{"id":13617,"date":"2020-03-01T23:19:49","date_gmt":"2020-03-01T22:19:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=13617"},"modified":"2020-03-01T23:19:53","modified_gmt":"2020-03-01T22:19:53","slug":"pipistrelli-e-coronavirus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2020\/03\/pipistrelli-e-coronavirus\/","title":{"rendered":"Pipistrelli e coronavirus"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di Elena Patriarca (Stazione Teriologica Piemontese).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Dovunque vada, in questi giorni, sento parlare di coronavirus e chi mi conosce, sapendo che da molti anni mi occupo di studio e monitoraggio  dei chirotteri, cio\u00e8 di pipistrelli, mi chiede se <strong>davvero questi animali siano causa dell\u2019epidemia recentemente sviluppatasi in Cina e se vadano temuti<\/strong>. I media abbondano infatti di articoli e video in cui si afferma che la malattia \u00e8 stata portata dai pipistrelli. Uno di tali  comunicati (1), successivamente corretto a seguito delle proteste dei  chirotterologi, induceva addirittura a credere che il virus in  questione, preliminarmente chiamato nuovo Coronavirus di Wuhan  (2019-nCoV) e poi denominato ufficialmente Covid-19,fosse stato trovato  anche in chirotteri piemontesi, e che la popolazione locale dovesse  adottare \u201c<em>massima precauzione nell\u2019avvicinarsi agli immobili dove si annidano i pipistrelli<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Cerchiamo dunque di fare chiarezza.<strong> In natura esistono milioni di virus; salvo poche eccezioni, sono innocui per la nostra  specie e fondamentali nel mantenimento degli equilibri ecosistemici<\/strong>. Con circa 1400 specie, i pipistrelli rappresentano quasi un quarto dei mammiferi conosciuti. Ci si pu\u00f2 dunque attendere che, essendo tanti, ospitino un numero elevato di virus. \u00c8 anche possibile che tale numero sia amplificato per ragioni evolutive: i pipistrelli sono gli unici mammiferi capaci di volo attivo; durante il volo il metabolismo \u00e8 accelerato e si producono agenti ossidanti, potenzialmente in grado di causare danni alle cellule; nel corso dell\u2019evoluzione, i pipistrelli  hanno dovuto confrontarsi con tale problema e l\u2019hanno risolto sviluppando meccanismi di difesa che li rendono particolarmente resistenti alle malattie, compresi tumori e infezioni virali. Di  conseguenza,<strong> i pipistrelli sono anche particolarmente longevi<\/strong>,  sottraendosi alla regola per cui un animale di piccola taglia ha vita  breve: un topo, un toporagno o un\u2019arvicola \u2013 mammiferi di taglia simile a  quella dei nostri pipistrelli \u2013 hanno una speranza di vita di pochi mesi, mentre per molti pipistrelli \u00e8 accertato il superamento dei 30 anni di vita! <br><\/p>\n\n\n\n<p>Dalla comprensione dei meccanismi molecolari alla base di queste caratteristiche dei pipistrelli potrebbero derivare interessanti ricadute applicative in campo medico. Ma torniamo alla questione da cui siamo partiti, perch\u00e9 quello che ci siamo chiesti, in  fondo, \u00e8 se i pipistrelli possano accorciarci la vita, non  allungarcela&#8230;<br>Ospitare un alto numero di virus non significa poter infettare la nostra specie. Come ben spiegato sul sito web dell\u2019Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (2), in alcune specie di chirotteri <strong>sono stati rilevati numerosi coronavirus che sono considerati innocui per l\u2019uomo nonostante l\u2019affinit\u00e0 al Covid-19 e al coronavirus<\/strong>, per vari aspetti simile, che ha causato nel  2002-2003 l\u2019epidemia di SARS. Perch\u00e9 l\u2019uomo venga infettato occorre che ci sia compatibilit\u00e0 fra le proteine di superficie del virus e i recettori delle cellule umane. Ad oggi, tuttavia, nei pipistrelli non sono state identificate varianti di questi virus che siano certamente capaci di legarsi efficacemente ai recettori umani e si ritiene  improbabile che l\u2019epidemia in corso, e in passato la SARS, siano state  causate da un passaggio del virus da pipistrello a uomo. Detto in altre  parole, anche se virus progenitori del Covid-19 fossero presenti in qualche specie di pipistrello, la trasformazione che ha portato all\u2019infezione dell\u2019uomo e scatenato l\u2019epidemia \u00e8 probabilmente avvenuta in un altro animale, il cosiddetto ospite intermedio.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso della SARS, numerosi studi hanno individuato in mammiferi della famiglia dei viverridi, oggetto di allevamento e commercio in Asia, gli agenti che hanno trasmesso il virus all\u2019uomo. Il rischio per l\u2019uomo \u00e8 dunque derivato dal contatto coi viverridi, non con i pipistrelli.<br>Si sa che parte delle prime persone infettate dal Covid-19 aveva visitato il  mercato del pesce di Wuhan, dove vengono venduti animali di molte  specie, sia di allevamento che selvatici; <strong>si \u00e8 dunque ipotizzato che il virus sia stato trasmesso all\u2019uomo attraverso un ospite animale venduto nel mercato<\/strong>.  Inizialmente, alcuni ricercatori hanno sostenuto che il responsabile fosse un serpente, ma tale ipotesi \u00e8 stata giudicata improbabile da altri studiosi. Altri ancora hanno poi puntato l\u2019indice su una specie di pangolino utilizzata nella medicina tradizionale cinese e, alla data in  cui scrivo (11\/02\/2020), si attende la pubblicazione su rivista del  lavoro che dovrebbe eventualmente comprovare tale tesi. Al momento,  dunque, non si hanno ancora certezze sul passaggio animale-uomo, n\u00e9 si  pu\u00f2 affermare che il mercato del pesce di Wuhan sia stato effettivamente  il teatro della trasmissione (bench\u00e9, fosse anche solo per le pessime  condizioni in cui vengono tenuti molti animali in quel mercato, vorremmo  che il divieto di commercializzazione disposto per l\u2019emergenza  sanitaria diventasse definitivo). Quello che \u00e8 certo dell\u2019epidemia in  corso, \u00e8 l<strong>a sua propagazione attraverso il contagio da uomo a  uomo. Non dobbiamo dunque temere i pipistrelli, ma semmai i nostri  conspecifici,<\/strong> dando ovviamente il giusto peso al rischio. Si  stima che il tasso di mortalit\u00e0 fra le persone contagiate sia intorno al  2% (percentuale che potrebbe cambiare con mutazioni del virus); i morti  sono stati finora 1018 e i casi di infezione accertati in Italia 3,  riguardanti persone contagiatesi in Cina (per dati aggiornati si veda,  in calce, (3). Non si sa quanto durer\u00e0 l\u2019epidemia e quale sar\u00e0 il suo  bilancio finale, ma per valutarne il livello di gravit\u00e0 potr\u00e0 essere  utile considerare che, annualmente, a causa di complicazioni  dell\u2019influenza stagionale, si stima che muoiano nel mondo dalle 290.000  alle 650.000 persone (4). <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"455\" height=\"340\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Pipistrelli.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13618\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Pipistrelli.jpg 455w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Pipistrelli-300x224.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 455px) 100vw, 455px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Detto questo, torniamo ai pipistrelli. Abbiamo visto che non dobbiamo  temerli, ma forse \u00e8 il caso di ricordare anche quanto dobbiamo  apprezzarli. I pipistrelli sono fornitori di \u201cservizi ecosistemici\u201d:  dalla loro attivit\u00e0 derivano cio\u00e8 importanti benefici per la nostra  specie. Quantificarli in termini monetari \u00e8 complesso, ma negli ultimi  anni sono stati pubblicati studi che, con riferimento a casi specifici,  si sono posti tale obiettivo. Citer\u00f2 alcuni dei dati che riportano; non  sono certamente esaustivi, ma possono dare un\u2019idea.<br>Negli ecosistemi tropicali e subtropicali, <strong>i  pipistrelli che si nutrono di nettare o frutti contribuiscono  all\u2019impollinazione e alla disseminazione di molte centinaia di piante,  comprese specie d\u2019interesse per l\u2019uomo<\/strong> in relazione alla  produzione di frutta, legname, sostanze medicinali e altri prodotti  commerciali. Per fare un esempio, si deve quasi totalmente ai  pipistrelli l\u2019impollinazione delle piante di durian, che nel sud est  asiatico \u00e8 considerato il \u201cre dei frutti\u201d. In Thailandia, il maggior  produttore, il valore di mercato del frutto nel 2000 \u00e8 stato di circa  575 milioni di dollari USA e a livello globale \u00e8 stato stimato un valore  di mercato di circa un miliardo di dollari. In America, negli ambienti  tropicali deforestati, attraverso la dispersione dei semi di alcune  piante pioniere i pipistrelli sono responsabili fino al 95% della  ricolonizzazione vegetazionale. Nella fascia tropicale africana  contribuiscono alla disseminazione delle specie arboree che forniscono  il 34% del volume di legname esportato. Disperdendo i semi dell\u2019albero  del karit\u00e8 e facilitandone la germinazione attraverso il passaggio nel  tubo digerente, nella fascia sub-sahariana dove cresce tale specie i  pipistrelli sostengono una produzione il cui valore annuo di mercato \u00e8  stato complessivamente stimato in 360 milioni di dollari USA. <br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>I pipistrelli che si nutrono di invertebrati, fra i quali tutte le specie italiane, sono degli eccezionali insetticidi naturali,<\/strong>  la cui attivit\u00e0 \u00e8 particolarmente preziosa in agricoltura. \u00c8 stato  calcolato che, se non ci fossero i pipistrelli, gli agricoltori degli  Stati Uniti dovrebbero proteggere le loro coltivazioni con ulteriori  trattamenti fitosanitari e lo scenario di spesa considerato pi\u00f9  probabile per i medesimi sarebbe di 22,9 miliardi di dollari all\u2019anno.  In Thailandia, il consumo, da parte dei pipistrelli, di insetti che  arrecano danni nelle risaie determina un beneficio economico annuo di  oltre 1,2 milioni di dollari, cifra localmente sufficiente a nutrire col  riso 26.000 persone all\u2019anno. Nelle risaie spagnole, incrementando la  presenza di Pipistrellus pygmaeus (una specie presente anche qui da noi)  attraverso la collocazione di bat box, si \u00e8 valutato che ai risicoltori  derivi un risparmio (per minore esigenza di trattamenti) di almeno 21  euro per ettaro all\u2019anno.<\/p>\n\n\n\n<p>Altri esempi di valutazioni economiche riguardano l\u2019<strong>utilizzo  del guano dei pipistrelli come fertilizzante e il turismo attirato  dallo spettacolo della sciamatura serale delle grandi colonie<\/strong>:  ammonta a 10 milioni di dollari all\u2019anno l\u2019indotto dovuto ai pipistrelli  che utilizzano come rifugio un ponte di Austin, in Texas. Mancano  invece ancora, purtroppo, quantificazioni dei benefici dovuti alla  predazione dei pipistrelli sugli insetti fonte di problemi sanitari, in  particolare le zanzare, che nelle graduatorie delle specie animali pi\u00f9  pericolose per l\u2019uomo si collocano al primo posto. Certo, in alcuni casi  i pipistrelli possono anche arrecare dei danni alle attivit\u00e0 umane \u2013 ad  esempio pu\u00f2 capitare che lo facciano i pipistrelli frugivori in  determinate piantagioni di alberi da frutto \u2013 ma se si va ad analizzare  tali situazioni, si scopre spesso che si tratta di problemi risolvibili  (nel caso dell\u2019esempio, proteggendo le piante con reti) e che alla  radice di essi c\u2019\u00e8 l\u2019uomo, che ha distrutto o alterato gli ambienti  naturali dove tali pipistrelli vivevano. In ogni caso, i benefici  sovrastano enormemente gli svantaggi.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo ha moltissimo da  guadagnare, non da perdere, dai pipistrelli. Peccato che non si possa  dire il contrario: molte attivit\u00e0 umane minacciano gravemente i  pipistrelli e, poich\u00e9 abbiamo parlato di malattie, \u00e8 bene ricordare che  l\u2019uomo \u00e8 alla base di quella che \u00e8 oggi considerata una delle pi\u00f9 gravi  patologie della fauna, ossia la white-nose syndrome o white-nose  disease, che colpisce proprio i pipistrelli. Causata dal fungo  Pseudogymnoascus destructans, che si ritiene essere stato  inconsapevolmente introdotto in Nord America dall\u2019uomo, la malattia \u00e8  stata per la prima volta rilevata nell\u2019inverno 2005\/06, nello Stato di  New York. Da allora si \u00e8 diffusa rapidamente attraverso gli Stati Uniti e  il Canada, segnando nella sua avanzata la morte di milioni di  pipistrelli e portando sull\u2019orlo dell\u2019estinzione anche specie  precedentemente considerate molto comuni. Le normative vigenti, in  Italia come in tutta Europa e in molti altri Paesi, pongono i  pipistrelli fra la fauna che merita rigorosa protezione. Con beneficio  delle generazioni presenti e future. <br><br><strong><em>NOTE:<\/em><\/strong><br><br><em>1.  Corona virus, Orusa: \u201cChirotteri serbatoi prioritari. Scoperto in aree  del Piemonte\u201d. Articolo a firma di S. Lucchini, comparsi su  VoxPublica.it in data 27\/01\/20, e successivamente corretto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>2. <a href=\"https:\/\/www.izsvenezie.it\/wuhan-novel-coronavirus-come-nasce-emergenza\/\">https:\/\/www.izsvenezie.it\/wuhan-novel-coronavirus-come-nasce-emergenza\/<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>3.<a href=\"https:\/\/www.who.int\/emergencies\/diseases\/novel-coronavirus-2019\/situation-reports\">https:\/\/www.who.int\/emergencies\/diseases\/novel-coronavirus-2019\/situation-reports<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>4.<a href=\"https:\/\/www.who.int\/influenza\/surveillance_monitoring\/bod\/en\/\">https:\/\/www.who.int\/influenza\/surveillance_monitoring\/bod\/en\/<\/a><\/em><br><br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tratto da: <a href=\"http:\/\/www.centroregionalechirotteri.org\/download\/Pipistrelli_e_coronavirus.pdf\">http:\/\/www.centroregionalechirotteri.org\/download\/Pipistrelli_e_coronavirus.pdf<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Elena Patriarca (Stazione Teriologica Piemontese). 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