{"id":13919,"date":"2020-07-14T23:44:26","date_gmt":"2020-07-14T21:44:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=13919"},"modified":"2020-07-14T23:44:31","modified_gmt":"2020-07-14T21:44:31","slug":"il-futuro-deve-essere-per-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2020\/07\/il-futuro-deve-essere-per-tutti\/","title":{"rendered":"Il futuro deve essere per tutti"},"content":{"rendered":"\n<p><em>A cura di Maria Grazia Bonfante (ex Sindaco) e Ferruccio Rizzi (ex Assessore).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pubblichiamo questo documento di programmazione politica che ha ricevuto il sostegno degli Stati Generali dell&#8217;Ambiente e della Salute della provincia di Cremona (un&#8217;aggregazione di pi\u00f9 di 50 associazioni ambientaliste e sociali) <\/strong>e che, in qualit\u00e0 di ex amministratori di una lista civica, abbiamo inviato al Presidente della Provincia, Consiglio Provinciale, Sindaci, ATS Valpadana, Sindacati, Associazioni di categoria, Stampa locale per pensare e attuare la ripartenza e soprattutto declinare azioni coerenti e possibili (fattibili) per uscire dal cappio del neoliberismo e cambiare paradigma. I soldi ci sono. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un documento che \u00e8 anche un appello al mondo ambientalista<\/strong> perch\u00e8 dobbiamo essere parte di un processo progettuale alto non rincorrendo le scelte di altri, neppure facendo i tecnici di supporto. Studiare i processi e le soluzioni sono un nostro bagaglio, ma non un nostro ruolo. Dobbiamo proporre delle visioni d&#8217;insieme per non confondere i mezzi con i fini e pensare agli obiettivi finali come la realizzazione di un pezzo di societ\u00e0 come la desideriamo, non come una pezza all&#8217;attuale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-medium-font-size has-vivid-red-color\"><strong>Criteri e finalit\u00e0 ecologiche e sociali per il miglior utilizzo nell\u2019attuale crisi dei finanziamenti che arriveranno al nostro territorio.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>A chi ci rivolgiamo?<\/strong><br>Al Consiglio Provinciale e ai Sindaci del Comuni della Provincia di Cremona, perch\u00e9 le Istituzioni occupano un ruolo preordinato di governo del cambiamento e per ripartire \u00e8 necessaria una visione di futuro che coinvolga tutti gli aspetti di soluzione agli innumerevoli problemi che connotano i nostri territori: ambiente, viabilit\u00e0, spopolamento, invecchiamento, ecc<br>Ai cittadini perch\u00e9 siano co-protagonisti attivando azioni dal basso, perch\u00e9 occuparsi di politica \u00e8 \u201coccuparsi delle cose della citt\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"439\" height=\"328\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Torrazzo-Cremona.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13920\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Torrazzo-Cremona.jpg 439w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Torrazzo-Cremona-300x224.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 439px) 100vw, 439px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Premesse<\/strong><br>Il territorio \u00e8 costituito da 113 comuni cosi come gli strumenti regolatori si riferiscono al territorio provinciale nel suo insieme (PTCP, Piano d\u2019ambito idrico, i Fondi Sociali, Piano provinciale rifiuti, Piano cave, Master Plan 3C, ecc). Per cogliere la sfida al cambiamento per una normalit\u00e0 che non sia quella di prima della pandemia \u00e8 necessaria una visione d\u2019insieme, dal globale al locale, attraverso una politica territoriale partecipata di pianificazione e di progettualit\u00e0 sinergiche che traguardino un nuovo paradigma socio economico ecologico, di lungo respiro ma di risposta efficace ai cambiamenti climatici e alle diseguaglianze sociali. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Riteniamo che sia da cogliere l\u2019occasione dei contributi che arriveranno al territorio per fare un salto di qualit\u00e0 nella programmazione e soluzione dei problemi atavici che lo affliggono e pensare ad un futuro senza le stagnazioni attuali.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Finalit\u00e0<\/strong><br> Nuove modalit\u00e0 di produzione e di consumo<br> Riduzione dei consumi <br> Inversione tendenza di spopolamento\/invecchiamento <br> Pi\u00f9 servizi accessibili pubblici territoriali (inclusi quelli abitativi, riduzione utenze)<br> Riduzione inquinamento<br> Sovranit\u00e0 e sicurezza alimentare<br> Comunit\u00e0 energetiche<br> Comuni al servizio dei cittadini<br> Strade delle persone (aumento uso spazi pubblici e verde) <br> Citizen scienze (es. centraline dal basso)<br> Per la nostra salute, bisogna ripartire dalla salute del Pianeta<br> Diritto al lavoro creando occupazione    <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Proposte<\/strong><br>I contributi a fondo perduto se investiti in modo produttivo generano altri fondi, riducono i costi per i cittadini, migliorano i servizi e la qualit\u00e0 territorio, producono benessere per la collettivit\u00e0. E\u2019 necessario un indirizzo politico territoriale di pianificazione strategica per massimizzare i benefici e declinare una visione prospettica. Di seguito le macro tematiche: <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Energia. <\/strong><br>Investimenti produttivi di efficientamento energetico del patrimonio pubblico dei Comuni inclusi gli edifici Aler. Con il contributo a fondo perduto del conto termico si possono attivare altri investimenti, ridurre i consumi energetici e di calore abbattendo le emissioni climalteranti, ridurre la spesa corrente nei bilanci dei Comuni liberando risorse a favore di servizi alla cittadinanza,  migliorare la sicurezza e la qualit\u00e0 dell\u2019ambiente di lavoro o di studio degli alunni, abbellire parti di paese, non sprecare risorse pubbliche in impianti di calore sovradimensionati. Gli edifici ALER riqualificati permettono di ridurre i costi per le utenze agli utilizzatori, interrompono quel circolo vizioso dei contributi comunali \u201cuna tantum\u201d, peraltro insufficienti, perch\u00e9 gli edifici vecchi sono particolarmente energivori, le famiglie possono disporre di maggior autonomia di reddito e miglior confort abitativo.  <br>Il capoluogo con l\u2019efficientamento energetico del proprio patrimonio pubblico farebbe a meno di alimentare il teleriscaldamento con l\u2019inceneritore (peraltro nel teleriscaldamento     vanno considerate le dispersioni termiche). Il protocollo d\u2019intesa sottoscritto con A2A, AEM, Padania Acque ha una dicotomia di fondo: l\u2019obiettivo di A2A proprietaria dell\u2019inceneritore \u00e8 produrre energia anche nel modo pi\u00f9 efficiente, l\u2019obiettivo del Comune di Cremona dovrebbe essere il contrario, la riduzione dei consumi di energia. <br>Un percorso con l\u2019obbiettivo di una decarbonizzazione di tutto il teleriscaldamento pu\u00f2  attingere alle tecnologie gi\u00e0 in uso in altri contesti (solare termodinamico\/concentrazione con accumulo, geotermico binario con accumulo, ecc)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I soldi ci sono. <\/strong><br>Oltre ai 200 milioni che arriveranno dal Governo e Regione, gi\u00e0 la finanziaria dello scorso anno aveva previsto per i prossimi anni contributi a fondo perduto per i Comuni (es. 50 mila euro per Comuni fino a 5 mila abitanti), gli investimenti (produttivi) vengono coperti con i fondi FREE e con i fondi europei Life2020 e i fondi UE per i progetti innovativi ed un eventuale mutuo si paga da solo con i risparmi sui consumi (stimati tra il 60\/80% a seconda della qualit\u00e0 degli interventi).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Rifiuti.<\/strong><br>L\u2019economia circolare esclude l\u2019inceneritore e include lo svuotamento delle discariche.<br>La chiusura dell\u2019inceneritore, non pu\u00f2 essere prerogativa del capoluogo, ma tutto il territorio ne \u00e8 coinvolto (\u00be dei comuni sono serviti da LGH e i restanti conferiscono comunque all\u2019inceneritore), non rientra nell\u2019economia circolare perch\u00e9 brucia materia anzich\u00e9 recuperarla, per questo stesso motivo \u00e8 antieconomico.<br>Le discariche, invece, numerose nel nostro territorio, rientrano nell\u2019economia circolare, perch\u00e8 si possono svuotare con la tecnica del landfill mining, la tecnologia \u00e8 disponibile con il TMB (trattamento meccanico biologico), lo stesso trattamento a valle della raccolta differenziata riguardante la frazione secca. E\u2019 necessario progettare tutto il ciclo integrato dei rifiuti in concorso con i Politecnici specializzati nel settore e portare alla Commissione Ambiente UE la richiesta di far diventare sperimentale tutto il processo e di finanziarlo come Progetto Innovativo. Con lo svuotamento si riducono i rischi di futuri inquinamenti di percolato nelle falde freatiche tenuto conto del movimento sismico del territorio e dell\u2019altezza delle falde stesse. <br>L\u2019economia circolare richiede l\u2019adeguamento del Piano Provinciale dei Rifiuti gi\u00e0 scaduto, con la costruzione di impianti TMB permette di ridurre le tariffe ai cittadini,  crea occupazione, ci sono aree urbanizzate gi\u00e0 pronte vuote individuabili nel territorio, servite da viabilit\u00e0. E\u2019 necessario implementare protocolli funzionali con l\u2019industria locale per l\u2019utilizzo dei materiali recuperati (materie prime seconde meno costose delle materie prime e riduzione dei costi di smaltimento dei propri rifiuti), reingegnerizzare tramite collaborazioni con le Universit\u00e0 i processi produttivi per una riduzione\/prevenzione del rifiuto (servizi v\/prodotti).<br><strong>Realizzazione di compostaggi di comunit\u00e0 per la frazione umida.<\/strong><br>I Comuni di fatto non esercitano il controllo analogo obbligatorio per legge nelle loro partecipate. Vanno perseguiti gli obiettivi: raccolta distinta da trattamento e smaltimento, i Comuni devono tenere la propriet\u00e0 del rifiuto cosi ne decidono la destinazione, introitano direttamente i ricavi e riescono a ridurre le tariffe e mantenerle nel tempo corrispettivo reale del servizio (ora una parte consistente di ricavi rimane ai gestori per ammortizzare i costi amministrativi \u2013 Cda \u2013 e finanziari). Si evita che i rifiuti diventino un business finanziario, perseguendo invece la loro riduzione.<br><strong>Fanghi da depurazione.<\/strong><br>I fanghi rientrano nella politica territoriale dei rifiuti. Dal momento che Padania Acque, societ\u00e0 pubblica dei Comuni, pare abbia sottoscritto un protocollo d\u2019intesa con Enea, data la nostra contrariet\u00e0 all\u2019incenerimento dei fanghi, chiediamo all\u2019assemblea dei sindaci di esprimere il seguente indirizzo politico alla societ\u00e0 pubblica Padania Acque: ricercare all\u2019interno della partnership con ENEA un sistema sperimentale di trattamento dei fanghi di depurazione civile senza combustione anche con separazione del fosforo; si introduca come metodo di lavoro la decostruzione del processo per capire le componenti immesse in fognatura e da dove provengono, perch\u00e9 non si pu\u00f2 pi\u00f9 prescindere dal valutare gli impatti cumulativi degli inquinanti, pur singolarmente a norma di legge, che escono dal processo di depurazione delle acque. Impatti cumulativi che costano in termini economici, di salute e di carico ambientale. Pu\u00f2 diventare conveniente, da ogni punto di vista, separare all\u2019origine le matrici per capirne le destinazioni, osservando la gerarchia della Direttiva Europea sui rifiuti che parte dalla prevenzione, riduzione, riuso, riciclo, smaltimento. Per gli utenti (cittadini e piccole aziende) si possono ridurre i costi totali di smaltimento e pu\u00f2, in parte, ritornare materia organica idonea ad essere smaltita nei terreni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Viabilit\u00e0.<\/strong><br>Incrementare da subito il trasporto pubblico territoriale per i ragazzi delle superiori che riprenderanno la scuola, duplicando i mezzi di trasporto pubblico e rottamando quelli pi\u00f9 vecchi e inquinanti. Adeguare la viabilit\u00e0 provinciale che attraversa quasi tutti i 113 comuni della provincia a quanto gi\u00e0 attuano in modo strutturale (non con semplici autovelox) le altre province della Lombardia per la riduzione delle velocit\u00e0, per aumentare le ciclopedonali, una permeabilizzazione degli attraversamenti, zone 30 nei centri urbani. I centri urbani diventano pi\u00f9 sicuri, vivibili e  attrattivi. <br><strong>Riqualificazione SP10.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Moratoria delle autorizzazioni a tutti i nuovi impianti ad impatto ambientale<\/strong>, al fine di valutarne l\u2019impatto cumulativo e di ciclo economico ambientale chiuso.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Stop consumo di suolo.<\/strong><br>E\u2019 gi\u00e0 funzionante il servizio di Servimpresa e CCIAA di inventario immobili vuoti nei Comuni. Numerose sono le aree industriali incomplete. Non servono ulteriori aree o nuove costruzioni.  <br>E\u2019 necessario un indirizzo politico preciso nel PTCP in fase di rinnovo (che includa anche l\u2019impermeabilizzazione dei suoli). <br>Anche la qualit\u00e0 del suolo \u00e8 fondamentale. Anticipare in Pianura Padana le politiche di agro-biodiversit\u00e0 per la riduzione dei pesticidi e per la salute dei cittadini. Introduzione della destinazione del dieci per cento della superficie agricola a favore di aree non produttive per sostenere la biodiversit\u00e0 che pu\u00f2 portare dei vantaggi oggettivi anche all\u2019imprenditore. In termini economici \u00e8 un sacrificio iniziale che, nel giro di qualche anno, assicura raccolti pi\u00f9 abbondanti oltre a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. Si riducono i costi di gestione perch\u00e9 una fascia destinata ad habitat naturale in un\u2019area di monocultura agricola pu\u00f2 attirare gli insetti utili come gli impollinatori selvatici o altri organismi antagonisti come le coccinelle che esercitano una forma di controllo biologico sui parassiti che aggrediscono le piante limitando cos\u00ec l\u2019uso di pesticidi.<br>Introduzione nei PGT del numero massimo di capi sul territorio in base alla vulnerabilit\u00e0 dei suoli (da concertare con ARPA).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Piano di efficientamento della Pubblica Amministrazione. <\/strong><br>Necessario un piano di efficientamento e trasparenza della Pubblica amministrazione con digitalizzazione di qualit\u00e0 ed eliminazione di doppioni e sovrapposizione di competenze.<br>La realizzazione di:<br>&#8211; un\u2019equipe provinciale multi professionale di ricerca fondi e finanziamenti\/bandi nazionali ed europei,  di preparazione e coordinamento di tutte le fasi successive per l\u2019adesione dei Comuni. <br> &#8211; una centrale di committenza provinciale di alto livello professionale ed eterogeneo in competenze, che si occupi anche del coordinamento delle progettazioni sovra-comunali. <br>&#8211; la creazione di un gruppo di progettazione formato da professionisti e neolaureati in collaborazione, tramite accordi sinergici, con le Universit\u00e0 pubbliche, che lavori per i Comuni permettendo di superare difficolt\u00e0 professionali interne e agevolando la riqualificazione delle competenze.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tutto questo mette in moto un ciclo economico e un paradigma culturale d&#8217;approccio che produce posti di lavoro (tanti e qualificati)<\/strong>, un territorio che sa guardare al futuro, un\u2019industria locale che si avvantaggia di materie prime ad un costo pi\u00f9 basso, le PMI con un migliore sbocco di mercato sul territorio e un salto di qualit\u00e0 nell\u2019offerta, una migliore qualit\u00e0 di vita, minori costi per i cittadini.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019invio di questa richiesta al Consiglio provinciale e a tutti i Sindaci e Consiglieri Comunali \u00e8 un primo invito al confronto su queste tematiche, anche prese singolarmente, che porteremo a conoscenza dei cittadini per farle diventare patrimonio di tutti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il documento ha il sostegno degli Stati generali Ambiente e Salute della Provincia di Cremona.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Maria Grazia Bonfante (ex Sindaco) e Ferruccio Rizzi (ex Assessore). 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