{"id":13129,"date":"2019-08-26T22:16:42","date_gmt":"2019-08-26T20:16:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=13129"},"modified":"2019-08-26T22:16:47","modified_gmt":"2019-08-26T20:16:47","slug":"labbandono-del-territorio-la-linea-rossa-delle-ultime-riforme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2019\/08\/labbandono-del-territorio-la-linea-rossa-delle-ultime-riforme\/","title":{"rendered":"L\u2019abbandono del territorio: la linea rossa delle ultime riforme"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di Maria Pia Guermandi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"100\" height=\"111\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/guermandi.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13131\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p style=\"text-align:left\">Da qualche giorno la <strong>riorganizzazione\/riforma del Mibac<\/strong> \u00e8 entrata ufficialmente in vigore, almeno con gli effetti sanciti nel primo decreto (DPCM 76\/2019). Se e come la crisi di governo incider\u00e0 sulla piena attuazione della riorganizzazione voluta dal ministro Bonisoli non \u00e8 dato al momento sapere, ma certamente <strong>\u00e8 ora chiaro il suo disegno complessivo: molto si \u00e8 detto su lacune (molte) e meriti (pochi) di questo provvedimento che nasceva con modalit\u00e0 nuove di ascolto di un\u2019ampia platea di interlocutori, ben presto rivelatesi soltanto di facciata<\/strong>. Ricorrenti le accuse di centralizzazione della catena decisionale strettamente connesse ad una conclamata bulimia del Collegio Romano, la cui perdurante ipertrofia \u00e8 del tutto sganciata \u2013 ormai da anni \u2013 da qualsiasi valutazione sui risultati ottenuti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pochi, e non sostanziali, i mutamenti rispetto allo schema delineato dalla cos\u00ec detta riforma Franceschini e soprattutto privi di una logica riconoscibile <\/strong>che non sia quella della redistribuzione delle poltrone dirigenziali. La sostanziale continuit\u00e0 con l\u2019era Franceschini \u00e8 per\u00f2 a mio avviso sottolineata da un altro elemento di ben maggiore impatto non tanto sull\u2019assetto del corpaccione ministeriale, ma sul suo ruolo istituzionale e politico. <strong>Il paesaggio \u00e8 di fatto scomparso dall\u2019orizzonte del Mibac<\/strong>. Annullata gi\u00e0 da anni la Direzione al Paesaggio, permangono le funzioni di tutela in capo alle Soprintendenze territoriali, le cui difficolt\u00e0 operative, per\u00f2, aggravate dai decreti Franceschini, rimangono intatte anche in questo passaggio pentastellato e consentono a stento la gestione dell\u2019ordinario.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, una delle grandi emergenze del Ministero \u00e8 proprio quella della pianificazione paesaggistica: <strong>in oltre un decennio solo 4 regioni sono riuscite ad adottare un piano frutto di copianificazione e forse solo in un caso i piani possono dirsi il frutto di una collaborazione au pair Stato-Regione<\/strong>, e non l\u2019esito, non felicissimo, di un\u2019operazione diretta integralmente dalla mano regionale, cui gli organi dello Stato hanno contribuito di rimbalzo. Significativo, a tal proposito, <strong>quanto sta accadendo per il Piano Territoriale Paesaggistico del Lazio, in fase di approvazione dopo lunghi anni di attesa<\/strong>, che negli emendamenti approvati a luglio <strong>azzera il lavoro di copianificazione <\/strong>svolto fra Mibac e Regione Lazio e dove brilla l\u2019assenza di vincoli e tutele sul Centro Storico e sulla Citt\u00e0 Storica di Roma.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"607\" height=\"319\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Mibact.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13130\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Mibact.jpg 607w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Mibact-300x158.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 607px) 100vw, 607px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Certo una simile disinvoltura si spiega con le <strong>pulsioni cementizie della Giunta Zingaretti,<\/strong> ligia esecutrice del piano casa Polverini. Ma un simile sgarbo istituzionale si giustifica anche con il vuoto creato dall\u2019abbandono de facto del ruolo di governo del paesaggio da parte del Ministero. Vera posta in gioco della riforma Franceschini \u00e8 stato <strong>sgomberare il campo dalla presenza del Mibact per quanto riguarda il controllo del territorio<\/strong>. Non \u00e8 forse un caso che i primi decreti della riforma siano stati emanati dopo pochi mesi dallo \u201cSblocca Italia\u201d, il provvedimento col quale il governo Renzi intendeva inaugurare l\u2019ennesima stagione di mani libere sul territorio per infrastrutture di ogni genere.<\/p>\n\n\n\n<p>Al contempo<strong> il paesaggio \u00e8 stato declassato ad argomento per discussioni accademiche <\/strong>cos\u00ec come \u00e8 successo con l\u2019inutile Osservatorio sul Paesaggio e l\u2019altrettanto inconsistente \u201cCarta del paesaggio\u201d.<br>In questi ultimi anni si \u00e8 cos\u00ec sancito un abbandono che sul piano della politica culturale e istituzionale si era avviato fin dall\u2019inizio del secolo: dal 2004 ad oggi il Ministero non ha mai neppure preso in considerazione l\u2019idea di mettere in atto ci\u00f2 che l\u2019art. 145, primo comma, del Codice dei Beni Culturali gli assegna, vale e a dire l\u2019elaborazione delle \u201c<em>linee fondamentali dell&#8217;assetto del territorio nazionale per quanto riguarda la tutela del paesaggio, con finalit\u00e0 di indirizzo della pianificazione<\/em>\u201d.<br> <\/p>\n\n\n\n<p><strong>In mancanza di una strategia complessiva, politica e culturale<\/strong>, la pianificazione \u00e8 apparsa da subito un\u2019operazione estemporanea, affidata alla buona volont\u00e0 della controparte regionale. Al ritardo dello Stato si \u00e8 poi sommato il contemporaneo abbandono, da parte regionale, delle pratiche pianificatorie, ovunque bollate come dirigiste e non sufficientemente \u201cflessibili\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimasti ad inseguire le emergenze, i funzionari delle Soprintendenze territoriali non riescono, con sempre maggiori limiti negli ultimi anni, che a concentrarsi sui casi puntuali, ma intanto <strong>\u00e8 la trama complessiva del territorio che si polverizza<\/strong>. Se dal punto di vista politico la vicenda si spiega con la definitiva subordinazione del governo del paesaggio alle ragioni di uno sviluppo ancora e sempre fondato sullo sfruttamento territoriale, da quello culturale ci\u00f2 che \u00e8 successo \u00e8 l\u2019ennesimo, grave sintomo di un ritardo che connota Mibac e accademia nostrana sul terreno degli heritage studies. Questi ultimi ci raccontano, almeno da un decennio, di una visione del patrimonio culturale che \u2013 per dirla con le parole di Laurajane Smith, \u00e8 \u2013 tutto e sempre &#8211; politico e conflittuale. E <strong>se c\u2019\u00e8 un luogo del conflitto, questo \u00e8 quel territorio che in Italia si sovrappone quasi perfettamente al paesaggio.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gravato da decenni di speculazioni, condoni, alto o altissimo rischio sismico e idrogeologico, con migliaia di centri urbani di importanza storico monumentale preda di fenomeni di gentrification e overtourism, quando non di abbandono,<strong> il territorio continua ad essere, da decenni, il grande malato di Italia.<\/strong> Ma al suo capezzale il Ministero appare sempre meno attrezzato.<\/p>\n\n\n\n<p>Tratto da: <a href=\"http:\/\/www.eddyburg.it\/2019\/08\/labbandono-del-territorio-la-linea.html\">http:\/\/www.eddyburg.it\/2019\/08\/labbandono-del-territorio-la-linea.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Maria Pia Guermandi. 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