{"id":13301,"date":"2019-11-14T17:11:08","date_gmt":"2019-11-14T16:11:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=13301"},"modified":"2019-11-14T21:53:08","modified_gmt":"2019-11-14T20:53:08","slug":"gronda-di-ponente-la-grande-opera-che-non-ci-serve","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2019\/11\/gronda-di-ponente-la-grande-opera-che-non-ci-serve\/","title":{"rendered":"Gronda di ponente, la grande opera che non ci serve"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di Simonetta Astigiano e Mauro Solari.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Genova \u00e8 una citt\u00e0 dalla viabilit\u00e0 complicata, stretta tra mare e monti, lunga 33Km, costruita in maniera disordinata e sconsiderata, con un porto che ha fame di spazi e, cos\u00ec si dice, di strade<\/strong>. La Gronda, cos\u00ec si legge nella mozione approvata dal Parlamento ad ottobre,  \u201c<em>ha lo scopo di separare il traffico cittadino da quello di attraversamento e dai flussi da\/per il porto, cos\u00ec da alleggerire il tratto della A10 e trasferire la circolazione dei mezzi pesanti sulla nuova infrastruttura, andando a realizzare una sensibile riduzione del traffico, degli inquinamenti e dei tempi di percorrenza e aumentando, al contempo, gli standard di sicurezza stradale<\/em>\u201d, ma sar\u00e0 proprio cos\u00ec?<\/p>\n\n\n\n<p>Il tracciato, la cosiddetta \u201c<em>gronda bassa<\/em>\u201d, <strong>approvato in un dibattito pubblico del 2009 che non prevedeva l\u2019opzione zero e neppure soluzioni non autostradali<\/strong>, \u00e8 compreso tra gli svincoli di Genova Pr\u00e0 e l\u2019allaccio con la A7 ed \u00e8 lungo 65Km che si sviluppano in 23 gallerie (54Km) e 24 viadotti. Il progetto comprende anche un\u2019opera a mare, un\u2019area di riempimento in prossimit\u00e0 dell\u2019Aeroporto di Genova, da realizzare con il materiale di scavo. <strong>I lavori dureranno 10 anni<\/strong>, prevedono 19 siti di cantiere ed uno slurrydotto (fangodotto) di 9 km per il trasporto delle rocce amiantifere con 540 pali posti nel greto del torrente Polcevera in prossimit\u00e0 dell\u2019argine destro, nonch\u00e9 la realizzazione di piste per raggiungere le aree di lavoro e l\u2019esproprio di 98 unit\u00e0 abitative e 36 attivit\u00e0 produttive. <strong>Un\u2019opera immane, insomma, il cui costo ufficiale si aggira intorno ai 4,75 miliardi di Euro.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le criticit\u00e0 sono molte, partono da una previsione di traffico decisamente sopravvalutata, dai disagi che provocheranno 10 anni di cantieri sparsi per la citt\u00e0, dalla presenza di amianto nelle numerose rocce che saranno scavate, da un territorio fragile e ad elevato rischio idrogeologico, dall\u2019essiccamento di 61 sorgenti, dal fatto che solo il 20% del traffico attuale sarebbe assorbito dalla gronda, per arrivare ai soliti dubbi di corruzione e malaffare. Il piano di monitoraggio ambientale prevede la stretta collaborazione con <strong>ARPA, struttura gi\u00e0 oggi in difficolt\u00e0 per mancanza di personale ed attrezzature adeguate<\/strong>, e si basa sostanzialmente sulla verifica che gli inquinanti non superino i limiti di legge. <strong>I dati, che dovrebbero essere prodotti e resi disponibili gi\u00e0 un anno prima dell\u2019inizio dei lavori, al momento non sono disponibili, ma se il 92% degli espropri sono gi\u00e0 stati eseguiti significa che i lavori inizieranno a breve?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"623\" height=\"219\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/1-gronda.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13302\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/1-gronda.jpg 623w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/1-gronda-300x105.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 623px) 100vw, 623px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Comunque problemi ce ne sono, sul tracciato, per i costi, per l\u2019impatto ambientale, anche se sembra che nessuno degli amministratori liguri se ne preoccupi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-medium-font-size has-vivid-green-cyan-color\"><strong>La Commissione istituita al MIT per l\u2019analisi costi-benefici delle grandi opere, ha bocciato la Gronda. Lo stesso MIT ha invece valutato positivamente una proposta presentata da un gruppo di ingegneri genovesi, alternativa alla Gronda chiamata \u201cminigronda\u201d o \u201cgenovina\u201d. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La proposta riprende quanto previsto dal Piano Urbanistico Comunale (PUC) di una strada di scorrimento tra Multedo e la Foce (la Genovina)<\/strong>. Un tratto di tale strada \u00e8 gi\u00e0 realizzato (via Guido Rossa) ed \u00e8 la strada che oggi, con lungomare Canepa, sopporta tutto il traffico Est-Ovest sia cittadino che autostradale a seguito della caduta del ponte Morandi. La proposta \u00e8 di realizzare pertanto quanto previsto dal PUC, con la variante di realizzare il tratto Multedo \u2013 via Guido Rossa in tunnel per non interferire con l\u2019attivit\u00e0 dei cantieri navali e per allontanare il traffico dal centro di Sestri Ponente, come avverrebbe se il prolungamento fosse fatto in superficie. Anche lato levante la proposta \u00e8 di <strong>proseguire la strada con un tunnel subportuale, opera gi\u00e0 progettata, ma mai finanziata<\/strong>. La ratio di queste opere \u00e8 di allontanare il traffico dalle case e di liberare le attuali arterie dal traffico provato per dedicarle al Trasporto Pubblico Locale (TPL). <strong>La proposta quindi non prevede strade aggiuntive, ma alternative alle attuali.<\/strong> Oltre a questi due tunnel se ne prevede un\u2019altro, non contemplato dagli strumenti urbanistici, tra la zona di Campi ed il casello autostradale di Ge-Aeroporto. Tale tunnel sar\u00e0 la prosecuzione dei due tunnel gi\u00e0 realizzati di connessione tra Sestri Ponente alta ed il casello di Ge-Aeroporto. Questo tunnel consentir\u00e0 di alleggerire dal traffico via Guido Rossa e via Borzoli, strada potentemente trafficata con forte nocumento per la popolazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo studio trasportistico di accompagnamento della proposta, studio effettuato mediante modello matematico e verificato dal MIT, dimostra che <strong>questa soluzione oltre ad avere costi pari a circa 1\/3 della Gronda e minori impatti ambientali risulta pi\u00f9 performante nella riduzione del traffico autostradale<\/strong>. Infatti il traffico autostradale nel nodo di Genova \u00e8 caratterizzato da un 20% di traffico d\u2019attraversamento (eliminabile con la Gronda), dal 40% di traffico con origine\/destinazione Genova ed un 40% di traffico cittadino, ed \u00e8 su queste ultime due componenti che si agisce con la proposta alternativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stesso studio evidenzia la necessit\u00e0 di intervenire nel tratto terminale della A7, dove ai traffici nord-sud (Genova-Milano) si sommano i traffici est-ovest (La spezia \u2013 Savona). Sono state studiate delle proposte alternative a quanto proposto dal MIT, che si limitava a eliminare la gronda lasciando sostanzialmente invariato il tracciato proposto da ASPI.<br>Si \u00e8 ritenuto necessario riformulare una proposta anche circa il <strong>potenziamento della A7,<\/strong> che tenga meglio conto della abolizione della Gronda, eliminando il lungo \u2013 e assurdo &#8211; raccordo previsto nella zona di Morego.<br>Si precisa che lo studio evidenzia come <strong>la mobilit\u00e0 cittadina non sia risolvibile solo con scelte viabilistiche, ma anche col potenziamento del TPL e con lo spostamento del trasporto merci su ferro<\/strong>, riportando i binari in porto e ripristinando i parchi ferroviari esistenti, ma abbandonati.<\/p>\n\n\n\n<p>Il potenziamento del TPL \u00e8 ipotizzato col <strong>tram<\/strong>, in quanto questo rappresenta la risposta ottimale alla mobilit\u00e0 cittadina:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>alta attrattivit\u00e0 per cittadini e turisti per il comfort di viaggio, il che comporta una drastica riduzione del traffico veicolare;<\/li><li>sede ridotta rispetto ai filobus con possibilit\u00e0 di passaggio nelle due direzioni in spazi ristretti;<\/li><li>alto costo di realizzazione, comunque notevolmente inferiore ad una metropolitana, ma bassi costi d\u2019esercizio per cui economicamente conveniente nel medio periodo;<\/li><li>lunga vita media dei veicoli;<\/li><li>facilit\u00e0 d\u2019accesso per disabili e anziani, con possibilit\u00e0 di realizzare banchine poste alla stessa altezza del pianale di carico, grazie all\u2019accosto millimetrico<\/li><li>fermate ogni 300-350 m contro i 600-800 m della metropolitana leggera, fornendo un servizio di maggiore prossimit\u00e0 e capillare.<\/li><li>rispetto alla metropolitana evita fenomeni di agorafobia presenti in molti cittadini<\/li><li>permette l\u2019allontanamento del traffico privato dai suoi percorsi. Tale fatto che fu una delle motivazioni per la sua eliminazione nel 1966, va oggi considerato come positivo per via della riduzione degli inquinamenti che comporta, ma soprattutto per la possibilit\u00e0 intrinseca di restituire una migliore vivibilit\u00e0 ai cittadini.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Si propone perci\u00f2 di introdurre il tram sulle linee di forza individuate.<br>Le linee previste sono:<\/p>\n\n\n\n<p>a) Linea L (Levante): Nervi \u2013 Brignole \u2013 De Ferrari \u2013 Principe<\/p>\n\n\n\n<p>b) Linea VB (Val Bisagno): Prato \u2013 Brignole \u2013 Corso Torino \u2013 Kennedy<\/p>\n\n\n\n<p>c) Linea C (Centro): Campi \u2013 Sampierdarena \u2013 Principe \u2013 Brignole \u2013 P.za Galileo Ferraris<\/p>\n\n\n\n<p>d) Linea P (Ponente): Sestri Ponente\/Aeroporto \u2013 Principe \u2013 Caricamento<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"604\" height=\"343\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/2-gronda.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13303\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/2-gronda.jpg 604w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/2-gronda-300x170.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 604px) 100vw, 604px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-medium-font-size has-vivid-green-cyan-color\"><strong>La seguente tabella confronta le soluzioni viabilistiche prospettate con la Gronda:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"576\" height=\"543\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/3-gronda.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13304\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/3-gronda.jpg 576w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/3-gronda-300x283.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 576px) 100vw, 576px\" \/><\/figure><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Simonetta Astigiano e Mauro Solari. 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