{"id":13705,"date":"2020-03-30T22:37:29","date_gmt":"2020-03-30T20:37:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=13705"},"modified":"2020-04-27T11:46:06","modified_gmt":"2020-04-27T09:46:06","slug":"dopo-il-coronavirus-quale-visione-per-ledilizia-e-le-opere-pubbliche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2020\/03\/dopo-il-coronavirus-quale-visione-per-ledilizia-e-le-opere-pubbliche\/","title":{"rendered":"Dopo il Coronavirus quale visione per l\u2019edilizia e le opere pubbliche?"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><em>Una lettera del Forum Salviamo il Paesaggio al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, pone l&#8217;accento sulla necessit\u00e0 di delineare ora e subito le sfide del dopo-emergenza e suggerisce una visione per collegare economia, occupazione, benessere sociale e tutela ambientale.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"323\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Giuseppe-Conte.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13701\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Giuseppe-Conte.jpg 600w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Giuseppe-Conte-300x162.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Illustre Presidente,<\/p>\n\n\n\n<p>il Forum Salviamo il Paesaggio \u00e8 una Rete civica nazionale formata da oltre mille tra associazioni e comitati e da decine di migliaia di singoli aderenti.  <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Facendo seguito ai Suoi interventi alle due Camere del Parlamento <\/strong>(25 \u2013 26 marzo scorso) il Forum desidera esprimerLe, innanzitutto, <strong>apprezzamento per l\u2019impegno complessivo sin qui messo in atto dal Governo<\/strong>; cos\u00ec come sottoporre \u2013 certi della Sua attenzione &#8211;  alcuni elementi di riflessione su punti cruciali <strong>in vista delle future manovre per il \u201c<em>dopo emergenza<\/em>\u201d<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Abbiamo apprezzato e condividiamo le scelte adottate<\/strong> per salvaguardare la salute della nostra popolazione attraverso azioni prioritarie, necessarie e urgenti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Abbiamo apprezzato la volont\u00e0 del Governo <\/strong>di mettere a disposizione degli italiani strumenti concreti per evitare che il momento emergenziale incida gravemente sulle condizioni economiche di persone, famiglie, aziende, lavoratori e dell&#8217;intera collettivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei Suoi interventi, indicando le sfide del futuro, Ella ha detto che \u00ab<em>i prossimi provvedimenti dovranno semplificare il nostro sistema, la nostra Pubblica Amministrazione, la nostra burocrazia, per dare impulso a investimenti pubblici e privati.  Sar\u00e0 cruciale superare le rigidit\u00e0 strutturali che hanno impedito di dispiegare tutto il potenziale del Paese, ad esempio nel settore dell\u2019edilizia e delle opere pubbliche.  \u00c8 fondamentale garantire che il sistema Paese sia sempre pi\u00f9 preparato a sostenere situazioni di emergenza<\/em>\u00bb.  <\/p>\n\n\n\n<p>Il Forum non pu\u00f2 che condividere.  Cos\u00ec come ritiene sia condivisibile la presa d\u2019atto della <strong>necessit\u00e0 che le relative linee di azione debbano essere declinate ora e subito, onde evitare che il &#8220;dopo emergenza&#8221; si trasformi in un non pianificato progetto strategico <\/strong>in cui capitali e interessi soggettivi pi\u00f9 o meno legittimi rischino di prevalere su ci\u00f2 di cui oggi dobbiamo tenere in primaria considerazione: il Bene Comune.  <\/p>\n\n\n\n<p>Crediamo che la grande sfida della pandemia <strong>imponga il coraggio di mettere in discussione il nostro modello di sviluppo<\/strong> per attivare, sin d\u2019ora, strumenti di rilancio economico basato sulle opere pubbliche realmente necessarie al nostro Paese (messa in sicurezza dell&#8217;esistente e rivitalizzazione delle aree abbandonate), un new deal che rispecchi i veri bisogni della collettivit\u00e0. <strong>Dopo questa crisi epocale, non potremo pi\u00f9 continuare a seguire dinamiche economiche voraci, spietate, distruttive, ma piuttosto abbracciare una visione etica<\/strong>, l\u2019unica che \u2013 suggeriscono grandi economisti come il Premio Nobel Amartya Sen \u2013 potrebbe davvero garantirci un futuro dignitoso e pacifico. E riteniamo che ogni forma di sburocratizzazione degli iter di spesa debba sempre tener conto della sicurezza dei lavoratori, della loro dignit\u00e0, dell&#8217;applicazione dei CCNL e di una lotta serrata al caporalato e al lavoro nero.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo riteniamo che la Sua dichiarazione \u00ab<em>sar\u00e0 cruciale superare le rigidit\u00e0 strutturali che hanno impedito di dispiegare tutto il potenziale del Paese, ad esempio nel settore dell\u2019edilizia e delle opere pubbliche<\/em>\u00bb <strong>debba tradursi nell&#8217;indirizzo di arrestare il consumo di suolo e orientare tutto il comparto edile verso il riuso dei suoli urbanizzati<\/strong>, l\u2019unica chance possibile per collegare economia, occupazione, benessere sociale e tutela ambientale. <\/p>\n\n\n\n<p>Per valutare l\u2019urgenza improcrastinabile di tale indirizzo basti considerare che:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>sul versante italiano<\/strong> in Senato le Commissioni congiunte Agricoltura e Ambiente hanno da tempo sospeso la trattazione di una necessaria definizione normativa formulata dal Forum mediante una Proposta di Legge, di cui vorr\u00e0 trovare i punti salienti sintetizzati in calce alla presente lettera;<\/li><li><strong>sul versante europeo<\/strong> la proposta di Direttiva per la protezione dei suoli \u00e8 stata ufficialmente ritirata dalla Commissione nel maggio 2014 dopo ben otto anni di infruttuose negoziazioni.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Queste considerazioni chiariscono l\u2019urgenza di voler portare alla Sua attenzione la necessit\u00e0 che le future deliberazioni nel settore dell\u2019edilizia e delle opere pubbliche siano improntate ad alcuni prioritari obiettivi:  <\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>la messa in sicurezza e riqualificazione energetica degli edifici degli anni cinquanta e sessanta (e oltre);<\/strong><\/li><li><strong>la progettazione e l&#8217;avvio di un piano per il recupero delle migliaia di borghi e centri storici in via di abbandono (o gi\u00e0 deserti);<\/strong><\/li><li><strong>la riconversione di aree industriali in nuovi quartieri urbanisticamente autonomi destinati prioritariamente alle classi sociali pi\u00f9 deboli, attraverso l\u2019adozione di un grande \u201cpiano casa\u201d a consumo di suolo zero;<\/strong><\/li><li><strong>la sostituzione delle tante reti idriche &#8220;colabrodo&#8221; in un ambito strettamente pubblico della gestione dell\u2019acqua;<\/strong><\/li><li><strong>la messa in sicurezza di ampie aree soggette a rischio idrogeologico, comprese demolizioni ove necessarie;<\/strong><\/li><li><strong>la bonifica delle migliaia di aree inquinate, trasformandole in boschi urbani;<\/strong><\/li><li><strong>la messa in sicurezza di strade, ponti e gallerie della rete principale e non;<\/strong><\/li><li><strong>l&#8217;attuazione di un grande piano di cablaggio dei territori pedemontani e montani;<\/strong><\/li><li><strong>il sostegno all&#8217;agricoltura ecocompatibile.<\/strong><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-medium-font-size has-vivid-green-cyan-color\"><strong>Se cos\u00ec fosse, allora tutte le &#8220;anime&#8221; che compongono il Forum nazionale saranno al Suo fianco, incoraggiando e sostenendo le Sue scelte con ogni mezzo a loro disposizione.   <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Siamo consapevoli che, passata l&#8217;emergenza, vivremo mesi e anni impegnativi: un tempo che dovremo, tutti assieme, definire attraverso una visione di lungo termine, capace di individuare le migliori strategie per coniugare progresso e benessere ambientale, sociale e economico; strategie nuove e sostenibili che guardino alla realt\u00e0 odierna \u00ab<em><strong>con gli occhiali di oggi e non di 10 anni fa<\/strong><\/em>\u00bb, come da Lei molto opportunamente ricordato in sede di Consiglio Europeo lo scorso 27 marzo riferendosi criticamente allo strumento del MES, il Meccanismo Europeo di Stabilit\u00e0.  <\/p>\n\n\n\n<p>Il nostro Paese \u00e8 di nuovo chiamato a fare da \u201capripista\u201d, mostrando con coraggio la capacit\u00e0 di visione per far s\u00ec che questa dolorosa esperienza, oltre i lutti e i danni economici, rechi frutti di nuovo benessere e coesione sociale a tutti i nostri connazionali, di oggi e di domani.<\/p>\n\n\n\n<p>Le auguriamo buon lavoro, illustre Presidente, perch\u00e9 i difficili impegni di Governo possano essere portati avanti con forza e massima chiarezza. <br>Le saremo, infine, grati se vorr\u00e0 disporre che il nostro Forum riceva ogni possibile conferma circa gli indirizzi che il Governo intender\u00e0 indicare alle forze economiche e sociali del nostro Paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Con considerazione e viva cordialit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>30.3.2020<\/p>\n\n\n\n<p> A nome dell&#8217;intero Forum nazionale Salviamo il Paesaggio:<br> Cristiana Mancinelli Scotti e Alessandro Mortarino<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-medium-font-size has-vivid-red-color\"><strong>NOTE:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il suolo \u00e8 da intendersi come lo strato superficiale della Terra, la pelle viva del pianeta Terra. <br><strong>Una pellicola fragile<\/strong>. Nel suolo vivono miliardi di creature viventi, un quarto della biodiversit\u00e0 di tutto il pianeta. <strong>Il suolo \u00e8 una risorsa finita non rinnovabile e per questo preziosa almeno al pari dell\u2019acqua, dell\u2019aria e del sole<\/strong>. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Per riportare un terreno compromesso (asportando il cemento o asfalto che lo ricopre per l\u2019intervento dell\u2019uomo) alla sua \u201cnaturalit\u00e0\u201d occorrono non anni, ma secoli: per formare 1 cm di suolo occorrono infatti dai 300 ai 400 anni e per raggiungere uno spessore utile ai fini agricoli occorrono 3 mila anni.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Secondo l\u2019ISPRA-Istituto Superiore di Protezione Ambientale <\/strong>il consumo di suolo in Italia non conosce soste, pur segnando un importante rallentamento negli ultimi anni. Dopo aver toccato anche gli 8 metri quadrati al secondo negli anni 2000 (<strong>tra i 6 ed i 7 metri quadrati al secondo \u00e8 la media degli ultimi 50 anni<\/strong>), il rallentamento iniziato nel periodo 2008-2013 a causa della crisi economica si \u00e8 consolidato negli ultimi due anni con una velocit\u00e0 ridotta di consumo di suolo, <strong>che continua per\u00f2, sistematicamente e ininterrottamente, a ricoprire aree naturali e agricole con asfalto e cemento, fabbricati residenziali e produttivi, centri commerciali, servizi e strade<\/strong>. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Il suolo consumato \u00e8 passato dal 2,7% degli anni \u201950 al 7,6% <\/strong>stimato per il 2017. In termini assoluti, il consumo di suolo si stima <strong>abbia intaccato ormai oltre 23.000 chilometri quadrati del nostro territorio: una superficie pari all&#8217;Emilia Romagna<\/strong>. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>ISPRA evidenzia, inoltre, i costi generati dal consumo di suolo <\/strong>in termini di perdita di servizi ecosistemici (l\u2019approvvigionamento di acqua, cibo e materiali, la regolazione dei cicli naturali, la capacit\u00e0 di resistenza a eventi estremi e variazioni climatiche, il sequestro del carbonio &#8211; valutato in rapporto non solo ai costi sociali ma anche al valore di mercato dei permessi di emissione &#8211; e i servizi culturali e ricreativi), solitamente non contabilizzati. <br>In sintesi il dato nazionale evidenzia che <strong>la perdita economica di servizi ecosistemici \u00e8 compresa tra i 538,3 e gli 824,5 milioni di euro all\u2019anno, che si traducono in una perdita per ettaro compresa tra i 36.000 e i 55.000 euro<\/strong>. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Secondo l\u2019ISTAT nel nostro Paese sono presenti oltre 7 milioni di abitazioni non utilizzate, 700 mila capannoni dismessi, 500 mila negozi definitivamente chiusi, 55 mila immobili confiscati alle mafie. <\/strong><br>\u201cVuoti a perdere\u201d che snaturano il paesaggio e le comunit\u00e0 a contorno e ci spronano a intraprendere una politica anche di carattere fiscale in grado di incentivare la vendita\/l&#8217;affitto degli alloggi inutilizzati su tutto il territorio nazionale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tutto ci\u00f2 a fronte di un<strong> andamento demografico <\/strong>(dovuto essenzialmente dall\u2019ingresso di nuova popolazione dall\u2019estero) che indica una crescita debole, tanto \u00e8 vero che nel triennio 2012-2016 le morti hanno superato le nascite; nel 2017 la popolazione italiana era pari a 60.579.000 persone, circa 86 mila in meno rispetto al 2016, e sostanzialmente stabile dal 2014.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Gran parte degli edifici di nuova costruzione oggi in vendita nel nostro Paese sono stati costruiti diversi anni fa e <strong>registrano nel 2015 un invenduto <\/strong>pari a 90.500 unit\u00e0 (abitazioni ancora in costruzione e non ancora sul mercato escluse), nel contempo sono presenti immobili vetusti e quasi inutilizzabili che avrebbero invece bisogno di essere ristrutturati e riqualificati con evidenti benefici sia economici e sia di decoro e senza gravare sul suolo libero.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>La crisi economico-finanziaria di questi anni ha sedimentato in seno agli istituti bancari una grande quantit\u00e0 di immobili, pignorati in parte a cittadini \u201cimpoveriti\u201d e, in prevalenza, alle imprese del settore impegnate in operazioni edilizie fallite per esubero di offerta<\/strong>. Non a caso i principali istituti di credito hanno aperto un filone \u201creal estate\u201d per smaltire un patrimonio in progressiva svalutazione che grava sui loro bilanci. Le principali sofferenze derivano dal comparto costruzioni e immobiliare, con il 41,7% dei prestiti deteriorati: una quota molto importante, che denuncia un\u2019economia sbilanciata, troppo esposta su questo settore. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Il Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e forestali ci ricorda, inoltre, che il nostro Paese \u00e8 in grado, oggi, di produrre appena l\u201980-85% del proprio fabbisogno primario alimentare, contro il 92% del 1991<\/strong>. Significa che se, improvvisamente, non avessimo pi\u00f9 la possibilit\u00e0 di importare cibo dall\u2019estero, <strong>ben 20 italiani su 100 rimarrebbero a digiuno<\/strong> e che quindi, a causa della perdita di suoli fertili, il nostro Paese oggi non \u00e8 in grado di garantire ai propri cittadini la sovranit\u00e0 alimentare. Tanto che la Superficie Agricola Utilizzata (SAU) si \u00e8 ridotta a circa 12,7 milioni di ettari con 1,7 milioni di aziende agricole, <strong>superficie che nel 1991 era quasi 18 milioni di ettari.<\/strong><br>In Europa, nel periodo 1990-2006 il consumo di suolo \u00e8 aumentato del 9%,  un\u2019area paragonabile alla superficie dell&#8217;Ungheria o ai due terzi dell\u2019intera superficie italiana, con una perdita di produzione agricola equivalente a 6,1 milioni\/anno di tonnellate\/grano.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>A livello globale <strong>il nostro Pianeta ha gi\u00e0 perso un terzo del suo terreno coltivabile &#8211; a causa dell\u2019erosione o dell\u2019inquinamento &#8211; negli ultimi 40 anni,<\/strong> con conseguenze definite disastrose in presenza di una domanda globale di cibo che sale alle stelle: <strong>quasi il 33% del terreno mondiale adatto o ad alta produzione di cibo \u00e8 stato perduto <\/strong>a un tasso che supera il ritmo dei processi naturali in grado di sostituire il suolo consumato.<br>E <strong>nel 2050 la popolazione mondiale superer\u00e0 i 9 miliardi di persone<\/strong>: risulta, pertanto, necessario <strong>incrementare la produzione agricola in Italia e nel mondo di almeno il 30%<\/strong>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>7.145 sono i comuni italiani (l\u201988,3 % del totale) interessati da qualche elemento di pericolosit\u00e0 territoriale<\/strong>; tra questi il 20,3 % (1.640 comuni) presentano aree ad elevato (P3) o molto elevato (P4) rischio frana, il 19,9 % (1.607 comuni) presentano aree soggette a pericolosit\u00e0 idraulica (P2) mentre il 43,2 % (3.893 comuni) presentano un mix dei rischi potenziali (P2, P3, P4).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Per queste considerazioni, il contrasto al consumo di suolo (parte integrante di un&#8217;azione di contrasto al cambiamento climatico) dev\u2019essere considerato una priorit\u00e0 e diventare una delle massime urgenze dell\u2019agenda parlamentare per i numerosi benefici indotti che ne derivano, di carattere sociale, ecologico ed economico.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/DEFINITIVO-Proposta-di-legge-iniziativa-popolare-Forum-SiP-agg.-31-1-2018.pdf\">Qui il testo della Proposta di Legge elaborata dal nostro Forum nazionale e in discussione al Senato.<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una lettera del Forum Salviamo il Paesaggio al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, pone l&#8217;accento sulla necessit\u00e0 di delineare ora e subito le sfide del [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":13701,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[126,45],"tags":[124,2802,2871,2870],"class_list":["post-13705","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-consumo-di-suolo-tematiche","category-esempi-virtuosi","tag-consumo-di-suolo","tag-coronavirus","tag-emergenza","tag-giuseppe-conte"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13705","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13705"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13705\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13701"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13705"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13705"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13705"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}