{"id":14280,"date":"2021-01-23T23:39:15","date_gmt":"2021-01-23T22:39:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=14280"},"modified":"2021-02-15T10:14:32","modified_gmt":"2021-02-15T09:14:32","slug":"crisi-di-governo-la-questione-ecologica-non-ha-avuto-la-fiducia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2021\/01\/crisi-di-governo-la-questione-ecologica-non-ha-avuto-la-fiducia\/","title":{"rendered":"Crisi di governo: la questione ecologica non ha avuto la fiducia"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di Paolo Pileri.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Mi sono preso il tempo di <strong>riascoltare tutti i discorsi dei senatori che sono intervenuti in aula il 19 gennaio 2021<\/strong> per dire la loro sulla crisi e sul governo facendo la propria dichiarazione di voto. Dieci ore circa di ascolto con un obiettivo partigiano e preciso: <strong>capire se in quei discorsi trovavo traccia della questione ambientale, dell\u2019ecologia, del cambiamento climatico.<\/strong> Di ci\u00f2 di cui il \u201c<em>Recovery Plan<\/em>\u201d, su cui hanno fatto scivolare il governo, deve occuparsi destinando almeno il 37% degli investimenti per la transizione ecologica. Queste sono le cose che ho sentito.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti, ovviamente, di pandemia, di scuola e di economia: i tre macro temi pi\u00f9 battuti. E in parte ci sta, sebbene si noti subito<strong> l\u2019assenza tra questi dell\u2019ambiente<\/strong>. Scendendo di dettaglio, ho sentito citare la richiesta di investire sull\u2019autostrada A22, di fare il Ponte sullo Stretto (qualcuno lo dice per far funzionare l\u2019Ilva di Taranto), di monarchia, di sblocca cantieri (sempre con grande trasporto emotivo), di <em>gilet<\/em> gialli, di concorrenza, di attacchi aerei inglesi (boh!), di partite Iva, di Pil (non pu\u00f2 mancare), di <em>playmobil<\/em> e di Brachetti, di superbonus che d\u00e0 ossigeno all\u2019edilizia (ma l\u2019ossigeno da dove viene?), di reti transeuropee, di patrimoniale, di nona bolgia dell\u2019inferno, di <em>jazz<\/em>, di vanit\u00e0, di reddito di cittadinanza, di Monte dei Paschi di Siena, di <em>flat tax<\/em>, di Brexit e del fatto che questa dannegger\u00e0 l\u2019Erasmus, di G20, di Mes, di tecnologia, dei Malavoglia, di infrastrutture, eccetera.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcune cose ci stanno, ma altre poco o nulla, ma in ogni caso in questo elenco fatto di dettagli, le \u201ccose\u201d dell\u2019ecologia non ci sono. <strong>Nessuno ha ricordato che questa pandemia \u00e8 figlia di una violenza ecologica e di un deterioramento del rapporto tra noi, le nostre politiche, il nostro pensare la societ\u00e0 e l\u2019ambiente, l\u2019ecologia, il paesaggio<\/strong>. Dei 57 interventi, uno solo ha citato <em>en-passant<\/em> i <em>green jobs<\/em> (ma dentro un discorso <em>high tech<\/em>), un paio la montagna (ma in termini vaghi) e solo uno ha davvero parlato con pienezza di clima, di periferie, di ecologia, di \u201cLaudato s\u00ec\u201d, di etica e responsabilit\u00e0, di cambiare il modello di sviluppo, di non voler tornare alla normalit\u00e0 di prima. Uno solo. Anzi una sola, visto che si tratta della <strong>senatrice Loredana De Petris<\/strong> (che non conosco). Quindi il risultato \u00e8 da sconfitta tipo partita di basket: 1 a 57. Mi pare chiaro a che cosa siamo davanti. <strong>La questione ecologica non fa parte del dibattito<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"391\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Prati.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14281\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Prati.jpg 600w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Prati-300x196.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Una cosa come <strong>l\u2019Agenda 2030 delle Nazioni Unite non \u00e8 parte del discorso<\/strong>. Cambiare il modello di sviluppo? Non se ne parla. La sostenibilit\u00e0? Assente. Biodiversit\u00e0: non pervenuta. Le morti per inquinamento? Il dissesto idrogeologico? I fiumi, i rifiuti, l\u2019agricoltura biologica, il clima, la mobilit\u00e0 sostenibile, il suolo e il suo consumo? Tutte cose che -dobbiamo prenderne atto- non sono dirimenti per la fiducia a un governo e neppure per immaginare il futuro di un Paese piegato da tempo su se stesso e che, nei momenti pi\u00f9 delicati della sua storia parlamentare, con caparbia illusione si affida al riscatto di quei discorsi che non hanno nulla di ecologico. <strong>Non dobbiamo stupirci se il Piano di ripresa e resilienza \u00e8 privo di visione e zoppica sulla parte ecologica pasticciata, spezzettata al punto che sembrano pezze messa un po\u2019 qua un po\u2019 l\u00e0<\/strong>. Probabilmente l\u2019assenza di visione di quel Piano rispecchia l\u2019insensibilit\u00e0 ecologica della classe politica e la sua convinzione, non detta, che l\u2019ambiente non ha posto nell\u2019agenda del governo di un Paese come il nostro. Allora il problema sta qua: nel <strong>trovare mille modi per riuscire a far diventare la questione ecologica una questione di strategica politica nazionale<\/strong>. Anzi: di cultura politica, per tutta la filiera, dal sindaco al presidente della Repubblica. Sta nel far capire che ambiente non \u00e8 una materia di nicchia per fissati o per un manipolo di Verdi, ma una questione strategica per la buona societ\u00e0 e pure per l\u2019economia.<\/p>\n\n\n\n<p>Non me la sento di dire ai miei studenti di ascoltare quel flusso di discorsi. Onestamente sono spaesato, indignato, scosso. Ho solo concluso di aver pi\u00f9 chiaro che <strong>chi mi rappresenta non \u00e8 interessato a nulla di ecologico e che nei momenti che contano, dove vedi davvero da che parte sta, continua a essere preso da s\u00e9 e non dal futuro delle prossime generazioni.<\/strong> Forse tutta questa incapacit\u00e0 di vedere oltre il naso e di non fare lo sforzo di tradurre le questioni ambientali in un discorso politico visionario \u00e8 un messaggio che ci viene lanciato per dirci che la classe politica \u00e8 diventata cieca. Le manca l\u2019Abc per <strong>capire che la questione ecologica ha implicazioni nell\u2019economia, nel benessere, nella felicit\u00e0, nel futuro di cittadini e delle imprese e nella tenuta sociale del Paese<\/strong>. Questo \u00e8 il vulnus pi\u00f9 grande del Piano di ripresa e resilienza: investire in progetti \u201cgreen\u201d con una classe politica zoppa che dovr\u00e0 governare la fase delicata di messa a terra di quei progetti, ma che continua a non capirne il senso. Questo potrebbe significare che, <strong>in prospettiva, buona parte di quegli investimenti saranno buttati, non creeranno sviluppo, non faranno crescere n\u00e9 i politici n\u00e9 i cittadini, non cambieranno il Paese<\/strong> e serviranno solo per far \u201cgirare\u201d un po\u2019 di risorse, cosa che piace sempre a molti, ma che non interessa alle prossime generazioni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Tratto da: <a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/crisi-di-governo-la-questione-ecologica-non-ha-avuto-la-fiducia\/\">https:\/\/altreconomia.it\/crisi-di-governo-la-questione-ecologica-non-ha-avuto-la-fiducia\/<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Pileri. 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