{"id":12857,"date":"2019-04-14T10:00:42","date_gmt":"2019-04-14T08:00:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=12857"},"modified":"2019-05-06T23:15:08","modified_gmt":"2019-05-06T21:15:08","slug":"una-ricostruzione-fallita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2019\/04\/una-ricostruzione-fallita\/","title":{"rendered":"Una ricostruzione fallita"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"338\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Perrotti-1.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12858\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Perrotti-1.jpeg 600w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Perrotti-1-300x169.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>di Antonio Perrotti.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il giorno dopo riti e autocelebrazioni sisma 2009:<\/em> questo \u00e8 il tema del seminario che abbiamo voluto tenere proprio dopo le tante\u2026 troppe manifestazioni [1]. E\u2019 stato difficile e quasi impossibile fronteggiare il battage mas-mediatico che fin dal primo momento ha coinvolto tutte le vicende relative al <strong>terremoto del 2009 <\/strong>e alla conseguente ricostruzione. <strong>A dieci anni infatti siamo arrivati ad una vera e propria campagna trasversale di auto assoluzione positivista<\/strong> in cui, tutte le inadempienze, gli imbrogli, gli errori strategici vengono rappresentati come \u201c<em>nei collaterali<\/em>\u201d di una grande e positiva ricostruzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma noi come <strong>Comitatus aquilanus<\/strong> [2] non ci siamo mai uniformati a questa logica e, ancora oggi, veniamo a proporvi il <strong>reale bilancio della ricostruzione con tutte le complesse problematiche aperte<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>In tal senso non possiamo non partire dall\u2019emergenza e quindi dalla colonizzazione istituzionale, tecnico-programmatica e economico-imprenditoriale che c\u2019\u00e8 stata imposta dal \u201cduo\u201d <strong>Berlusconi\/Bertolaso<\/strong>. <strong>Ai Sindaci locali \u00e8 stata lasciata la sola gestione delle macerie e dei puntellamenti.<\/strong> Solo al Sindaco dell\u2019Aquila fu data la carica di Vicecommissario con una competenza diretta, (\u00e8 bene sottolinearlo), sul Centro Storico.<\/p>\n\n\n\n<p>Di particolare interesse fu a quell\u2019epoca la questione della <strong>delimitazione del Cratere<\/strong>: infatti, mentre si cerc\u00f2 di arrivare a \u201c<em>vere e proprie isole amministrative sismiche<\/em>\u201d, come Penna S. Andrea o Cappelle, si continu\u00f2 a tenere fuori centri baricentrici al sisma come Calascio. Tale anomalia fu poi esasperata dal fatto che concretamente alcuni comuni fuori Cratere come Raiano, o addirittura Bolognano, senza essere obbligati a zone rosse e piani preventivi, poterono usufruire in tempi molto pi\u00f9 brevi di finanziamenti per decine e decine di interventi in centro storico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019Aquila fu il territorio maggiormente militarizzato <\/strong>e quindi sottoposto ai disegni della Protezione civile e non fu in grado (o forse non volle) di opporre una visione e scelte pi\u00f9 rispondenti alla realt\u00e0 territoriale e imprenditoriale. La classe politico-istituzionale gioc\u00f2 al ribasso sia <strong>sul piano CASE <\/strong>esasperandone (da 1 a 19 nuclei) la devastante dispersione insediativa, sia, sulle <strong>scelte pianificatorie e tecnico-procedurali <\/strong>imposte dall\u2019arch. Fontana (zone rosse, comparti, masterplan, ecc.). A questa cultura oppose \u201c<em>operosi geometri mediatori<\/em>\u201d (ricordiamo che almeno tre in veste di assessori sono stati costretti a dimettersi dalla Magistratura), la Regione e la stessa Universit\u00e0 non trovarono che marginali coinvolgimenti e nella creazione di tutte le strutture tecniche di servizio non ci si fece carico di recuperare le tante esperienze locali (COLLABORA, ABRUZZO ENGINEERING, POLIEDRO, ecc.), e , con <strong>Fabrizio Barca<\/strong>, si arriv\u00f2 a costruire due strutture tecnico-istruttorie (una per il comune di L\u2019Aquila e l\u2019altra per il resto del Cratere) con circa 350 tecnici per lo pi\u00f9 esterni al Cratere e alla Regione.<\/p>\n\n\n\n<p>Particolarmente eloquente fu in tale fase la vicenda delle macerie nel Comune di L\u2019Aquila: partita che fu \u201cingigantita\u201d per poi addivenire ad una onerosa quanto dubbia scelta locale. <strong>Senza una gara si arriv\u00f2 a scegliere la cava-buca abusiva<\/strong> (frutto di un mancato ripristino) della ditta ex TEGES che, dopo il contenzioso avviato dai tanti cavatori attivi della zona che si dichiararono disponibili a trattare le macerie, illegittimamente fu confermata dal Commissario nominato dalla Prestigiacomo. Su tale buca, a norma di legge, avremmo potuto ritombare in danno dell\u2019Impresa inadempiente e invece ancora oggi continuiamo a pagare.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"454\" height=\"256\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Perrotti-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12859\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Perrotti-2.jpg 454w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Perrotti-2-300x169.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 454px) 100vw, 454px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Vanno in questa sede responsabilmente ricordati \u201ci bluff programmatici\u201d e \u201cgli oggetti avvelenati\u201d che ci sono stati proposti o offerti per la \u201ccosidetta ripresa\u201d. Tra questi dobbiamo citare: quell\u2019<strong>aeroporto <\/strong>con il quale saremmo \u201ctornati a volare\u201d; <strong>i due teatrini di Shigeru Ban e Renzo Piano<\/strong> che insieme agli altri tre preesistenti difficilmente saranno gestibili; la <strong>centrale a biomasse <\/strong>(impraticabile e senza neanche teleriscaldamento \u2026 bloccata dal Comitato Onna-Monticchio); e pi\u00f9 di recente la (inutile) <strong>metro veloce tra S. Demetrio e Sassa <\/strong>realizzata in danno delle zone irrigue della piana e con qualche mira immobiliare. In tale quadro non bisogna dimenticare il Piano Fontana\/Letta per il rilancio turistico della montagna che tent\u00f2 di riproporre <strong>diseconomici impianti scioviari e complementari lottizzazioni <\/strong>(come quelle di Rocca di Mezzo). Fuorviati dall\u2019inevitabile \u201czona rossa\u201d abbiamo abbandonato a se stesso il Centro Storico che con la sua struttura direzionale, commerciale, universitaria e scolastica era il vero cuore del Cratere consentendo all\u2019Aquila di svolgere un ruolo trainante in un ambito territoriale ben pi\u00f9 ampio. Solo pi\u00f9 tardi (3 anni), su spinta dei Comitati e con la manifestazione delle carriole, si addivenne all\u2019ipotesi di concentrare sull\u2019asse centrale l\u2019azione finanziaria. In parallelo e senza nessuna logica programmatica (cio\u00e8 senza correlarsi al Comune o ai responsabili delle reti tecnologiche) lo stesso Commissario ai BBCC Marchetti avvi\u00f2 il recupero episodico di tanti Palazzi Signorili (circa 80).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tali scelte si sono dimostrate devastanti<\/strong>: oggi di fatto con i nostri 69.000 abitanti, siamo arrivati (da 62) a circa 100 frazioni, con una periferia urbana rinnovata per il 90% ma senza il cuore istituzionale, direzionale, commerciale e scolastico del Cratere; nessuna delle strutture istituzionali (Regione, Provincia Comune e Universit\u00e0) \u00e8, infatti, ancora tornata in centro, la stessa azione programmatica proposta dalla Regione di recente per riportare i commercianti in centro, ha sortito effetti modesti con prospettive di fallimento e chiusura a breve (proprio nei giorni precedenti al decennale c\u2019\u00e8 stata una specifica manifestazione dei commercianti).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ci ritroviamo un comune ingestibile per il quale \u00e8 costosissimo garantire servizi minimi di frazione, cos\u00ec come la raccolta di rifiuti e il servizio pubblico di trasporto <\/strong>(le Aziende competenti hanno infatti raddoppiato i disavanzi); e, altrettanto costoso \u00e8 il trasporto individuale, cresciuto almeno del 40 % (per arrivare dalle disperse frazioni nei posti di lavoro, a scuola o in Centro Storico).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Altrettanto grave \u00e8 la situazione occupazionale <\/strong>che ha visto soffrire di disattenzione l\u2019importante settore agrosilvopastorale oggetto di attenzioni esterne per l\u2019estensione dei pascoli, ma sottovalutato dalla partitocrazia locale; incerta sembra la stessa scelta del polo del riciclo messo su dal PD con la e addirittura, molte piccole imprese edili sono fallite cos\u00ec come sono aumentati i cassintegrati in edilizia.<\/p>\n\n\n\n<p>Va infine sottolineato che con gli interventi edilizi straordinari (4500 CASE, 1200 MAP, 30 MUSP) e soprattutto con le 4500 casette a tempo e in precario rese possibili dalla Delibera Cialente abbiamo <strong>consumato circa 500 ha di suolo saturando il mercato edilizio per i prossimi 30 anni con un\u2019inevitabile crollo della rendita fondiaria e dei costi al mq <\/strong>che in periferia sono arrivati a 900 euro e nello stesso Centro Storico sono ormai di 1000\/1200 euro. E forse per questo che sia la Giunta Cialente che quella Biondi \u201cin solido\u201d non hanno intenzione di adottare una Variante di assestamento al vecchio PRG per preferire scelte episodiche che nella logica del project financing \u201cripaghino\u201d la partitocrazia imperante.<\/p>\n\n\n\n<p>Da ultimo dobbiamo denunciare altri due disastrosi effetti del sisma e della dispersione insediativa che vengono a completare il grigio quadro che si \u00e8 venuto a configurare per L\u2019Aquila e il suo comprensorio. Da un lato, <strong>il sisma ha sconnesso e danneggiato le condotte di scarico dei laboratori INFN e della galleria causando interferenze con quelle di derivazione delle acque potabili del Gran Sasso;<\/strong> sono infatti state denunciate presenze di sostanze cancerogene derivanti dai lavaggi di gallerie e laboratori ed \u00e8 stata aperta un\u2019inchiesta penale. Dall\u2019altro, le circa 2000 casette della piana irrigua con le loro fosse settiche insieme al mal funzionamento dei depuratori, hanno inquinato falda e acque superficiali e, ormai da vari anni, viene riproposto con Ordinanza il divieto di irrigazione a danno di tutta l\u2019economia orticola della piana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-medium-font-size has-vivid-green-cyan-color\"><strong><em>Note<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>[1] Luned\u00ec 8 aprile 2019 presso il CSV a L&#8217;Aquila, il Comitatus aquilanus ha tenuto un seminario per riflettere sulla ricostruzione a 10 anni dal sisma e fare un serio e responsabile bilancio. Hanno partecipato tra gli altri Vezio De Lucia e Paolo Berdini. [ndr]<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>[2] Il Comitatus aquilanus \u00e8 un gruppo di cittadine e cittadini impegnati per la ricostruzione e il rilancio istituzionale ed economico del Cratere del sisma come modificato dagli ultimi eventi. <\/em><a href=\"https:\/\/www.meetup.com\/it-IT\/Comitatus-Aquilanus\/\"><em>Qui ulteriori informazioni<\/em><\/a><em>. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Dello stesso comitato si segnala la pubblicazione &#8220;L\u2019Aquila. Non si uccide cos\u00ec anche una citt\u00e0&#8221; con prefazione di Edoardo Salzano, <\/em><a href=\"file:\/\/\/Users\/ila\/Downloads\/CLEAN_laquila.pdf\"><em>qui scaricabile<\/em><\/a><em> [ndr].<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Tratto da: <a href=\"http:\/\/www.eddyburg.it\/2019\/04\/una-ricostruzione-fallita.html\">http:\/\/www.eddyburg.it\/2019\/04\/una-ricostruzione-fallita.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Antonio Perrotti. 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