{"id":13847,"date":"2020-06-13T21:33:56","date_gmt":"2020-06-13T19:33:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=13847"},"modified":"2020-06-13T21:34:00","modified_gmt":"2020-06-13T19:34:00","slug":"sullampliamento-del-porto-di-marina-di-carrara-e-leffetto-patologico-a-carico-dellambiente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2020\/06\/sullampliamento-del-porto-di-marina-di-carrara-e-leffetto-patologico-a-carico-dellambiente\/","title":{"rendered":"Sull&#8217;ampliamento del porto di Marina di Carrara e l&#8217;effetto patologico a carico dell\u2019ambiente"},"content":{"rendered":"\n<p><em>A cura del Gruppo d&#8217;Intervento Giuridico &#8211; Presidio Apuane.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"467\" height=\"229\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Porto-Marina-di-Carrara.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13848\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Porto-Marina-di-Carrara.jpg 467w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Porto-Marina-di-Carrara-300x147.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 467px) 100vw, 467px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Gentile Presidente Rossi,<br>pur restando immutato il <strong>nostro dissenso<\/strong> sulla Pianificazione del porto di Marina di Carrara come prevista dall&#8217;Autorit\u00e0 di Sistema del mar Ligure Orientale, abbiamo tuttavia accolto positivamente i caveat che ha segnalato al Presidente della Regione Liguria. <\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo apprezzato la Sua preoccupazione per le ricadute negative che le nuove opere marittime possono provocare sul territorio costiero. Cogliamo sensibilit\u00e0 e attenzione verso alcune criticit\u00e0 che sono le stesse denunciate da tempo dai cittadini di Marina di Carrara. <\/p>\n\n\n\n<p>Ci riferiamo, in particolare, al tema dell&#8217;<strong>inquinamento atmosferico e ambientale legato all\u2019attivit\u00e0 portuale<\/strong>, purtroppo gi\u00e0 attuale e sofferto dagli abitanti, ma inevitabilmente destinato ad accrescersi, soprattutto per l\u2019incremento di CO2 e del rumore, in seguito all\u2019ampliamento del porto e all\u2019espansione delle attivit\u00e0. Incremento che peraltro, nella pianificazione, con onest\u00e0 intellettuale viene dato per scontato. Conosciamo la responsabilit\u00e0 dell\u2019inquinamento atmosferico (e \u00e8 noto che il settore marittimo-portuale contribuisce in maniera massiccia alla diffusione di sostanze tossiche: si stima intorno al 13% su scala globale) per l\u2019insorgenza e l\u2019aggravamento di malattie dell\u2019apparato respiratorio, causa di migliaia di morti premature ogni anno. E la drammatica pandemia del Covid-19 ha evidenziato, in modo del resto prevedibile, una <strong>correlazione tra inquinamento e diffusione del virus<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo apprezzato la Sua preoccupazione per il rischio di erosione della costa Apuo-Versiliese, per evitare il quale raccomanda, \u201c<em>soprattutto in previsione dell\u2019allungamento della diga foranea di sopraflutto, che, nella fase di elaborazione del PRP, siano redatte le analisi specialistiche [noi aggiungiamo: preferibilmente ad opera di tecnici \u201cindipendenti\u201d], volte ad accertare gli eventuali effetti negativi<\/em>\u201d. Purtroppo, in merito al tema del rischio ambientale, rileviamo che non richiede \u2013 evidentemente, non la ritiene una criticit\u00e0 \u2013 <strong>analisi specialistiche volte a verificare i possibili effetti negativi del nuovo molo<\/strong> a partire dal piazzale Citt\u00e0 di Massa e delle opere sulla foce del Carrione (pennello a levante, gi\u00e0 in fase di autorizzazione, nonostante l&#8217;accordo di pianificazione con l&#8217;amministrazione comunale escludesse QUALSIASI opera a levante della foce del fiume). <\/p>\n\n\n\n<p>Ad oggi, non \u00e8 stata detta una parola definitiva, scientificamente fondata, sulla <strong>responsabilit\u00e0 o co-responsabilit\u00e0 negli eventi alluvionali patiti da Marina di Carrara<\/strong> (di cui alcuni esperti sono certi) delle opere portuali eseguite negli ultimi anni; per questo, riteniamo ancora pi\u00f9 irresponsabile non valutare il potenziale rischio idrogeologico di nuove costruzioni il cui impatto negativo andrebbe a sommarsi a quello esistente. Ci riferiamo anche ad alcuni lotti del water front, puramente speculativi, che prevedono edifici pluripiano di cui l&#8217;abitato non sente bisogno, da costruirsi quasi sulla spiaggia. <\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, l\u2019<strong>arresto del consumo di suolo <\/strong>dovrebbe essere una priorit\u00e0 politica e i cittadini dovrebbero opporsi sempre pi\u00f9 decisamente alla nuova infrastrutturazione del territorio. Non vogliamo interpretare questa mancanza come un segno di disinteresse nei confronti dell\u2019abitato urbano, nei confronti dei 25.000 residenti che pi\u00f9 volte, come Lei sa, hanno sofferto i danni delle alluvioni (e, nell\u2019occasione dell\u2019ultima, Lei pronunci\u00f2 parole forti nei confronti dell\u2019amministrazione, che noi valutammo positivamente).\u00a0Peraltro, <strong>un\u2019opera molto impattante per la costa Carrarese<\/strong>, progettata non in funzione dei problemi del territorio su cui impatta, ma in funzione di un altro territorio, limitrofo!<\/p>\n\n\n\n<p>Apprezziamo anche la Sua richiesta di rassicurazione in merito al \u201c<em><strong>potenziamento dei traffici crocieristici<\/strong><\/em>\u201d, anche se ci sembra una richiesta contestualmente contraddittoria. L\u2019inquinamento delle navi da crociera \u00e8 un dato acquisito e intrinseco all\u2019attivit\u00e0, in termini di diffusione di sostanze altamente tossiche, di produzione di rumore, di smaltimento dei rifiuti (basti pensare alle scorie che si creano a bordo in termini di oli, rifiuti, liquami, scorie pericolose, plastica, essendo le navi crociere sempre pi\u00f9 delle floating cities). Un impatto negativo, peraltro, non solo ambientale, ma anche culturale e sociale, come testimoniano tante realt\u00e0 nel mondo in cui l\u2019approdo crocieristico \u00e8 vissuto come un evento drammatico.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui, invece, si pensa di potenziarlo, prevedendo 40-50 sbarchi l\u2019anno (quanti approdi la settimana, tra maggio e ottobre? Quanti giorni di sosta per la fruizione turistica?), oltre 200.000 passeggeri l\u2019anno e con navi di 300-350 metri di lunghezza. Ci\u00f2 significa non preoccuparsi dell\u2019 \u201c<strong><em>effetto patologico a carico dell\u2019ambiente<\/em><\/strong>\u201d riguardo all\u2019attivit\u00e0 crocieristica: cos\u00ec lo definisce  la Conferenza dei Servizi. Non \u00e8 sufficiente prevedere l\u2019intervento del cold ironing: non si fa dall\u2019oggi al domani, non tutte le navi lo utilizzano, non \u00e8 immune da criticit\u00e0 (altissimo costo, consumo insostenibile di energia elettrica, surriscaldamento ambientale). Povero Santuario Pelagos e povero tursiope!<\/p>\n\n\n\n<p>Il Progetto si prefigge di potenziare \u201c<em>le attivit\u00e0 storiche e identitarie<\/em>\u201d del porto: trasporto marmo e graniti, diportistica, pesca), ma contestualmente afferma che la principale azione strategica \u201c<em>\u00e8 il potenziamento del traffico crocieristico, che, coerentemente, infatti, richiede un riassetto organizzativo e funzionale<\/em>\u201d del bacino portuale. Purtroppo, richiede anche opere di impatto quali \u201c<em>allungamento dell\u2019opera foranea di sopraflutto, l\u2019allungamento della banchina Taliercio, l\u2019eventuale allungamento dei fondali del canale navigabile d\u2019accesso e dei fondali operativi del porto<\/em>\u201d. \u00c8 difficile conciliare tutto questo con l\u2019obiettivo primario, dichiarato, di &#8220;<em>tutelare e valorizzare le risorse territoriali, la natura, la biodiversit\u00e0 terrestre e marina e di promuovere l\u2019integrazione tra ambiente, salute e qualit\u00e0 della vita, ridurre la percentuale di popolazione esposta all\u2019inquinamento<\/em>\u201d acustico, elettromagnetico, luminoso, radio-ionizzante. \u201c<em>Ridurre la percentuale di popolazione esposta all\u2019inquinamento<\/em>\u201d: un\u2019espressione o, meglio, una concezione della democrazia che ci fa inorridire. <\/p>\n\n\n\n<p>Non solo non si fa mistero che esiste la <strong>disuguaglianza ambientale<\/strong> (di solito integrante quella sociale), ma la si accetta come ineluttabile. Ma non \u00e8 ineluttabile. <strong>\u00c8 il risultato di scelte politiche<\/strong>. Visti i fallimenti del paradigma di sviluppo degli ultimi decenni \u00e8 tempo di una rivoluzione operativa, di una politica che combatta tutte le disuguaglianze (economiche sociali e ambientali), che sia rivolta ai luoghi e fondata su strategie territoriali partecipate dai cittadini. Il Processo partecipativo \u201c<em>Portolemieidee<\/em>\u201d, per restare sul tema, aveva elaborato soluzioni non impattanti, rispettose dell\u2019identit\u00e0 e della storia locale, risultato di una elaborazione collettiva: non sono state considerate; da nessun livello amministrativo e politico.<\/p>\n\n\n\n<p>Una riflessione conclusiva. Non ci \u00e8 pi\u00f9 concesso insistere su progetti di sviluppo senza limiti: la natura ci grida di impegnare le nostre forze per evitare \u201c<strong><em>tragedie annunciate<\/em><\/strong>\u201d. La Costituzione (e in questi ultimi mesi lo abbiamo sentito ripetere pi\u00f9 volte anche se non coralmente, purtroppo) sancisce che la vita e la salute sono valori primari, validi per tutti, che non possono continuare ad essere sacrificati sull\u2019altare del produttivismo incontrollato. L\u2019unica implementazione che ci \u00e8 concessa, anzi, doverosa, \u00e8 quella della gestione ambientale. Facciamo in modo che, chi pensava che la terribile esperienza che abbiamo vissuto (speriamo di poterla derubricare come passata) ci avrebbe fatto cambiare l\u2019approccio verso la societ\u00e0 non rimanga deluso, bollato di infantile ingenuit\u00e0.  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura del Gruppo d&#8217;Intervento Giuridico &#8211; Presidio Apuane. 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