{"id":14159,"date":"2020-12-05T16:09:56","date_gmt":"2020-12-05T15:09:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=14159"},"modified":"2020-12-05T16:10:00","modified_gmt":"2020-12-05T15:10:00","slug":"attacco-alla-costa-in-arrivo-cemento-vista-mare-a-pineto-teramo-su-40-ettari-di-una-delle-ultime-aree-vergini-del-litorale-medio-adriatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2020\/12\/attacco-alla-costa-in-arrivo-cemento-vista-mare-a-pineto-teramo-su-40-ettari-di-una-delle-ultime-aree-vergini-del-litorale-medio-adriatico\/","title":{"rendered":"Attacco alla costa: in arrivo cemento vista mare a Pineto (Teramo) su 40 ettari di una delle ultime aree vergini del litorale medio adriatico"},"content":{"rendered":"\n<p><em>A cura delle associazioni Paliurus-Natura, storia ed ecoturismo e SOA-Stazione Ornitologica Abruzzese.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Una delle ultime aree vergini della costa abruzzese e dell&#8217;intero medio-Adriatico, vasta ben 40 ettari (come altrettanti campi di calcio), <strong>rischia di essere oggetto di una lottizzazione con cemento per alberghi e strutture extra-ricettive<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di una ampia zona delimitata a nord da<strong> Scerne<\/strong> e a sud dal centro urbano di P<strong>ineto<\/strong>; verso l&#8217;interno, dalla ferrovia e dalla strada statale Adriatica, all&#8217;altezza dell&#8217;ex Mercatone Uno.<\/p>\n\n\n\n<p>Si legge, infatti, nella Delibera del Comune di Pineto del 25\/11\/2020 che si \u00e8 costituito il Consorzio Ecopolis, presieduto da Luciano Monticelli, che ha &#8220;<em>Quali oggetto e scopo, \u201cla realizzazione, nel Comune di Pineto, del piano di lottizzazione denominato \u201cECOPOLIS PINETO\u201d, riguardante le aree di propriet\u00e0 dei consorziati che preveda la realizzazione delle opere primarie, in linea con le linee di indirizzo del piano strategico della macroarea. L\u2019intervento da proporre prevede la realizzazione di infrastrutture e strutture turistiche quali: alberghiere ed extra-alberghiere, strutture sanitarie e del benessere, sportive, culturali e sociali. Il consorzio si prefigge la conclusione dell\u2019iter procedimentale previsto e di addivenire alla stipula della relativa convenzione disciplinante i reciproci impegni (dell\u2019Ente comunale e del Consorzio) per la realizzazione degli interventi previsti e delle relative opere di urbanizzazione primaria<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"578\" height=\"376\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Pineto.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14160\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Pineto.jpg 578w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/Pineto-300x195.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 578px) 100vw, 578px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Dichiara <strong>Francesco Verrocchio<\/strong>, ingegnere e presidente dell&#8217;associazione locale &#8220;<em>Paliurus &#8211; natura, storia ed ecoturismo<\/em>&#8220;, &#8221; La costa \u00e8 gi\u00e0 piena di edifici, ora basta. In questo caso <strong>le costruzioni e gli insediamenti andrebbero a rovinare per sempre un&#8217;area che invece dovrebbe essere trasmessa ai posteri per i suoi valori paesaggistici e naturalistici<\/strong>. Non si terrebbe conto per nulla dell&#8217;attuale necessit\u00e0, troppo spesso sbandierata solo a parole, di perseguire il cosiddetto consumo di suolo zero. Si pensi che alle spalle di tale area c&#8217;\u00e8 un enorme complesso industriale\/commerciale attualmente abbandonato (ex Mercatone Uno, ex Mobilificio Rossi). Credo che su questo fronte non si possa rimanere fermi a guardare, ma che si debba agire e fermare questo progetto destinando l&#8217;area all&#8217;unica alternativa sostenibile al giorno d&#8217;oggi: la rinaturalizzazione per una fruizione leggera e per tutti, arricchendo il valore naturalistico ed ecosistemico del territorio &#8220;.<\/p>\n\n\n\n<p>Dichiara <strong>Massimo Pellegrini<\/strong>, naturalista e presidente della Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus &#8220;<em>Si tratta di una delle pochissime aree sgombre da cemento dell&#8217;intera costa tra Ancona e Termoli. <strong>Sarebbe una lottizzazione gravissima, addirittura la pi\u00f9 vasta a scala nazionale vista mare<\/strong> a mia conoscenza sul lato adriatico della penisola. Un&#8217;area dai valori naturalistici ormai quasi unica con specie di piante e animali rarissimi, vincolata da decenni a livello paesaggistico con apposito decreto nazionale. Costruire alberghi, resort e tutto il contorno di accessi e servizi in una delle pochissime aree vergini dell&#8217;intera costa abruzzese, per il 90% ormai antropizzata, nel 2020 \u00e8 una scelta del tutto miope. <strong>Tra l&#8217;altro l&#8217;innalzamento del livello del mare a causa dei cambiamenti climatici rende molto vulnerabile tutto il sito<\/strong>. Ci impegneremo allo strenuo affinch\u00e8 questa ennesima operazione contro l&#8217;ambiente non vada in porto, in cui il suffisso &#8220;eco&#8221; viene usato a sproposito per alterare un&#8217;area libera che tale deve rimanere. Chiediamo al Comune che ospita a sud l&#8217;area protetta della Torre di Cerrano, che, guarda caso, porta lustro alla cittadina, di andare in direzione opposta per cancellare per sempre ogni ipotesi edificatoria e di urbanizzazione nell&#8217;area<\/em>&#8220;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura delle associazioni Paliurus-Natura, storia ed ecoturismo e SOA-Stazione Ornitologica Abruzzese. 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