{"id":13485,"date":"2020-01-11T23:00:08","date_gmt":"2020-01-11T22:00:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=13485"},"modified":"2020-01-11T23:00:13","modified_gmt":"2020-01-11T22:00:13","slug":"perimetrazione-parco-nazionale-del-matese-la-montagna-ha-partorito-il-topolino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2020\/01\/perimetrazione-parco-nazionale-del-matese-la-montagna-ha-partorito-il-topolino\/","title":{"rendered":"Perimetrazione Parco Nazionale del Matese: la montagna ha partorito il topolino"},"content":{"rendered":"\n<p><em>A cura di Legambiente Molise.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019associazione ambientalista, che pi\u00f9 di tutte si \u00e8 battuta per l\u2019istituzione del Parco Nazionale, esprime <strong>forti dubbi <\/strong>riguardo a quanto indicato nella D.G.R. 558 con cui la Giunta Regionale individua il perimetro dell\u2019area protetta. Il fatto di aver rispettato le scadenze non pu\u00f2 coprire una perimetrazione che non tiene conto della conservazione.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"601\" height=\"343\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/parco-del-matese.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13486\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/parco-del-matese.jpg 601w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/parco-del-matese-300x171.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 601px) 100vw, 601px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>All\u2019Assessore Cavaliere, in un incontro televisivo a cui partecipammo qualche settimana fa, avevamo chiesto coraggio nell\u2019elaborazione della perimetrazione del Parco Nazionale del Matese che avesse come faro la conservazione e la tutela del massiccio matesino. Dalla proposta di perimetrazione elaborata dalla Giunta Regionale e trasmessa all\u2019I.S.P.R.A., ente che dovr\u00e0 poi validarla, <strong>notiamo solamente la realizzazione di un compitino,<\/strong> che in alcune sue parti contiene degli errori da sottolineare con la matita rossa. Gli allegati alla delibera di Giunta contengono delle forti contraddizioni. La prima cosa che balza agli occhi \u00e8 la contrapposizione tra quanto contenuto nella proposta di perimetrazione della Giunta Regionale e quanto ipotizzato dal Servizio regionale competente (allegato 3), completamente in contrasto tra loro. <\/p>\n\n\n\n<p>Se quest\u2019ultima risulta molto simile a quella formulata dall\u2019I.S.P.R.A., e tiene in considerazione anche alcune imperfezioni che erano presenti nella prima ipotesi, la proposta formulata dalla Giunta Regionale ci lascia con molti dubbi. Essendo un Parco nazionale un ente che ha il compito in primis di proteggere paesaggi ed ecosistemi delicati e ricchi di biodiversit\u00e0, <strong>non riusciamo a comprendere come possano essere lasciate fuori dalla perimetrazione importanti aree<\/strong>, inserite nell\u2019ipotesi presentata dall\u2019I.S.P.R.A. addirittura in Zona 1, ossia l\u2019area del parco in cui le azioni di conservazione dovrebbero essere spinte ai massimi livelli. Ci riferiamo in particolare ad alcune aree presenti nei territori di <strong>Guardiaregia, Longano e San Massimo (Campitello Matese)<\/strong>. Per quest\u2019ultimo ci sarebbe da aprire un capitolo a parte, per discutere di come si continui ad insistere su Campitello Matese quale <strong>stazione sciistica, nonostante l\u2019assenza di precipitazioni nevose <\/strong>ci dimostri l\u2019insostenibilit\u00e0 economica e ambientale di quegli impianti.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019attenta analisi necessita poi la situazione di <strong>Bojano<\/strong>. La delibera di Giunta in questione afferma che \u201c<em>Per il comune di Bojano, si procede con l\u2019adozione della ipotesi di perimetrazione di cui all\u2019allegato 2 (indicazioni dei Comuni) modificando la perimetrazione nel comune individuando un confine intermedio tra quello proposto dal Commissario prefettizio e quello richiesto dalle associazioni<\/em>\u201d. Gradiremmo sapere quali osservazioni sono state prese in considerazione, visto e considerato che non tutte le associazioni locali hanno proposto la restrizione del perimetro nel comune. Non vogliamo pensare che il peso delle osservazioni vari in base a chi le presenta. Se cos\u00ec fosse qualcuno dovr\u00e0 spiegare ai cittadini di Bojano <strong>da chi \u00e8 stata presa la decisione di lasciare fuori dalla perimetrazione le sorgenti del Biferno e Civita di Bojano<\/strong>, giocando all\u2019interno del vuoto amministrativo presente in citt\u00e0 a causa del commissariamento ed andando contro ben 2 delibere adottate dal Comune a favore del Parco. <\/p>\n\n\n\n<p>La perimetrazione presentata dall\u2019ISPRA contiene al suo interno uno straordinario intervento volto alla <strong>conservazione dell\u2019orso bruno<\/strong> <strong>marsicano<\/strong>, ossia un corridoio di collegamento attraverso il fiume Volturno tra il Parco Nazionale d\u2019Abruzzo e l\u2019istituendo Parco Nazionale del Matese. <strong>Anche questa ipotesi \u00e8 stata eliminata senza nessun tipo di discussione<\/strong>. La Regione Molise ha istituito presso l\u2019assessorato regionale all\u2019Ambiente la Consulta tecnica per le aree naturali protette, organismo di consultazione e di supporto tecnico-scientifico in materia di protezione della natura. Tra i compiti della consulta, costituita da diversi enti, c\u2019\u00e8 la formulazione di proposte sul programma triennale sulle aree protette, \u201c<em>che provvede ad individuare le aree protette istituite o da istituire nonch\u00e9 le risorse necessarie al loro funzionamento e individua i territori nei quali si prevede l\u2019istituzione di aree naturali protette<\/em>\u201d. <strong>Considerato che la consulta non \u00e8 stata \u201cconsultata\u201d di recente<\/strong>, chiediamo all\u2019Assessore all\u2019ambiente di convocarla in tempi rapidi in modo da poter comprendere le motivazioni che hanno portato alla presentazione da parte della Regione Molise di una proposta di perimetrazione che porta con s\u00e9 pi\u00f9 di qualche dubbio. Come abbiamo pi\u00f9 volte ribadito, il Parco \u00e8 un\u2019occasione unica per tutto il comprensorio del Matese. <\/p>\n\n\n\n<p>I numeri presenti all\u2019interno dell\u2019analisi del contesto socioeconomico del Matese molisano allegata alla D.G.R. 558 parlano chiaro. Le sue conclusioni dovrebbero far riflettere in primis gli amministratori locali: \u201c<em>Il Matese \u00e8 un\u2019area che sta diventando sempre pi\u00f9 marginale. Un territorio caratterizzato da un progressivo spopolamento con migrazione della popolazione giovanile verso centri maggiori, dovuta soprattutto alla necessit\u00e0 di trovare occupazione, con conseguente abbandono ed invecchiamento dei paesi. Un\u2019area con una scarsa o quasi totale mancanza di promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici, per lo pi\u00f9 a causa dell\u2019assenza di una governance unitaria e di una gestione innovativa. Bench\u00e9 l\u2019area progetto sia di per s\u00e9 ricca e dotata di un patrimonio ambientale unico che potrebbe rappresentare una chiave straordinaria per attrarre investimenti e rilanciare l\u2019economia locale<\/em>.\u201d. Questo per far capire ai detrattori del Parco che <strong>se il comprensorio del Matese vuole sopravvivere deve puntare con forza all\u2019istituzione dell\u2019area protetta<\/strong>, rendendo il Molise protagonista della rivoluzione verde e del Green New Deal di cui tanto si discute a livello mondiale. Se cos\u00ec non fosse potremmo continuare a discutere in eterno dell\u2019emergenza cinghiali, dei giovani che vanno via e di come non siamo in grado di valorizzare le ricchezze che abbiamo. Ma a quel punto <strong>i cittadini del Matese sapranno a chi dare la colpa: ad una politica che non ha coraggio e che si \u00e8 limitata a fare il compitino con molti errori<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Legambiente Molise. 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