{"id":13235,"date":"2019-10-23T22:35:09","date_gmt":"2019-10-23T20:35:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=13235"},"modified":"2019-10-23T22:35:13","modified_gmt":"2019-10-23T20:35:13","slug":"la-risposta-alla-crisi-ecoclimatica-globale-starnazzare-a-vuoto-contro-chi-si-batte-per-arginarla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2019\/10\/la-risposta-alla-crisi-ecoclimatica-globale-starnazzare-a-vuoto-contro-chi-si-batte-per-arginarla\/","title":{"rendered":"La risposta alla crisi ecoclimatica globale? Starnazzare a vuoto contro chi si batte per arginarla&#8230;"},"content":{"rendered":"\n<p>di Franco Correggia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il problema<\/strong>.\n L\u2019utilizzazione dei combustibili fossili (carbone, petrolio, gas \nnaturale) a scopo energetico, associata con la distruzione su larga \nscala delle foreste (riduzione della biomassa fotosintetica) e con i \ncambiamenti nell\u2019uso dei suoli (agricoltura industriale, allevamenti \nintensivi, ecc.), ha prodotto un sensibile aumento delle emissioni e \ndell\u2019accumulo in atmosfera di anidride carbonica e di altri gas serra. <strong>La\n concentrazione della CO2 atmosferica \u00e8 passata dalle 280 parti per \nmilione del 1850 alle 410 ppm di oggi (il valore pi\u00f9 elevato degli \nultimi 800.000 anni e probabilmente degli ultimi 20 milioni di anni)<\/strong>.\n Dall\u2019inizio della rivoluzione industriale a oggi, il combinato disposto\n della combustione delle fonti fossili (formatesi nel Paleozoico e \nstoccate nel sottosuolo) e della deforestazione ha immesso in atmosfera \ncirca 545 miliardi di tonnellate metriche di carbonio&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Attualmente, a causa delle attivit\u00e0 umane, si realizza ogni anno un \naccumulo netto in atmosfera di circa 9 gigatonnellate di carbonio \n(scarto derivante dalla combinazione tra aumento dell\u2019immissione e \ndiminuzione del riassorbimento), una quantit\u00e0 che cresce su base annua \ndi circa il 6%. I gas serra, non essendo trasparenti alla radiazione \ninfrarossa riflessa dalla superficie terrestre (caratterizzata da una \nlunghezza d\u2019onda maggiore di quella della radiazione solare incidente), \nassorbono parte dell\u2019energia irraggiata, che altrimenti sfuggirebbe \nnello spazio cosmico. La modificazione dell\u2019equilibrio dell\u2019energia \nradiante conseguente all\u2019aumento della loro concentrazione atmosferica \nproduce effetti di intrappolamento del calore, e l\u2019accumulo di energia \ntermica conduce a un <strong>riscaldamento della superficie terrestre e della bassa atmosfera<\/strong>\n (greenhouse effect). L\u2019incremento dell\u2019evaporazione dell\u2019acqua \noceanica, indotto dall\u2019aumento di temperatura della superficie \nplanetaria, accresce il contenuto atmosferico di vapore acqueo, a sua \nvolta potente gas serra; ci\u00f2 innesca un feedback positivo che accentua \nulteriormente lo spostamento del punto di equilibrio termico-radiativo \ntra radiazione elettromagnetica solare in arrivo (a onda corta) e \nradiazione infrarossa in uscita (a onda lunga). Questi processi hanno \nprodotto<strong> nell\u2019ultimo secolo un aumento della temperatura media globale superficiale del pianeta di circa 1,2 gradi \u00b0C<\/strong>,\n da cui \u00e8 scaturita una serie di mutamenti climatici responsabili delle \nmodificazioni ambientali su ampia scala che sono davanti ai nostri \nocchi. <strong>Entro il 2100, quando la CO2 atmosferica superer\u00e0 (in base alle stime attuali) la concentrazione di 800-900 ppm<\/strong> (con un incremento quindi che potrebbe essere del 250% rispetto al 1750),<strong> la temperatura media terrestre subir\u00e0 un innalzamento di 2-5 gradi \u00b0C<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ci\u00f2 comporta la riconfigurazione profonda degli assetti \nmacroclimatici planetari, con stravolgimento della circolazione generale\n dell\u2019atmosfera, variazione della posizione media dei grandi centri \nciclonici e anticiclonici, modificazione della direzione delle correnti \noceaniche. Gli scenari che abbiamo di fronte implicano lo<strong> scioglimento parziale o totale dei ghiacciai continentali e delle calotte polari<\/strong>\n (e forse la completa fusione dell\u2019intera criosfera), con conseguente \nperturbazione della circolazione termoalina globale, interruzione del \nnastro trasportatore oceanico e diminuzione dell\u2019albedo del pianeta (con\n ulteriore retroazione positiva sul riscaldamento globale). E ancora la \nmodificazione delle teleconnessioni atmosferiche (ENSO, NAO, ecc.) e del\n ciclo idrologico, l\u2019alterazione della distribuzione e dell\u2019intensit\u00e0 \ndelle precipitazioni, del regime dei venti e dei regimi di piena dei \nfiumi, l\u2019accentuazione dei disequilibri stagionali, l\u2019aggravamento dei \nfenomeni di eutrofizzazione delle acque interne, la dilatazione dei \nprocessi di desertificazione, di erosione dei suoli fertili e di \ninaridimento delle aree coltivabili. Ma non basta. Il surriscaldamento \nglobale antropogenico si traduce anche nell\u2019<strong>aumento della frequenza degli eventi meteorologici estremi<\/strong>\n (mareggiate, uragani, cicloni tropicali, alluvioni, flash flood, \nnubifragi, tempeste di vento, tormente, ondate di calore, periodi di \nsiccit\u00e0 severa, episodi marcati di El Ni\u00f1o, ecc.) e nella facilitazione \ndegli incendi negli entroterra continentali. L\u2019incremento delle \ntemperature medie oceaniche sta<strong> innalzando il livello dei mari<\/strong>\n (negli ultimi cento anni \u00e8 gi\u00e0 salito di circa 20-25 cm e alla fine di \nquesto secolo potrebbe aumentare di oltre un metro), con conseguente \nerosione delle spiagge, sommersione delle isole basse, inondazione delle\n aree costiere e restringimento delle terre emerse. E sta riducendo la<strong> produttivit\u00e0 del fitoplancton<\/strong>\n (primo anello delle catene trofiche dell\u2019ecosistema marino): reti \nalimentari cruciali (p. es. quelle basate sul krill e sui coralli) \nandranno distrutte e la biologia di innumerevoli specie pelagiche ne \nrisulter\u00e0 drasticamente perturbata.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il pH delle acque oceaniche (gi\u00e0 sceso in poco pi\u00f9 di cento \nanni da 8,25 a 8,14), a causa dell\u2019aumento dell\u2019acido carbonico \ndisciolto, si abbasser\u00e0 ulteriormente; quando verso fine secolo \nraggiunger\u00e0 il valore di 7,8, gli oceani saranno 150 volte pi\u00f9 acidi di \nquanto non fossero in et\u00e0 preindustriale<\/strong>. La progressiva<strong> acidificazione (o meglio de-alcalinizzazione) degli oceani,<\/strong>\n indotta dall\u2019aumentata assunzione di CO2 atmosferica, ha effetti \ndevastanti sui molluschi con guscio calciocarbonatico, sul plancton \ncalcareo, sui crostacei con esoscheletro calcificato, sugli echinodermi,\n sulle alghe pluricellulari, sui reef corallini e sulla<strong> vita in genere che abita il biota marino<\/strong>\n (oltre che con i processi di biocalcificazione, interferisce infatti \ncon il metabolismo generale degli organismi, con le attivit\u00e0 \nenzimatiche, con la biodisponibilit\u00e0 dei nutrienti, con la fotosintesi).\n D\u2019altro canto, i processi di flusso e riconfigurazione degli ecosistemi\n terrestri stanno determinando esiti drammatici in termini di \nconservazione della biodiversit\u00e0. <strong>Le migrazioni animali, la \nfioritura delle piante, i cicli vitali degli insetti e le relazioni \npreda-predatore sono soggette ad alterazioni sempre pi\u00f9 profonde.<\/strong>\n Le specie con bassa capacit\u00e0 di dispersione, scarsa mobilit\u00e0 e ridotta \ntolleranza climatica scompariranno. Il rialzo termico progressivo sta \ncausando danni gravi alle foreste boreali, alle tundre, alle foreste \npluviali tropicali, alle formazioni a mangrovie, alle savane, alle \npraterie, alle zone umide, alle lagune salmastre, agli ecosistemi \ndunali, agli ambienti mediterranei, alle barriere coralline. <strong>Tutte le principali ecoregioni del mondo si stanno impoverendo e banalizzando.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per giunta, il global warming e la correlata instabilit\u00e0 climatica  stanno producendo (e produrranno sempre pi\u00f9) effetti dirompenti sui  sistemi ecologici indeboliti e disturbati dalle attivit\u00e0 umane,  caratterizzati da basse stabilit\u00e0 di resistenza (capacit\u00e0 di mantenere  condizioni strutturali e funzionali stazionarie in caso di stress) e di  resilienza (capacit\u00e0 di recupero rapido e di ripristino delle condizioni  iniziali dopo una perturbazione stocastica). Tra questi rientrano gli  agroecosistemi (subclimax antropogenici), che la perdita di naturalit\u00e0,  di complessit\u00e0, di struttura e di diversit\u00e0 genetica ha reso fragili,  deregolati, iporeattivi, vulnerabili, rigidi, anelastici e meno  adattabili. In prospettiva,<strong> la produttivit\u00e0 agricola (e la  produzione cerealicola in particolare) subir\u00e0 pesanti ripercussioni, con  conseguente estensione dell\u2019insicurezza alimentare<\/strong>,  ulteriormente aggravata dalla riduzione generalizzata delle risorse  idriche. Inoltre, la riconfigurazione biogeoecologica planetaria  generer\u00e0 ondate migratorie su vasta scala ed esodi di massa di <strong>profughi climatici<\/strong>, spesso con problematiche legate a fame, sete e malattie infettive, parassitarie e carenziali.<br>Sullo  sfondo si staglia infine il rischio che, alle alte e medie latitudini,  lo sconvolgimento delle tundre artiche, lo scioglimento del permafrost,  il disgelo delle torbiere ghiacciate e il deperimento delle foreste  boreali si accompagnino a un imponente <strong>rilascio in atmosfera di biossido di carbonio e di metano gassoso<\/strong>.  Tale retroazione positiva, unita alla liberazione delle immense  quantit\u00e0 di metano sequestrato in forma di clatrati nei fondali  oceanici, produrrebbe un ulteriore e iperbolico incremento dell\u2019effetto  serra (il metano \u00e8 un gas serra 23 volte pi\u00f9 potente della CO2).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"604\" height=\"402\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/crisi-climatica.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13236\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/crisi-climatica.jpg 604w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/crisi-climatica-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 604px) 100vw, 604px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>La reazione. <\/strong>Insomma, <strong>i\n cambiamenti climatici stanno mettendo alle corde il pianeta e stanno \nproducendo il collasso dei sistemi ecologici portanti di sostegno, \nautoregolazione, adattamento, stabilizzazione e rigenerazione della \nbiosfera<\/strong>. Questo \u00e8 quanto ci dice non qualche setta religiosa o\n qualche delirante profeta di sventura, ma la comunit\u00e0 scientifica \ninternazionale, in modo pressoch\u00e9 unanime e compatto. Da anni viene \nscritto e ribadito nei report di decine di autorevoli istituti di \naltissimo e indiscusso prestigio scientifico (IPCC, US National Academy \nof Sciences, World Meteorological Organization, National Research \nCouncil, ecc.).<br>In questo contesto, nell\u2019ultimo anno, abbiamo visto nascere e dilagare un movimento internazionale non violento (<strong>Fridays for Future<\/strong>) di giovani (guarda caso quelli pi\u00f9 interessati a un futuro vivibile), che chiede con decisione una <strong>drastica inversione di rotta<\/strong>\n al fine di attenuare i severi impatti del global warming. Tale oceanica\n mobilitazione delle giovani generazioni \u00e8 stata innescata e catalizzata\n dalla coraggiosa protesta di <strong>Greta Thunberg<\/strong>, una \nsedicenne svedese molto consapevole che, attirando su di s\u00e9 l\u2019attenzione\n dei media di tutto il mondo, non ha fatto altro che dare voce, in \ntermini semplici ed emotivamente coinvolgenti, a quello che climatologi,\n fisici dell\u2019atmosfera ed ecologi sostengono da tempo. Per chiunque \nabbia ancora una sufficiente ed efficiente massa neuronale nella scatola\n cranica, dovrebbe essere una buona notizia:<strong> intorno al messaggio di Greta, si sono saldati i contenuti del sapere scientifico e l\u2019impegno concreto dei giovan<\/strong>i. Nel disastro generale, una speranza.<\/p>\n\n\n\n<p>Ebbene, come viene declinato tutto questo nella nostra Italia da \nmolti opinion makers e pseudointellettuali (da strapazzo) che, con \niattanza e alterigia, ragliano dalle pagine dei giornali, dalle \ntelevisioni, dai siti web o dai social media? <strong>\u00c8 la solita storia del saggio, del dito, della luna e dello stolto<\/strong>.\n Siamo circondati da una pletora patetica e nauseante di vecchie \ncariatidi, mummie rinsecchite, soloni impettiti e salapuzi boriosi che, \ncolmi fino alle orecchie di dosi tossiche di livore e rancore, anzich\u00e9 \nguardare ai disastrosi effetti ecosistemici dei cambiamenti climatici \ntengono fisso il loro sguardo ottuso sulle treccine di Greta, \nsull\u2019estetica del suo sguardo o (disgustosamente) sui suoi presunti \nproblemi di salute. Un\u2019accozzaglia miserevole e frustrata di <strong>haters professionisti<\/strong>,\n di iracondi watchdog del pi\u00f9 acritico, conformista, dogmatico e corrivo\n pensiero mainstream, di deprimenti omuncoli privi di qualsiasi \nalfabetizzazione scientifica che, con pedante sicumera, inarrivabile \nsaccenteria e tracotante sussiego,<strong> odiano con rabbia i giovani, la bellezza, il pianeta e la vita<\/strong>.\n Una schiera sulfurea e proterva di arroganti acidi e incattiviti, \nsempre protesi a difendere i loro privilegi parassitari, a sbavare \ndietro ai soggetti economici pi\u00f9 potenti (business as usual) e a \ncoccolare il loro autolesionistico cupio dissolvi. Non solo non hanno \nalcuna frequentazione con le leggi della termodinamica o con i \nfondamenti dell\u2019ecologia teorica, ma non sanno neanche distinguere una \nquercia da un cavallo. Eppure<strong> straparlano a vanvera di ambiente e di clima<\/strong>,\n attingendo al pi\u00f9 obsoleto e scadente repertorio del ciarpame \nnegazionista e contestando con fastidio e paternalismo gli studi e le \nricerche dei migliori scienziati del pianeta. Ebbri di algido disprezzo e\n di astio velenoso, questi biliosi e velleitari bulli da operetta \nbollano i climatologi dell\u2019IPCC come \u201ccatastrofisti\u201d, chiamano \u201cgretini\u201d\n i ragazzi del FFF e si rivolgono alla Thunberg con raffinati ed \neleganti epiteti quali \u201cla strega\u201d, \u201cla rompiballe\u201d, \u201cla marionetta\u201d. E \nmi fermo qui per non sconfinare nel pi\u00f9 vieto e volgare turpiloquio. \nPoveracci. <strong>Che spettacolo squallido, cialtronesco e penoso<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Io non so come evolver\u00e0 il vitale movimento Fridays for Future, se si\n consolider\u00e0 o se si dissolver\u00e0 (anche se so che i milioni di studenti \nche hanno partecipato ai global climate strike lasceranno comunque un \nsegno indelebile e daranno un apporto fondamentale a costruire un <strong>nuovo paradigma sistemico<\/strong>).\n E non ho particolare interesse alle vicende personali e private di \nGreta Thunberg. Ci\u00f2 di cui ho piena consapevolezza, in termini tecnici, \u00e8\n la <strong>gravit\u00e0 del disastro climatico<\/strong> e delle altre \nmacropatologie planetarie che affliggono la biosfera (perdita di \nbiodiversit\u00e0, deforestazione, desertificazione, inquinamento \nchimico-fisico, cementificazione, frammentazione e distruzione degli \necosistemi, carenza idrica globale, ecc.).<br>Sono profondamente <strong>angosciato<\/strong>\n per la perturbazione e l\u2019implosione, indotte dalle attivit\u00e0 antropiche,\n degli equilibri dinamici ciclici che governano e regolano gli assetti \nbioclimatici e geofisiologici del sistema globale \natmosfera-oceani-suoli. Sono tuttavia <strong>rincuorato<\/strong> dal \nlegame forte e dalla sinergia che hanno unito la conoscenza scientifica e\n la sensibilit\u00e0 dei ragazzi di ogni parte del mondo. E sono oltremodo<strong> felice<\/strong>\n di essere (radicalmente, antropologicamente) diverso dai tromboni pi\u00f9 o\n meno suonati e dai tangheri dalla vaga aura necrofila che, di fronte \nalla crisi sistemica planetaria, non sanno far altro che insultare le \nverit\u00e0 oggettive della scienza e deridere l\u2019impegno coraggioso e \nresponsabile dei giovani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Franco Correggia. Il problema. 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