{"id":14058,"date":"2020-10-19T23:59:34","date_gmt":"2020-10-19T21:59:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=14058"},"modified":"2020-10-19T23:59:40","modified_gmt":"2020-10-19T21:59:40","slug":"perche-bisogna-abolire-i-contributi-allagricoltura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2020\/10\/perche-bisogna-abolire-i-contributi-allagricoltura\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 bisogna abolire i contributi all&#8217;agricoltura"},"content":{"rendered":"\n<p>E&#8217; di pochi giorni fa la netta presa di posizione delle associazioni italiane aderenti alla &#8220;<em>Coalizione Cambiamo Agricoltura<\/em>&#8221; contro il disastroso accordo tra le maggiori forze politiche del Parlamento UE sulla <strong>riforma della PAC-Politica Agricola Comune<\/strong> (cio\u00e8 l&#8217;insieme delle regole che l&#8217;Unione europea, fin dalla sua nascita, ha inteso darsi riconoscendo la centralit\u00e0 del comparto agricolo per uno sviluppo equo e stabile dei Paesi membri). Accordo ritenuto in palese contrasto con gli obiettivi delle Strategie europee &#8220;<em>Farm to Fork<\/em>&#8221; e &#8220;<em>Biodiversit\u00e0 2030<\/em>&#8220;, che appare come una resa incondizionata alle grandi lobby dell&#8217;agricoltura &#8220;<em>avvelenata<\/em>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<p>Una situazione che rende di particolare attualit\u00e0 uno snello saggio scritto da <strong>Gaia Baracetti<\/strong> dal titolo chiaro e perentorio: &#8220;<em><strong>Perch\u00e9 bisogna abolire i contributi all&#8217;agricoltura<\/strong><\/em>&#8220;. Senza punti interrogativi e senza dubbi.<\/p>\n\n\n\n<p>Un saggio che si apre con una provocazione che non pu\u00f2 non farci riflettere sulla <strong>persistenza di un sistema feudale<\/strong> che vede ancora oggi l&#8217;impossibilit\u00e0 di accesso alla terra da parte di chi vorrebbe lavorarla in prima persona, mentre sostegni e contributi finiscono per favorire gli investitori puri, in realt\u00e0 poco interessati alla effettiva cura dei terreni ma profondamente attratti da una propriet\u00e0 poco tassata e da redditi garantiti dai contributi comunitari.<br><strong>Un sistema che favorisce i ricchi e chi ha enormi propriet\u00e0<\/strong>, aumenta le diseguaglianze, allontana i giovani, come accade con assoluta evidenza in Gran Bretagna dove i contributi premiano in particolare gli aristrocratici (Regina compresa), nell&#8217;Est Europa dove i maggiori beneficiari risultano essere i politici stessi o le lobby a loro contigue, e in Italia ad appannaggio delle Mafie.<\/p>\n\n\n\n<p>Baracetti si sofferma sull&#8217;identit\u00e0 dell&#8217;agricoltore, definendolo come colui che produce il bene pi\u00f9 essenziale ma che, oggi, anzich\u00e9 essere valutato per questa peculiarit\u00e0 fondamentale, si trova a dover \u00ab<em>rincorrere bandi, prestiti, sgravi, sussidi, corsi, cambiamenti repentini di regole e requisiti, funzionari, commercialisti, associazioni di categoria, politici\u2026 Perdendo il suo tempo e la sua autonomia decisionale, l&#8217;indipendenza. L&#8217;agricoltore dipendente dai contributi \u00e8 umiliato perch\u00e8 costretto ad ammettere di non poter vivere solo del frutto del suo lavoro e quindi <strong>si presenta alla societ\u00e0 come colui che chiede e non come colui che offre<\/strong><\/em>\u00bb. E il sistema non premia l&#8217;agricoltore o allevatore bravo, che lavora e produce in qualit\u00e0 e in maniera sostenibile, ma quello pi\u00f9 capace di compilare carte, ricevere fondi, praticare &#8220;l&#8217;arte&#8221; del lobbying. Perch\u00e8 <strong>i contributi non sono un aiuto, ma un obbligo!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"249\" height=\"379\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Baracetti.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14059\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Baracetti.jpg 249w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/Baracetti-197x300.jpg 197w\" sizes=\"auto, (max-width: 249px) 100vw, 249px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il saggio procede spedito alternando riflessioni e dati, case history e denunce che concorrono a definire i contributi comunitari come <strong>una forma di finanziamento dell&#8217;agricoltura industriale dipendente dalla chimica di sintesi, che consuma enormi quantit\u00e0 di combustibili fossili, di acqua e di energia e che sostituisce uomini e animali con macchinari<\/strong>. L&#8217;obiettivo evidente \u00e8 una produzione dalle alte rese che \u00e8, per\u00f2, causa di una realt\u00e0 insostenibile. I contributi finanziano l&#8217;acquisto di macchine sempre pi\u00f9 potenti e di nuova produzione, <strong>pagata tre volte dalla collettivit\u00e0<\/strong>: come contributo, come danno in termini di inquinamento, di consumo di materie prime per la sua fabbricazione e di terreni danneggiati e, infine, nel prezzo del cibo. Potremmo definirlo un circuito che converte il petrolio in cibo: occorrono circa 3 calorie di energia per produrre una caloria di cibo.<br>Cibo che, a ben vedere, il consumatore non ha il potere di scegliere poich\u00e8 sono gli indirizzi politici ad indirizzare la produzione agricola e la scelta obbligata dei lavoratori della terra.<\/p>\n\n\n\n<p>Il risultato di queste politiche \u00e8 sotto gli occhi di tutti noi e non deve stupirci constatare come<strong> un settore primario e strategico come l&#8217;agricoltura veda in Italia impegnato appena il 2% della popolazione e meno del 4% degli occupati totali.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Spesso il consumatore ha la percezione che il cibo costi poco, ma si tratta di un&#8217;illusione:<strong> costa poco perch\u00e8 lo abbiamo gi\u00e0 pagato prima di riceverlo<\/strong>, attraverso le tasse che versiamo e da cui vengono raccolti i fondi per sostenere i contributi all&#8217;agricoltura.<br>\u00abNon solo, abbiamo pagato anche il cibo che non volevamo (come la carne pe<em>r i vegan) e gli sprechi degli altri. Chi butta via il cibo butta via anche una parte dei nostri soldi e finch\u00e9 ci saranno i contributi all&#8217;agricoltura non potremo fare nulla per impedirglielo<\/em>\u00bb scrive Gaia Baracetti.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando parliamo di agricoltura dobbiamo anche avere ben chiaro che ci riferiamo ad <strong>un&#8217;attivit\u00e0 poco redditizia <\/strong>e che in molti paesi europei <strong>la<\/strong> <strong>terra disponibile non \u00e8 sufficiente neppure a sfamare i propri abitanti<\/strong>: occorrerebbe ricorrere alla tassazione della terra invece di incentivare chi la possiede.<br>Una riflessione necessaria che Baracetti declina nella parte finale del suo lavoro<strong> dando forma di proposte<\/strong> alle analisi composite che accompagnano le sue iniziali dissertazioni. E che trovano eco nelle recenti reazioni della &#8220;<em>Coalizione Cambiamo Agricoltura<\/em>&#8221; che ci ricordano come numerosi studi e oltre 3600 scienziati sostengano che<strong> l&#8217;agricoltura intensiva stia spingendo molte specie verso l&#8217;estinzione<\/strong>. Dal 1980, l&#8217;UE ha perso il 57% dei suoi uccelli degli ambienti agricoli, cos\u00ec come farfalle, api e altri impollinatori, anch&#8217;essi in grave declino.<\/p>\n\n\n\n<p>Proteggere la natura significa anche proteggere tutti quegli agricoltori impegnati in una seria transizione agro-ecologica.<strong> I cittadini lo stanno chiedendo a gran voce, i politici non possono continuare ad ignorarli ascoltando solo le sirene dell&#8217;agroindustria<\/strong>\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-medium-font-size has-vivid-green-cyan-color\"><strong>Perch\u00e9 bisogna abolire i contributi all&#8217;agricoltura<br>di Gaia Baracetti<\/strong><br><strong>Phasar edizioni, 2020<br>92 pagine, 10,00 euro.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; di pochi giorni fa la netta presa di posizione delle associazioni italiane aderenti alla &#8220;Coalizione Cambiamo Agricoltura&#8221; contro il disastroso accordo tra le maggiori [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":11574,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[103,114],"tags":[3073,3072,75,3074],"class_list":["post-14058","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-agricoltura","category-pubblicazioni","tag-contributi-agricoli","tag-gaia-baracetti","tag-pac","tag-politica-agricola-comune"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14058","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14058"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14058\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11574"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14058"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14058"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14058"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}