{"id":12828,"date":"2019-04-02T12:14:28","date_gmt":"2019-04-02T10:14:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=12828"},"modified":"2019-04-02T12:16:46","modified_gmt":"2019-04-02T10:16:46","slug":"nuovi-soggetti-del-conflitto-sociale-i-movimenti-territoriali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2019\/04\/nuovi-soggetti-del-conflitto-sociale-i-movimenti-territoriali\/","title":{"rendered":"Nuovi soggetti del conflitto sociale: i movimenti territoriali"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di Alessandra Algostino, Professore associato di Diritto costituzionale, Universit\u00e0 degli Studi di Torino.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>I movimenti veicolano una conflittualit\u00e0 \u201cnuova\u201d<\/strong>, si situano lungo le faglie che in un contesto dinamico si aprono nel terreno del conflitto sociale; in questo senso, i movimenti costituiscono la cartina di tornasole delle trasformazioni e delle tensioni che attraversano la societ\u00e0, molto spesso sono la prima voce a rivendicare diritti in fieri, a evidenziare contraddizioni, a esprimere bisogni ovvero a sollevare un conflitto. Le fratture sociali assumono contorni inediti, nascono nuovi soggetti collettivi, si modificano gli strumenti di azione: i movimenti <strong>rivoluzionano i modi e gli obiettivi della protesta<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>I movimenti che sorgono in difesa del territorio, come movimenti reattivi o oppositivi a fronte della decisione di costruire una grande opera, di scelte urbanistiche, di installazione di impianti per l\u2019estrazione o la produzione di energia o di smaltimento dei rifiuti, <strong>rappresentano un nuovo genus di movimenti sociali, che conosce una notevole espansione e diffusione in questo inizio di secolo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il territorio \u00e8 il motivo per il quale e nel quale nasce un movimento: \u00e8 la ragione scatenante il movimento e, al contempo, lo spazio fisico nel quale il movimento si organizza. <strong>Ci\u00f2 non implica, peraltro, n\u00e9 la qualificazione delle mobilitazioni come Nimby (Not In My Back Yard)<\/strong>, attraverso la quale si intende malevolmente che i partecipanti siano \u00ab<em>mossi dal cieco egoismo di chi non vuole un certo impianto a casa propria, ma non muoverebbe un dito se esso fosse proposto a casa d\u2019altri<\/em>\u00bb (<em>Luigi Bobbio<\/em>), n\u00e9 la loro configurazione come esclusivamente locali.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"578\" height=\"771\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Algozzino.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12829\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Algozzino.jpg 578w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Algozzino-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 578px) 100vw, 578px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nelle proteste si manifesta un nuovo modo di intendere il territorio, che scardina forme, decisioni e orizzonti del potere politico ed economico dominante. Da un lato,<strong> il luogo viene ad essere sede di relazioni<\/strong>, un\u2019opportunit\u00e0 per ricostituire legami sociali: ovvero, il contrario di un \u00abnonluogo\u00bb (<em>Marc Aug\u00e9<\/em>). <strong>Si recupera in tal modo una dimensione collettiva e il territorio diviene spazio di vita della comunit\u00e0, in opposizione al dilagare della visione di una libert\u00e0 ed autonomia del singolo<\/strong> ripiegata sull\u2019auto-imprenditorialit\u00e0, nella prospettiva di una ricerca individuale del successo nello scenario del mercato globale. Dall\u2019altro lato, la difesa del territorio, dell\u2019ambiente, inducono ragionamenti intorno allo sviluppo sostenibile, ai beni comuni, alla decrescita, all\u2019articolazione del sistema economico, alla distribuzione delle risorse, agli stili di vita: il modo di intendere il territorio diviene parte di una visione del mondo, altra rispetto a quella riconducibile ai sostenitori della scelta oggetto di contestazione. <strong>La singola issue locale diviene occasione per lanciare lo sguardo oltre l\u2019orizzonte<\/strong>; in questo senso l\u2019identit\u00e0 dei movimenti territoriali pare caratterizzarsi per una dinamica \u201cespansiva\u201d, una progressiva generalizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Non solo: la riappropriazione del territorio e il suo mutamento di significato si accompagnano alla <strong>sperimentazione e all\u2019immaginazione di nuovi modi di intendere la democrazia<\/strong>. Nella gestione del movimento si utilizzano per lo pi\u00f9 strumenti riconducibili alla democrazia diretta, con decisioni assunte attraverso discussioni assembleari, che privilegiano la ricerca dell\u2019unit\u00e0 rispetto a votazioni nette, in aderenza a una concezione orizzontale, e non formalizzata e burocratizzata, dei rapporti politici. Quando il movimento \u00e8 articolato sul territorio vengono create strutture di coordinamento dei comitati, le quali, a loro volta, si inseriscono in reti pi\u00f9 ampie che collegano movimenti analoghi sorti in altri territori, a livello nazionale e oltre. Non di rado, poi, i movimenti, nel loro sviluppo, creano sinergie con la democrazia rappresentativa a livello locale, sostenendo liste civiche, dando vita a una rappresentanza che mantiene un rapporto permanente e continuo con i movimenti, con una legittimazione reciproca, bi-direzionale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il luogo diventa lo spazio fisico nel quale sperimentare forme nuove di organizzazione sociale e partecipazione<\/strong>, contrapponendo un territorio sentito come proprio, dove si vive la democrazia e si ragiona di nuovi modelli di rapporti sociali ed economici, a non-luoghi, da dove \u201ccalano\u201d decisioni percepite come eteronome. Non \u00e8 egoistica difesa del territorio locale, ma una sua re-interpretazione che, in un certo qual modo, lo trascende, con la presa di coscienza che l\u2019espropriazione del proprio territorio \u00e8 parte di un processo globale di predazione neoliberista.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto, anche la questione dell\u2019interesse generale non pu\u00f2 essere banalmente risolta come contrapposizione fra la decisione di istituzioni rappresentative nazionali che sarebbero di per s\u00e9 titolari dell\u2019interesse generale e la protesta delle comunit\u00e0 locali quale portatrice, per definizione, di un interesse particolare. <strong>La progressiva sudditanza della politica all\u2019economia rende sempre meno credibili le istituzioni rappresentative <\/strong>come portatrici tout court dell\u2019interesse generale, e ben pu\u00f2 darsi il caso che a farsi carico degli interessi generali siano comunit\u00e0 locali, che si oppongono a un\u2019opera che porterebbe profitto a pochi mentre distrae risorse che potrebbero incrementare la garanzia dei diritti di tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque, <strong>i movimenti territoriali contrappongono socialit\u00e0 e condivisione all\u2019individualizzazione e alla frammentazione competitiva del mercato<\/strong>, si fanno portavoce di visioni del mondo dove valori universali, come la tutela della persona e dei suoi bisogni, sono centrali versus modelli retti dalle pretese di profitto di pochi, propongono e sperimentano nuovi modi di intendere la democrazia: i movimenti territoriali sono soggetti collettivi che esprimono e veicolano un modello alternativo di societ\u00e0 rispetto a quello dominante, rappresentano in modo nuovo rispetto alle contrapposizioni dei partiti novecenteschi il conflitto sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>I movimenti territoriali <strong>sono trasversali e popolari<\/strong>. Quindi non hanno una composizione di classe in senso tradizionale ma \u2013 in quanto, nella contrapposizione fra chi governa e trae benefici dalla versione odierna del finanzcapitalismo (utilizzando il neologismo coniato da <em>Luciano Gallino<\/em>) e chi ne \u00e8 soggetto e subisce gli effetti di un mondo sempre pi\u00f9 diseguale e mercificato, si situano da una parte nel conflitto sociale \u2013 possono essere definiti come movimenti di classe.<\/p>\n\n\n\n<p>La pluralit\u00e0 che caratterizza i movimenti territoriali trova una sintesi non solo nell\u2019opposizione rispetto a una specifica decisione politica ma anche in una <strong>visione del mondo<\/strong> che, senza precludere le rispettive peculiarit\u00e0, condivide l\u2019essere altro rispetto al modello egemone, nel nome di valori condivisi unificanti, se pur differentemente declinati.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019eventuale mancanza di considerazione da parte delle istituzioni e, come spesso accade, una risposta in termini di repressione (creazione di stati di eccezione, assoggettamento dell\u2019area interessata dai progetti a controlli di polizia sino alla militarizzazione del territorio, ricorso sproporzionato allo strumento penale e alle misure cautelari, campagna stampa denigratoria), possono poi contribuire a <strong>incrementare il senso di identit\u00e0 e unit\u00e0 dei partecipanti ai movimenti<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Il conflitto sul territorio e per il territorio, dunque, pu\u00f2 essere letto come nuova rappresentazione del conflitto sociale, dello scontro fra visioni del mondo: i<strong>l territorio mercificato e oggetto di predazione nel contesto di una razionalit\u00e0 di governo neoliberale versus il territorio come spazio di una nuova socialit\u00e0 che rivendica la centralit\u00e0 della persona e dei suoi bisogni.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tratto da: <a href=\"https:\/\/volerelaluna.it\/societa\/2019\/03\/26\/nuovi-soggetti-del-conflitto-sociale-i-movimenti-territoriali\/\">https:\/\/volerelaluna.it\/societa\/2019\/03\/26\/nuovi-soggetti-del-conflitto-sociale-i-movimenti-territoriali\/<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Alessandra Algostino, Professore associato di Diritto costituzionale, Universit\u00e0 degli Studi di Torino. 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