{"id":13578,"date":"2020-02-19T23:14:07","date_gmt":"2020-02-19T22:14:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=13578"},"modified":"2020-02-19T23:14:11","modified_gmt":"2020-02-19T22:14:11","slug":"latina-il-tar-autorizza-la-costruzione-di-una-centrale-a-biogas-vicino-a-un-sito-archeologico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2020\/02\/latina-il-tar-autorizza-la-costruzione-di-una-centrale-a-biogas-vicino-a-un-sito-archeologico\/","title":{"rendered":"Latina, il Tar autorizza la costruzione di una centrale a biogas vicino a un sito archeologico"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"605\" height=\"311\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Latina-biogas.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13579\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Latina-biogas.jpg 605w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Latina-biogas-300x154.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 605px) 100vw, 605px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>di Manlio Lilli.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il Tar di Latina ha dato l\u2019okay: la questione della centrale a biogas in localit\u00e0 Cava di Creta, a <strong>Minturno<\/strong>, si riapre, <strong>nonostante l\u2019area individuata per la realizzazione dell\u2019impianto sia posta a breve distanza dal comprensorio archeologico di Minturnae<\/strong>. Insomma, vicino ai resti della citt\u00e0 romana con il Foro Repubblicano e il Capitolium, il Foro Imperiale e il Macellum, le Tabernae e il Complesso Termale, oltre ad un tratto della via Appia e, soprattutto, il Teatro che ospita un Antiquarium, negli spazi sottostanti alla cavea.<\/p>\n\n\n\n<p>La vicenda inizia nel <strong>settembre 2014<\/strong>, quando l\u2019Alpha Consulenze presenta al Comune di Minturno il \u201c<em>Progetto di realizzazione un impianto di trattamento biologico e digestione anaerobica finalizzata alla produzione di biogas ed energia rinnovabile<\/em>\u201d in localit\u00e0 Garigliano-Cava di Creta, a monte della Strada statale Variante Formia-Garigliano. Il passo successivo \u00e8 l\u2019<strong>Istanza di valutazione ambientale presentata alla Regione Lazio a marzo 2015<\/strong>. Le conferenze dei Servizi che seguono regalano pareri differenti e <strong>le osservazioni prodotte dalla Provincia di Latina sono tutt\u2019altro che positive<\/strong>, fatta eccezione per il quadro di Riferimento progettuale. In compenso risultano \u201c<em>parzialmente idonei<\/em>\u201d il Quadro di Riferimento programmatico, i Criteri localizzativi, la Viabilit\u00e0 e traffico, l\u2019Inquadramento suolo e sottosuolo, ma \u201cnon idonea\u201d la Valutazione degli aspetti ambientali.<strong> Del tutto \u2018<\/strong><em><strong>negativo<\/strong><\/em><strong>\u2019 il parere espresso dalla Soprintendenza archeologia del Lazio e dell\u2019Etruria meridionale ad aprile 2016<\/strong>, con due motivazioni: \u201c<em>il procedimento in atto di predisposizione degli elaborati per l\u2019inserimento di Minturnae e della Via Appia Antica tra i siti Unesco attivato dal Mibact<\/em>\u201d e \u201cl<em>a vicinanza dell\u2019area individuata per l\u2019impianto al perimetro dell\u2019area demaniale (poco oltre i 200 metri in linea d\u2019aria) e al contesto storico-archeologico costituito dalla stessa Via Appia, dalla citt\u00e0 romana di Minturnae, dal fiume Garigliano e dal Ponte Borbonico\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Una ulteriore motivazione, scrive ancora la Soprintendenza, \u00e8 \u201c<em>la natura stessa dell\u2019impianto, in palese contrasto con la destinazione dell\u2019area<\/em>\u201d e \u201c<em>la necessit\u00e0 di salvaguardare le aree contermini come buffer-zone<\/em>\u201d. <strong>Insomma: da una parte c\u2019\u00e8 il vincolo archeologico, dall\u2019altra ci sono giustificazioni di carattere paesaggistico-ambientale<\/strong>, che per la Soprintendenza sono un ostacolo alla realizzazione dell\u2019impianto. In realt\u00e0 le contrariet\u00e0 sembrano anche di altro tipo: \u201c<em>In assenza di una pianificazione della gestione dei rifiuti su base regionale, gli impianti a biometano, biogas e biomasse, non rappresentano la soluzione al problema dei rifiuti nel Lazio. Anzi, il surplus di impiantistica che si sta gi\u00e0 realizzando rischia inevitabilmente di creare situazioni insostenibili<\/em>\u201d. <strong>Gaia Pernarella<\/strong>, Consigliere regionale del M5s, a luglio 2018 non aveva dubbi al proposito: <strong>l\u2019impianto, sosteneva, avrebbe avuto ripercussioni anche sul traffico<\/strong>, dal momento che per il trasporto delle circa 30mila tonnellate di rifiuti organici all\u2019anno sarebbero stati necessari almeno 5mila camion.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse anche per questo la Regione tarda a pronunciarsi, fino a che, <strong>nel 2018<\/strong>, ogni competenza in materia \u00e8 passata alla <strong>Presidenza del Consiglio dei Ministri<\/strong>. Che, nel <strong>gennaio 2019<\/strong>, una volta riscontrato che non ne sussistevano le condizioni, <strong>decide \u201c<\/strong><em><strong>di non consentire la prosecuzione del procedimento di valutazione di impatto ambientale del progetto<\/strong><\/em><strong>\u201d<\/strong>. A quel punto la Alpha Consulenze impugna la decisione ricorrendo al <strong>Tar, che il 30 gennaio 2020 ha annullato la delibera della Presidenza del Consiglio <\/strong>che aveva, di fatto, bloccato ogni possibilit\u00e0 di nascita della centrale a biogas. Spiegando, tra l\u2019altro, che \u201c<em><strong>\u00e8 infondata l\u2019affermazione dell\u2019incompatibilit\u00e0 dell\u2019impianto con la destinazione dell\u2019area<\/strong><\/em>\u201d, e che \u201c<em>l\u2019area prescelta per la realizzazione dell\u2019impianto \u00e8 del tutto esente da alcuna forma di vincolo e forma di tutela rafforzata e risulta compatibile con tutti gli strumenti di pianificazione sia regionali che provinciali e comunali<\/em>\u201d. C\u2019\u00e8 anche un altro elemento sul quale si basa la sentenza del tribunale amministrativo: <strong>il procedimento di dichiarazione dell\u2019area come sito Unesco non risulta iniziato <\/strong>e non pu\u00f2 rappresentare un impedimento ai fini della realizzazione dell\u2019impianto della ricorrente. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-medium-font-size has-vivid-green-cyan-color\"><strong>La sentenza del Tar \u00e8 una sconfitta anche per la Soprintendenza, che avrebbe elencato ragioni non veritiere e per la Presidenza del Consiglio dei Ministri che avrebbe esercitato \u201c<em>eccesso di potere per omesso bilanciamento degli interessi coinvolti, difetto di istruttoria e carenza di motivazione<\/em>\u201d. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto la Regione Lazio pu\u00f2 riprendere l\u2019iter per l\u2019emissione del suo parere di valutazione di impatto ambientale. <strong>Con la possibilit\u00e0 che la centrale biogas affacciata sul sito antico, alla fine, si faccia davvero.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tratto da: <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2020\/02\/16\/latina-il-tar-autorizza-la-costruzione-di-una-centrale-a-biogas-vicino-a-un-sito-archeologico\/5707016\/\">https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2020\/02\/16\/latina-il-tar-autorizza-la-costruzione-di-una-centrale-a-biogas-vicino-a-un-sito-archeologico\/5707016\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Manlio Lilli. 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