{"id":12860,"date":"2019-04-14T11:18:01","date_gmt":"2019-04-14T09:18:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=12860"},"modified":"2019-04-14T11:18:05","modified_gmt":"2019-04-14T09:18:05","slug":"dissesto-curare-o-prevenire-clima-impazzito-o-stoltezza-delluomo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2019\/04\/dissesto-curare-o-prevenire-clima-impazzito-o-stoltezza-delluomo\/","title":{"rendered":"Dissesto, curare o prevenire? Clima impazzito o stoltezza dell&#8217;uomo?"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"492\" height=\"243\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/0-Serioli.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12861\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/0-Serioli.jpg 492w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/0-Serioli-300x148.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 492px) 100vw, 492px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>di Giuliano Serioli, Rete Ambiente Parma.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;immagine riporta un tipico taglio raso effettuato nel nostro Appennino.<br> Come si pu\u00f2 facilmente notare, \u00e8 stato fatto su un versante che supera il 100% di acclivit\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"251\" height=\"292\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1-Serioli.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12862\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Un taglio sconsigliato perch\u00e9 denuda un versante ripido, soggetto a forte corrivazione in caso di piogge intense e quindi soggetto ad asportazione del suolo e denudamento del substrato roccioso. L\u00ec <strong>il bosco ha smesso la sua funzione di spugna rispetto all&#8217;acqua piovana che scorrer\u00e0 ancora pi\u00f9 velocemente a valle<\/strong>. Se il suolo viene in gran parte asportato dalle piogge \u00e8 impossibile che il bosco ricresca come prima. Sar\u00e0 pi\u00f9 rado e stentato.<br><strong>La realt\u00e0 dei tagli dissennati e dell&#8217;asportazione di soprasuolo boschivo \u00e8 una amara realt\u00e0 di tutti i bacini imbriferi <\/strong>della nostra provincia. La Regione nega che, dal punto di vista quantitativo, questo sia un problema, affermando che rispetto ai due milioni di metri cubi di accrescimento annuo dei boschi il mezzo milione di metri cubi prelevato coi tagli sia poca cosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Anzi, si deve prelevare di pi\u00f9. Ma <strong>considera che non tutto \u00e8 ceduo?<\/strong> Che l&#8217;acclivit\u00e0 e la difficolt\u00e0 di arrivare a strade in molte zone rende impossibili i tagli? Che quindi questi<strong> avvengono quasi sempre nelle zone boschive pi\u00f9 accessibili e pi\u00f9 vicine alle strade rotabili?<\/strong><br>Che quindi <strong>si corre il rischio di denudare in modo massiccio una fascia boschiva ristretta?<\/strong><br>La Regione dice che \u00e8 \u201c<em>necessario attribuire un valore economico ai servizi ecosistemici prodotti dal patrimonio forestale a favore della intera societ\u00e0, a cominciare dalla sua capacit\u00e0 di regolazione del deflusso idrico in funzione dell\u2019immagazzinamento della risorsa per scopi idropotabili, della tenuta dei versanti, ma soprattutto dalla sua funzione di assorbimento della CO2<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello cui assistiamo, invece, <strong>\u00e8 la sempre maggior monetizzazione della legna da ardere e dei suoi derivati, pellet e cippato<\/strong>. Il bosco vede una sola valorizzazzione, quella del mercato della legna da ardere. Con tutte le conseguenze che la combustione della biomassa comporta, non solo per l&#8217;incremento della CO2 in atmosfera, ma soprattutto per l&#8217;inquinamento da polveri altamente tossiche e cangerogene.<br>La recente<strong> iniziativa della Regione di concedere 420 mila euro a fondo perduto per diradare le pinete della nostra Provincia<\/strong> serve solo ad approvvigionare di cippato le centrali a legna di montagna, che visto che il prezzo della legna da ardere \u00e8 pi\u00f9 del doppio di quello del cippato, sono in seria difficolt\u00e0.<br>Altra spugna che se ne va per esigenze di bottega.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema, col cambiamento climatico in atto e coi 200 mm di pioggia in poche ore dell&#8217;ultima <strong>alluvione del Baganza<\/strong>, \u00e8 proprio la montagna che con i suoi boschi smette di trattenere l&#8217;acqua.<br>La cassa di espansione potrebbe servire a contenere gli effetti ma non sana le cause, che sono appunto il calo della capacit\u00e0 di assorbimento dei nostri boschi.<br><strong>Regione, AIPO ed altre istituzioni pensano che per mettere in sicurezza il territorio la soluzione sia ingegneristica<\/strong>, appunto costruire una cassa d&#8217;espansione.<\/p>\n\n\n\n<p>Un buco di 600 metri x 1000 e profondo 15 che trattenga la piena quando arriver\u00e0.<br>Ammesso che sia la soluzione, e non lo crediamo, il problema \u00e8 a monte, lungo l&#8217;alveo del torrente, nella cementificazione, nei boschi tagliati, nei versanti denudati. Il problema \u00e8 che <strong>senza una difesa attiva del territorio<\/strong> la cassa da sola non sar\u00e0 sufficiente.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"320\" height=\"214\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/2-Serioli.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12863\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/2-Serioli.jpg 320w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/2-Serioli-300x201.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>E veniamo al dunque della cassa d&#8217;espansione.<br>Basterebbe un progetto di difesa attiva per preservare dalle piene il territorio.<br>Ad esempio <strong>rialzare gli argini a valle di Sala Baganza<\/strong> con sfioratoi in grado di riversare l&#8217;acqua in eccesso nella campagna attorno.<br>Questo <strong>previo accordo coi contadini della zona, remunerandoli dei danni alle colture.<\/strong><br>Niente scavo e cemento, che abbasserebbe ulteriormente la falda acquifera che provoca mancanza d&#8217;acqua nell&#8217;alta pianura.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma <strong>coinvolgimento dei contadini e delle piccole aziende edili della zona<\/strong> agli argini e ad eventuali laghetti in cui contenere l&#8217;acqua in eccesso delle piene primaverili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giuliano Serioli, Rete Ambiente Parma. 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