{"id":13494,"date":"2020-01-19T23:08:18","date_gmt":"2020-01-19T22:08:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=13494"},"modified":"2020-01-19T23:08:21","modified_gmt":"2020-01-19T22:08:21","slug":"cengio-e-saliceto-siti-contaminati-e-pericolo-sanitario-sempre-piu-grave","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2020\/01\/cengio-e-saliceto-siti-contaminati-e-pericolo-sanitario-sempre-piu-grave\/","title":{"rendered":"Cengio e Saliceto: siti contaminati e pericolo sanitario sempre pi\u00f9 grave"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di Alessandro Mortarino.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>quinto rapporto Sentieri <\/strong>(Studio epidemiologico nazionale dei  territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento) ha  aggiornato la sua puntuale analisi dei siti nazionali contaminati,  riportando dati agghiaccianti che riguardano anche l&#8217;area compromessa di <strong>Cengio-Saliceto<\/strong> dove, su una popolazione di oltre 37mila abitanti nei 32 comuni interessati dall&#8217;inquinamento causato dall&#8217;Acna, <strong>si registra  una tendenza all\u2019aumento della mortalit\u00e0<\/strong>. \u00ab<em>Tra le cause di morte per  le quali vi \u00e8 a priori un\u2019evidenza sufficiente o limitata di  associazione con le fonti di esposizione ambientale nel sito<\/em> \u2013 sostengono i ricercatori \u2013 <em>si  osserva un eccesso di rischio in entrambi i generi per i tumori dello  stomaco. Cos\u00ec come quelli del colon, anche se con stime incerte<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>All\u2019eccesso di rischio per tumori allo stomaco<\/em> \u2013 continua lo studio \u2013 <em>possono  anche aver contribuito il contesto occupazionale e quello ambientale,  vista l\u2019associazione di tali tumori con ammine e idrocarburi policiclici  aromatici che risultano presenti nel sito<\/em>\u00bb. <br>Il nuovo Rapporto  Sentieri ha, infatti, evidenziato un aspetto non ancora affrontato negli  anni precedenti, ovvero la presenza di <strong>eccessi di malattie respiratorie acute nei giovani adulti,<\/strong> \u00ab<em>elemento che induce a pensare a esposizioni recenti e che andrebbe approfondito<\/em>\u00bb. <br>Secondo lo studio, anche gli <strong>eccessi di linfomi<\/strong> (in particolare linfomi non Hodgkin) \u00ab<em>dovrebbero essere oggetto di approfondimenti, vista la documentata presenza di Pcb nel sito<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019analisi, inoltre, ha evidenziato un <strong>eccesso di mesoteliomi<\/strong>  (tumore maligno della pleura) tra gli uomini, \u00abattribuito a esposizioni  ad amianto esperite prevalentemente nel settore dell\u2019industria chimica e  delle materie plastiche, dell\u2019edilizia e dell\u2019industria  metalmeccanica\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p>Un quadro sanitario e ambientale, dunque, molto  preoccupante che rende necessario un intervento drastico di riduzione  del danno e un &#8220;salvagente&#8221; per la popolazione locale attraverso il <strong>completamento delle operazioni di bonifica dell&#8217;intera area<\/strong>.  Una bonifica che fu annunciata come conclusa nel 2010 dall&#8217;allora  ministro dell&#8217;Ambiente Stefania Prestigiacomo, dai governatori delle due  Regioni, Claudio Burlando e Roberto Cota, e dal numero uno della  Protezione civile Guido Bertolaso. Ma <strong>che non \u00e8 ancora giunta al suo vero e pieno compimento<\/strong>,  come confermato da Eni-Syndial (societ\u00e0 attuale proprietaria dell\u2019area  dell\u2019Acna) che indica il 2020 come l&#8217;anno del completamento di tutte le  attivit\u00e0 di bonifica. <\/p>\n\n\n\n<p>Una bonifica che, oggi, pare per\u00f2 una semplice parziale messa in sicurezza, come spiega a gran voce il combattivo <strong>Comitato Valle Bormida Pulita<\/strong>,  che chiede a cittadini e istituzioni di spronare la Regione Piemonte ad  essere protagonista dei controlli e delle verifiche di un sito che,  nonostante i lavori eseguiti, resta una <strong>potenziale \u201cbomba\u201d chimica sulla testa dell&#8217;intera valle<\/strong>  (nella zona A1 c&#8217;\u00e8 una montagna tossica che pu\u00f2 essere definita come  una discarica), mentre la causa civile che contrappone Syndial e  Ministero dell\u2019Ambiente procede con l&#8217;auspicio di tutti che determini il  risarcimento per i danni causati da un secolo di inquinamento. <\/p>\n\n\n\n<p>Un secolo, gi\u00e0. Perch\u00e8 la storia dell&#8217;ACNA (Azienda Coloranti Nazionali e Affini) ha origine <strong>nel 1882, quando nell\u2019area si insedia un piccolo dinamitificio<\/strong> con ragione sociale &#8220;<em>Societ\u00e9 Continentale Glicerynes et Dynamites<\/em>&#8221;  per la produzione di esplosivi a beneficio dell\u2019industria bellica  dell\u2019epoca. E nasconde una verit\u00e0 recentemente raccontata dal libro \u201c<strong><em>Veleni di stato<\/em><\/strong>\u201d  di Gianluca de Feo (BUR Rizzoli), che ha esaminato documenti dei  Servizi Segreti inglesi, contenuti nei National Archives, desecretati  dopo la fine della guerra fredda, che si riferiscono al periodo che va  dagli anni \u201920 alla fine della seconda guerra mondiale. <br><strong>Tra  le &#8220;fabbriche dei veleni&#8221; campeggia anche l&#8217;ACNA di Cengio, alleato  industrialmente con l\u2019IG Farben finanziatrice di Hitler e produttrice  del\u00a0gas per lo sterminio nei campi di concentramento.<\/strong> <\/p>\n\n\n\n<p>Ma  gi\u00e0 durante la prima guerra mondiale l&#8217;ACNA era stata la maggiore  produttrice di esplosivi e, secondo la ricostruzione del Centro di  Documentazione \u201cPatrizio Fadda\u201d di Monesiglio pubblicato sulla rivista  locale \u201c<em>Liguria Val Bormida e Dintorni<\/em>\u201d (numero 1 del 2002, pag. 10), in un\u2019intervista ad un pensionato ACNA viene affermato che \u00ab<strong><em>Durante la guerra del Vietnam lo stabilimento produceva defoglianti<\/em><\/strong>\u00bb. <br>Se  questo \u00e8 vero significa che la diossina non era un sottoprodotto ma si  fabbricava volontariamente, come \u00e8 stato ipotizzato per il reattore di  Seveso.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"443\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Cengio.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13495\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Cengio.jpg 602w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Cengio-300x221.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><figcaption>Foto di repertorio<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>E sempre il libro di De Feo indica che \u00ab<em><strong>I brevetti dei nostri gas hanno contribuito ai massacri dei curdi e alle stragi tra iracheni e iraniani<\/strong>\n (&#8230;). All\u2019inizio degli anni Novanta un dossier (&#8230;) del Simon \nWiesenthal Center (&#8230;) segnala come Eni, Montedison (&#8230;) abbiano \npartecipato ai programmi per consegnare ai tre stati canaglia pi\u00f9 famosi\n le chiavi dell\u2019arsenale chimico. L\u2019Iraq di Saddam Hussein, la Libia di \nMuhammar Gheddafi, l\u2019Iran degli Ayatollah<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Alla \nluce di questa ricostruzione storica viene spontaneo chiedersi se la \nValle Bormida abbia bisogno solo di una bonifica oppure di una totale \nrevisione del piano ambientale.<\/strong><br><strong>Invece Syndial ha un nuovo progetto per la disastrata area: un impianto \u201cwaste to fuel\u201d<\/strong>,\n ovvero un centro di raccolta e trattamento della frazione organica dei \nrifiuti urbani per la loro trasformazione in bio-olio, con annessa \ncentrale fotovoltaica per la produzione dell\u2019energia necessaria: una \ntecnologia messa a punto nel Centro Ricerche di Eni per le Energie \nRinnovabili e l\u2019Ambiente di Novara e attualmente in sperimentazione \npresso l\u2019impianto pilota di Gela, in joint venture con Cassa Depositi e \nPrestiti. Secondo la strategia Eni, l&#8217;obiettivo \u00e8 di &#8220;decarbonizzare&#8221; il\n nostro Paese e, dunque, si prevede una lunga serie di impianti \u201cwaste \nto fuel\u201d su grande scala.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gela, come Cengio e Saliceto, \nrientra nell&#8217;elenco dei 58 siti contaminati di interesse nazionale (SIN)\n e regionale (SIR) censiti dal Ministero dell&#8217;Ambiente e vedono \npericolosamente coinvolti almeno 5 milioni di cittadini<\/strong> \nperennemente esposti ai danni provocati da sostanze cancerogene e \ntossiche quali amianto, diossine, policlorobifenili, idrocarburi, \nmetalli pesanti, pesticidi, PFAS.<br><strong>L\u2019ultimo studio \nepidemiologico sui territori esposti a rischio inquinamento \ndell\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 sollecita indagini sanitarie pi\u00f9 \napprofondite<\/strong>, anche a tutela di bambini e adolescenti. E indica\n che proprio su queste aree si registrano dati sanitari allarmanti, con \nmaggiori decessi e malattie superiori alla media e fin dalla pi\u00f9 tenera \net\u00e0. Con ben 22mila ricoveri in eccesso in et\u00e0 pediatrica, quasi 12mila \nmorti in pi\u00f9 rispetto all\u2019atteso, 5.267 tra gli uomini e 6.725 tra le \ndonne, oltre che diverse tipologie di tumori in eccesso.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Questa\n \u00e8 l&#8217;Italia di oggi. Quella di domani, la dobbiamo ancora costruire. E \noccorre l&#8217;impegno di tutti noi cittadini, all&#8217;insegna del &#8220;prima la \nsalute e l&#8217;ambiente e poi l&#8217;economia&#8221;&#8230;<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Alessandro Mortarino. 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