{"id":14054,"date":"2020-10-09T22:25:47","date_gmt":"2020-10-09T20:25:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=14054"},"modified":"2020-10-09T22:25:53","modified_gmt":"2020-10-09T20:25:53","slug":"la-terra-sfregiata-limitare-i-danni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2020\/10\/la-terra-sfregiata-limitare-i-danni\/","title":{"rendered":"La terra sfregiata: limitare i danni"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"510\" height=\"287\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/1-Luca-Mercalli-courtesy-of-Luca-Mercalli-1024x576.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-11705\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/1-Luca-Mercalli-courtesy-of-Luca-Mercalli-1024x576.png 510w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/1-Luca-Mercalli-courtesy-of-Luca-Mercalli-1024x576-300x169.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 510px) 100vw, 510px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>di Luca Mercalli.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Estratto da &#8220;La terra sfregiata. Conversazioni su vero e falso ambientalismo&#8221;, di Luca Mercalli con Daniele Pepino, Edizioni Gruppo Abele, 2020.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Gli <strong>incendi devastanti dell\u2019Australia<\/strong> nel giro di un paio di mesi (tra il 2019 e il 2020, ndr) hanno bruciato qualcosa come 100 mila chilometri quadrati di territorio, praticamente quanto l\u2019intero Nord Italia. Ed \u00e8 solo uno dei tanti fenomeni naturali che devastano i territori. Poi c\u2019\u00e8 <strong>Venezia<\/strong>, con un altro tipo di fenomeno, pi\u00f9 continuo, pi\u00f9 impercettibile all\u2019inizio, ma poi inesorabile: l\u2019<strong>aumento del livello del mare<\/strong>. Il 12 novembre del 2019 Venezia ha sperimentato la seconda acqua alta pi\u00f9 alta della sua storia (la prima \u00e8 stata quella del 1966). Ma quel che conta ancora di pi\u00f9 \u00e8 la frequenza del fenomeno. Noi abbiamo dati misurati perfettamente a Venezia dal 1870. Se andiamo a vedere la frequenza delle acque alte, quelle distruttive, notiamo che l\u2019ultimo decennio ne ha totalizzate novantacinque sopra un metro e dieci, mentre se andiamo pi\u00f9 indietro nel tempo, prima degli anni Sessanta, c\u2019erano non pi\u00f9 di tre-cinque episodi per decennio. Cio\u00e8 da cinque episodi siamo passati a novantacinque. Vuol dire che <strong>prima avevamo un episodio ogni due anni e adesso ne abbiamo nove all\u2019anno<\/strong>!<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un fenomeno globale, il livello del mare si sta alzando in tutto il mondo a causa della <strong>fusione dei grandi ghiacciai<\/strong>, soprattutto della Groenlandia e in parte anche dell\u2019Antartide. Parallelamente <strong>le acque oceaniche si riscaldano e aumentano di volume<\/strong>. I due fenomeni connessi provocano gi\u00e0 oggi \u2013 secondo dati misurati da satellite \u2013 un aumento del livello dei mari di tre millimetri e mezzo. Come sempre la gente aspetta spettacoli hollywoodiani e, per prendere coscienza del cambiamento, avrebbe bisogno di vedere un aumento di trenta centimetri all\u2019anno. Ma a quel punto saremmo perduti. Tre millimetri e mezzo di aumento annuo sono forse pochi per percepirne il pericolo a vista, ma sono tantissimi per erodere le nostre spiagge e minacciare le nostre zone portuali. Essi fanno s\u00ec che <strong>Venezia abbia oggi quindici centimetri di mare in pi\u00f9 rispetto a un secolo fa<\/strong>. Questo vuol dire che d\u2019ora in poi tutte le acque alte saranno quindici centimetri pi\u00f9 alte di cent\u2019anni fa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E a fine secolo? <\/strong>Se si applicasse l\u2019accordo di Parigi del 2015 (che fissa, per il 2100, il limite di 2\u00b0C di aumento della temperatura), si ritiene di poter mantenere l\u2019innalzamento del mare entro mezzo metro, ma se non si fa nulla si potr\u00e0 superare il metro. Ci\u00f2 vorrebbe dire, per Venezia, l\u2019acqua alta tutti i giorni dell\u2019anno, e un metro in pi\u00f9 durante le acque alte \u201ccattive\u201d, quelle in cui lo scirocco si combina con la marea. Allora, invece di sfiorare i due metri, arriveremo a tre. Ma <strong>cosa vuol dire tre metri di mare a Venezia?<\/strong> Vuol dire il mai visto, vuol dire qualcosa a cui la citt\u00e0 non pu\u00f2 far fronte, vuol dire avere l\u2019acqua ai primi piani delle case.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi pensiamo alle ondate di calore estivo. Anche qui siamo in un settore in cui potremmo pagare un prezzo molto elevato. Attualmente nella Pianura padana la temperatura massima mai misurata appartiene a <strong>Forl\u00ec: 43\u00b0C il 4 agosto del 2017<\/strong>. Nel giugno del 2019 in Francia, in Provenza, abbiamo toccato i 46\u00b0C. Ora, da qui ad arrivare ai 50\u00b0C il passo \u00e8 breve. Noi climatologi ci aspettiamo che entro i prossimi dieci o venti anni vedremo nelle citt\u00e0 italiane del nord \u2013 Milano, Bologna etc. \u2013 delle temperature massime superiori ai 45\u00b0C e prossime ai 50\u00b0C. Sono temperature da Pakistan, da India. Temperature che noi non siamo pronti ad affrontare. Qualcuno dir\u00e0: \u00ab<em>Mi chiudo in un ufficio con il condizionatore a manetta<\/em>\u00bb, ma lo puoi fare per un giorno, non se questi fenomeni diventano sistematici per un periodo lungo dell\u2019estate. Il costo di ci\u00f2 si calcola in termini di vite umane, di vittime, ed \u00e8 la popolazione anziana e malata la prima a soccombere:<strong> l\u2019estate del 2003 in Europa ha fatto 70.000 morti<\/strong>! Ma \u00e8 un prezzo che si calcola anche in termini energetici, perch\u00e9 \u00e8 chiaro che se tutti, per sopravvivere, metteranno i condizionatori al massimo, i consumi di energia (e le bollette) aumenteranno in modo esponenziale. Pagheremo un prezzo in tutte le attivit\u00e0 che hanno a che fare con l\u2019ambiente esterno, dall\u2019edilizia all\u2019agricoltura:<strong> i lavoratori che oggi lavorano fuori non potranno continuare a farlo in quelle condizioni, senza rischiare la vita<\/strong>. In questo senso le nostre citt\u00e0 diventeranno un luogo di grande vulnerabilit\u00e0 climatica per le ondate di calore. [\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non possiamo tornare indietro, possiamo soltanto cercare di contenere il danno, di evitare lo scenario peggiore<\/strong>. Anche nella ipotesi migliore, cio\u00e8 quella di un aumento della temperatura di soli 2\u00b0C e dell\u2019innalzamento del mare di solo mezzo metro, i cambiamenti che ho descritto ci saranno. Solo saranno, sperabilmente, a un livello pi\u00f9 \u201cmaneggevole\u201d rispetto allo scenario peggiore, quello della mancata applicazione dell\u2019Accordo di Parigi, che porterebbe, a fine secolo, a un aumento della temperatura di 5\u00b0C o 6\u00b0C in pi\u00f9 e a un innalzamento dei mari di un metro e venti. Allora, se leggiamo con gli occhi giusti i segnali di quello che gi\u00e0 sta avvenendo nel mondo, tra aumento della temperatura, fusione dei ghiacci dell\u2019Oceano Artico e dei ghiacciai delle nostre montagne, ondate di calore, eventi estremi pi\u00f9 intensi (pi\u00f9 alluvioni e pi\u00f9 uragani), capiamo che<strong> dovremmo fare di tutto, da un lato, per adottare stili di vita meno invasivi nei confronti dell\u2019ambiente e, dall\u2019altro, per prepararci ad affrontare eventi che ormai sono in canna, e rispetto ai quali non possiamo tornare indietro<\/strong>\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Ormai siamo condannati a vivere con un clima malato, quello che possiamo decidere \u00e8 quanto pu\u00f2 essere grave l\u2019entit\u00e0 di questa malattia.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Tratto da: <a href=\"https:\/\/volerelaluna.it\/in-primo-piano\/2020\/10\/08\/la-terra-sfregiata-limitare-i-danni\/\">https:\/\/volerelaluna.it\/in-primo-piano\/2020\/10\/08\/la-terra-sfregiata-limitare-i-danni\/<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Luca Mercalli. 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