{"id":13261,"date":"2019-10-31T22:37:13","date_gmt":"2019-10-31T21:37:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=13261"},"modified":"2019-10-31T22:37:18","modified_gmt":"2019-10-31T21:37:18","slug":"foreste-italiane-un-patrimonio-inestimabile-sotto-attacco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2019\/10\/foreste-italiane-un-patrimonio-inestimabile-sotto-attacco\/","title":{"rendered":"Foreste italiane: un patrimonio inestimabile sotto attacco"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Una <\/em><a href=\"https:\/\/www.change.org\/p\/sergio-mattarella-foreste-italiane-un-patrimonio-inestimabile-sotto-attacco\"><em>petizione on line <\/em><\/a><em>rivolta al Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, e ai Ministri competenti in materia: per difendere il patrimonio forestale nazionale. <\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"595\" height=\"396\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Petizione-foreste.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13262\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Petizione-foreste.jpg 595w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Petizione-foreste-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 595px) 100vw, 595px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>In Italia non tutti sanno che <strong>la maggior parte del patrimonio forestale<\/strong> (quello pubblico, e non ricadente in parchi nazionali, altre riserve e aree circoscritte), dipende dal Ministero delle politiche agricole, altrimenti detto Mipaaf.<\/p>\n\n\n\n<p>Viene da chiedersi: cosa hanno in comune le foreste con i campi per la produzione agricola?<\/p>\n\n\n\n<p>Il motivo \u00e8 presto detto: <strong>i boschi vengono valutati in primo luogo per i loro aspetti produttivi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Con questa petizione <strong>intendiamo chiedere una modifica del succitato paradigma,<\/strong> al fine di salvaguardare le foreste nella loro accezione di sistemi complessi, scrigno di preziosa biodiversit\u00e0, nonch\u00e9 di speranza per il futuro delle prossime generazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Non stiamo parlando di luoghi qualunque, ma di <strong>spazi vitali<\/strong> che serbano la memoria e il legame con gli aspetti pi\u00f9 reconditi della nostra essenza, depositari di valori intrinseci di natura etica, storica, spirituale e paesistica.<\/p>\n\n\n\n<p>Un patrimonio inestimabile che rischia di degradarsi ulteriormente da quando <strong>Alfonso Alessandrini<\/strong> defin\u00ec l&#8217;Italia \u00ab<em>Un Paese ricco di boschi poveri<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, nonostante una sempre maggiore presa di coscienza dei problemi ambientali da parte dell&#8217;opinione pubblica, in Italia si continua a ossequiare una <strong>visione improntata al riduzionismo economico che degrada le foreste a materia inerte da sfruttare.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Se gli interessi della filiera del legno sono ampiamente noti, cosa ben diversa accade per l&#8217;<strong>utilizzo dei boschi a fini energetici<\/strong>: occorre infatti rimarcare che la direttiva UE 2018\/2001 sulle rinnovabili contempla anche l&#8217;uso di biomasse forestali.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, sebbene frutto delle migliori intenzioni, <strong>l&#8217;aumento del target 2030 sulle rinnovabili <\/strong>rischia di incrementare questa pratica, sconfessata da un documento sottoscritto da circa 800 scienziati , nonch\u00e9 dall&#8217;European Academies Science Advisory Council, come pure da un recente studio pubblicato su \u201cNature\u201d .<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 importante sottolineare che gli effetti della gestione forestale sono rilevanti e <strong>possono alterare profondamente il bilancio del carbonio<\/strong> degli ecosistemi boschivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Le foreste funzionano come serbatoi, diventando fonte o pozzo in riferimento alla direzione che assumono i flussi di scambio con l&#8217;atmosfera: una fonte aumenter\u00e0 la quantit\u00e0 di carbonio nell&#8217;atmosfera (emissioni di CO2), mentre un pozzo la catturer\u00e0 (sequestro di CO2).<\/p>\n\n\n\n<p>Da questo punto di vista, <strong>i boschi soggetti a taglio ceduo, da pozzo diventano sorgenti di CO2.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Rispetto invece ai dati sempre pi\u00f9 incoraggianti sull&#8217;aumento della superficie forestale diffusi dal Mipaaf, occorre rimarcare che il computo in oggetto non comprende le volumetrie delle biomasse forestali, che risultano molto ridotte a seguito dei tagli. D\u2019altra parte, il terzo inventario forestale nazionale (INFC 2015) non si \u00e8 ancora concluso poich\u00e9 non sono stati completati i rilievi a terra: in assenza di questa informazione \u00e8 impossibile calcolare la densit\u00e0 e il volume complessivo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ogni stima \u00e8 dunque provvisoria e non definitiva.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>E a riprova dello \u201cstato dell&#8217;arte\u201d vi \u00e8 l&#8217;approvazione da parte del Governo Gentiloni del Testo Unico in materia di foreste e filiere forestali (TUFF), che bench\u00e9 privo dei decreti attuativi, sancisce di fatto l&#8217;ingresso dell&#8217;interventismo gestionale all&#8217;interno del nostro patrimonio boschivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non che la situazione attuale sia pi\u00f9 confortante: tutt&#8217;altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 perch\u00e9 nel silenzio generale dei media, e in un contesto di crisi ambientale che sta mobilitando le coscienze e i governi di tanti Paesi, <strong>l&#8217;Italia \u00e8 oggetto di un vero e proprio sacco boschivo<\/strong>, a causa di pratiche di \u201cgestione\u201d che prevedono un massiccio ricorso al taglio (spesso eseguito nel peggiore dei modi: cosiddetto ceduo \u201cstecchino\u201d), passando poi per la pressione delle succitate centrali a biomasse \u2013 peraltro lautamente finanziate con contributi pubblici \u2013, senza contare i tagli abusivi che si succedono senza sosta (persino nei parchi nazionali, con particolare riferimento a quelli calabresi), e che generalmente trovano nella mera contravvenzione la loro sanzione giuridica.<\/p>\n\n\n\n<p>Si aggiunga pure una nuova strategia <strong>adottata da molte amministrazioni comunali: la vendita di porzioni boschive &#8211; con conseguente abbattimento \u2013 al solo scopo di fare cassa<\/strong>. Emblematica la vicenda del Comune di <strong>Paola (CS)<\/strong>: una superficie di 22 ettari di faggeta verr\u00e0 tagliata per ricavare 54000 euro .<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-medium-font-size has-vivid-green-cyan-color\"><strong>Per tutte queste ragioni chiediamo a gran voce l&#8217;abbandono di una anacronistica gestione boschiva tarata sul produttivismo, a vantaggio di una improntata a criteri prettamente conservativi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Troppo alta la posta in gioco: le foreste sono ecosistemi complessi adattativi e come tali richiedono una pianificazione e gestione adeguate, sia per garantire la conservazione dei boschi cosiddetti \u201cfunzionali\u201d, sia per quanto concerne il restauro di quelli degradati.<\/p>\n\n\n\n<p>Per far ci\u00f2, occorre innanzitutto che <strong>la delega sulle foreste passi dal Mipaaf al dicastero dell&#8217;Ambiente<\/strong>, e allo stesso tempo che quest&#8217;ultimo riceva in dote le giuste professionalit\u00e0 nonch\u00e9 gli strumenti adeguati per poter operare al meglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 non vuol dire farsi promotori di richieste che hanno il sapore dell&#8217;utopia romantica: riteniamo infatti che la silvicoltura, mediante un processo di graduale transizione, debba essere sostituita dall&#8217;arboricoltura, cosicch\u00e9 <strong>una buona parte del fabbisogno di materia legnosa potr\u00e0 provenire da foreste messe a dimora in spazi agricoli non utilizzati<\/strong> (come del resto gi\u00e0 accade con la pioppicoltura).<\/p>\n\n\n\n<p>Altres\u00ec pensiamo che il Ministero dell&#8217;Ambiente, in virt\u00f9 delle nuove competenze, potr\u00e0 acquisire al demanio dello Stato i cosiddetti \u201c<em><strong>boschi di protezione<\/strong><\/em>\u201d, ovverosia quelle formazioni forestali che difendono il territorio da valanghe e dissesto idrogeologico, in modo da sottrarli a qualsiasi ipotesi di taglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, riteniamo prioritario <strong>riportare la competenza sui boschi pubblici e privati da regioni, province e comuni allo Stato centrale<\/strong>: dal momento che il patrimonio arboreo rappresenta un interesse strategico nazionale, esso va sottratto ai meccanismi di riduzione al criterio dell&#8217;utile.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Prima che sia troppo tardi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Liberi pensatori a difesa della natura <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Primi firmatari: <\/strong><em>Fiorenza Adriano, Alessandro Ammann, Flavio Angelini, Assisi Nature Council, Eliana Baldo, Evelyn Baleani, Fabio Balocco, Giuseppe Barbiero, Ugo Bardi, Andrea &#8220;Goaskim&#8221; Barghi, Corrado Battisti, Chiara Bertogalli, Maurizio Biancarelli, Pietro Massimiliano Bianco, Ferdinando Bonessio, Alessandro Bottacci, Francesca Canino, Guido Ceccolini, Davide Celli, Gianluigi Ciamarra, Giandomenico Cifani, Marco Clericuzio, Maria Luisa Cohen, Elisabetta Corr\u00e0, Ugo Corrieri, Fabrizio Cortesi, Aldo Loris Cucchiarini, Ferruccio Cucchiarini, Guido Dalla Casa, Stefano Deliperi, Sergio Ferraris, Lucio Filippucci, comitato \u201cForesta Foresta\u201d, Roberto Gabbrielli, Andrea Gennai, Gloria Germani, Antonella Giordanelli, Vincenzo Giordano, Stefano Gotti, Chiara Grasso, Federico Grazzini, Gruppo d&#8217;Intervento Giuridico ONLUS, Corradino Guacci, Andrea Gulminelli, Diego Infante, ISDE Italia (Associazione Italiana Medici per l\u2019Ambiente), Italia Che Cambia, Massimo Livadiotti, Osvaldo Locasciulli, Emanuele Lombardi, Mara Loreti, La Lupus in Fabula ONLUS, Luca Malgioglio, Francesca Manzia, Patrizia Marani, Pietro Maro\u00e8, Adriano Martinoli, Renato Massa, Franco Mazza, Claudia Melica, Marco Menghini, Edgar Meyer, Fabio Modesti, Donatella Morelli, Walter Moretti, Stefano Orlandini, Carlo Papalini, Luca Pardi, Cristiana Pristy, RAMI (Registro degli Alberi Monumentali Italiani), Giuseppina Ranalli, Respiro Verde Legalberi, Silvia Ricci, Alessandro Rossetti, Enrico Rovelli, Giuliano Russini, Salviamo l&#8217;Orso ONLUS, Salviamo la Valle del Sabato, Fabio Sani, Jacopo Simonetta, Roberto Sinibaldi, Societ\u00e0 Italiana per la Storia della Fauna \u201cGiuseppe Altobello\u201d ONLUS, Lena Stamati, Franco Tassi, Terra Nuova Edizioni, Valeria Turra, Susanna Vecchioni, Stefano Zago, Franca Zanichelli, Eduardo Zarelli.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-medium-font-size has-vivid-green-cyan-color\"><strong>Invitiamo tutte e tutti a sottoscriverla: <\/strong><a href=\"https:\/\/www.change.org\/p\/sergio-mattarella-foreste-italiane-un-patrimonio-inestimabile-sotto-attacco\"><strong>https:\/\/www.change.org\/p\/sergio-mattarella-foreste-italiane-un-patrimonio-inestimabile-sotto-attacco<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una petizione on line rivolta al Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, e ai Ministri competenti in materia: per difendere il patrimonio forestale nazionale. 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