{"id":13944,"date":"2020-07-22T12:29:36","date_gmt":"2020-07-22T10:29:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=13944"},"modified":"2020-09-11T10:08:08","modified_gmt":"2020-09-11T08:08:08","slug":"rapporto-ispra-snpa-il-consumo-di-suolo-in-italia-2020","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2020\/07\/rapporto-ispra-snpa-il-consumo-di-suolo-in-italia-2020\/","title":{"rendered":"Rapporto ISPRA SNPA: Il consumo di suolo in Italia 2020"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"410\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Rapporto-consumo-suolo-2020.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13945\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Rapporto-consumo-suolo-2020.jpg 600w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Rapporto-consumo-suolo-2020-300x205.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Persi altri 57 km\u00b2 di territorio nazionale al ritmo, confermato, di 2 m\u00b2 al secondo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>In Italia si nasce gi\u00e0 con la propria porzione di cemento: 135 mq per ogni neonato.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La Valle D\u2019Aosta \u00e8 la prima regione italiana vicina all\u2019obiettivo \u201cConsumo di suolo 0\u201d.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aumento del consumo di suolo non va di pari passo con la crescita demografica e <strong>in Italia cresce pi\u00f9 il cemento che la popolazione<\/strong>: nel 2019 nascono 420 mila bambini e il suolo ormai sigillato avanza di altri 57 km\u00b2 (57 milioni di metri quadrati) al ritmo, confermato, di 2 metri quadrati al secondo. \u00c8 come se ogni nuovo nato italiano portasse nella culla ben 135 mq di cemento.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lo spreco di suolo continua ad avanzare nelle aree a rischio idrogeologico e sismico<\/strong> e tra, le citt\u00e0 italiane, la Sicilia \u00e8 la regione con la crescita percentuale pi\u00f9 alta nelle aree a pericolosit\u00e0 idraulica media. Non mancano segnali positivi: la Valle d\u2019Aosta, con solo 3 ettari di territorio impermeabilizzato nell\u2019ultimo anno, \u00e8 la prima regione italiana vicina all\u2019obiettivo \u201c<em>Consumo di suolo 0\u201d<\/em> e si dimezza la quantit\u00e0 di suolo perso in un anno all\u2019interno delle aree protette.<\/p>\n\n\n\n<p>A confermarlo i dati del Rapporto ISPRA SNPA \u201c<em>Il consumo di suolo in Italia 2020<\/em>\u201d presentati il 22 luglio in diretta live dalla Residenza di Ripetta a Roma. Il lavoro, che analizza le trasformazioni del suolo negli anni, in questa edizione si arricchisce di contributi provenienti da 12 Osservatori delle Regioni e Province autonome, anche grazie al progetto Soil4Life.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-vivid-red-color\"><strong>Consumo di suolo e crescita demografica.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non c&#8217;\u00e8 un legame quindi tra popolazione e nuovo cemento e si continua ad assistere alla crescita delle superfici artificiali anche in presenza di stabilizzazione, in molti casi addirittura di decrescita, della popolazione. Nel 2019 i 57 milioni di metri quadrati di nuovi cantieri e costruzioni si registrano in un Paese che vede un calo di oltre 120mila abitanti nello stesso periodo. Ognuno di questi ha oggi a \u201cdisposizione\u201d 355 m\u00b2 di superfici costruite (erano 351 nel 2017 e 353 nel 2018).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-vivid-red-color\"><strong>Aree a rischio idrogeologico e sismico.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La copertura artificiale avanza anche nelle zone pi\u00f9 a rischio del Paese: nel 2019 risulta ormai sigillato il 10% delle aree a pericolosit\u00e0 idraulica media P2 (con tempo di ritorno tra 100 e 200 anni) e quasi il 7% di quelle classificate a pericolosit\u00e0 elevata P3 (con tempo di ritorno tra 20 e 50 anni). La Liguria \u00e8 la regione con il valore pi\u00f9 alto di suolo impermeabilizzato in aree a pericolosit\u00e0 idraulica (quasi il 30%). Il cemento ricopre anche il 4% delle zone a rischio frana, il 7% di quelle a pericolosit\u00e0 sismica alta e oltre il 4% di quelle a pericolosit\u00e0 molto alta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-vivid-red-color\"><strong>Regioni e Comuni. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il Veneto, con +785 ettari, \u00e8 la regione che nel 2019 consuma pi\u00f9 suolo (anche se meno del 2017 e del 2018), seguita da Lombardia (+642 ettari), Puglia (+625), Sicilia (+611) ed Emilia-Romagna (+404). A livello comunale, Roma, con un incremento di suolo artificiale di 108 ettari, si conferma il comune italiano con la maggiore quantit\u00e0 di territorio trasformato in un anno (arrivando a 500 ettari dal 2012 ad oggi), seguito da Uta (Cagliari; +58 ettari in un anno) e Catania (+48 ettari). Va meglio a Milano, Firenze e Napoli, con un consumo inferiore all\u2019ettaro negli ultimi 12 mesi (+125 ettari negli ultimi 7 anni a Milano, +16 a Firenze e +24 a Napoli nello stesso periodo). Torino, dopo la decrescita del 2018, non riesce a confermare il trend positivo e nell\u2019anno di riferimento riprende a costruire, perdendo 5 ettari di suolo naturale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-vivid-red-color\"><strong>Buone le notizie provenienti dalle aree protette.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2019 sono 61,5 gli ettari di suolo compromesso, valore dimezzato rispetto all\u2019anno precedente, dei quali 14,7 concentrati nel Lazio e 10,3 in Abruzzo. Pur non arrestandosi nel complesso, il consumo di suolo all\u2019interno di queste aree, risulta decisamente inferiore alla media nazionale. Al contrario, lungo le coste, gi\u00e0 cementificate per quasi un quarto della loro superficie, il consumo di suolo cresce con un\u2019intensit\u00e0 2-3 volte maggiore rispetto a quello che avviene nel resto del territorio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-vivid-red-color\"><strong>Perdita di produzione agricola e danni economici.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In soli 7 anni, tra il 2012 e il 2019, la perdita dovuta al consumo di suolo in termini di produzione agricola complessiva, stimata insieme al CREA, raggiunge i 3.700.000 quintali; nel dettaglio 2 milioni e mezzo di quintali di prodotti da seminativi, seguiti dalle foraggere (-710.000 quintali), dai frutteti (-266.000), dai vigneti (-200.000) e dagli oliveti (-90.000). Il danno economico stimato \u00e8 di quasi 7 miliardi di euro, che salirebbe a 7 miliardi e 800 milioni se tutte le aree agricole fossero coltivate ad agricoltura biologica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-vivid-red-color\"><strong>Non solo consumo di suolo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Su quasi un terzo del Paese aumenta dal 2012 ad oggi anche il degrado del territorio dovuto anche ad altri cambiamenti di uso del suolo, alla perdita di produttivit\u00e0 e di carbonio organico, all\u2019erosione, alla frammentazione e al deterioramento degli habitat, con la conseguente perdita di servizi ecosistemici.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong><a href=\"https:\/\/www.snpambiente.it\/2020\/07\/22\/consumo-di-suolo-dinamiche-territoriali-e-servizi-ecosistemici-edizione-2020\/\">Il Rapporto e le cartografie delle Regioni, Province e Comuni sono disponibili qui.<\/a><\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Persi altri 57 km\u00b2 di territorio nazionale al ritmo, confermato, di 2 m\u00b2 al secondo. 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