{"id":14290,"date":"2021-01-28T23:16:48","date_gmt":"2021-01-28T22:16:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=14290"},"modified":"2021-01-28T23:16:54","modified_gmt":"2021-01-28T22:16:54","slug":"ospedale-unico-di-cuneo-un-inutile-e-dannoso-consumo-di-suolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2021\/01\/ospedale-unico-di-cuneo-un-inutile-e-dannoso-consumo-di-suolo\/","title":{"rendered":"Ospedale unico di Cuneo, un inutile e dannoso consumo di suolo"},"content":{"rendered":"\n<p><em>A cura di Domenico Sanino, Presidente Pro Natura Cuneo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>A Cuneo ci sono due ospedali, uniti in un\u2019unica azienda: l\u2019ospedale <strong>Santa Croce<\/strong>, di antica origine, oggi localizzato sull\u2019altopiano, nel centro cittadino, a poche centinaia di metri dalla stazione ferroviaria, e l\u2019ospedale<strong> Carle<\/strong>, creato nel 1935 nella frazione Confreria, al di l\u00e0 del fiume Stura, per curare gli ammalati di tubercolosi. <strong>Il Carle ha tutto attorno un grande parco, oggi mal tenuto, e terreni agricoli ancora coltivati<\/strong>. Il Carle negli ultimi anni ha ospitato alcuni reparti qui trasferiti dal Santa Croce. Quando \u00e8 scoppiata la pandemia da Coronavirus \u00e8 stato trasformato in ospedale Covid, proprio per la sua posizione decentrata e indipendente.<\/p>\n\n\n\n<p>Da anni le forze politiche parlavano della opportunit\u00e0 di creare un ospedale unico, ma concretamente non si era mai fatto nulla. La possibilit\u00e0 di attingere ai finanziamenti europei del <strong>Recovery fund<\/strong> ha accelerato i tempi e<strong> il Consiglio comunale, a maggioranza e contro il parere della quasi totalit\u00e0 della popolazione, ha deciso che bisognava realizzare un ospedale unico <\/strong>(e non i due che la logica pi\u00f9 elementare avrebbe indicato come ovvi) e al Carle, dove ci sono tanti terreni da cementificare!<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"558\" height=\"268\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Carle-ospedale-Cuneo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14291\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Carle-ospedale-Cuneo.jpg 558w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Carle-ospedale-Cuneo-300x144.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 558px) 100vw, 558px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La decisione del Consiglio comunale \u00e8 maturata nonostante i <strong>pareri negativi di tecnici, addetti ai lavori, cittadini e ambientalisti <\/strong>che hanno proposto di realizzare il nuovo ospedale nel sito attuale, con adattamenti e trasformazioni possibili e vantaggiose, salvando il blocco delle sale operatorie costruito da pochi anni, e utilizzare il Carle per la lunga degenza, come ospedale per le pandemie, come sede del corso universitario per infermieri (che non ha una sua sede) e, perch\u00e9 no, per creare tutto attorno un parco, un giardino botanico con serre per piante rare. Niente da fare.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sono chiesti i nostri amministratori se effettivamente alla citt\u00e0 di Cuneo servir\u00e0 un ospedale \u201cunico\u201d? Si sono chiesti quale sar\u00e0 la medicina del futuro? Certamente<strong> l\u2019epidemia in corso insegna che concentrare tutte le attivit\u00e0 sanitarie in un unico edificio non \u00e8 positivo<\/strong>; ci sono patologie, come il caso del Coronavirus, che richiedono aree indipendenti, isolate, meglio se lontano dalle citt\u00e0. Cuneo ha gi\u00e0 questa opportunit\u00e0 e ha senso mantenere entrambe le strutture proprio per queste esigenze diverse.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il futuro della Medicina, poi, sar\u00e0 la cura a domicilio<\/strong>, la prossimit\u00e0, l&#8217;assistenza in remoto, mentre gli ospedali saranno invasi da tanta tecnologia che cambier\u00e0 il loro aspetto e la loro funzione.<strong> Il futuro ci dice che dovremo muoverci di meno, soprattutto con i mezzi motorizzati.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Invece, si \u00e8 deciso di abbandonare l\u2019ospedale vicinissimo alla stazione ferroviaria per realizzarlo in un sito non servito da mezzi pubblici! Che cosa significa questo? <strong>Oltre al consumo di suolo agricolo per realizzare il nuovo edificio, occorrer\u00e0 consumare altro suolo (e soldi) per creare le strade di accesso all\u2019ospedale<\/strong> (\u00e8 subito ritornata in auge la circonvallazione modello autostrada che distrugger\u00e0 migliaia di ettari di terreno agricolo pregiatissimo).<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 poi da tenere in considerazione anche l\u2019<strong>aspetto paesaggistico<\/strong>. Al Santa Croce pu\u00f2 essere realizzata una struttura in orizzontale che sostanzialmente non altera le altezze attuali. Invece l\u2019impatto paesaggistico del nuovo Carle sar\u00e0 devastante, visibile in lontananza con la sua mole di cemento.<\/p>\n\n\n\n<p>Altro interrogativo: quale sar\u00e0 il destino del Santa Croce? Le \u201csuggestioni\u201d presentate dai sostenitori del Carle sembrano di difficile realizzazione anche per i costi elevati e le scelte tutt\u2019altro che fattibili (polo universitario, albergo per i familiari dei decenti al Carle, sede della medicina territoriale, ecc.). Quindi, <strong>altri soldi, tanti altri soldi, che non ci saranno e che determineranno l\u2019abbandono di questa enorme area al degrado<\/strong>. Il vecchio Santa Croce nel cuore del centro storico \u00e8 stato svuotato nel 1960 e da allora non si \u00e8 trovato modo di riutilizzarlo!<\/p>\n\n\n\n<p>La pandemia in corso ci ha messo in ginocchio, ma ben pi\u00f9 gravi saranno, a breve,<strong> le conseguenze del cambiamento climatico <\/strong>che non vogliamo in nessun modo prendere in considerazione. Non possiamo pi\u00f9 permetterci di consumare neppure un metro quadrato di suolo fertile, perch\u00e9 di cemento ne abbiamo gi\u00e0 troppo, e in futuro si prevede una drastica diminuzione della popolazione per cui non sapremo che cosa farne delle tante case.<strong> Il suolo con gli alberi e la vegetazione \u00e8 il principale antidoto contro l\u2019aumento della temperatura. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Invece si continua a cementificare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Domenico Sanino, Presidente Pro Natura Cuneo. 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