{"id":13763,"date":"2020-04-22T22:23:08","date_gmt":"2020-04-22T20:23:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=13763"},"modified":"2020-04-27T23:31:42","modified_gmt":"2020-04-27T21:31:42","slug":"ripartiamo-dai-borghi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2020\/04\/ripartiamo-dai-borghi\/","title":{"rendered":"Ripartiamo. Dai borghi&#8230;"},"content":{"rendered":"\n<p>Nei giorni scorsi alcuni grandi architetti urbanisti italiani del calibro di <strong>Stefano Boeri e Massimiliano Fuksas<\/strong> hanno pubblicamente espresso ragionamenti importanti attorno alla vivibilit\u00e0 delle citt\u00e0 alla luce delle restrizioni causate dalla pandemia in corso e al <strong>nuovo possibile ruolo dei tanti borghi che caratterizzano il nostro paese<\/strong>. Borghi che, spesso, risultano abbandonati e dunque da salvare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dibattito \u00e8 aperto e ci piace qui ospitare la visione di Rosanna Mazzia, presidente dell&#8217;Associazione Borghi Autentici d&#8217;Italia, e di Marco Bussone, presidente dell\u2019Unione nazionale Comuni, Comunit\u00e0 ed Enti montani (Uncem). Entrambi si rivolgono a Stefano Boeri e alla sua proposta di un &#8220;<em><strong>grande progetto nazionale<\/strong><\/em>&#8221; formulata attraverso una <a href=\"https:\/\/tg24.sky.it\/cronaca\/2020\/04\/21\/coronavirus-italia-fase-2-stefano-boeri.html\">intervista pubblicata dal quotidiano &#8220;La Repubblica&#8221;<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"576\" height=\"360\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Borghi-autentici.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13764\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Borghi-autentici.jpg 576w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Borghi-autentici-300x188.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 576px) 100vw, 576px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-medium-font-size has-vivid-red-color\"><strong>Rosanna Mazzia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-vivid-cyan-blue-color\"><em>Abbiamo letto l&#8217;articolo intervista di Brunella Giovara all&#8217;Arch. Stefano Boeri apparso il 20 aprile su La Repubblica. Siamo felici del &#8220;grande progetto nazionale&#8221; che pensa Boeri, e ci proponiamo di collaborare con i nostri 300 Borghi Autentici disseminati in buona parte dell&#8217;Italia, perch\u00e9 le nostre Comunit\u00e0 lavorano da anni per farsi trovare pronte. Siamo pronti da sempre all&#8217;accoglienza di nuovi residenti, che vogliono contribuire insieme alle comunit\u00e0 dei borghi ad implementare i palcoscenici culturali e sociali di questa Italia vera, interna, tenace e di grande bellezza.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-vivid-cyan-blue-color\"><em>I Borghi italiani sono la spina dorsale del nostro Paese, sono luoghi in cui si vive meglio e diversamente dalle grandi citt\u00e0, a misura d&#8217;uomo; sono luoghi del pensiero e della lentezza, quella lentezza che rappresenta la cifra dell&#8217;Italia artigianale, dell&#8217;agricoltura di qualit\u00e0, della tutela della biodiversit\u00e0, del paesaggio sospeso tra citt\u00e0 e campagna, tra mare ed entroterra. Sono questi concetti che tuteliamo e diffondiamo come Associazione Borghi Autentici d&#8217;Italia da oltre 18 anni, costruendo insieme ai nostri Sindaci e alle nostre Comunit\u00e0, giorno dopo giorno, le condizioni per migliorare la qualit\u00e0 di vita dei residenti e dei visitatori (per noi Cittadini Temporanei) e per rendere sempre pi\u00f9 attraente vivere in questi luoghi spesso periferici.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-vivid-cyan-blue-color\"><em>Solo da qualche anno i borghi italiani sono stati rivalutati, perlopi\u00f9 come luoghi da visitare per le vacanze e in effetti in numerosissimi borghi non vi sono ancora le condizioni necessarie per decidere di trasferire la propria residenza o il lavoro (proprio quello smart). C&#8217;\u00e8 carenza di infrastrutture tecnologiche come la banda larga o ultralarga, la sanit\u00e0 (anche quella di prossimit\u00e0) \u00e8 assente o distante,  lo spopolamento, in particolare giovanile, \u00e8 evidente e spesso per la conformazione dei luoghi l&#8217;accessibilit\u00e0 a tutti \u00e8 complicata se non impossibile. Il rovescio della medaglia \u00e8 che laddove per\u00f2 si stanno compiendo passi da gigante grazie alla volont\u00e0 politico amministrativa di valorizzare questo immenso patrimonio che compone l&#8217;Italia e che tutti ci invidiano, i risultati si vedono eccome.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-vivid-cyan-blue-color\"><em>I Borghi Autentici, ad esempio, oggi 300 in Italia sono realt\u00e0 abitate da comunit\u00e0 vivaci, con profonde radici nel territorio, luoghi sinonimo del buon vivere e di una dimensione sociale dolce. Sono Sindaci e comunit\u00e0 locali che decidono di non arrendersi di fronte a un possibile declino ma scelgono di mettere in gioco le proprie risorse per creare nuove opportunit\u00e0 di vita moderna: ricariche per auto elettriche; raccolta differenziata spinta; produzioni agroalimentari di altissima qualit\u00e0; lotta ai pesticidi; piste ciclabili, cammini, solidariet\u00e0 intergenerazionale e tanto altro ancora. La pandemia da coronavirus ha minato ovviamente anche queste piccole economie locali come il resto dell&#8217;Italia, ma la qualit\u00e0 ambientale che viene strenuamente tutelata dagli amministratori locali e dagli abitanti dei borghi e la disciplina, anche quella autoimposta, hanno fatto s\u00ec che ancora una volta i borghi primeggiassero con la loro carica di resilienza e affettivit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-vivid-cyan-blue-color\"><em>Pensare ai borghi come luoghi in cui trasferire la propria residenza certo! Ed occorre farlo con rispetto dei luoghi e delle comunit\u00e0 attualmente residenti, con la voglia di costruire un nuovo progetto di vita migliore e attento a valori divenuti sempre pi\u00f9 irrinunciabili: amore per l&#8217;ambiente, cura della casa comune, minimizzazione dell&#8217;impronta ecologica, sviluppo sostenibile e voglia di comunit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-vivid-cyan-blue-color\"><em>Grazie per il Suo autorevole intervento che pu\u00f2 contribuire in questo momento a che i riflettori rimangano accesi sui borghi italiani.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-medium-font-size has-vivid-red-color\"><strong>Marco Bussone<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Preg.mo Professor Boeri,<\/p>\n\n\n\n<p>ho letto con molto piacere la Sua analisi su Repubblica di oggi (ieri per chi legge, ndr.), che segue quella dell\u2019architetto Fuksas pubblicata nei giorni scorsi. Mi ha particolarmente colpito il Suo virgolettato nel titolo che richiama quanto da Lei affermato nella risposta alla seconda domanda della giornalista Brunella Giovara. \u201cVia dalle citt\u00e0. Nei borghi c\u2019\u00e8 il nostro futuro\u201d in sintesi. Una frase, insieme con altre, che un po\u2019 mi ha sorpreso, positivamente, pronunciata da un Architetto e Docente universitario che negli anni si \u00e8 prettamente occupato di aree urbane, da ripensare, nella logica del risparmio del consumo di suolo, dell\u2019efficienza energetica, di una rifunzionalizzazione degli spazi, di economie circolari che sappiano dare risposte alla crisi climatica. Come ha fatto sgranare gli occhi a me \u2013 Presidente di un\u2019Associazione nazionale che riunisce 3.850 Comuni montani per oltre la met\u00e0 della superficie dell\u2019Italia, 10 milioni di abitanti \u2013 sono molti gli Amici con i quali oggi ci siamo scambiati idee, proposte, suggestioni dopo aver letto l\u2019intervista. Degli stessi temi \u2013 territori, montagna, borghi, forme di abitare\u2026 \u2013 abbiamo parlato anche ieri e la scorsa settimana. Pensato e operato. Sono temi per noi fondamentali sin dal 1952, anno di fondazione di Uncem. Non noi certo, ma chi ci ha preceduto alla guida dei Comuni montani e della stessa loro Associazione. Un confronto costante, giorno e notte quasi, per definire percorsi politici, istituzionali, economici, sociali, capaci di essere antidoto all\u2019abbandono, con i Sindaci che hanno sempre provato a dar risposte, lottato consumandosi nel non essere inermi contro lo spopolamento, l\u2019abbandono, l\u2019allontanamento dei servizi e con i diritti di cittadinanza sempre pi\u00f9 rarefatti. Ogni giorno il confronto \u00e8 costante. Con architetti, sociologi, antropologi, imprenditori, politici. Persone che abitano i territori, che li vivono, che li conoscono a fondo e che li hanno a cuore. Proprio come Lei, immagino, Architetto, viste le Sue considerazioni di oggi che apprezzo molto.<\/p>\n\n\n\n<p>Da almeno dieci anni Uncem lavora su piani diversi, che pongano al centro i Comuni, i territori, servizi e sviluppo, nuovi modi di vivere e abitare. E tanto abbiamo lavorato, stiamo lavorando sui borghi alpini e appenninici. Non sempre lo abbiamo fatto bene, sicuramente, e abbiamo anche fatto errori, \u00e8 chiaro. Dopo decenni di \u201cconfinamento\u201d di questi temi ritenuti marginali e poco centrali nel dibattito pubblico, oggi assistiamo a un risveglio di (in) tanti settori. La Strategia nazionale Aree interne che sta investendo 600 milioni di euro su 72 zone pilota italiane, il ritorno del \u201cFondo nazionale per la Montagna\u201d, le datoriali e le loro nuove \u201ccomponenti montagna\u201d, Montecitorio che vara quattro articolate mozioni su montagna e borghi, gli Stati generali della Montagna lanciati dal Ministero degli Affari regionali, il Piano banda ultralarga per colmare i divari digitali. E poi i media che accendono i riflettori sui borghi, speciali tv e sui giornali, tanti \u201cManifesti\u201d che mettono al centro un nuovo \u201cterritorialismo\u201d che va oltre i particolarismi e proietta i territori italiani, i mille campanili uniti alle 100 citt\u00e0, in Europa, senza isolarli, senza alcuni municipalismo dannoso o esasperato. Idee, proposte, istanze, per la Politica, per tutti i livelli istituzionali, per l\u2019economia e anche per i suoi \u201cmondi\u201d, per l\u2019Accademia, i centri formativi. Anche le Sue considerazioni sono importati e segnano, in questo cammino, un cambio di passo. Uniamo tutto questo a segnali politici non certo banali, come l\u2019approvazione di una legge nazionale nel 2015 sulla green economy che pone i territori montani luogo nel quale costruire \u201cgreen communities\u201d e un nuovo approccio ai Beni comuni, poi la legge nazionale sul Terzo settore che esalta le reti e i tessuti connettivi del Paese, proprio nei territori considerati erroneamente margine, la legge 158 del 2017 sui piccoli Comuni che guarda a loro come cuore pulsante del Paese. Segnali, basi sulle quali costruire altri buoni percorsi.<\/p>\n\n\n\n<p>E vengo al motivo centrale per il quale Le scrivo. Cio\u00e8 fare un Patto. Lei ha una esperienza enorme, visione e lungimiranza, competenze, un curriculum prezioso, \u00e8 conosciuto nel mondo intero. Non la vogliamo certo \u201csfruttare\u201d, s\u2019immagini. Anzi. Tutti dicono che Lei appartenga a quelle \u201cArchistar\u201d che tanto possono fare per l\u2019Architettura e per \u201cil progetto\u201d, per i giovani da formare e che lei forma, per una nuova pianificazione e programmazione territoriale nelle quali con Uncem credo profondamente. Il Patto \u00e8 provare a costruire insieme percorsi. Su un nuovo modo di vivere e abitare, dicevo. Nei borghi da Lei richiamati non servono griffe, o tanti milioni di euro. Servono in primo luogo modelli e progetti, visione. Ascolto degli Enti locali, dei Sindaci, protagonismo delle comunit\u00e0 abitanti. Servono rilancio delle politiche per agricoltura e ripensamento dei modelli turistici. I borghi non sono luna park e non sono tutti disabitati. Tanti, moltissimi sono i ruderi. Il patto pu\u00f2 far s\u00ec che Lei e altri docenti si coalizzino, guardino ad esempio all\u2019Istituto di Architettura Montana del Politecnico di Torino e quanto fatto dalle reti di architetti o urbanisti, paesaggisti, accademici, che da sempre lavorano nelle aree montane, alpine e appenniniche, non solo italiane. Penso al Voralberg, ai Grigioni. O anche al Premio Constructive Alps che in questi anni ha premiato diversi progetti italiani, realizzati in Comuni-laboratorio, ma \u201creplicabili\u201d. Si va oltre la \u201cbellezza\u201d. Guardi a loro, Architetto. Ai tanti giovani che provano a lavorare con i Sindaci e con le Amministrazioni, fanno innovazione, anche nei borghi. Possiamo usare meglio e pi\u00f9 fondi europei per la politica di coesione che dovremo avere proprio per rivitalizzare i nostri borghi alpini e appenninici. Per un Programma operativo nazionale dedicato alla Montagna e alle aree interne. Questa emergenza sanitaria lo impone. Aggiungo: il Suo \u201cbosco verticale\u201d non pu\u00f2 non condurci in un patto per ridare valore e gestione attiva a 11 milioni di ettari di foreste che crescono troppo in Italia, invadendo il borgo, mettendo a rischio e in pericolo la vita dei montanari e la loro economia agricola, multifunzionale. Anche per costruire, smettiamo di importare da altrove il materiale che ci serve. Facciamo qui. Vaia, insegna.<\/p>\n\n\n\n<p>Lavoriamo insieme, Professor Boeri, per rafforzare le reti dei servizi. 200 Comuni in Italia, tra quelli che lei enumera su Repubblica di oggi, non hanno pi\u00f9 un negozio o un bar. \u00c8 gravissimo. Altri 500 sono a rischio. Il digital divide distrugge i borghi pi\u00f9 del tempo. Insieme a Lei, possiamo spingere sulle Istituzioni per l\u2019accelerazione del Piano banda ultralarga e per nuovi ripetitori che consentano a 1200 Comuni italiani di non registrare pi\u00f9 difficolt\u00e0 a telefonare, mandare messaggi o vedere la tv. Lavoriamo insieme anche per un\u2019azione che porti servizi scolastici, sociali e trasporti di qualit\u00e0, affinch\u00e9 i territori, i borghi, le zone montane del Paese, non subiscano continui tagli quando i bilanci degli Enti regionali e dello Stato vengono sforbiciati.<\/p>\n\n\n\n<p>Lavoriamo insieme sulla fiscalit\u00e0 differenziata e peculiare per queste aree montane, per chi vive oggi e per chi vuole vivere e fare impresa nei borghi. Un modello fiscale univoco, esistente oggi, non \u00e8 egualitario, bens\u00ec sperequativo. Non va incontro a chi nelle aree montane conduce un negozio di prossimit\u00e0, unico del paese e si trova a dover pagare le stesse imposte del caff\u00e8 in piazza San Babila o della catena commerciale in piazza Vittorio Veneto. Dobbiamo agire in fretta su questo. L\u2019emergenza sanitaria impone nuovi modelli economici che non chiedono \u201calle citt\u00e0 e alle aree montane di adottare un borgo\u201d, bens\u00ec di trovare soluzioni sussidiarie che evitino che i paesi siano solo pi\u00f9 luogo dove rimane chi non sa dove andare o dove si faccia un po\u2019 di turismo del week end, qualche gita, che lascia niente, manco la spesa per un panino.<br>\nNegli ultimi vent\u2019anni, questa traiettoria fondata sull\u2019assistenzialismo e sulla lamentazione un po\u2019 si \u00e8 invertita: tanti borghi, moltissimi paesi sono luoghi di sperimentazione, benessere, innovazione, non solo artistica, culturale, professionale. Nuovi modi di abitare. Nuovi modi di essere Comunit\u00e0. Perch\u00e9 qui dimostriamo \u2013 o ci sforziamo di attuare, meglio \u2013 quanto ripete il Santo Padre: \u201cNon ci si salva da soli\u201d, \u201cSenza una visione di insieme, non ci sar\u00e0 futuro per nessuno\u201d. Dunque non un\u2019adozione ma un nuovo legame tra aree urbane e montane. Dove le prime riconoscono e valorizzano (anche monetariamente) quei servizi ecosistemici-ambientali che la montagna svolge, con le foreste che assorbono Co2 e con il governo dei versanti per la protezione del dissesto assicurando le fonti idriche, ad esempio.<\/p>\n\n\n\n<p>Insieme facciamo tutto questo, Architetto Boeri. Il \u201cday after\u201d si costruisce con le reti. Serie, impegnate, forti e cariche di opportunit\u00e0. Sempre in dialogo. \u00c8 il Patto che le propongo, che Uncem chiede a Lei di fare, ad altri Architetti, ai media nel raccontarlo, alle sfere economiche. Per non guardare per caso, nello spazio e nel tempo di un tweet, alle aree montane, ai borghi, alle comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Uncem continua a lavorarci, su tutto questo. Ogni istante, con migliaia di Sindaci e Amministratori chiamati a dare risposte alle Comunit\u00e0. Siamo Istituzioni in uno Stato che c\u2019\u00e8 e che non ha dimenticato come \u00e8 fatto. \u00c8 per met\u00e0 Alpi e Appennini. \u00c8 una maglia intrecciata di borghi e di paesi, di piazze e di campanili. Sono la nostra Essenza. Prendiamocene cura insieme. La Montagna \u00e8 di tutti, il futuro \u00e8 un percorso comune. Tutto questo per RiAbitare l\u2019Italia \u2013 ci insegna il Suo Collega Antonio De Rossi, con tanti altri Amici \u2013 e vincere le sfide del presente. Quelle imposte dal covid-19 e ancor di pi\u00f9 quelle della crisi climatica che ci vede \u201cprotagonisti\u201d, nell\u2019anticipare le risposte, nelle zone montane, creando opportunit\u00e0 sostenibili e volte a unire, anche Lei e chi lo vorr\u00e0 in questo prezioso percorso (non solo della Montagna) di Paese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei giorni scorsi alcuni grandi architetti urbanisti italiani del calibro di Stefano Boeri e Massimiliano Fuksas hanno pubblicamente espresso ragionamenti importanti attorno alla vivibilit\u00e0 delle [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":13764,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1374,45,41],"tags":[2909,1567,1420,2911,2910],"class_list":["post-13763","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-citta-e-verde-urbano","category-esempi-virtuosi","category-opinioni","tag-associazione-borghi-autentici-ditalia","tag-borghi","tag-citta","tag-stefano-boeri","tag-uncem"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13763","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13763"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13763\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13764"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13763"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13763"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13763"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}