{"id":13220,"date":"2019-10-19T23:20:07","date_gmt":"2019-10-19T21:20:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=13220"},"modified":"2019-10-19T23:20:12","modified_gmt":"2019-10-19T21:20:12","slug":"abbiategrasso-2020-la-colata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2019\/10\/abbiategrasso-2020-la-colata\/","title":{"rendered":"Abbiategrasso 2020: la colata&#8230;"},"content":{"rendered":"\n<p><em>A cura di Legambiente Terre dei Parchi &#8211; Abbiategrasso.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quando si discute di una possibile imminente nuova colata di cemento, sappiamo che la \u201c<em>causa prima<\/em>\u201d del problema attuale <strong>dobbiamo cercarla in una decisione del Consiglio comunale di alcuni anni prima<\/strong> (o molti anni prima, nel nostro caso): un Consiglio Comunale che approv\u00f2 uno strumento urbanistico (Piano Regolatore Generale o Piano del Governo del Territorio) il quale prevedeva e consentiva ci\u00f2 di cui oggi si discute.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso dei progetti che per comodit\u00e0 chiameremo \u201cEssedue\u201d e \u201cBCS\u201d, ci\u00f2 \u00e8 avvenuto nei primi anni 2000 (PRG approvato nel 2005 e quindi pensato, disegnato, adottato nei 2-3 anni precedenti). Noi dicevamo gi\u00e0 allora che simili previsioni urbanistiche erano sbagliate, ma dobbiamo ammettere che<strong> in quel tempo la maggior parte dei PRG contenevano ancora programmi di espansione totalmente esagerati<\/strong>, e le Amministrazioni e i progettisti di Abbiategrasso non si sono distinti dall\u2019andazzo diffuso. Purtroppo la decisione contenuta del PRG del 2005 fu colpevolmente confermata nel PGT oggi vigente, approvato nel 2010, che peraltro aument\u00f2 le dimensioni dell\u2019area edificabile alla zona dell\u2019area umida su viale Paolo VI. E questo fu sicuramente molto pi\u00f9 grave. <strong>In quegli anni l\u2019allarme sul dissennato consumo di suolo era gi\u00e0 stato lanciato<\/strong> e le Amministrazioni comunali cominciavano a tenerne conto. Alcune di esse (poche) modificarono i propri strumenti urbanistici cancellando una quota di aree edificabili, e questo fenomeno sta continuando ancora oggi, a volte addirittura su richiesta dei proprietari delle aree che si rendono conto che \u201c<em><strong>non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 mercato<\/strong><\/em>\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Dunque noi, oggi, autunno 2019, <strong>stiamo ragionando sull\u2019opportunit\u00e0 o meno, sulla sensatezza o meno, di decidere una nuova cementificazione sulla base di una previsione urbanistica pensata pi\u00f9 o meno vent\u2019anni fa<\/strong>. Oggi, tempo in cui tutti siamo, o dovremmo essere, pi\u00f9 consapevoli che il territorio non \u00e8 infinito, che le aree agricole sono sempre pi\u00f9 rare e quindi preziose, che una delle cause primarie del cambiamento climatico \u00e8 proprio il consumo di suolo abnorme. <strong>Approvare questi due progetti sarebbe quindi un\u2019operazione palesemente anacronistica<\/strong>. \u00c8 anche utile analizzare cosa \u00e8 avvenuto concretamente nel territorio di Abbiategrasso nell\u2019ultimo ventennio. I dati DUSAF (Destinazione d\u2019Uso dei Suoli Agricoli e Forestali), la banca dati regionale, ci dicono che: <\/p>\n\n\n\n<p>\u00b7 tra il 1999 e il 2007 nel Comune di Abbiategrasso <strong>si sono persi pi\u00f9 di 63 ettari di aree agricole<\/strong>, ovvero una media di quasi 8 ettari all\u2019anno.; <\/p>\n\n\n\n<p>\u00b7 <strong>tra il 2007 e il 2015 abbiamo cementificato altri 24 ettari<\/strong>, che vuol dire circa 3 ettari\/anno: grande rallentamento di consumo di suolo, ma ancora altissimo rispetto alla media regionale e\/o provinciale. Ora i nuovi insediamenti (Essedue e BCS) <strong>andrebbero a cancellare in colpo solo circa 26 ettari di aree agricole, un\u2019area pi\u00f9 vasta del centro storico di Abbiategrasso<\/strong> (circa 23 ettari)\u2026 Se \u00e8 pur vero che nei progetti sono previsti circa 8 ettari di nuovi parchi, tra cui l\u2019area umida distrutta dalla stessa immobiliare Essedue, resta comunque una colata di cemento di pi\u00f9 di 18 ettari, cio\u00e8 grande come 36 campi di calcio, costituita per la maggior parte di capannoni commerciali e parcheggi, pi\u00f9 un poco di palazzine. Tutte funzioni territoriali di cui francamente oggi non si sente la necessit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"614\" height=\"434\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Abbiategrasso-colata.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13221\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Abbiategrasso-colata.jpg 614w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Abbiategrasso-colata-300x212.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 614px) 100vw, 614px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Teniamo conto che l\u2019ultimo dato disponibile (2015) ci dice che <strong>Abbiategrasso ha gi\u00e0 consumato il 16,8 % del suo territorio<\/strong>. Pu\u00f2 sembrare poco (anche se \u00e8 pi\u00f9 alto della media regionale del 14,6%) ma dobbiamo considerare che quattro quinti del territorio di Abbiategrasso \u00e8 area protetta regionale, il Parco del Ticino, compreso met\u00e0 del letto del fiume. Infatti se noi considerassimo solo le aree la cui destinazione urbanistica \u00e8 sotto la diretta ed esclusiva responsabilit\u00e0 comunale (la Zona di Iniziativa Comunale del Parco) la percentuale di occupazione del suolo schizzerebbe all\u201984%! E con i due nuovi progetti si arriverebbe all\u201986%. <strong>Noi quindi chiediamo di respingere queste proposte e di approvare invece al pi\u00f9 presto una variante al PGT che cancelli tutte le aree potenzialmente edificabili<\/strong>. Ovviamente l\u2019Amministrazione comunale, nella sua autonomia, ha il potere di non ascoltarci e di approvare i progetti \u201cEssedue\u201d e \u201cBCS\u201d, ma <strong>si sappia bene che questa \u00e8 una scelta, non \u00e8 un obbligo, non \u00e8 un \u201catto dovuto\u201d<\/strong>. L\u2019Amministrazione comunale pu\u00f2 decidere di versarci addosso questa colata di cemento, ma non pu\u00f2 venirci a dire che \u00e8 obbligata per via dei \u201c<em><strong>diritti acquisiti<\/strong><\/em>\u201d. Questo non pu\u00f2 dirlo perch\u00e9 non \u00e8 vero. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ci sono ormai decine di sentenze del TAR e del Consiglio di Stato<\/strong>: fino a quando non c\u2019\u00e8 un \u201c<em>titolo abilitativo<\/em>\u201d (un permesso di costruire, una convenzione firmata) <strong>non esistono diritti acquisiti<\/strong>. Recentemente anche la Corte Costituzionale ha sancito il principio per cui il Comune ha sempre la facolt\u00e0 di cancellare aree edificabili e di farle tornare a destinazione agricola (Sentenza 179\/2019). <\/p>\n\n\n\n<p>Oggi che \u00e8 di moda il \u201csovranismo\u201d, vorremmo che il Consiglio Comunale di Abbiategrasso esercitasse la sua \u201csovranit\u00e0\u201d proteggendo il territorio da progetti che <strong>sono soltanto pura e semplice speculazione edilizia<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Legambiente Terre dei Parchi &#8211; Abbiategrasso. 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