesso frequentato da pedoni.<\/p>\n<p>Noi pensiamo che anche <strong>un umile sentiero inerbito<\/strong> possa valorizzare il nostro antico e fragile territorio e migliorarne l&#8217;immagine, in quanto esso pu\u00f2 esprimere la sensibilit\u00e0 dei suoi amministratori pubblici e dei suoi abitanti.<\/p>\n<p>In conclusione, per proteggere pi\u00f9 adeguatamente il sentiero inerbito, a nostro parere, <strong>sarebbe necessario lasciare il percorso arginale cos\u00ec com&#8217;\u00e8<\/strong>, evitando assolutamente di modificare il manto stradale esistente nel tratto in esame, ma per soli 1200 metri sui 50 chilometri previsti dall&#8217;intervento. Dallo Stante 1 allo Stante 26 e dallo Stante 34 fino a San Martino di Venezze, invece, laddove non sussistano realt\u00e0 paesaggistiche di pregio analoghe a quelle segnalate in Badia Polesine, ovvero con una discreta presenza di manto erboso, si potrebbe intervenire con la posa del nuovo manto stradale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una lettera di Corrado Carone e Claudio Vallarini all&#8217;architetto Fabrizio Magani, Sovrintendente per i beni culturali e il paesaggio delle province di Verona-Vicenza-Rovigo. Egr. 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