{"id":13477,"date":"2020-01-10T22:26:06","date_gmt":"2020-01-10T21:26:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=13477"},"modified":"2020-01-31T09:12:41","modified_gmt":"2020-01-31T08:12:41","slug":"no-alla-nuova-espansione-crif-a-varignana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2020\/01\/no-alla-nuova-espansione-crif-a-varignana\/","title":{"rendered":"No alla nuova espansione CRIF a Varignana"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><em>Appello contro lo snaturamento del territorio collinare e per la tutela dei beni collettivi.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A fine 2018 il Comune di Castel San Pietro ha presentato una variante urbanistica al RUE per acconsentire alla richiesta della <strong>societ\u00e0 CRIF SpA<\/strong>, proprietaria del complesso denominato <strong>Palazzo di Varignana<\/strong>, di realizzare qui una nuova lottizzazione e <strong>trasferirvi il proprio quartier generale<\/strong>, oggi ubicato a Bologna in via Fantin (angolo via Zanardi).<br>Noi riteniamo che assecondare tale richiesta significhi <strong>abdicare ai principi<\/strong> di base della pianificazione, <strong>tradire la tutela della collina <\/strong>(una delle pi\u00f9 preziose tra le eredit\u00e0 lasciateci dall\u2019urbanista Giuseppe Campos Venuti, da poco mancato) e <strong>contraddire<\/strong> gli obiettivi dichiarati di <strong>mobilit\u00e0 sostenibile e azzeramento del consumo di suolo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 oggi il Palazzo di Varignana \u00e8 una <strong>presenza imbarazzante <\/strong>per un territorio che si vorrebbe regolato da una normativa urbanistica sostanziale, e non solo formale. Si tratta di un insediamento sulla prima collina a ridosso della via Emilia, a monte di Osteria Grande, <strong>cresciuto dal 2006 a colpi di varianti<\/strong> e ampliamenti, che hanno portato a <strong>12.000 mq di sola superficie utile<\/strong>, ovvero senza contare autorimesse, seminterrati, cantine, depositi, locali di servizio, percorsi di collegamento coperti o<br> interrati, piscine, parcheggi: edificazioni che se calcolate portano ad <strong>un impatto ambientale ben pi\u00f9 pesante<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"612\" height=\"251\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/1-CRIF.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13478\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/1-CRIF.jpg 612w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/1-CRIF-300x123.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px\" \/><figcaption>L\u2019urbanizzazione attuale, cresciuta \u201ca pezzi\u201d dal 2006 ad oggi, in un\u2019area sottoposta a vincolo paesistico. Col nuovo insediamento proposto, l\u2019area edificata aumenterebbe di un ulteriore 50%.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Dai 2.500 mq della prima variante urbanistica (centro convegni), si raddoppi\u00f2 (altri 2.600 mq) in soli 2 anni (nel 2008), fino all\u2019arrivo nel 2013-2014 di ulteriori 6.800 mq. Una sequenza di interventi singoli, sedicenti \u201climitati\u201d, che per\u00f2 nell\u2019insieme <strong>hanno portato in 13 anni ad una radicale mutazione del territorio<\/strong>. Oggi CRIF chiede <strong>ulteriori 6.000 mq di capacit\u00e0 edificatoria<\/strong> (sempre al netto della superficie accessoria e interrata, nel caso assai consistente), fino a raggiungere un totale di <strong>18.000 mq <\/strong>utili (+50%), allo scopo di spostare qui il proprio <strong>centro direzionale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"365\" height=\"225\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/2-CRIF.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13479\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/2-CRIF.jpg 365w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/2-CRIF-300x185.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 365px) 100vw, 365px\" \/><figcaption>La sede attuale di CRIF, in via Mario Fantin, angolo via Zanardi, nella prima periferia di Bologna.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Siamo contrari <\/strong>a questa ulteriore forzatura, <strong>per tre ragioni<\/strong>. <br>Perch\u00e9 impatta su un\u2019area di grande <strong>pregio paesaggistico <\/strong>e naturalistico come la linea di crinale collinare, su cui insiste lo stesso vincolo che tutela i colli sopra Bologna. <br>Perch\u00e9 produce <strong>consumo di suolo agricolo<\/strong>, alterando la funzione di ricarica e regolamentazione delle acque sotterranee, anche a causa dei profondi sbancamenti previsti (68.000 mc). <br>Perch\u00e9 causa <strong>dispersione insediativa<\/strong>, mentre c\u2019\u00e8 bisogno di concentrare gli insediamenti generatori di traffico pendolare in zone servite dal <strong>trasporto pubblico<\/strong>.<br><strong>Trasferire infatti 300 lavoratori dalla sede attuale, posta a 800 metri dalla Stazione Centrale di Bologna e su una arteria (Zanardi) percorsa da linee urbane ed extraurbane di trasporto pubblico, alla cima di una collina sottoposta a vincoli dal Piano Paesistico Regionale, dove si arriver\u00e0 solo in automobile<\/strong> (oltre alla navetta d\u2019ordinanza, foglia di fico sempre offerta dagli attuatori, poi inutile alla prova dei fatti, quindi in seguito cancellata), significa <strong>aggiungere traffico <\/strong>alla fragile viabilit\u00e0 locale e <strong>aggravare il carico urbanistico ed ambientale <\/strong>sul nostro territorio. E questo quando la stessa CRIF possiede un terreno con Piano Particolareggiato gi\u00e0 approvato a <strong>Osteria Grande<\/strong>, servito dai mezzi pubblici.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"334\" height=\"255\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/3-CRIF.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13480\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/3-CRIF.jpg 334w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/3-CRIF-300x229.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 334px) 100vw, 334px\" \/><figcaption>La viabilit\u00e0 locale, larga poco pi\u00f9 di 5 metri, che d\u00e0 accesso al<br> comparto. Su strade come queste verrebbero dirottati spostamenti pendolari quotidiani, in automobile, per alcune centinaia di addetti.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Queste sono peraltro le considerazioni contenute nel <strong>parere di ARPAE sulla sostenibilit\u00e0 ambientale <\/strong>dell&#8217;intervento, parere espresso, come dovuto, nel corso della Conferenza di Servizi prevista per l&#8217;approvazione della Variante. Sostenibilit\u00e0 che ARPAE avverte di non poter riscontrare, ma che, a seguito di <strong>evidenti pressioni <\/strong>sfociate in un irrituale parere-bis,<br> finisce col condizionare a <strong>possibili e generiche compensazioni <\/strong>del danno.<br>Compensazioni di cui, tuttavia, n\u00e9 ARPAE n\u00e9 nessun altro documento<br> presentato in Conferenza definisce in alcun modo i contenuti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ci rivolgiamo dunque al Comune di Castel San Pietro<\/strong>, al suo Sindaco e alla maggioranza che lo sostiene. Comprendiamo i benefici occupazionali conseguenti all\u2019arrivo di un\u2019azienda grande e solida che d\u00e0 lavoro a centinaia di addetti. Ma esistendo gi\u00e0, proprio nel territorio comunale, un Polo di espansione previsto dal PTCP (Poggio Piccolo), adiacente al casello autostradale, servito da una viabilit\u00e0 adeguata (SP 19 San Carlo) e a soli 2 km dalla stazione ferroviaria, perch\u00e9 non <strong>esercitare in modo pieno e alto il ruolo di amministratori<\/strong>, convogliando i nuovi insediamenti produttivi e terziari nelle aree idonee, con collegamenti e servizi validi, e minimi impatti ambientali? Ritenete davvero che la riqualificazione di un\u2019area dismessa (a Osteria Grande), messa sul piatto dello scambio con ad altre lenticchie, <strong>possa valere il prezzo <\/strong>della rinuncia ai principi cardine della pianificazione territoriale?<\/p>\n\n\n\n<p>Ci rivolgiamo alla <strong>Citt\u00e0 Metropolitana,<\/strong> e in particolare al suo Sindaco. Se a Varignana si pu\u00f2 trasformare la cima di un colle in una periferia urbana, completa di hotel, piscine, centro congressi e uffici, con tanto di parcheggi e piattaforma di atterraggio per elicotteri, <strong>cosa impedir\u00e0 di fare altrettanto sotto Castel de\u2019 Britti o accanto a San Luca?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ci rivolgiamo alla Regione<\/strong>, che sulla <strong>nuova legge urbanistica<\/strong> n. 24 del dicembre 2017, entrata in vigore a gennaio 2018, ha molto investito politicamente e comunicativamente, con tanto di tour promozionale nei territori, \u201c<em>mettendoci la faccia<\/em>\u201d nella persona del suo promotore, <strong>l\u2019assessore alla pianificazione <\/strong>ed ora anche vicepresidente, dello stesso <strong>presidente<\/strong>, di tutta la Giunta e la <strong>maggioranza <\/strong>che l\u2019ha votata. Volete dare ragione alle interpretazioni che paventavano come dietro la sbandierata intenzione di <strong>azzerare il consumo di suolo<\/strong>, la legge <strong>celasse meccanismi capaci di consentire l\u2019esatto opposto<\/strong>, ovvero l\u2019urbanizzazione della campagna, collina inclusa?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ci rivolgiamo alle forze politiche<\/strong> che affermano di voler affrontare seriamente il tema del cambiamento climatico e di prendere sul serio <strong>i giovani del Friday for Future<\/strong>. Ma con quale coraggio chiederemo loro fiducia e consenso, mentre acconsentiamo a scelte politiche e amministrative che vanno evidentemente in <strong>direzione contraria alla sostenibilit\u00e0?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-medium-font-size has-vivid-green-cyan-color\"><strong>Da qui il nostro appello a tutte le istituzioni coinvolte, affinch\u00e9 si fermino e cambino rotta. Perch\u00e9 la cura dell\u2019ambiente sar\u00e0 sempre pi\u00f9 condizione indispensabile per lo sviluppo, l\u2019occupazione e la prosperit\u00e0 dei territori.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ilaria Agostini, Anna Alberigo, Pietro Maria Alemagna, Vincenzo Balzani, Jadranka Bentini, Paola Bonora, Sergio Caserta, Piero Cavalcoli, Pier Luigi Cervellati, Andrea De Pasquale, Anna Donati, Rudi Fallaci, Marina Foschi, Lorenzo Frattini, Flavio Fusi Pecci, Fioretta Gualdi, Maria Pia Guermandi, Giovanni Losavio, Ugo Mazza, Eugenio Riccomini, Ezio Righi, Piergiorgio Rocchi, Maurizio Sani, Paolo Serra, Silvia Zamboni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Appello contro lo snaturamento del territorio collinare e per la tutela dei beni collettivi. 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