{"id":13095,"date":"2019-08-09T22:34:33","date_gmt":"2019-08-09T20:34:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=13095"},"modified":"2019-08-09T22:34:38","modified_gmt":"2019-08-09T20:34:38","slug":"quando-eravamo-il-bel-paese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2019\/08\/quando-eravamo-il-bel-paese\/","title":{"rendered":"Quando eravamo il Bel Paese&#8230;"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di Paolo Abbate.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nel mercatino dell&#8217;usato di Sulmona, proprio in piazza Ovidio, ho rimediato tre libri del TCI del 1951. Uno di questi tratta le &#8220;<strong>marine d&#8217;Italia<\/strong>&#8220;. Come potevo farmela sfuggire questa guida degli anni &#8217;50, nella prefazione della quale si augura &#8220;<em>che a tutte le marine d&#8217;Italia, anche a quelle che ancora dormono solitarie\u00a0ed ignare del loro splendore, giunga con la scorta di questa guida l&#8217;alacre passo dei giovani che le\u00a0esplorino e le rivelino a se stessi e al mondo dei turisti<\/em>&#8220;.<br>Bisogna considerare che la guida \u00e8 una pubblicazione del Touring Club il cui obiettivo evidente \u00e8 di indicare \u201cmarine\u201d italiane, ovvero spiagge accessibili e con qualche comfort per un turismo balneare che stava nascendo proprio\u00a0 in quegli anni del dopo guerra. <strong>Turismo di massa <\/strong>intendo, perch\u00e9 chi poteva gi\u00e0 conosceva le localit\u00e0 balneari, specialmente del Centro e del Nord Italia. <strong>Le spiagge del Sud, specialmente quelle del Cilento, erano pressoch\u00e9 sconosciute, mentre Viareggio e Forte dei Marmi erano localit\u00e0 balneari frequentate infatti da tempo<\/strong>, con decine di stabilimenti con piccole cabine allineate che la \u201c<em>clientela distinta<\/em>\u201d affittava per tutta la stagione. Che differenza con i bagnanti che si scorgono nella foto di Acciaroli del 1949: marina che la guida\u00a0 descrive con \u201cnessuna attrezzatura balneare. Clientela locale\u201d ! <\/p>\n\n\n\n<p>Anche <strong>Villammare <\/strong>viene descritta come \u201c<em>un gruppetto di case presso la stazione della linea ferroviaria, a mezza via tra Capitello e Sapri. Le alture retrostanti sono coperte di olivi e di carrubi, spiaggia parzialmente ghiaiosa, con basso fondale, del tutto priva di attrezzature balneari. Clientela locale e dei dintorni<\/em>&#8220;. Una mia vecchia amica per\u00f2 mi informa che tra la sparuta clientela locale vi era una ricca signora con villa nei dintorni, che scendeva a mare con il maggiordomo , si faceva \u00a0attrezzare una tenda con tavolino e sdraio e servire spumante ghiacciato dopo il bagno.<br>Nel basso Cilento, <strong>Sapri<\/strong> \u00e8 l\u2019unico luogo descritto come \u201c<em>cittadella di aspetto interamente moderno, cinta da colli brulli e spogli, senza segno di case e di uomini [\u2026] con spiaggia sassosa e modestamente attrezzata; clientela distinta<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Quei giovani collaboratori del TCI, pieni di speranza nel futuro, sguinzagliati per le coste italiane, avranno pressappoco adesso la mia et\u00e0. Chiss\u00e0 se, tornando a quelle marine del sud scoperte e consigliate allora, <strong>saranno presi dallo sconforto vedendo cosa sono diventate<\/strong>. Non si immaginava certo il presidente del TCI che Le Saline, la Calanca, la Cala del Cefalo, eccetera, non menzionate nella guida, quindi sconosciute, <strong>divenissero predate e irriconoscibili<\/strong>.\u00a0<br><\/p>\n\n\n\n<p>La grotta del Capraro \u2013 ora discoteca del Ciclope &#8211; era abitata da una famiglia di pastori con i propri animali, sfrattata a malincuore dalle ruspe (foto tratta \u00a0da Positano new 5-5-2011).<br>Lungi da noi negare a chiunque il diritto ad usufruire di un bene che \u00e8 di tutti, come il mare. Desidero solo indicare <strong>il modo scandaloso con il quale questo diritto \u00e8 stato negato<\/strong>. Come, ad esempio, alla <strong>spiaggia della Calanca o della Cala del Cefalo di Marina di Camerota <\/strong>oppure alle <strong>Saline di Palinuro<\/strong>,\u00a0 dove si \u00e8 privatizzato a favore di pochi la parte maggiore delle spiagge, delle pinete, delle dune, della falesia. In quest\u2019ultima ad esempio, zona SIC e ZPS, le grotte, i ripari, le aree alla base sono divenuti ristoranti, discoteca assassina, posteggi auto di pertinenza delle decine di lidi uno accanto all\u2019altro, in barba alle norme.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"641\" height=\"520\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Calanca-marina-diCamerota.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13096\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Calanca-marina-diCamerota.jpg 641w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Calanca-marina-diCamerota-300x243.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 641px) 100vw, 641px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Tutto questo non rappresenta certo <strong>n\u00e9 il diritto al mare n\u00e9 il diritto del mare<\/strong>. L\u2019ecosistema del quale \u00e8 stato infatti compromesso profondamente con il danneggiamento e la distruzione della biodiversit\u00e0 che lo caratterizzava e che il Parco doveva per legge difendere e tutelare.<br><strong>Tale sviluppo distorto \u00e8 stato possibile per la cecit\u00e0, chiamiamola cos\u00ec, degli amministratori locali, degli operatori turistici e forse anche di parte degli abitanti locali. <\/strong>Lo hanno chiamato\u00a0e difeso come progresso e crescita economica necessaria. Io lo paragonerei \u00a0piuttosto simile ad un serpente che per sfamarsi si divora la coda.<br>Meno male che questa estate sono arrivate sulle spiagge le tartarughe marine, assenti da decine di anni, che hanno rimesso &#8211; diciamo cos\u00ec &#8211; le cose a posto, rivendicando alla natura quel che \u00e8 della natura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Abbate. 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