{"id":13179,"date":"2019-09-23T23:18:59","date_gmt":"2019-09-23T21:18:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=13179"},"modified":"2019-10-11T15:43:13","modified_gmt":"2019-10-11T13:43:13","slug":"ciao-eddy-ne-parliamo-nei-prossimi-giorni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2019\/09\/ciao-eddy-ne-parliamo-nei-prossimi-giorni\/","title":{"rendered":"Ciao Eddy, ne parliamo nei prossimi giorni&#8230;"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"614\" height=\"393\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Eddy.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13180\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Eddy.jpg 614w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Eddy-300x192.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 614px) 100vw, 614px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong><em>Edoardo Salzano, urbanista e fondatore del prezioso sito web eddyburg.it si \u00e8 spento a Venezia poche ore fa e gi\u00e0 ci accorgiamo della sua assenza. Da anni &#8211; da sempre &#8211; era al nostro fianco e lo era nel modo pi\u00f9 presente e intelligente possibile: vigilava su di noi, ci dava pacche sulle spalle ma anche tirate d&#8217;orecchie perch\u00e8 non voleva che corressimo il rischio di &#8220;sparare troppo alto&#8221; o, al contrario, moderassimo al ribasso le nostre proposte.<br>Quando manca una personalit\u00e0 come la sua, si citano la saggezza, l&#8217;esperienza, l&#8217;inevitabile definizione di &#8220;Grande Padre&#8221; che spesso possono apparire come parole di circostanza. Oggi comprendiamo che, per Eddy, non possono che essere parole vere. Le uniche che ora riusciamo ad articolare\u2026<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-medium-font-size has-vivid-green-cyan-color\"><strong>Addio a Edoardo Salzano, maestro dell&#8217;urbanistica italiana<br> di Francesco Erbani, la Repubblica, 23 settembre 2019<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il teorico della citt\u00e0 come bene comune, &#8220;casa di tutti&#8221;, \u00e8 morto a Venezia a 89 anni. Urbanista, laureato per\u00f2 in ingegneria, ha formato generazioni di allievi. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Edoardo Salzano ripeteva spesso che la citt\u00e0 non \u00e8 un ammasso di case, ma la casa di tutti. E se incontrava qualche resistenza nell\u2019interlocutore, incalzava: \u201c<em>La citt\u00e0 non \u00e8 solo un prodotto del mercato, \u00e8 una creatura sociale, frutto di lavoro collettivo e storico<\/em>\u201d. E se ancora non bastava, attingeva al repertorio classico: \u201c<em>\u00c8 urbs, struttura fisica, \u00e8 civitas, cio\u00e8 societ\u00e0, ed \u00e8 polis, governo<\/em>\u201d. Edoardo Salzano, Eddy per chiunque lo conoscesse, si \u00e8 spento a Venezia, dove viveva dal 1974. Aveva 89 anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Eddy Salzano era un urbanista, laureato per\u00f2 in ingegneria, ed \u00e8 stato maestro per generazioni di allievi, quelli che allo Iuav di Venezia frequentavano i suoi corsi, ma anche quelli che si sono formati sui suoi libri, primo fra tutti Fondamenti di urbanistica (Laterza). Ha redatto impegnativi e coraggiosi piani. Basti ricordarne solo due per afferrare i punti cardinali del suo orientamento politico e culturale: quello della citt\u00e0 storica di Venezia e quello paesaggistico della Sardegna. Della citt\u00e0 lagunare \u00e8 stato assessore, dal 1975 al 1985, in una giunta di sinistra guidata dal socialista Mario Rigo.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua genealogia intellettuale vede iscritti i nomi di Luigi Piccinato e di Giovanni Astengo, di Federico Gorio e poi di Leonardo Benevolo, dal quale lo divisero aspri dissensi proprio a proposito di Venezia. A questi apporti, non solo disciplinari, vanno affiancati quelli di Franco Rodano e di Claudio Napoleoni, animatori della Rivista trimestrale, intorno alla quale si riuniva il gruppo degli intellettuali comunisti di provenienza cattolica. Salzano, che era nato a Napoli nel 1930 ed era nipote del generale Armando Diaz, era arrivato a Roma nel 1952 e, iscritto al Pci, scriveva per l\u2019Unit\u00e0 e fu eletto consigliere comunale.<\/p>\n\n\n\n<p>In Memorie di un urbanista, uscito dalla Corte del Fontego nel 2010, Salzano racconta gli anni della estenuante gestazione del piano regolatore di Roma, poi approvato nel 1965, e di come Roma sotto i suoi occhi crescesse assecondando solo interessi fondiari e immobiliari, comunque privati. Nel 1969 usc\u00ec un suo saggio, Urbanistica e societ\u00e0 opulenta (Laterza), che non piacque ad autorevoli architetti come Bruno Zevi, ma che influenz\u00f2 fortemente chi in quegli anni si laureava.<\/p>\n\n\n\n<p>Per Salzano \u00e8 rimasto un punto fermo il controllo pubblico delle trasformazioni urbanistiche. La citt\u00e0, ripeteva, non \u00e8 un aggregato edilizio: se si lascia fare al solo mercato immobiliare o, tutt\u2019al pi\u00f9, a una contrattazione in cui il contraente pubblico si piega ai voleri di quello privato, ecco che la citt\u00e0 perde la propria ragion d\u2019essere, perde qualit\u00e0 e danneggia la civitas. \u00c8 compito dell\u2019urbanistica disegnare l\u2019assetto di una citt\u00e0 considerando i bisogni e le aspirazioni di chi la vive. L\u2019urbanistica \u00e8 una scienza eminentemente sociale, non un freddo manuale di norme.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 andata come avrebbe voluto. In pensione, Eddy Salzano si \u00e8 inventato un altro mestiere. O, meglio, ha cercato nuovi mezzi per raccogliere le sue riflessioni e per coinvolgere giovani e meno giovani ricercatori, militanti di associazioni, persone affezionate alla civitas e alla polis. E, sebbene avanti nell\u2019et\u00e0, ha esplorato la potenza della rete e ha fondato eddyburg, che oggi \u00e8 il pi\u00f9 attrezzato sito in materia di territorio, paesaggio, citt\u00e0, ambiente. \u00c8 un repertorio di documentazione insostituibile, destinato a tutti, orientato e trasparente dal punto di vista politico e apprezzato anche da chi non ne condivide la radicalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Eddyburg \u00e8 stata la seconda vita di Eddy Salzano, ne ha rinnovato l\u2019energica e ironica lucidit\u00e0, ha nutrito il gusto della conoscenza e della militanza, gli ha garantito freschezza intellettuale. Fino all\u2019ultimo, fino a che gli occhi lo hanno assistito, anche seduto su una chaise longue davanti a una porta a vetri affacciata su un canale, dietro campo Santa Margherita, la sua preoccupazione era aggiornare eddyburg.<\/p>\n\n\n\n<p>E una seconda vita gli ha assicurato Venezia, dove fu chiamato un po\u2019 per ragioni universitarie un po\u2019 spinto dalla militanza politica. Nella citt\u00e0 lagunare, da amministratore, aveva messo le basi per evitare che ci si consegnasse mani e piedi all\u2019economia turistica. Non \u00e8 andata come avrebbe voluto neanche questa volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma Venezia non gli sembrava una citt\u00e0 per la quale doversi rassegnare. Era in prima fila, su una carrozzella a rotelle, durante la manifestazione in bacino San Marco dopo l\u2019incidente provocato da una delle grandi navi che solcano la Laguna. Troppa qualit\u00e0 nella storia urbana di Venezia, nel suo assetto, nella tenacia di tanti suoi abitanti per finire travolta da un turismo predatorio. Su eddyburg si pu\u00f2 leggere quel che Marco Polo dice al Kublai Khan nelle Citt\u00e0 invisibili di Italo Calvino: \u201c<em>Ogni volta che descrivo una citt\u00e0 dico qualcosa di Venezia. Per distinguere le qualit\u00e0 delle altre, devo partire da una prima citt\u00e0 che resta implicita. Per me \u00e8 Venezia<\/em>\u201d. \u201c<em>Cos\u00ec \u00e8 Venezia anche per me<\/em>\u201d, chiosava Eddy.  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Edoardo Salzano, urbanista e fondatore del prezioso sito web eddyburg.it si \u00e8 spento a Venezia poche ore fa e gi\u00e0 ci accorgiamo della sua assenza. 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