{"id":13036,"date":"2019-07-15T10:55:59","date_gmt":"2019-07-15T08:55:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=13036"},"modified":"2019-08-09T12:16:20","modified_gmt":"2019-08-09T10:16:20","slug":"in-parlamento-si-discute-ancora-di-consumo-di-suolo-e-ora-anche-di-rigenerazione-urbana-e-perequazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2019\/07\/in-parlamento-si-discute-ancora-di-consumo-di-suolo-e-ora-anche-di-rigenerazione-urbana-e-perequazione\/","title":{"rendered":"In Parlamento si discute (ancora) di consumo di suolo. E ora (anche) di rigenerazione urbana e perequazione&#8230;"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"586\" height=\"320\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Parlamento.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13037\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Parlamento.jpg 586w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Parlamento-300x164.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 586px) 100vw, 586px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>di Alessandro Mortarino.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le Commissioni congiunte Ambiente e Agricoltura del Senato hanno completato il ciclo di audizioni di Esperti, Enti e Associazioni in merito alla proposta di legge per il contrasto del consumo di suolo<\/strong>. Un lavoro corposo, se pensiamo che in aula sono state raccolte le idee e i contributi tecnici e scientifici di ben 86 soggetti che concorrono ad offrire uno spaccato &#8220;enciclopedico&#8221; di indubbio valore (molti interventi sono <a href=\"http:\/\/www.senato.it\/leg\/18\/BGT\/Schede\/Ddliter\/documenti\/48730_documenti.htm\">documentati anche per iscritto in questo utile archivio<\/a>). <\/p>\n\n\n\n<p>Ora, dunque, dovrebbe iniziare la fase pi\u00f9 complessa dell&#8217;iter legislativo: <strong>le Commissioni si trovano in mano ben 17 Proposte di Legge (10 al Senato e 7 alla Camera) <\/strong>e da esse dovr\u00e0 saltar fuori (come da un cilindro magico\u2026) la norma da tutti noi agognata, frutto dell&#8217;omogenea sintesi dei testi attualmente in competizione. I quali, giova ricordarlo, hanno almeno un punto in comune: i &#8220;cappelli introduttivi&#8221; che precedono i rispettivi articolati e disegnano la situazione di assoluta emergenza del suolo italico. Per poi, purtroppo, offrire come risposta normativa un timido e balbettante &#8220;<em>contenimento<\/em>&#8221; o &#8220;<em>riduzione<\/em>&#8221; o &#8220;<em>limitazione<\/em>&#8221; o &#8220;<em>contrasto<\/em>&#8221; del consumo di suolo. <strong>Solo una Proposta di Legge, infatti, indica senza indugi la strada maestra dell&#8217; &#8220;arresto&#8221; e del conseguente riuso dei suoli urbanizzati<\/strong>: ovviamente \u00e8 quella formulata dal nostro Forum nazionale, recepita e presentata nel marzo dello scorso anno dal Movimento 5 Stelle sia al Senato e sia alla Camera (<strong>A.C. n. 63 del 23\/3\/2018 On. Daga ed altri &#8211; A.S. n. 164 del 27\/3\/2018 On. Nugnes ed altri<\/strong>).<\/p>\n\n\n\n<p>Decisamente ingrato il compito che la Relatrice (la Senatrice Paola Nugnes) ha ora l&#8217;incarico di portare a termine: dopo le chilometriche audizioni, <strong>\u00e8 necessario &#8220;fondere&#8221; tutte le proposte normative in un documento unificato e le differenze temiamo siano tali da rendere molto problematica una sintesi omogenea e condivisa<\/strong>. A complicare ulteriormente lo scenario, si aggiunge la posizione della stessa Nugnes che durante la legislazione in corso ha pi\u00f9 volte assunto posizioni critiche e, addirittura, contrarie agli orientamenti della sua stessa maggioranza di governo e nelle scorse settimane, dopo l&#8217;ennesimo voto in aula opposto ai voleri della sua forza politica, ha annunciato la resa e la sua volont\u00e0 di lasciare il M5S. Una scelta dolorosa che non ha avuto necessit\u00e0 di affrontare poich\u00e9, come risaputo,<strong> lo stesso M5S ha provveduto ad espellerla<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>Paola Nugnes \u00e8 quindi entrata a far parte del Gruppo Misto e al momento non sappiamo se rester\u00e0 confermata nel suo ruolo di Relatrice per la norma sul consumo di suolo e, in ogni caso, se la sua autorevolezza non sar\u00e0 indebolita dal nuovo scenario.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle prossime settimane capiremo le evoluzioni e probabilmente avremo nuovi indizi per decidere le azioni necessarie &#8220;dal basso&#8221; per <strong>sostenere con forza la &#8220;nostra&#8221; legge: che \u00e8 ormai evidente dia fastidio a tutte le forze politiche<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-medium-font-size has-vivid-green-cyan-color\"><strong>In questi minuti veniamo informati che Paola Nugnes ha depositato in Senato un suo DdL che sintetizza quel documento unificato di cui parlavamo pi\u00f9 sopra e che prossimamente verr\u00e0 presentato anche al Comitato Ristretto per una prima discussione. Lo analizzeremo in dettaglio e, come sempre, formuleremo le nostre proposte in merito.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-medium-font-size has-vivid-cyan-blue-color\"><strong>RIGENERAZIONE URBANA, PEREQUAZIONE, COMPENSAZIONE E INCENTIVAZIONI URBANISTICHE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A rendere ancora pi\u00f9 grigio il cielo sopra al nostro suolo libero (prendetela come una immagine poetica e non come un segnale di sconforto\u2026) si aggiunge l&#8217;<strong>avvio di un altro ciclo di audizioni su un tema assai collegato<\/strong>. Questa volta alla Camera, in Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici. L&#8217;oggetto delle audizioni \u00e8 la <strong><a href=\"http:\/\/documenti.camera.it\/leg18\/pdl\/pdf\/leg.18.pdl.camera.113.18PDL0002010.pdf\">proposta di legge C. 113 dell&#8217;On. Roberto Morassut (Partito Democratico) dal titolo eloquente &#8220;<\/a><em><a href=\"http:\/\/documenti.camera.it\/leg18\/pdl\/pdf\/leg.18.pdl.camera.113.18PDL0002010.pdf\">Principi generali in materia di rigenerazione urbana nonch\u00e9 di perequazione, compensazione e incentivazioni urbanistiche<\/a><\/em>&#8220;.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"406\" height=\"541\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Visione-futura.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13038\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Visione-futura.jpg 406w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Visione-futura-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 406px) 100vw, 406px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Tra i primi soggetti &#8220;auditi&#8221; dalla Commissione troviamo l&#8217;<strong>INU-Istituto Nazionale di Urbanistica<\/strong> e la <strong>Rete delle Professioni Tecniche-RPT <\/strong>(ovvero nove Ordini e Collegi Nazionali: Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori; Chimici; Dottori Agronomi e Dottori Forestali; Geologi; Geometri e Geometri Laureati; Ingegneri; Periti Agrari e Periti Agrari Laureati; Periti Industriali e Periti Industriali Laureati; Tecnologi Alimentari).<\/p>\n\n\n\n<p>INU ha poi diramato un comunicato stampa decisamente &#8220;diplomatico&#8221; in cui ha sottolineato che <strong>uno dei pregi della proposta in esame<\/strong> \u00e8 quello di \u00ab<em>individuare un arco di tempo determinato per la componente operativa del piano, e quindi la cessazione dell\u2019edificabilit\u00e0 a tempo indeterminato. Nel nostro Paese, infatti, i piani urbanistici contengono spesso in gran misura previsioni non realizzate che non perdendo efficacia finiscono nel tempo per pesare sull\u2019operativit\u00e0 della pianificazione urbanistica e territoriale. Tra l\u2019altro stabilendo un arco di tempo determinato per l\u2019edificabilit\u00e0 si determinerebbe una situazione di corrispondenza rispetto al potere pubblico espropriativo, che ha un\u2019efficacia limitata nel tempo, e quindi si arriverebbe a un\u2019auspicata comparabilit\u00e0 tra potere pubblico e potere privato in ambito urbanistico<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Decisamente critica, invece, la posizione dei rappresentanti degli Ordini Professionali che hanno detto di \u00ab<strong><em>condividere le finalit\u00e0 generali del ddl ma con riserva, ritenendo che una proposta di legge con l\u2019ambizione di diventare una nuova legge quadro per il governo del Territorio, debba contenere precisi elementi,<\/em><\/strong><em> quali l\u2019utilizzo dei temi elencati dall\u2019Agenda Urbana Europea (Patto di Amsterdam) all\u2019interno della Strategia Urbana Nazionale; la consapevolezza dell\u2019importanza delle parti storiche delle citt\u00e0 e dei territori e la necessit\u00e0 di una loro specifica valorizzazione sotto il profilo ambientale, sociale, culturale ed economico, in coerenza con le relazioni che essi svolgono nei confronti delle altre parti; la formalizzazione del concetto di \u201cBene comune\u201d applicato a quegli ingredienti dell\u2019organismo urbano che, a prescindere dalla loro propriet\u00e0 o uso, contribuiscono alla qualit\u00e0 della vita dei cittadini (\u00e8 bene comune la qualit\u00e0 dell\u2019ambiente urbano come prodotto degli spazi viari, degli spazi aperti, della qualit\u00e0 delle costruzioni, delle infrastrutture verdi e blu ecc); la necessit\u00e0 di una Strategia Urbana di medio termine da affiancare a proposte mirate al breve periodo; la necessit\u00e0 di una Cabina di Regia in capo alla Presidenza del Consiglio che coordini le necessarie risorse che dovranno essere programmate e inserite nelle Leggi di Bilancio annuali; la necessit\u00e0 di coordinamento tra norme statali e norme Regionali; la necessit\u00e0 di definire specifiche tipologie di interventi che classifichino i diversi interventi di rigenerazione<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La proposta Morassut pare, dunque, non tener conto <\/strong>che gli ultimi decenni sono stati caratterizzati dal progressivo abbassamento della qualit\u00e0 della vita nelle periferie dei centri urbani, dall\u2019aumento del numero delle unit\u00e0 immobiliari inutilizzate, da un incontrollato consumo di suolo, da centri urbani sfrangiati che hanno invaso la campagna sottraendo terreno all\u2019agricoltura, e che hanno compromesso irrimediabilmente il paesaggio, il patrimonio culturale e il segno identitario della nazione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Partendo dal presupposto che rigenerare \u00e8 molto pi\u00f9 oneroso che costruire sul nuovo e che \u00e8 quindi indispensabile ribaltare il sistema delle convenienze che tuttora privilegia l\u2019edificazione su terreni liberi, piuttosto che la rigenerazione degli ambiti urbani degradati, <strong>\u00e8 necessario prevedere, accanto ad un quadro di regole trasparenti, un sistema di convenienze che garantiscano la \u201csostenibilit\u00e0 economica\u201d dell\u2019intervento<\/strong><\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.reteprofessionitecniche.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/RPT-Memoria-audizione-26-giugno-2019-Rigenerazione-urbana.pdf\">(Qui il documento che RPT ha consegnato alla Commissione Ambiente della Camera al termine dell&#8217;audizione). <\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-medium-font-size has-vivid-cyan-blue-color\"><strong>LE IMPRESSIONI DEL FORUM SALVIAMO IL PAESAGGIO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quando la Proposta di Legge Morassut fu depositata alla Camera, i 75 Esperti del nostro Gruppo di lavoro Tecnico-Scientifico multidisciplinare &#8211; protagonisti dell&#8217;elaborazione del nostro testo normativo sull&#8217;arresto del consumo di suolo &#8211; l&#8217;avevano laconicamente commentata con un &#8220;<em><strong>siamo alle solite<\/strong><\/em>&#8221; e anche un &#8220;<em><strong>cerchiamo di concentrarci sui temi importanti<\/strong><\/em>&#8220;, quasi a voler scacciare le ombre contenute in questa proposta normativa e augurandosi che la Commissione non avesse reale intenzione a dedicare tempo ed energie alla sua discussione. Purtroppo non \u00e8 cos\u00ec e certamente anche il Forum sar\u00e0 chiamato a produrre un proprio articolato documento di &#8220;osservazioni&#8221;. <strong>In attesa, qualche considerazione preliminare la possiamo gi\u00e0 avanzare.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel suo libro &#8220;<em>100 parole per salvare il suolo<\/em>&#8220;,<strong> Paolo Pileri <\/strong>spiega benissimo il concetto di &#8220;<strong><em>perequazione<\/em><\/strong>&#8220;, parola magica usata spesso anche come sinonimo di pratica virtuosa per evitare il consumo di suolo, puntualmente smentito dagli effettivi dati statistici registrati. Teoricamente \u00e8 un &#8220;<em>pareggiamento dei diritti urbanistici<\/em>&#8220;, che permette a un proprietario terriero che non pu\u00f2 costruire nell\u2019area di sua appartenenza di cedere la propria capacit\u00e0 edificatoria a un altro proprietario. <strong>Si tratta di una compravendita apparentemente &#8220;libera&#8221;, ma in pratica soggetta a mille condizionamenti e rapporti di forza che nascono tra piccoli e grandi proprietari.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"412\" height=\"309\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Suoli-resistenti.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13039\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Suoli-resistenti.jpg 412w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Suoli-resistenti-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 412px) 100vw, 412px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Aspetti positivi della perequazione sono l&#8217;idea di distribuire i vantaggi della rendita su pi\u00f9 mani, ma in effetti ci\u00f2 non si traduce in realt\u00e0 e non vi sono particolari tutele dei proprietari pi\u00f9 deboli. In seconda battuta, vi sono i <strong>presunti vantaggi per i soggetti pubblici <\/strong>che attraverso questo strumento possono entrare in possesso di aree da utilizzare per fini sociali\/scopi pubblici evitando il complesso meccanismo dell&#8217;esproprio; <strong>ai Comuni, per\u00f2, in questi anni non sono arrivati &#8220;in dote&#8221; migliaia di ettari e le contrattazioni tra proprietari si sono spesso trasformate in autentiche lotte intestine, riversatesi anche negli scontri tra fazioni politiche<\/strong>. Spesso, inoltre, i Comuni hanno ricevuto solo parti di aree e non tutta la superficie necessaria per i servizi pubblici che si intendevano realizzare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-medium-font-size has-vivid-green-cyan-color\"><strong>Il limite maggiore della perequazione resta comunque quello di continuare a considerare il suolo come una merce, con tanto di compratori e venditori, di crediti e di bond, con una borsa valori: fattori che legano pericolosamente il suolo esclusivamente alla sua edificabilit\u00e0 potenziale e a null&#8217;altro. Ribadendo cos\u00ec l&#8217;idea &#8211; bench\u00e8 rigettata da innumerevoli sentenze della giurisprudenza &#8211; che il proprietario di un suolo edificabile possegga un diritto inalienabile, che \u00e8 uno dei punti su cui noi da anni stiamo battagliando duramente.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il Forum \u00e8 parecchio dubbioso sull&#8217;introduzione obbligatoria di queste metodologie di pianificazione (in analogia alle famigerate proposte di Lupi dei primi anni 2000), ed \u00e8 sempre pi\u00f9 convinto che <strong>i Comuni non debbano pi\u00f9 prevedere nuove aree edificatorie (sia con metodo tradizionale o perequativo), non essendoci reali necessit\u00e0<\/strong>: sarebbe sufficiente effettuare le analisi sul patrimonio edilizio inutilizzato, recuperabile e trasformabile\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla lettura della Proposta di Legge Morassut emerge con chiarezza che l&#8217;obiettivo primario \u00e8 di <strong>rendere uniforme in tutta Italia la normativa gi\u00e0 in vigore in molte regioni dotate di nuove leggi urbanistiche riguardante gli strumenti della perequazione (sia urbanistica che territoriale)<\/strong>, della compensazione e degli incentivi volumetrici finalizzati a favorire l&#8217;attuazione di interventi e programmi complessi introdotti gi\u00e0 con leggi nazionali fin dai primi anni &#8217;90; strumenti derogatori dei PRG e dei Piani Attuativi ordinari che hanno di fatto <strong>scardinato le previsioni e le regole dei Piani Generali Comunali, affidando l&#8217;iniziativa delle trasformazioni ai privati,<\/strong> motivando tali deroghe con il reperimento &#8220;gratuito&#8221; delle aree pubbliche (gli standards urbanistici).<\/p>\n\n\n\n<p>Sappiamo bene che la motivazione &#8220;politica&#8221; che ha portato all&#8217;abbandono delle procedure espropriative \u00e8 stata la presunta scarsezza di risorse finanziarie del Comuni, incapaci di garantire un livello minimo di dotazioni territoriali pubbliche (vedi DM 1444\/68); si \u00e8 cos\u00ec generato un consolidato e pernicioso circuito vizioso che <strong>ha fatto diventare &#8220;<\/strong><em><strong>ordinarie<\/strong><\/em><strong>&#8221; procedure di varianti urbanistiche che dovevano rimanere &#8220;<\/strong><em><strong>straordinarie<\/strong><\/em><strong>&#8221;  (i famosi e famigerati &#8220;<\/strong><em><strong>accordi di programma<\/strong><\/em><strong>&#8220;).<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le incentivazioni urbanistiche non hanno mai fatto bene all&#8217;Urbanistica ma solo ai privati<\/strong>, perch\u00e8 elargiscono premi volumetrici senza controllo e fuori dalle previsioni di Piano e l&#8217;aumento delle superfici libere da consumare che sono anche pi\u00f9 appetibili per il privato.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre a questo elemento critico, quello che riteniamo pi\u00f9 pericoloso della pdl \u00e8 il fatto che <strong>non si pongano limiti alcuni al consumo di suolo, sia interno che esterno alla citt\u00e0<\/strong>, nell&#8217;attuazione degli strumenti perequativi e compensativi, oltre naturalmente alla concessione degli incentivi volumetrici (in continuit\u00e0 con i disastrosi &#8220;piani casa&#8221;!).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Siamo di fronte al perenne equivoco sostenuto con forza dalla rendita immobiliare: si contenga pure il consumo di suolo in aree marginali e periferiche (dove gli immobili sono vuoti) e si incentivi il consumo di suolo nelle aree urbanizzate (dove gli spazi ancora liberi sono una risorsa preziosa per la sostenibilit\u00e0 ambientale e sociale degli agglomerati urbani).<\/strong> Proprio quelli sui quali la speculazione edilizia fa i migliori affari, distruggendo la vivibilit\u00e0 nelle aree urbane che senza superfici permeabili si inondano, che senza verde soffocano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;articolo 2 prevede di superare il piano regolatore tradizionale<\/strong>, uniformando gli strumenti di pianificazione locale ad un modello ritenuto pi\u00f9 &#8220;flessibile&#8221; dello sdoppiamento del piano urbanistico, in una componente strutturale (di lunga durata) ed una operativa (questa con durata di un mandato, per questo solitamente chiamato &#8220;piano del sindaco&#8221;), oltrech\u00e9 una componente regolamentare; <strong>in alcune regioni questo \u00e8 gi\u00e0 avvenuto\/sperimentato (a partire fin dalla met\u00e0 degli anni &#8217;90 del secolo scorso) e ci pare non abbia creato alcun miglioramento della qualit\u00e0 dei piani, anzi \u2026<\/strong> ha nel contempo moltiplicato la loro formazione: se non andiamo errati, alcune regioni che hanno introdotto questa tipologia ora vorrebbero ritornare ad una tipologia pi\u00f9 tradizionale. L&#8217;introduzione di questa nuova fattispecie a livello nazionale, obbligherebbe tutti quei comuni che ora hanno dei piani urbanistici &#8220;tradizionali&#8221; a rifarli, con notevole dispendio di energie (tempi e soldi).<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;unico elemento positivo poteva essere quello dell&#8217;introduzione della cosiddetta &#8220;<em><strong>decadenza della potenzialit\u00e0 edificatoria<\/strong><\/em>&#8221; delle aree dopo cinque anni di inerzia da parte dei soggetti attuatori, se non fosse che questa normativa potrebbe incentivare una corsa alla presentazione degli interventi di trasformazione per arrivare perlomeno alla stipula della relativa convenzione, al solo fine di far decadere la previsioni di edificabilit\u00e0, oltrech\u00e9 purtroppo confermare l&#8217;intenzione della Proposta di Legge di salvaguardare le attuali aree edificabili dei PRG vigenti, <strong>esattamente il contrario di quanto noi abbiamo previsto nella nostra pdl e che auspichiamo possa realizzarsi rapidamente\u2026<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Alessandro Mortarino. 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