{"id":12667,"date":"2019-02-14T10:58:47","date_gmt":"2019-02-14T09:58:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=12667"},"modified":"2019-02-21T09:22:29","modified_gmt":"2019-02-21T08:22:29","slug":"parco-archeologico-dellappia-antica-un-problema-o-una-risorsa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2019\/02\/parco-archeologico-dellappia-antica-un-problema-o-una-risorsa\/","title":{"rendered":"Parco Archeologico dell\u2019Appia Antica: un problema o una risorsa"},"content":{"rendered":"<p><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-12668\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Appiantica.png\" alt=\"\" width=\"578\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Appiantica.png 578w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Appiantica-300x195.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 578px) 100vw, 578px\" \/>di Rita Paris.<\/em><\/p>\n<p>Il Parco Archeologico dell\u2019Appia Antica, creato nel 2016 dal Ministero come Istituto dotato di autonomia speciale, <strong>stenta ancora, dopo due anni e mezzo di vita, a funzionare<\/strong>. Le competenze assegnate dal decreto sono importanti: la tutela mista, ossia archeologica, paesaggistica, architettonica e storico artistica, i beni in consegna, come la Via Appia Antica fino a Frattocchie di Marino, gli Acquedotti, Villa dei Sette Bassi, le Tombe della Via Latina, l\u2019Antiquarium di Lucrezia Romana e i complessi di Cecilia Metella con il Castrum Caetani, Capo di Bove, Villa dei Quintili e Santa Maria Nova, oltre agli innumerevoli monumenti che fiancheggiano la strada. Il Direttore \u00e8 inoltre responsabile del progetto di valorizzazione dell\u2019intero tracciato della strada fino a Brindisi.<\/p>\n<p><strong>Il museo all\u2019aperto consacrato come tale dai restauri e dall\u2019assetto ideati e realizzati da Luigi Canina<\/strong>, per volere del Governo Pontificio, nella met\u00e0 dell\u2019ottocento, che attirava visitatori da tutto il mondo, esempio straordinario di conservazione sul posto dei reperti antichi, <strong>ha subito molte ferite e poca attenzione in generale dalle amministrazioni pubbliche<\/strong>. Per questo l\u2019Appia \u00e8 stata oggetto di particolare interesse da parte di personaggi illustri, della societ\u00e0 civile, di Associazioni, pima tra tutte <strong>Italia Nostra<\/strong>, e di <strong>Antonio Cederna<\/strong> che ne ha fatto la battaglia principale della propria vita, tra le tante a cui ha voluto dedicare scritti, denunce, inchieste.<\/p>\n<p>Che all\u2019Appia spettasse la definizione di Parco Archeologico era giusto anche per l\u2019esistenza di un Parco Regionale che, dal 1997, \u00e8 incluso tra le aree protette della Regione Lazio, le cui competenze, evidentemente e indiscutibilmente, non possono sostituire quelle dello Stato, per la tutela e per la gestione complessa del patrimonio culturale e paesaggistico.<strong> Questa gestione si attua attraverso una serie di azioni che sono inscindibili e integrate, gli scavi e la ricerca archeologica, i restauri, la cura della conservazione, la crescita della conoscenza<\/strong>, attraverso l\u2019opera di professionisti formati da studio ed esperienza.<\/p>\n<p>Nell\u2019arco degli ultimi vent\u2019anni l\u2019Appia, fino al 2016 inclusa nelle competenze della ex Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, ha potuto usufruire dei finanziamenti della stessa \u2013 il cui bilancio era sostanzioso per gli introiti del Colosseo in particolare \u2013 e di alcune leggi speciali come quella del Grande Giubileo del 2000 e del Piano Nazionale per l\u2019Archeologia, trasformandosi in un laboratorio continuo di attivit\u00e0, di scoperte, di nuove acquisizioni (Capo di Bove, S. Maria Nova) di realizzazioni di mostre ed eventi culturali, come il Festival dal Tramonto all&#8217;Appia, che <strong>hanno fatto comprendere al mondo scientifico internazionale e alla comunit\u00e0 civile quale grande risorsa l\u2019Appia possa essere<\/strong>, sia come campo comune di applicazione, sia come luogo da vivere nella sua eccezionalit\u00e0. La Via Appia ha in parte recuperato la propria dignit\u00e0 con i monumenti aperti al pubblico.<\/p>\n<p>L\u2019assenza della definizione di Parco Archeologico, prima del 2016, a fronte della presenza di un Parco Regionale\/area naturale protetta, ha fatto s\u00ec che <strong>si affermassero una gestione e un uso di questo ambito e della strada stessa (la regina viarum!) piuttosto come spazio libero (dove \u00e8 di propriet\u00e0 pubblica), per quelle attivit\u00e0 tipiche di un parco naturalistico<\/strong> che, se pur gradevoli, hanno avuto l\u2019effetto di allontanare l\u2019approccio con il valore speciale di luogo dove conoscere la storia e le trasformazioni del territorio attraverso i secoli. Basti pensare a quello che sono in grado di raccontare i siti di Villa dei Quintili con S. Maria Nova, o il Mausoleo di Cecilia Metella con il Castrum Caetani: i fenomeni del Vulcano Laziale con la colata lavica, la strada antica nell\u2019epoca romana, il medioevo, le propriet\u00e0 ecclesiastiche e l\u2019uso del territorio, il Rinascimento, le scoperte e la ricerca archeologica, fino alla storia moderna del novecento con le grandi guerre, il boom economico, il cinema e le ville dei personaggi dello spettacolo che hanno scelto l\u2019Appia quale luogo esclusivo, vicino all\u2019aeroporto di Ciampino, a Cinecitt\u00e0 e al centro di Roma.<\/p>\n<p>Ma il Parco Archeologico dell\u2019Appia Antica che conserva questa eredit\u00e0 secolare,<strong> stenta anche solo a mantenere il proprio patrimonio monumentale e arboreo senza i finanziamenti necessari alla conservazione innanzitutto, attraverso un progetto di manutenzione costante<\/strong> e quindi alla crescita graduale del patrimonio nella disponibilit\u00e0 pubblica con l\u2019acquisizione di monumenti, abbandonati dentro propriet\u00e0 private che necessitano di restauri e studi per poter essere poi offerti al godimento pubblico, oltre che al mondo scientifico.<\/p>\n<p>Un <strong>piano strategico<\/strong> ha segnato la strada da seguire affinch\u00e9 i risultati conseguiti non rimangano isolati e siano create le condizioni per mettere in collegamento i siti archeologici e la strada nel suo sviluppo con la citt\u00e0, creando alternative alle auto private, migliorando il servizio di trasporto pubblico e con punti di sosta ai margini.<\/p>\n<p><strong>Il Parco Archeologico, dopo due anni e mezzo, come \u201c<em>l\u2019Ebreo errante<\/em>\u201d, ancora non dispone di luoghi di lavoro decorosi e a norma per accogliere i funzionari e i lavoratori tutti, per creare i servizi e gli archivi alla base di ogni struttura che deve gestire la tutela, il patrimonio e produrre, conservare e rendere disponibili i dati della conoscenza.<\/strong> Chi aveva scelto di far parte di un grande progetto di tutela, valorizzazione e crescita di un patrimonio cos\u00ec unico e prezioso, si trova a doversi arrangiare quotidianamente per poter conquistare una postazione di lavoro in veste di ospite, perch\u00e9 all\u2019istituto non sono ancora stati assegnati uffici, neppure sulla carta.<\/p>\n<p>Forse un destino incombe sull\u2019Appia e il pensiero va alle parole di Antonio Cederna: \u201c<strong><em>una chiave, chiedo solo una chiave<\/em><\/strong>\u201d, quando per anni fu lasciato senza una sede per far funzionare l\u2019allora azienda del Parco Regionale. L\u2019archivio di Antonio Cederna, donato dalla famiglia allo Stato, \u00e8 conservato a Capo di Bove e in gran parte riversato nel sito <a href=\"http:\/\/www.archiviocederna.it\">http:\/\/www.archiviocederna.it<\/a>, archivio che ha interrotto da tempo la propria fervida attivit\u00e0 per totale assenza di risorse. Rivolgiamo allora virtualmente un appello a Cederna che vigili affinch\u00e9 l\u2019Appia, ora Parco Archeologico, non sia trattata in questo modo, un peso per la stessa amministrazione che lo ha creato e dotato di una autonomia finanziaria che non possiede, di fatto un istituto di serie C, non degno di considerazione, forse perch\u00e9 non \u00e8 in grado di \u201c<strong><em>fare cassa<\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 proprio, invece, alle situazioni pi\u00f9 complesse che si sarebbero dovute garantire le condizioni migliori per affrontare un lavoro difficile per un patrimonio immenso, <strong>dotando l\u2019istituto di finanziamenti e strutture<\/strong>. Invece il Parco Archeologico dispone solo degli spazi (anche per alcune postazioni di lavoro) nei siti acquisiti negli ultimi vent\u2019anni nell\u2019ottica di una gestione lungimirante che sembra ora destinata a un drastico ridimensionamento. Un appello reale invece va rivolto al Ministero che ha da poco messo a bando la posizione del nuovo direttore del Parco, che sar\u00e0 selezionato a breve (tra i 99 che hanno fatto richiesta) affinch\u00e9 rivolga la propria attenzione, pi\u00f9 volte richiesta, alla condizione di questo istituto, assumendo la responsabilit\u00e0 sul destino che vuole assegnare all\u2019Appia.<\/p>\n<p><em>Tratto da: <a href=\"https:\/\/emergenzacultura.org\/2019\/02\/05\/rita-paris-parco-archeologico-dellappia-antica-un-problema-o-una-risorsa\/\">https:\/\/emergenzacultura.org\/2019\/02\/05\/rita-paris-parco-archeologico-dellappia-antica-un-problema-o-una-risorsa\/<\/a><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Rita Paris. 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