{"id":14311,"date":"2021-02-11T22:35:32","date_gmt":"2021-02-11T21:35:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=14311"},"modified":"2021-03-07T23:12:45","modified_gmt":"2021-03-07T22:12:45","slug":"proposta-di-legge-regionale-n-125-2020-piemonte-burocrazia-snella-non-significa-deregulation","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2021\/02\/proposta-di-legge-regionale-n-125-2020-piemonte-burocrazia-snella-non-significa-deregulation\/","title":{"rendered":"Proposta di Legge regionale n\u00b0 125\/2020 Piemonte: burocrazia snella non significa deregulation!"},"content":{"rendered":"\n<p><em>A cura del Coordinamento piemontese del Forum Salviamo il Paesaggio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La Regione Piemonte tenta ancora una volta di ridurre e azzerare la partecipazione dei cittadini e il ruolo dei Comuni e dei Consigli comunali nella necessaria mediazione fra Piano Regolatore e richieste dei privati per garantire l\u2019 \u201cutilit\u00e0 sociale\u201d. Lo evidenziano le Osservazioni del Forum Salviamo il Paesaggio\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Esattamente un anno fa il Coordinamento Piemontese del Forum Salviamo il Paesaggio esprimeva pubblicamente le sue <strong>considerazioni critiche<\/strong> rispetto a una Proposta di legge (n. 70 del 19\/12\/2019) attraverso la quale la Regione Piemonte si proponeva di modificare diverse norme vigenti in materia urbanistica, <strong>con l\u2019intento dichiarato di rendere pi\u00f9 snelli i processi della sua stessa burocrazia<\/strong>. Ma che viceversa, a parere del Forum, mascheravano il vero intento dell\u2019Amministrazione regionale: <strong>ridurre e far scomparire quasi completamente il ruolo dei Comuni e dei Consigli comunali<\/strong>, oggi investiti della funzione di mediazione fra il Piano Regolatore e le richieste dei privati secondo un criterio di \u201c<em>utilit\u00e0 sociale<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tale malcelata intenzione la ritroviamo puntualmente ora nella Proposta di Legge regionale n. 125<\/strong> presentata il 16\/12\/2020 \u201c<em>Norme di semplificazione in materia urbanistica ed edilizia<\/em>\u201d, che ripropone in larga misura lo stesso filo logico gi\u00e0 utilizzato dall&#8217;amministrazione regionale<strong> per cucinare un piatto difficile da digerire e dagli ingredienti ormai scaduti<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le due iniziative normative abbiamo assistito al tentativo della Regione di scardinare i pi\u00f9 elementari parametri di una corretta gestione urbanistica attraverso il cosiddetto \u201c<em>Riparti Piemonte<\/em>\u201d (L.R. 29\/5\/2020 n. 13), una <strong>maldestra azione ricca di incongruenze e, addirittura, di elementi incostituzionali <\/strong>che abbiamo fortemente contribuito a contrastare, fino a registrare con soddisfazione l\u2019intervento del Consiglio dei Ministri che ha imposto alla stessa Regione un profondo dietrofront (tra modifiche \u201crichieste\u201d ed impugnazione avanti alla Corte Costituzionale).<br>Inoltre, lo scorso 10 dicembre la Regione ha presentato pubblicamente il percorso che intende adottare per revisionare (o meglio sostituire) l\u2019attuale legge 56\/1977 riguardante la \u201c<em>tutela ed uso del suolo<\/em>\u201d e <strong>che pare sovrapporsi e differenziarsi rispetto alla PdL 125\/2020, rendendo difficilmente comprensibile il dialogo in atto e le discordanze all\u2019interno delle forze di maggioranza che governano il Piemonte<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"591\" height=\"373\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Palazzo-Regione-Piemonte.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14312\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Palazzo-Regione-Piemonte.jpg 591w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Palazzo-Regione-Piemonte-300x189.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 591px) 100vw, 591px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Non ci troviamo, dunque, dinanzi a una eccezione ma a una ferrea regola: il Governo regionale ha scelto \u201cpoliticamente\u201d di percorrere la strada della deregulation con <strong>profondi cambiamenti procedurali tesi a favorire una maggiore libert\u00e0 di intervento al mondo dell\u2019edilizia in deroga alle norme e previsioni dei piani vigenti<\/strong>, riducendo enormemente i controlli da parte dei soggetti preposti (enti pubblici e privati cittadini) e i tempi di istruzione delle pratiche. In buona sostanza <strong>un tentativo di trasformare le modifiche e le varianti ai Piani Regolatori in pure Deroghe, consentite per legge<\/strong>\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il \u201c<em>governo del territorio<\/em>\u201d e l\u2019urbanistica di cui questa ne fa parte, non \u00e8 un semplice business: \u00e8 una disciplina che si occupa della vita di una comunit\u00e0. Di persone. Di ambiente essenziale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E il ruolo della Politica dovrebbe essere proprio quello di conciliare l\u2019attivit\u00e0 economica con il benessere di tutti.<\/strong><br>Nel nostro caso, dovrebbe dedicarsi alla tutela primaria degli spazi liberi, ad arrestare il consumo di suolo, a prospettare strumenti di rilancio del comparto edile che lo orientino a concentrarsi sul recupero del patrimonio immobiliare esistente, abbandonando l\u2019ormai esausta via della nuova espansione.<br>Cio\u00e8 occuparsi di un futuro sostenibile, nel solco di quanto tracciato dal <em>Green Deal <\/em>dell\u2019Unione Europea e <strong>non attraverso \u201cscorciatoie\u201d<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>In data odierna <strong>il Forum ha provveduto a consegnare in Regione un corposo fascicolo di puntuali \u201cosservazioni\u201d<\/strong> alla Proposta di Legge regionale n. 125\/2020 in cui segnaliamo una lunga serie di deroghe, incongruenze e imprecisioni e, soprattutto, poniamo in evidenza scelte che contrastano diametralmente con la necessit\u00e0 di politiche di tutela, di seguito ne segnaliamo alcune tra le principali.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Con le modifiche proposte <strong>scompare quasi completamente il ruolo del Comune,<\/strong> che oggi ha una funzione di mediazione fra il P.R.G. e le richieste dei privati e individua (tramite delibera del Consiglio comunale) le trasformazioni secondo un criterio di \u201c<em>utilit\u00e0 sociale<\/em>\u201d, con interventi di riuso e di riqualificazione degli edifici esistenti. La proposta di modifica &#8211; con la locuzione \u201c<em><strong>sono comunque ammessi<\/strong><\/em>\u201d &#8211; lascia invece tutto in mano alla libera iniziativa privata, senza alcuna possibilit\u00e0 di valutazione \u201cpolitico-discrezionale\u201d, pur trattandosi di interventi in deroga ai vigenti strumenti urbanistici generali approvati dal Consiglio comunale.<\/li><li>Si cerca di imporre una \u201c<strong><em>retrocessione<\/em><\/strong>\u201d nella gerarchia e priorit\u00e0 dei principi della pianificazione della variante di adeguamento al PPR (Piano Paesaggistico Regionale) con il passaggio da \u201c<em>variante generale<\/em>\u201d a una nuova tipologia assimilata alla \u201c<em>variante strutturale<\/em>\u201d e la contemporanea riduzione dei tempi procedurali.<\/li><li>Si introduce un nuovo articolo \u201c<strong><em>incremento del carico antropico<\/em><\/strong>\u201d palesemente in contrasto con alcune vigenti disposizioni legate alla <strong>pericolosit\u00e0 geomorfologica dei territori<\/strong> e, dunque, ai fenomeni di dissesto del territorio.<\/li><li>Per gli interventi eventualmente necessari per conseguire l\u2019armonizzazione architettonica rispetto al contesto edificato, vengono indicate \u201c<strong><em>premialit\u00e0<\/em><\/strong>\u201d che, addirittura, possono essere superate \u201c<em>previa motivazione<\/em>\u201d, in assoluto contrasto con quanto previsto dal comma 14 dell\u2019art. 5 della L. 106\/2011, <strong>che non pu\u00f2 certamente essere derogabile con una norma regionale o, peggio ancora, con una semplice delibera comunale.<\/strong><\/li><li>Possibile utilizzo improprio della L. 106\/2011 per rilocalizzare fabbricati siti in aree pericolose dal punto di vista idraulico e geomorfologico, <strong>con il gravissimo rischio che possa essere demolita una consistente parte del patrimonio architettonico<\/strong>, rurale e non, di valore documentario e storico e che le relative volumetrie (\u201c<em>premializzate<\/em>\u201d) si trasformino in villette nei pressi degli abitati: una valorizzazione immobiliare a scapito del patrimonio storico-culturale.<\/li><li>Si introducono ulteriori fattispecie non comprese tra le \u201c<strong><em>soglie di consumo di suolo<\/em><\/strong>\u201d che determineranno nuova cementificazione delle superfici libere interne alla perimetrazione del centro o del nucleo abitato.<\/li><li>Sono indicate <strong>innumerevoli deroghe ai volumi, alle superfici, alle destinazioni ed all\u2019altezza massima degli edifici<\/strong> previste dai vigenti P.R.G.<\/li><li>Viene definito il procedimento del \u201c<strong><em>titolo edilizio in deroga<\/em><\/strong>\u201d, attraverso una motivazione che, in realt\u00e0, esula dalle competenze della Regione poich\u00e9 l\u2019individuazione delle tempistiche procedimentali <strong>sono di pertinenza delle disposizioni legislative dello Stato.<\/strong><\/li><li>Si introduce <strong>un nuovo limite massimo di incremento di 2.000 mq per le destinazioni produttive<\/strong>, che consentirebbe ampliamenti anche per grandi strutture esistenti.<\/li><li>Vengono anche ammessi<strong> interventi di ampliamento sulle medie e grandi strutture commerciali <\/strong>nel rispetto del tetto massimo dei limiti regionali (nemmeno di quelli comunali\u2026), il che scardinerebbe la programmazione commerciale dei Comuni.<\/li><li><strong>Si spiana la strada per ampliamenti \u201ccumulabili\u201d che potrebbero favorire non giustificabili aumenti di superficie <\/strong>rispetto a quelle delle attuali unit\u00e0 immobiliari e in assenza di limiti definiti dalla norma, che potrebbero giungere fino al 60% dell\u2019attuale per le destinazioni residenziale, turistico-ricettive e direzionali e per le destinazioni industriale, artigianale e produttiva, e fino al 55% dell\u2019attuale per la destinazione commerciale.<\/li><li>Si prevede la possibilit\u00e0 di <strong>recuperare a fini abitativi locali seminterrati ed interrati<\/strong>, creando molteplici nuove unit\u00e0 abitative, con standard e comfort abitativi sotto le soglie minime di legge (o meglio sotto le soglie minime di decenza), oltrech\u00e9 con probabili ed evidenti pericoli di \u201c<em>sicurezza idraulica<\/em>\u201d per allagamento, con conseguenti ed inimmaginabili rischi sia per le persone che per le cose.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>In definitiva, ancora una volta, <strong>la Regione cerca di introdurre una legge a danno della tutela del territorio e dei suoi concittadini, mascherandola con la volont\u00e0 di semplificare il lavoro della burocrazia<\/strong>. Operazione che certamente va fatta, ma con ben altra visione e interventi e certamente non attraverso disposizioni in deroga in assenza di una disposizione generale di indirizzo statale.<\/p>\n\n\n\n<p>Con le nostre osservazioni e con una piena mobilitazione della Societ\u00e0 civile ci auguriamo che l&#8217;oggettivo ennesimo errore della Regione possa restituirci una vera legge sostenibile per la semplificazione in materia urbanistica ed edilizia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Oss.-Forum-Salviamo-il-Paesaggio-a-PdL-Piemonte-125-2020.pdf\">Qui potete trovare il documento integrale delle Osservazioni presentate dal Forum Salviamo il Paesaggio.<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura del Coordinamento piemontese del Forum Salviamo il Paesaggio. La Regione Piemonte tenta ancora una volta di ridurre e azzerare la partecipazione dei cittadini [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":14312,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[126,106,43,1351,6],"tags":[3245,2935,121],"class_list":["post-14311","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-consumo-di-suolo-tematiche","category-dissesto-idrogeologico","category-leggi-e-piani-regolatori","category-paesaggio-tematiche","category-piemonte","tag-legge-125-piemonte","tag-semplificazione","tag-urbanistica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14311","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14311"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14311\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14312"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14311"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14311"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14311"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}