{"id":13082,"date":"2019-07-28T12:05:07","date_gmt":"2019-07-28T10:05:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=13082"},"modified":"2019-07-28T12:05:12","modified_gmt":"2019-07-28T10:05:12","slug":"colline-del-prosecco-docg-uno-studio-stima-lerosione-del-suolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2019\/07\/colline-del-prosecco-docg-uno-studio-stima-lerosione-del-suolo\/","title":{"rendered":"Colline del Prosecco Docg: uno studio stima l&#8217;erosione del suolo"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di Francesco Suman.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;<strong>erosione del suolo<\/strong> \u00e8 un fenomeno connaturato all&#8217;agricoltura convenzionale e principalmente dovuto a pratiche poco sostenibili come un&#8217;aratura intensiva, la compattazione del terreno dovuta all&#8217;impiego di macchinari pesanti, lo sfruttamento di versanti collinari fragili e un&#8217;applicazione massiccia di erbicidi.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno studio dell&#8217;universit\u00e0 di Padova, pubblicato su <a href=\"https:\/\/journals.plos.org\/plosone\/article?id=10.1371\/journal.pone.0210922\">Plos One<\/a>, per la prima volta ha provato a stimare con dei modelli matematici (RUSLE \u2013 Revised Universal Soil Loss Equation) la quantit\u00e0 di <strong>erosione di suolo potenziale<\/strong> nelle aree delle <strong>colline del Prosecco Docg<\/strong>, appena <a href=\"https:\/\/ilbolive.unipd.it\/it\/news\/colline-prosecco-patrimonio-unesco-vino-povero\">elette patrimonio dell&#8217;Unesco<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Unendo le competenze afferenti a tre dipartimenti (Ingegneria civile, edile e ambientale \u2013 Icea; Scienze storiche, geografiche e dell&#8217;antichit\u00e0 \u2013 DiSSGeA; Geoscienze), lo studio, spiega <strong>Salvatore Pappalardo <\/strong>(Dicea), prima firma del lavoro, ha considerato i <strong>quattro fattori principali<\/strong> che concorrono nei processi di erosione del suolo: la topografia del terreno, l&#8217;erosivit\u00e0 della pioggia, le caratteristiche pedologiche (composizione e modificazione del terreno) e l&#8217;uso del suolo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"626\" height=\"329\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/1-prosecco.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13083\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/1-prosecco.jpg 626w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/1-prosecco-300x158.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 626px) 100vw, 626px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Sono stati quindi analizzati diversi possibili <strong>scenari di gestione del suolo<\/strong>, da quelli <strong>convenzionali<\/strong> a quelli totalmente <strong>green<\/strong>, che prevedono l&#8217;impiego di siepi, un completo inerbimento tra un filare e l&#8217;altro e la presenza di fasce tampone vegetate attorno ai filari.<\/p>\n\n\n\n<p>In uno scenario convenzionale, nelle <strong>aree occupate dalle viti, l&#8217;erosione di suolo potenziale<\/strong> raggiunge le <strong>43,7 tonnellate per ettaro all&#8217;anno<\/strong>, un valore di <strong>31 volte superiore alla soglia <\/strong>tollerata dalle <a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S001282520900035X?via=ihub\">stime di riferimento della Comunit\u00e0 Europea<\/a> (che si assestano tra le 0,3 e le 1,4 tonnellate per ettaro all&#8217;anno). Con una superficie di circa 210 km\u00b2, l&#8217;area del Prosecco Docg potrebbe erodere circa <strong>300.000 tonnellate di suolo<\/strong> <strong>ogni anno<\/strong>. Valori simili sono stati riscontrati, in <a href=\"https:\/\/linkinghub.elsevier.com\/retrieve\/pii\/S0341816216302247\">uno studio precedente<\/a>, anche nell&#8217;area collinare di produzione vitivinicola del \u201cChianti Classico\u201d (42,1 tonnellate per ettaro all&#8217;anno).<\/p>\n\n\n\n<p>Per dare un&#8217;idea ancora pi\u00f9 intuitiva, i ricercatori di Padova hanno anche prodotto una stima dell&#8217;<strong>impronta ecologica della singola bottiglia di Prosecco Docg<\/strong>: nello scenario convenzionale risulterebbe essere 3.3 kg di suolo annui a bottiglia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nello scenario totalmente green<\/strong> invece l&#8217;erosione di suolo sarebbe ridotta di circa 3 volte in area collinare, assestandosi a 14,6 tonnellate di suolo eroso per ogni ettaro. Altrettanto si ridurrebbe l&#8217;impronta ecologica di ciascuna bottiglia prodotta: 1,1 kg di suolo a bottiglia.<\/p>\n\n\n\n<p>I risultati sono frutto di un <strong>modello<\/strong>, ovvero di una stima matematica ottenuta a partire dai dati telerilevati e da banche dati (regionali o di altri enti) e non direttamente ottenuti da misure di campo. \u201c<em>A fronte di questi valori e della distribuzione geografica di questa potenziale erosione, sarebbe ora giusto porsi il problema di andare a vedere <strong>cosa succede veramente sul terreno<\/strong><\/em>\u201d commenta <strong>Paolo Mozzi<\/strong>, dipartimento di Geoscienze. \u201c<em>Cos\u00ec potremo capire se le pratiche colturali stanno andando nella giusta direzione, se si pu\u00f2 cambiare rotta e in che termini<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi decenni la viticoltura della pedemontana trevigiana \u00e8 diventata una locomotiva economica e l&#8217;espansione agricola \u00e8 andata di pari passo con la crescita del Pil locale. A gennaio, quando era uscita un&#8217;anteprima della pubblicazione del lavoro, il quotidiano inglese <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/food\/shortcuts\/2019\/jan\/28\/should-you-stop-drinking-prosecco-for-ethical-reasons\">The Guardian<\/a> si chiedeva se l&#8217;impatto ecologico del Prosecco dovesse essere paragonato a quello della produzione di carne. \u201c<strong><em>Il nostro studio non \u00e8 mirato a diffondere particolari allarmi<\/em><\/strong>\u201d commenta <strong>Francesco Ferrarese<\/strong>, DiSSGeA. \u201c<em>Vuole essere solo una giusta riflessione su quanto dobbiamo essere attenti a certe pratiche di conduzione del nostro territorio. Il riconoscimento Unesco di positivo avr\u00e0 questo, che porr\u00e0 sotto tutela questo territorio e una certa attenzione diventer\u00e0 d&#8217;obbligo<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo percorso di tutela del territorio e del paesaggio, gli studi scientifici potranno giocare un ruolo decisivo, sostiene <strong>Massimo De Marchi<\/strong> (Dicea), sia nel monitorare la sostenibilit\u00e0 delle pratiche viticolturali, sia nel comunicare i dati raccolti alla cittadinanza.<\/p>\n\n\n\n<p>I ricercatori sono anche concordi nel suggerire la necessit\u00e0 di <strong>sviluppare un sistema pubblico di monitoraggio<\/strong> dei processi erosivi all&#8217;interno delle aree di produzione vitivinicola, integrando misure di campo con analisi spaziali del terreno agricolo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;espansione del Prosecco<\/strong><br>I vigneti dell&#8217;area del Prosecco Docg negli ultimi 20 anni hanno quasi <strong>raddoppiato la loro estensione<\/strong>: ricoprivano un&#8217;area di circa 4000 ettari nel 2000, che era cresciuta fino a 5700 ettari nel 2010, superando i 7000 ettari nel 2016. Il <a href=\"http:\/\/www.prosecco.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/coneglianovaldobbiadene_rapporto-economico-2017.pdf\">report annuale<\/a> 2017 del <strong>consorzio del distretto Conegliano-Valdobbiadene<\/strong> riportava che dal 2013 al 2016 sono stati convertiti a vigneto pi\u00f9 di 1000 ettari di terreno. Dal 2003 a oggi la produzione di Prosecco Docg \u00e8 aumentata del 129% e l&#8217;espansione \u00e8 avvenuta <strong>a discapito di altre colture, superfici prative e boschiv<\/strong>e. L&#8217;area di produzione vitivinicola ricopre pi\u00f9 del 30% dell&#8217;intero territorio ed \u00e8 tre volte pi\u00f9 estesa della seconda tipologia di suolo pi\u00f9 diffusa, il bosco.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi il Prosecco vanta un giro d&#8217;affari di 2,5 miliardi di euro. 464 milioni di bottiglie vengono imbottigliate ogni anno (il trend \u00e8 in crescita), 90 milioni delle quali vengono prodotte nella pedemontana trevigiana. L&#8217;export di Prosecco nel solo Regno Unito (il miglior cliente) \u00e8 aumentato del 1173% dal 2003 al 2016.<\/p>\n\n\n\n<p>Come stabilito dal documento della Regione Veneto \u201c<a href=\"https:\/\/www.regione.veneto.it\/c\/document_library\/get_file?uuid=ff029b71-1168-4b6a-a3ee-a5c45d75f588&amp;groupId=10701\">Disciplinare di produzione dei vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita<\/a>\u201d la <strong>massima produzione consentita<\/strong> di Prosecco Docg \u00e8 di 13,5 tonnellate di prodotto per ettaro, valore limite che i 90 milioni di bottiglie annuali hanno gi\u00e0 raggiunto. Il riconoscimento Unesco far\u00e0 <strong>aumentare l&#8217;afflusso turistico<\/strong>, che gi\u00e0 oggi conta 400 mila visitatori, destinati a raddoppiare nel giro di 5 anni. Il rischio che i fattori produttivi ed economici generino drastici cambiamenti e compromettano la stabilit\u00e0 ecosistemica dell&#8217;area non \u00e8 quindi trascurabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Da parte della comunit\u00e0 scientifica non sono mancate negli anni le <strong>critiche alla candidatura<\/strong>, sia per quanto riguarda il <a href=\"https:\/\/www.mdpi.com\/2071-1050\/10\/7\/2195\">turismo rurale<\/a>, giudicato poco sostenibile, sia in merito al <a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0264837718313747?via=ihub\">consumo di suolo<\/a>, di cui lo studio padovano riporta oggi valori potenzialmente fuori scala per quanto riguarda il fenomeno dell\u2019erosione.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"412\" height=\"216\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/2-prosecco.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13084\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/2-prosecco.jpg 412w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/2-prosecco-300x157.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 412px) 100vw, 412px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;erosione di suolo nel mondo<\/strong><br>Tassi elevati di erosione, oltre a deprimere i <strong>servizi ecosistemici<\/strong>, possono <strong>compromettere la produttivit\u00e0 agricola<\/strong>, portando a una drastica riduzione della sostanza organica, dei nutrienti, dei microrganismi del suolo e della disponibilit\u00e0 idrica.<\/p>\n\n\n\n<p>Si stima che il <strong>30% dei terreni coltivati al mondo<\/strong>, 56 milioni di km\u00b2 (ovvero il 37% dei 150 milioni di km\u00b2 di superficie terrestre), <strong>siano stati resi improduttivi dall&#8217;erosione del suolo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>In Europa il 12,7% delle terre coltivate sono interessate da erosione, per un totale di 14 milioni di ettari, corrispondenti a una superficie grande pi\u00f9 della Grecia, che perde suolo ad un tasso di quasi 2,5 tonnellate per ettaro l&#8217;anno. In Italia questo tasso \u00e8 di circa 2,3 tonnellate per ettaro l&#8217;anno. \u00c8 per\u00f2 sulle pendenze collinari che il tasso di erosione di suolo raggiunge i picchi pi\u00f9 alti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nel mondo viene coltivata a vigneti<\/strong> un&#8217;area pi\u00f9 grande dell&#8217;Irlanda, 76.000 km\u00b2, met\u00e0 dei quali sono in Europa: circa 7.000 in Italia, 9.600 in Spagna e 7.800 in Francia. Ricoprono rispettivamente il 2,3%, l&#8217;1,9% e l&#8217;1,2% del suolo di ciascun Paese e rappresentano uno dei settori pi\u00f9 trainanti per le economie locali e nazionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;area mediterranea, specialmente in primavera e autunno, gli <strong>eventi temporaleschi intensi <\/strong>sono sempre pi\u00f9 frequenti, a causa del <strong>cambiamento climatico<\/strong>, e lasciano maggiormente il segno sui vigneti coltivati sui versanti collinari.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo gli <a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0012825217305433?via=ihub\">studi pubblicati negli ultimi 50 anni<\/a>, <strong>i vigneti italiani<\/strong> sono quelli che hanno<strong> sofferto maggiormente<\/strong> l&#8217;erosione del suolo, con una media di 40 tonnellate per ettaro all&#8217;anno. Nelle regioni del nord-ovest si raggiungono tassi di erosione anche di 70 tonnellate per ettaro all&#8217;anno, e in Sicilia, su pendenze del 16%, si arriva a 118 tonnellate perse per ogni ettaro di suolo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Occorre portare avanti una riflessione sul modello di agricoltura che stiamo proponendo<\/em>\u201d commenta Massimo De Marchi. \u201c<em>Abbiamo un&#8217;agricoltura convenzionale che sfrutta metodi intensivi, ma di <strong>agroecologia<\/strong> si parla pochissimo. In Paesi come la Francia si \u00e8 fatto un piano agroecologico. L&#8217;Europa sta gi\u00e0 ragionando su cosa significhi pensare a una produzione che alimenti centinaia di milioni di cittadini europei solo con un modello agroecologico<\/em>\u201d. Occorre pertanto non soffermarsi sul singolo elemento, come l&#8217;erosione o la contaminazione da fitofarmaci, ma affrontare la situazione nel suo insieme, secondo De Marchi. \u201c<em>Una riflessione da fare \u00e8 quella che vede da una parte la <strong>monocultura<\/strong> e dall&#8217;altra la <strong>diversit\u00e0<\/strong>. Un produttore agroecologico all&#8217;interno del suo campo coltiva molte variet\u00e0 e non solo una specie<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tratto da: <a href=\"https:\/\/ilbolive.unipd.it\/it\/news\/colline-prosecco-docg-studio-stima-lerosione-suolo?fbclid=IwAR2-e_3r4eCvWa72MDKWa6Ht5K-oZhQVJACgJUYp9cfYmx7oJ3Ej0QRuNQ8\">https:\/\/ilbolive.unipd.it\/it\/news\/colline-prosecco-docg-studio-stima-lerosione-suolo?fbclid=IwAR2-e_3r4eCvWa72MDKWa6Ht5K-oZhQVJACgJUYp9cfYmx7oJ3Ej0QRuNQ8<\/a> (con ulteriori tabelle e video).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Francesco Suman. 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