{"id":12866,"date":"2019-04-14T22:35:56","date_gmt":"2019-04-14T20:35:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=12866"},"modified":"2019-04-14T23:00:03","modified_gmt":"2019-04-14T21:00:03","slug":"ripensare-la-bellezza-oltre-bateson","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2019\/04\/ripensare-la-bellezza-oltre-bateson\/","title":{"rendered":"Ripensare la bellezza. Oltre Bateson"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"574\" height=\"431\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Bateson.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12867\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Bateson.jpg 574w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Bateson-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 574px) 100vw, 574px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Qualche anno fa, durante un intervento in uno dei tanti convegni dedicati alla <strong>tutela del paesaggio e al consumo di suolo<\/strong>, mi scapp\u00f2 una frase ardita per rendere chiara la mia granitica certezza che l&#8217;ideologia, da sola, non \u00e8 sufficiente per cambiare gli orientamenti della pianificazione urbanistica. Dissi che l&#8217;ideologia resta un gran bello strumento umano, ma necessita di dati, numeri, riferimenti &#8220;tattili&#8221; certificati per mettere a nudo la realt\u00e0 e sospingere a scelte e cambiamenti. E <strong>il miglior dato, continuai, \u00e8 conoscere la quantit\u00e0 numerica di edifici costruiti in ciascun Comune e, di questi, conoscere anche l&#8217;ammontare di quelli sfitti, vuoti, inutilizzati. <\/strong>Basilare. <br>Ma non mi fermai qui (le sinapsi sono sempre meno rapide della lingua, almeno nel mio caso) e aggiunsi che <strong>senza dati restiamo in balia della soggettivit\u00e0 pi\u00f9 pura<\/strong>, ma se a me piacciono i calzini verdi e mia moglie preferisce quelli gialli, mai e poi mai ci metteremo d&#8217;accordo nel decidere come vestire nostra figlia per la sua cresima.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando la parola fu data al pubblico, una mano si alz\u00f2 repentina e un giovane (che capii essere un laureando in estetica), con tono grave e sguardo torvo, mi apostrof\u00f2 con una frase in stile epitaffio: \u00ab<em>dunque lei considera l&#8217;estetica come una scienza da ciarlatani\u2026<\/em>\u00bb.<br> \u00ab<em>Assolutamente no e non mi pare di averlo affermato<\/em> &#8211; (replicai rapido: le sinapsi talvolta reagiscono\u2026) &#8211; <em>intendo solo dire che l&#8217;estetica \u00e8 una dottrina e non una scienza, offre conoscenze sensibili ma non &#8220;numeri&#8221; e resta, ahinoi, confinata lontana dalle masse, che non sono allenate a riconoscere il bello universale ma solo quello autopercepito e frutto di cognizione individuale. Tra la soggettivit\u00e0 e i numeri resta sempre l&#8217;uomo. Anche, purtroppo, quello meno preparato\u00bb. <\/em>Poi dissi altro e ricordo un certo sudore sulla mia fronte del genere<em> &#8220;oddio come ho potuto essere cos\u00ec stolto<\/em>&#8220;.<br>Il giovane alla fine mi venne a salutare e, addirittura, si scus\u00f2 per il tono. Siamo poi diventati amici e quella frase io continuo a ripeterla (cambiando ogni volta le parole e gli addendi per giungere allo stesso risultato), in attesa che nelle scuole Primarie d&#8217;Italia <strong>venga introdotta almeno un&#8217;ora di lezione obbligatoria in materia di riconoscimento della bellezza<\/strong> (e almeno due ore di educazione civica, anzi di &#8220;costruzione del nuovo cittadino&#8221;).<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;ho presa un po&#8217; alla larga, lo so e me ne scuso, per introdurre la recensione di un saggio di <strong>Aldo Cichetti <\/strong>dall&#8217;intrigante titolo di &#8220;<em><strong>Ripensare la bellezza. Oltre Bateson<\/strong><\/em>&#8220;. Un testo di cui consiglio la lettura, ma con un&#8217;avvertenza: \u00e8 un libro da godersi in modalit\u00e0 &#8220;slow&#8221;; ogni pagina, ogni riga, necessitano di tempo mentale da dedicarvi per entrare in <strong>un excursus che tocca biologia, ecologia, zoologia, medicina, ambiente, psicologia<\/strong> (Cichetti \u00e8 un medico e psicoterapeuta, laureato in medicina e filosofia) corroborato da infiniti ed enciclopedici riferimenti alle introspezioni dei massimi pensatori di ogni tempo.<br><strong>Un libro che parla della bellezza fuori dall&#8217;estetica e dalla filosofia, dunque della bellezza come capacit\u00e0 di salvare.<\/strong><br>Di salvare da cosa? Cichetti non ha dubbi \u00ab<em>da un ben preciso tipo di sventure materiali: le sventure ecologiche dell&#8217;ambiente in cui viviamo e quelle dell&#8217;organismo umano<\/em>\u00bb. <strong>Una questione, dunque, di &#8220;equilibrio&#8221;<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"221\" height=\"343\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Cichetti.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12868\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Cichetti.jpg 221w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Cichetti-193x300.jpg 193w\" sizes=\"auto, (max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 il punto nevralgico, che mette in discussione la conoscenza che gestisce tali ecologie e che <strong>non deve essere solo quella scientifica, ma una conoscenza non matematizzata, cio\u00e8 umanistica<\/strong>. Attualmente esclusa da ogni intervento sul mondo naturale o sul corpo umano: <strong>gli scienziati hanno infatti, da tempo, rinunciato al metodo critico della filosofia<\/strong>.<br>Per giungere a queste conclusioni, Cichetti si avvia su un percorso perlustrato da <strong>Gregory Bateson<\/strong> attraverso la funzione ecologica della bellezza e procede senza indulgenze verso un ripensamento che non solo non rinnega l&#8217;illustre pensatore ma lo integra e approfondisce lungo i meandri della <strong>cibernetica: la scienza del controllo<\/strong>. Una scienza propria non solo delle macchine costruite dall&#8217;uomo, perch\u00e8 \u00abg<em>li organismi viventi, gli ecosistemi e i sistemi sociali sono in grado di autoregolarsi e autorganizzarsi grazie ai circuiti di feedback positivi e negativi<\/em>\u00bb. <br>Ma occorre una conoscenza ecologicamente saggia per gestirne il moto; una conoscenza che non \u00e8 quella puramente razionale, ma \u00e8 quella estetica &#8211; legata all&#8217;arte, alla bellezza, al sacro &#8211; <strong>in grado di cogliere &#8220;ampie porzioni&#8221; dei circuiti complessi del pi\u00f9 vasto sistema interattivo<\/strong>. O, meglio, una conoscenza umanistica. <br><strong>Il sistema, per Bateson, \u00e8 uomo-e-ambiente; introducendo la nozione di controllo si traccerebbe un confine tra i due e si otterrebbe una contrapposizione tra uomo e ambiente.<\/strong><br>La radice di molti problemi sta nella tendenza di ricercare soluzioni a breve termine per alleviare i sintomi, col rischio di \u00ab<em>curare il sintomo in modo da rendere il mondo confortevole<\/em>\u00bb; <strong>la malattia \u00e8 la soluzione che il malato ha trovato a un determinato problema esistenziale<\/strong>. I medici si concentrano sui sintomi specifici e identificabili e quando scoprono una cura cessano le loro ricerche.<\/p>\n\n\n\n<p>Bateson, con la sua teoria ecologica, ha contribuito a farci comprendere che l&#8217;ecosistema \u00e8 un sistema di informazioni formato da molti livelli integrati di comunicazione, <strong>in cui ogni cambiamento non produce effetti isolati (o &#8220;rattoppature&#8221;)<\/strong>. La coscienza umana, insomma, tende a restringere il proprio orizzonte al punto del sistema che le interessa, non vedendo gli invisibili fili che le collegano al tutto.<br><strong>Ma per giudicare &#8220;bello&#8221; o &#8220;buono&#8221; o &#8220;giusto&#8221; un elemento, dobbiamo valutarlo nel suo complesso e non soltanto nei singoli aspetti.<\/strong> Afferma Bateson: \u00ab<em>ci\u00f2 che mi d\u00e0 pensiero \u00e8 l&#8217;aggiunta della tecnica moderna al vecchio sistema: oggi i fini sono realizzati da macchine sempre pi\u00f9 possenti, dai mezzi di trasporto, dagli aerei, dalle armi, dalla medicina, dagli insetticidi ecc. La finalit\u00e0 cosciente ha ora il potere di turbare gli equilibri del corpo, della societ\u00e0 e del mondo biologico intorno a noi. C&#8217;\u00e8 la minaccia di un fatto patologico, di una perdita di equilibri<\/em>o\u00bb. E, puntualmente, <strong>le nuove tecnologie hanno generato il divario tra effetti e intenzioni: il &#8220;fare&#8221; si \u00e8 accompagnato ad una minore capacit\u00e0 di giudicare e di prevedere gli effetti delle proprie azioni.<\/strong><br>Per Cichetti \u00ab<em>nessuno ha voluto scatenare la crisi ecologica, come nessuno somministra un farmaco per avere un effetto collaterale: eppure, ci si trova a fronteggiare la pi\u00f9 grave minaccia di tutti i tempi per la sopravvivenza della specie umana, e scopriamo che gli effetti indesiderati delle terapie mediche sono tra le prime cause di morte nell&#8217;Occidente ricco e progredito<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Particolarmente approfondita \u00e8 l&#8217;analisi di Cichetti legata alla Terra e al paesaggio, ragionata tra etica ed estetica secondo il pensiero di Aldo Leopold: \u00ab<em><strong>\u00e8 giusto ci\u00f2 che tende a mantenere l&#8217;integrit\u00e0, la stabilit\u00e0 e la bellezza della comunit\u00e0 biotica: uomo, animali, piante. Il nostro pianeta, la Terra intera<\/strong><\/em>\u00bb.<br>Il paesaggio, afferma Cichetti, oggi viene esaminato secondo uno schema multidisciplinare che affianca vari tipi di competenze, scientifiche e umanistiche,<strong> ponendole finalmente in una relazione di collaborazione <\/strong>che corrisponde molto bene al modello di rapporto tra t\u00e9chne scientifica ed epist\u00e9me umanistica proposta nel saggio. <strong>E&#8217; un&#8217;analisi che non pu\u00f2 che far piacere a tutte le migliaia di aderenti al Forum Salviamo il Paesaggio<\/strong>, che ha scelto di esprimere un testo normativo per l&#8217;arresto del consumo di suolo affidandone l&#8217;elaborazione ad un Gruppo di Lavoro Tecnico-Scientifico multidisciplinare che affianca agli esperti scientifici (climatologi, pedologi, geologi, biologi, architetti, urbanisti, docenti universitari, ricercatori, agricoltori, agronomi, tecnici ambientali, giuristi, avvocati, sindacalisti, paesaggisti) anche rappresentanti della ricerca pi\u00f9 puramente umanistica (psicanalisti, giornalisti, divulgatori).<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Tutti i luoghi hanno una valenza estetica (\u2026) il che, ovviamente, non significa che qualsiasi luogo ci piaccia e ci soddisfi, ma che anche la reazione che proviamo di fronte a paesaggi devastati, dissonanti o manomessi \u00e8 una reazione estetica, che spesso connota e identifica quei luoghi pi\u00f9 efficacemente dei dati ambientali o sociologici<\/em>\u00bb.<br>La Convenzione del Paesaggio ci insegna che <strong>la salvaguardia della qualit\u00e0 paesaggistica deve riguardare l&#8217;intero territorio e non le sue sole bellezze naturali, riconoscendone il suo ruolo ecologico<\/strong> e, cos\u00ec, permettendo ai saperi &#8220;<em>chiari e confusi<\/em>&#8221; degli umanisti di avere voce in capitolo accanto &#8211; per non dire sopra &#8211; al sapere scientifico.<\/p>\n\n\n\n<p>E qui ritorniamo nel pieno di una circolarit\u00e0 che ci riporta all&#8217;inizio: l&#8217;uomo con il suo corpo, la sua coscienza umanistica, la conoscenza non matematizzata.<br>Il pensiero umano, gi\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>Che vive ancora ai nostri giorni?\u2026<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Recensione di Alessandro Mortarino.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-vivid-green-cyan-color\"><strong>Ripensare la bellezza. Oltre Bateson<br> di Aldo Cichetti.<br> Mimesis Edizioni, febbraio 2019.<br> Euro 25,00<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche anno fa, durante un intervento in uno dei tanti convegni dedicati alla tutela del paesaggio e al consumo di suolo, mi scapp\u00f2 una frase [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":12867,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1351,114],"tags":[2413,1688,2414],"class_list":["post-12866","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-paesaggio-tematiche","category-pubblicazioni","tag-aldo-cichetti","tag-bellezza","tag-gregory-bateson"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12866","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12866"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12866\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12867"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12866"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12866"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12866"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}