{"id":13626,"date":"2020-03-04T22:06:10","date_gmt":"2020-03-04T21:06:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=13626"},"modified":"2020-03-04T22:06:14","modified_gmt":"2020-03-04T21:06:14","slug":"perche-la-cementificazione-del-lungomare-di-san-lorenzo-in-calabria-sarebbe-una-sconfitta-per-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2020\/03\/perche-la-cementificazione-del-lungomare-di-san-lorenzo-in-calabria-sarebbe-una-sconfitta-per-tutti\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 la cementificazione del lungomare di San Lorenzo, in Calabria, sarebbe una sconfitta per tutti"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di Paolo Pileri.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Seicentocinquanta metri da asfaltare lungo costa per diciotto di larghezza, <strong>una delle ultime coste italiche permeabili e libere dal cemento<\/strong>. Pi\u00f9 o meno cos\u00ec potrei sintetizzare, per quel che ho letto, la vicenda della pretesa di cementificazione del lungomare di San Lorenzo <a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/calabria-cemento\/\">a oriente di Reggio Calabria<\/a>. Una storia emblematica che non deve sfuggirci perch\u00e9 \u00e8 occasione per tutti di imparare qualcosa. Una storia che ha tutti gli ingredienti dell\u2019inerzia culturale di una modernit\u00e0 che continua a rimanere aggrappata con le unghie a un modello di sviluppo fallito da tempo ma che \u00e8 l\u2019unico che si sa usare: quello dell\u2019asfalto.<\/p>\n\n\n\n<p>Meno male che ci sono i giovani e le associazioni che spesso fanno la differenza, come qui. Pensare oggi che un lungomare spettacolare come quello di San Lorenzo possa essere cinturato da una strada in asfalto \u00e8 <strong>follia paesaggistica<\/strong>. Non solo perch\u00e9 si va a consumare suolo e a impermeabilizzare un\u2019area che \u00e8 in gran parte naturale o ripristinabile in senso naturale e naturalistico. Non solo perch\u00e9 si va ad offendere di nuovo un paesaggio che porta su di s\u00e9 le cicatrici di un passato che gli ha voltato le spalle, che lo ha massacrato di inutile cemento, che ha lasciato campo libero a tutti quelli che volevano specularci facendoci villette, stabilimenti balneari abusivi o legittimi in forza di leggi sbagliate, parcheggi abusivi, piastra di cemento per vendite temporanee e cos\u00ec via. <\/p>\n\n\n\n<p>Non solo perch\u00e9 <strong>si perpetua una ricetta che \u00e8 la stessa che fa scappare i giovani da quelle zone<\/strong>, stufi marci di un potere che ha abbruttito territori in cui loro non si sentono pi\u00f9 a casa. Non solo perch\u00e9 si copre di indifferenza e di spregio gli atti ufficiali di tutela del paesaggio e dell\u2019ambiente naturale che, ricordiamolo, prima di essere dispositivi di legge sono pilastri culturali che ricordano a tutti, sindaci e governanti compresi, che la bellezza dei nostri paesaggi \u00e8 cos\u00ec bella e rara che si \u00e8 ricorso a un atto pubblico per tutelarla cos\u00ec che tutti possano ricordarsene e capire (sempre che la politica in primis veda nelle tutele ambientali dei bicchieri mezzi pieni e non bicchieri mezzi vuoti e ostacoli a un\u2019arrugginita idea di sviluppo). Non solo perch\u00e9 <strong>si sprecano denari pubblici per proporre interventi che tutti nel mondo della sostenibilit\u00e0 hanno capito che incorporano pi\u00f9 problemi che soluzioni<\/strong>. Se porti auto, porti rifiuti, porti inquinamento, porti litigi, porti ingorghi, porti incidenti, porti rumore. Se porti cemento porti caldo, porti grigio (o altri colori assurdi), porti durezza, porti bruttezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma soprattutto perch\u00e9 una strada asfaltata, con tanto di parcheggi e svincoli, \u00e8 il biglietto da visita di un modello di vita e societ\u00e0 che \u00e8 quello della insostenibilit\u00e0, un modello che non fa crescere culturalmente nessuno e che ci trascina nell\u2019abisso della sciatteria e della miseria con cui in questo Paese purtroppo abbiamo trattato spesso la bellezza. \u201c<em><strong>Vandali in casa<\/strong><\/em>\u201d diceva <a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/cederna\/\">Antonio Cederna<\/a> puntando il dito contro noi stessi, cittadini e politici che si lasciano convincere dal cemento perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 facile da fare, perch\u00e9 \u00e8 quel che abbiamo sempre fatto, perch\u00e9 \u00e8 comodo; che si lasciano bendare gli occhi dalle lusinghe della insostenibilit\u00e0 diventando artefici del nostro stesso fallimento, autori di quella bruttezza in cui poi ci accasiamo rinunciando a elaborare progetti pi\u00f9 belli, dignitosi e rispettosi del nostro paesaggio che i nostri padri costituenti hanno messo tra gli articoli fondamentali della nostra Carta costituzionale: articoli che sono le gambe sulle quali si regge il tavolo migliore di questo Paese. <strong>Fare una strada di asfalto, cemento e auto davanti al blu di un mare unico significa dire alla gente che al mare si va in auto e che la bellezza si pu\u00f2 offendere senza colpe<\/strong>. Significa non essere capaci di dire ai cittadini che camminare non fa male, ma bene. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"499\" height=\"324\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/San-Lorenzo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13627\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/San-Lorenzo.jpg 499w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/San-Lorenzo-300x195.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 499px) 100vw, 499px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Significa rinunciare a proporre ai cittadini di migliorare e di far capire loro che nessuno sta negando l\u2019accessibilit\u00e0 al mare, ma che quella accessibilit\u00e0 pu\u00f2 essere oggetto di un progetto pi\u00f9 ambizioso in cui <strong>la bellezza, il rispetto per la natura, un fondo permeabile e naturale, la quiete possono essere i materiali migliori per disegnare un modo di stare in quei luoghi che diviene la cifra di una modernit\u00e0 che vuole stare nel futuro e non, di nuovo, proporci nel presente gli errori malefici che abbiamo fatto fino a oggi<\/strong>. Con le nostre scelte progettuali, noi parliamo ai cittadini, gli insegniamo qualcosa di bello o di brutto, li aiutiamo a crescere o a perdersi. Si pu\u00f2 lavorare lungo le nostre coste con progetti che le accarezzano senza sfregiarle, che sono capaci di portare migliaia di persone senza vomitare rifiuti e brutture, che rispettano l\u2019idea che il mare, la natura, le coste sono un bene di tutti e prima di tutto dei cittadini e non certo delle auto e del cemento. <strong>Il lungomare San Lorenzo incorpora in s\u00e9 un pezzo di una grande scommessa nazionale <\/strong>lungo la quale oggi possiamo svoltare pagina e crescere o incaponirci nelle fallimentari e cementizie abitudini che ci portano dritti nell\u2019inferno dell\u2019incultura, a obbedire al \u201c<em>cos\u00ec fan tutti<\/em>\u201d, a nascondersi dietro leggi ingiuste che ci offrono sempre qualche deroga, qualche scappatoia per non essere sostenibili, ma sempre legittimi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quel lungomare possiamo farlo diventare il biglietto da visita di una Calabria diversa, di un Sud diverso, di un\u2019Italia diversa<\/strong>. Occorre coraggio: tutti i cambiamenti richiedono coraggio. Occorre volont\u00e0 e senso civico per spezzare le catene dell\u2019incultura e dell\u2019abitudine al brutto. <strong>Abbiamo bisogno di politica che voglia questo, di intellettuali e cittadini che vogliano questo e non pi\u00f9 il resto<\/strong>. Queste righe sono quindi un appello a desistere da quel cemento inutile che va a ferire mortalmente quell\u2019ultimo scampolo di bellezza nella quale possiamo specchiarci ancora. Le cose cambiano, cambiandole.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Tratto da: <\/strong><\/em><a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/san-lorenzo-cemento-lungomare\/\"><em><strong>https:\/\/altreconomia.it\/san-lorenzo-cemento-lungomare\/<\/strong><\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Pileri. Seicentocinquanta metri da asfaltare lungo costa per diciotto di larghezza, una delle ultime coste italiche permeabili e libere dal cemento. 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