{"id":13794,"date":"2020-05-09T07:39:15","date_gmt":"2020-05-09T05:39:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=13794"},"modified":"2020-05-09T07:39:21","modified_gmt":"2020-05-09T05:39:21","slug":"firenze-mettiamo-a-frutto-la-crisi-manifesto-per-la-riconquista-popolare-della-citta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2020\/05\/firenze-mettiamo-a-frutto-la-crisi-manifesto-per-la-riconquista-popolare-della-citta\/","title":{"rendered":"Firenze: mettiamo a frutto la crisi. Manifesto per la riconquista popolare della citt\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p><em>A cura del Gruppo Urbanistica perUnaltracitt\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine della \u201c<em><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/2018\/01\/10\/%E2%80%8Bla-fabbrica-del-turismo-nella-citta-da%E2%80%8B%E2%80%8Brte-tutti-video-del-ciclo-incontri\/\">fabbrica del turismo<\/a><\/em>\u201d resta una Firenze esangue. Esito (inimmaginabile, per come si \u00e8 manifestato) di un\u2019economia di rapina che ha sfruttato i corpi, il lavoro, il quotidiano, lo spazio. Una citt\u00e0 per decenni depredata in nome della competitivit\u00e0 e dell\u2019attrattivit\u00e0 globale, della rendita immobiliare e dei profitti privati, mai redistribuiti.<\/p>\n\n\n\n<p>La crisi del ciclo economico rende ineludibile la riappropriazione sociale e politica della citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Un passaggio epocale che libera gli spazi urbani, emancipandoli dal vincolo mercantile. La dimensione \u201cpubblica\u201d della citt\u00e0 ridiviene, allora, terreno di scontro e di nuova progettualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La riappropriazione passa attraverso alcune, imprescindibili, tappe: <a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/2020\/04\/14\/per-una-rivendicazione-sociale-dello-spazio-pubblico-e-politico\/\">riconquista dello spazio pubblico<\/a>, di vie, piazze, giardini ed edifici collettivi, ambito precipuo della politica e della socialit\u00e0; ripubblicizzazione dei servizi: trasporti, rifiuti e acqua in primis; liberazione del Comune dalla <a href=\"https:\/\/www.attac-italia.org\/enti-locali-e-comunita-territoriali-riprendiamoci-la-cassa\/\">colpa del debito<\/a>, anche tramite il depennamento delle grandi opere, inghiottitoio di denaro pubblico ben altrimenti impiegabile; revoca del Piano delle alienazioni del patrimonio immobiliare pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nella Firenze del dopo-virus gli abitanti hanno il potere di immaginare e pianificare i luoghi di vita.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 perci\u00f2 ineludibile procedere verso un\u2019abbondanza immaginativa e desiderante, e lasciarsi alle spalle il cappio dell\u2019austerit\u00e0. Quell\u2019austerit\u00e0, causa suprema di impoverimento delle citt\u00e0 dove gli edifici pubblici si svendono al massimo ribasso. Dove le pubbliche piazze si gestiscono e si disciplinano come cosa privata. <a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/tag\/gola\/\">Dove il governo delle trasformazioni urbane \u00e8 affidato alle multinazionali<\/a> e risiede \u2013 ben saldo \u2013 in mano privata.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 perci\u00f2 ineludibile, innanzitutto, il rifiuto del modello urbano, securitario e segregante, fondato su recinti, zone rosse, Daspo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"593\" height=\"394\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Firenze-PonteVecchio.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-12417\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Firenze-PonteVecchio.png 593w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Firenze-PonteVecchio-300x199.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 593px) 100vw, 593px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>\u00c8 il tempo di mettere in opera le alternative elaborate negli anni dalle realt\u00e0 attive sul territorio, divenute oggi largamente desiderabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Tali alternative sono state sistematicamente ignorate dai governanti, il cui vuoto immaginativo ha portato la citt\u00e0 allo sfascio economico. I <a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/2020\/03\/30\/a-firenze-chiude-la-fabbrica-del-turismo-il-comune-persevera-nelle-scelte-miopi\/\">piani urbanistici<\/a> che essi hanno partorito, modellati per sostenere la speculazione immobiliare e finanziaria, sono da gettare al macero.<\/p>\n\n\n\n<p>Firenze non \u00e8 sana, se la Piana \u00e8 malata.<\/p>\n\n\n\n<p>La nuova configurazione della citt\u00e0 e della sua bioregione avviene nel segno della conversione ecologica. \u00c8 urgente rivitalizzare le relazioni ecologiche, garanzia di salute ambientale e potenza rigenerativa. La prospettiva ecosistemica implica: conferire fertilit\u00e0 agli ambiti agricoli periurbani e urbanit\u00e0 alle aree periferiche; sopprimere la gerarchia centro-periferica tramite il <a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/2018\/07\/02\/villa-di-rusciano-va-allasta-ad-agosto\/\">riordino territoriale incardinato sui sistemi naturalistici<\/a>; costellare la conurbazione di luoghi centrali ad alta vocazione civile e sociale, e di aree ad alta vocazione rigenerativa dell\u2019ecosistema, connesse da un ripensato sistema di mobilit\u00e0 pubblica e adeguata ai luoghi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gli edifici pubblici, fulcro della riorganizzazione urbana a partire dai rioni.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Inalienabili, i grandi complessi pubblici sono da ritenere inseparabili dal corpo della citt\u00e0, che ne trae vitalit\u00e0. Tali complessi, rimodellati per molteplici esigenze collettive, fanno sponda a nuove relazioni e a nuovi bisogni. Forniscono metri cubi di compensazione a fronte della mancanza di spazi, di alloggi e dell\u2019esiguit\u00e0 strutturale dello spazio privato.<\/p>\n\n\n\n<p>E come un organismo \u2013 in cui le parti svolgono all\u2019occorrenza diverse e molteplici funzioni \u2013 la citt\u00e0 diviene ridondante.<\/p>\n\n\n\n<p>In caso di nuova pandemia, i grandi ambienti delle ex caserme, trasformati per destinarvi funzioni culturali o sociali, sono facilmente riconvertibili in locali ospedalieri o di supporto alle scuole. I corpi dell\u2019edificio gi\u00e0 destinati ad alloggi militari accoglieranno \u201calloggi vol\u00e0no\u201d <a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/2017\/01\/16\/hospitalitas-nella-citta-vecchia\/\">per chi vive il disagio abitativo<\/a>, o, se necessario, per contagiati pandemici.<\/p>\n\n\n\n<p>Nuove \u201cmaisons du peuple\u201d possono trovare posto in edifici collettivi. Per la loro configurazione architettonica, le Poste di via Pietrapiana, ad esempio, sono atte a fungere da casa della cultura, con sale per assemblee ad uso della cittadinanza, tanto ricercate nell\u2019avara Firenze.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Case popolari a contrasto della rendita.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le case popolari sono un caposaldo nel riequilibrio delle disparit\u00e0 socio-economiche. Nel centro imborghesito e desertificato, e nelle periferie, ex conventi, ex caserme, ex ospedali possono essere riconvertiti in alloggi pubblici, frammisti ad attrezzature di servizio.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ex ospedale militare di San Gallo si conf\u00e0 per posizione e conformazione ad accogliere alloggi residenziali pubblici: un\u2019occasione per sperimentare modalit\u00e0 di autocostruzione e autogestione del processo edilizio. \u00c8 imprescindibile bloccarne la vendita.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La riconquista procede per progetti e conflitti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La riappropriazione urbana \u00e8 accompagnata da un dispiegarsi di \u201cmicropolitiche\u201d, procede per conflitti e progetti, provocati da soggetti collettivi e plurali. Avanza per pratiche sperimentali messe in atto da soggettivit\u00e0 di movimento, di cui Firenze \u00e8 stata un esempio storico con i \u201ccomitati di quartiere\u201d del post-alluvione 1966.<\/p>\n\n\n\n<p>Laboratori spontanei, collettivi di autogestione e altre forme autorganizzate metteranno al lavoro gli spazi comuni, poich\u00e9 \u00e8 inevitabile che la riappropriazione sociale riparta proprio dai beni pubblici e comuni, dalla base materiale, dal territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Costruire un\u2019alternativa ecosistemica per Firenze \u2013 urbana e rurale, ma anche locale e globale \u2013 significa mettere in opera desideri, alimentare l\u2019immaginazione. Inventare e riscoprire nuovi e antichi modelli di relazione tra i viventi. Tra l\u2019umano, il non umano, e i luoghi che contengono la vita.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-wordpress wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-perunaltracitta-la-citta-invisibile-firenze\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"dW3M5E7qXL\"><a href=\"https:\/\/www.perunaltracitta.org\/2020\/05\/04\/mettiamo-a-frutto-la-crisi-manifesto-per-la-riconquista-popolare-della-citta\/\">Mettiamo a frutto la crisi. Manifesto per la riconquista popolare della citt\u00e0<\/a><\/blockquote><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" title=\"&#8220;Mettiamo a frutto la crisi. 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