{"id":14322,"date":"2021-02-18T23:40:20","date_gmt":"2021-02-18T22:40:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=14322"},"modified":"2021-03-13T00:09:40","modified_gmt":"2021-03-12T23:09:40","slug":"rispettare-il-principio-non-nuocere-allambiente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2021\/02\/rispettare-il-principio-non-nuocere-allambiente\/","title":{"rendered":"Rispettare il principio &#8220;non nuocere all\u2019ambiente&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p>Risoluzione del Parlamento europeo per il dispositivo di ripresa e resilienza.<\/p>\n\n\n\n<p><em>A cura di Luigi Di Marco.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il 10 febbraio il Parlamento europeo ha adottato la <a href=\"https:\/\/www.europarl.europa.eu\/doceo\/document\/TA-9-2021-0038_IT.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">risoluzione legislativa sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un dispositivo per la ripresa e la resilienza<\/a> chiudendo definitivamente l\u2019iter per la disciplina dei Pnrr (Piani nazionali di ripresa e resilienza) avviato dalla Commissione europea lo scorso 27 maggio 2020, mettendo a disposizione dei Paesi Ue 672,5 miliardi di euro per la ripresa e la resilienza, dunque la parte pi\u00f9 sostanziosa dei 750 miliardi del pacchetto NextGenerationEu.<\/p>\n\n\n\n<p>La risoluzione viene assunta in coerenza con l\u2019accordo storico raggiunto dal Consiglio europeo del 17-21 luglio 2020 che, approvando la proposta della Commissione, ha deciso di assumersi il carico di un debito comune tra stati Ue in risposta alla crisi pandemica.<\/p>\n\n\n\n<p>Il testo della risoluzione, basato sull\u2019accordo raggiunto con il Consiglio, esalta il legame stretto delle misure di ripresa e resilienza con il quadro dell\u2019Agenda 2030. Poich\u00e9 <em>non esiste al momento nessuno strumento che preveda un sostegno finanziario diretto connesso al conseguimento dei risultati e all&#8217;attuazione di riforme e investimenti pubblici da parte degli Stati membri in risposta alle sfide individuate nell&#8217;ambito del semestre europeo, compresi il pilastro europeo dei diritti sociali e gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell&#8217;ONU, e che si ponga l&#8217;obiettivo di avere un impatto duraturo sulla produttivit<\/em><em>\u00e0 e sulla resilienza economica, sociale e istituzionale degli Stati membri, <\/em>il regolamento adottato viene a colmare questo vuoto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lo strumento riflette <em>il Green Deal europeo quale strategia di crescita dell\u2019Europa e l&#8217;importanza di far fronte ai cambiamenti climatici in linea con l\u2019impegno dell&#8217;Unione di attuare l&#8217;accordo di Parigi e gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell\u2019Onu<\/em><\/strong>evidenziando anche<em> l&#8217;importanza di affrontare la drammatica perdita di biodiversit<\/em><em>\u00e0 <\/em>e confermando per il 100% della spesala necessit\u00e0 di dimostrare il rispetto del principio non nuocere all\u2019ambiente, dedicando almeno il 37% dei fondi alla transizione verde, compresa la biodiversit\u00e0, e almeno il 20% alla spesa digitale.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019obiettivo generale risponde anche alla necessit\u00e0 di introdurre<em> <strong>riforme basate sulla solidariet<\/strong><\/em><strong><em>\u00e0, l&#8217;integrazione, la giustizia sociale e un&#8217;equa distribuzione della ricchezza, con l&#8217;obiettivo di creare un&#8217;occupazione di qualit<\/em><\/strong><strong><em>\u00e0 e una crescita sostenibile, garantire un pari livello di opportunit<\/em><\/strong><strong><em>\u00e0 e protezione sociale, anche in termini di accesso, tutelare i gruppi vulnerabili e migliorare il tenore di vita di tutti i cittadini dell\u2019Unione [\u2026] affinch<\/em><\/strong><strong><em>\u00e9 le economie degli Stati membri si riprendano, senza lasciare nessuno indietro.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il rimando al pilastro europeo dei diritti sociali \u00e8 un ulteriore elemento rafforzativo nei confronti del riferimento all\u2019Agenda 2030, poich\u00e9 i 20 punti enunciati sono perfettamente coerenti e inquadrabili nei Goal dell\u2019Agenda. La risoluzione specifica che <em>la Commissione dovrebbe stabilire mediante atti delegati gli indicatori comuni da utilizzare per le relazioni sui progressi compiuti e ai fini del monitoraggio e della valutazione del dispositivo e definire una metodologia per la comunicazione delle spese sociali, ivi incluse quelle destinate all&#8217;infanzia e ai giovani, nell&#8217;ambito del dispositivo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>I Pnrr devono includere altres\u00ec una spiegazione di come contribuiranno ad affrontare con efficacia le pertinenti sfide e priorit\u00e0 specifiche per Paese individuate nell&#8217;ambito del semestre europeo. Si ricorda che lo stesso semestre europeo, nella sua concezione rinnovata con la Commissione von der Leyen, risponde al quadro di riferimento dei 17 Goal dell\u2019Agenda Onu 2030 ponendo la sostenibilit\u00e0 e il benessere dei cittadini al centro della politica economica, rendendo gli stessi <strong>SDGs fulcro della definizione delle politiche e degli interventi dell\u2019Ue<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le condizioni generali \u00e8 altres\u00ec indicato come <em>opportuno che l&#8217;uguaglianza di genere e le pari<\/em><em>opportunit<\/em><em>\u00e0 per tutti e l&#8217;integrazione di tali obiettivi siano tenute in considerazione e promosse durante l&#8217;intera preparazione e attuazione dei Pnrr, <\/em>attuare un processo di consultazione condotto con i portatori di interessi nazionali, contenere una spiegazione dei piani, dei sistemi e delle misure concrete intesi a prevenire, individuare e rettificare i conflitti di interesse, la corruzione e la frode e a evitare la duplicazione dei finanziamenti da parte del dispositivo e di altri programmi dell\u2019Unione.<\/p>\n\n\n\n<p>Fondamentale \u00e8 poi la dimostrazione del principio di coerenza con il programma nazionale di riforma (basato sempre sul semestre europeo e di cui \u00e8 indicata auspicabile la presentazione contestuale al Pnrr), i piani nazionali per l&#8217;energia e il clima, i piani per una transizione giusta, il piano di attuazione della Garanzia per i giovani e gli accordi di partenariato e i programmi operativi adottati nell&#8217;ambito dei fondi dell\u2019Unione. In generale vale il principio di coerenza delle politiche definito anche dal Target 17.14 dell\u2019Agenda 2030.<\/p>\n\n\n\n<p>I Pnrr devono essere articolati in aree d\u2019intervento di pertinenza europea strutturate in sei pilastri:<\/p>\n\n\n\n<p>a) transizione verde;<br>b) trasformazione digitale;<br>c) crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, che comprenda coesione economica, occupazione, produttivit\u00e0, competitivit\u00e0, ricerca, sviluppo e innovazione, e un mercato interno ben funzionante con Pmi forti;<br>d) coesione sociale e territoriale;<br>e) salute e resilienza economica, sociale e istituzionale, al fine, fra l&#8217;altro, di rafforzare la capacit\u00e0 di risposta alle crisi e la preparazione alle crisi;<br>f) politiche per la prossima generazione, l\u2019infanzia e i giovani, come l&#8217;istruzione e le competenze.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 22 gennaio scorso la Commissione europea ha pubblicato le linee guida per i Pnrr costruite sulla base del testo concordato del Regolamento, in anticipo sull\u2019approvazione formale da parte del Parlamento e del Consiglio. Le stesse linee guida sono state <a href=\"https:\/\/asvis.it\/rubrica-europa-e-agenda-2030\/1339-8758\/come-deve-essere-elaborato-il-piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">presentate in questa rubrica il 27 gennaio 2021<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Novit\u00e0 importante della settimana, e tassello fondamentale per l\u2019elaborazione dei Pnrr, sono gli <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/sites\/info\/files\/c_2021_1054_it.pdf\" target=\"_blank\">orientamenti tecnici sull&#8217;applicazione del principio &#8220;non arrecare un danno significativo&#8221; a norma del regolamento sul dispositivo per la ripresa e la resilienza<\/a> adottati venerd\u00ec 12 febbraio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-medium-font-size has-vivid-green-cyan-color\"><strong>La Commissione europea pubblica le indicazioni di come i Pnrr devono rispettare il principio \u201cnon nuocere\u201d all\u2019ambiente<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il regolamento che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza stabilisce che <strong><em>nessuna misura inserita in un piano per la ripresa e la resilienza debba arrecare danno agli obiettivi ambientali<\/em><\/strong><em> ai sensi dell&#8217;articolo 17 del regolamento Tassonomia<\/em> (regolamento (UE) 2020\/852 r<em>elativo all&#8217;istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili, tramite la definizione di un sistema di classificazione delle attivit\u00e0 economiche ecosostenibili<\/em>), rinviando all\u2019adozione da parte della Commissione d\u2019indicazioni specifiche. Gli orientamenti adottati il 12 febbraio 2021, sono di assoluta importanza poich\u00e9 determinanti nel processo di formazione e valutazione dei Pnrr.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"443\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/nessuno_indietro.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14323\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/nessuno_indietro.jpg 600w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/nessuno_indietro-300x222.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Gli obiettivi ambientali da considerare nella valutazione denominata Dnsh (acronimo dall\u2019inglese <em>Do Not Significant Harm<\/em> &#8211; <em>non produrre danno significativo<\/em>) sono dunque gli stessi del regolamento tassonomia:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>mitigazione dei cambiamenti climatici;<\/li><li>adattamento ai cambiamenti climatici;<\/li><li>uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine;<\/li><li>transizione verso un\u2019economia circolare;<\/li><li>prevenzione e riduzione dell\u2019inquinamento;<\/li><li>protezione e ripristino della biodiversit\u00e0 e degli ecosistemi.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>\u00c9 precisato che la valutazione Dnsh non dovr\u00e0 essere effettuata a livello di piano o delle singole componenti del piano, bens\u00ec a livello di singola misura, e che si applicher\u00e0 sia alle riforme che agli investimenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Le riforme in alcuni settori, tra cui l&#8217;industria, i trasporti e l&#8217;energia, pur avendo le potenzialit\u00e0 per dare un contributo significativo alla transizione verde, possono anche comportare il rischio di arrecare un danno significativo a una serie di obiettivi ambientali, in funzione di come sono progettate. Riforme in altri settori (ad esempio istruzione e formazione, pubblica amministrazione, arte e cultura) comporteranno probabilmente un rischio limitato di danno ambientale, e si potr\u00e0 dunque applicare una valutazione semplificata, a prescindere dal loro contributo potenziale alla transizione verde, che potrebbe comunque essere significativo. La Commissione precisa che l&#8217;obbligo di valutazione Dnsh per le riforme <em>non dovrebbe essere inteso come un deterrente a inserire nei Pnrr importanti riforme nei settori dell&#8217;industria, dei trasporti e dell&#8217;energia, poich<\/em><em>\u00e9 tali misure hanno un grande potenziale di promozione della transizione verde e di stimolo della crescita.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c9 messo in chiara evidenza come <strong>la verifica del rispetto della normativa ambientale \u00e8 condizione necessaria ma non sufficiente per rispondere alla valutazione Dnsh <\/strong>poich\u00e9 alcuni degli obiettivi del regolamento tassonomia non sono ancora pienamente rispecchiati nella legislazione ambientale dell\u2019Ue. Le stesse procedure di Via e di Vas non si considerano esimenti dalla verifica Dnsh.<\/p>\n\n\n\n<p>La Commissione indica specifici criteri guida precisando che gli effetti da valutare sono sia <em>diretti che indiretti <\/em>rispetto alla misura di riforma o d\u2019investimento oggetto d\u2019esame, e che dovr\u00e0 essere fatta una valutazione anche sul <em>ciclo di vita.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>I criteri indicano l\u2019obbligo di adozione delle soluzioni tecnicamente pi\u00f9 avanzate in termini di riduzione dell\u2019impatto sull\u2019ambiente e la dimostrazione che le stesse soluzioni non conducano a situazioni di \u201clock-in\u201d, ovvero a scelte d\u2019investimento che impediscano o ostacolino un miglioramento nel tempo delle performance ambientali.<\/strong> Per una miglior comprensione vengono fatti degli esempi specifici settoriali: 1) rottamazione auto per promozione di auto elettriche anzich\u00e9 auto a combustione interna anche se a basse emissioni; 2) recupero e riciclo rifiuti anzich\u00e9 incenerimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Il gas naturale come misura non \u00e8 vietata, ma deve essere dimostrata la compatibilit\u00e0 dell\u2019investimento con il conseguimento degli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 e al 2050, e senza incorrere nel citato effetto \u201clock-in\u201d o \u201cstranded assets\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La conformit\u00e0 al principio Dnsh, in base ai principi guida, dovrebbe essere integrata nella progettazione delle misure, anche a livello di target intermedi e finali. A titolo d\u2019esempio, la progettazione della misura potrebbe stabilire che le specifiche per gli appalti e le forniture debbano contenere condizioni specifiche inerenti al principio Dnsh, e le misure di natura pi\u00f9 generale, quali regimi di sostegno all&#8217;industria (ad esempio strumenti finanziari relativi a investimenti in aziende in molteplici settori), dovrebbero essere progettate in modo da assicurare che i pertinenti investimenti rispettino il principio Dnsh.<\/p>\n\n\n\n<p>Per agevolare gli Stati membri nella valutazione e presentazione del principio Dnsh nei loro Pnrr, la Commissione ha preparato una <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/sites\/info\/files\/c_2021_1054_f1_annex_it.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">lista di controllo<\/a> (cfr. allegato I) che dovrebbero usare a supporto della loro analisi del nesso tra ciascuna misura e il principio Dnsh. La Commissione \u00e8 molto chiara nel precisare che, senza eccezioni, agli Stati membri \u00e8 chiesto di confermare che la risposta alla verifica Dnsh sia sempre &#8220;no&#8221;, ovvero la misura indicata nel piano non dovr\u00e0 mai arrecare danni agli obiettivi ambientali, fornendo una spiegazione e motivazioni a sostegno della risposta.&nbsp;Qualora gli Stati membri non siano in grado di fornire una motivazione di fondo sufficiente, la Commissione pu\u00f2 ritenere che una data misura sia associata a un possibile danno significativo, richiedendo dunque necessit\u00e0 di confronti e approfondimenti tra la Commissione e lo Stato membro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-medium-font-size has-vivid-green-cyan-color\"><strong>Altre importanti risoluzioni adottate dal Parlamento europeo nella sessione plenaria 8 &#8211; 11 febbraio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Oltre all\u2019adozione finale del regolamento per i Pnrr, l\u2019ultima seduta del Parlamento europeo \u00e8 stata particolarmente ricca su diversi temi centrali delle politiche Ue, fondamentali anche per i processi di ripresa e resilienza. Come la risoluzione sul <a href=\"https:\/\/www.europarl.europa.eu\/doceo\/document\/TA-9-2021-0040_IT.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">nuovo piano d&#8217;azione per l&#8217;economia circolare<\/a>, in cui accogliendo con favore la proposta della Commissione, il Parlamento chiede obiettivi vincolanti al 2030 sull\u2019uso dei materiali e sull\u2019impronta ecologica, e la presentazione di una nuova legislazione nel 2021 che estenda l&#8217;ambito di applicazione della <a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/?uri=CELEX:32009L0125\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">direttiva sulla progettazione ecocompatibile<\/a> per includere i prodotti non legati all\u2019energia. Dall\u2019analisi di contesto risulta che met\u00e0 delle emissioni totali di gas serra, e pi\u00f9 del 90% della perdita di biodiversit\u00e0 e dello stress idrico, provengono dall&#8217;estrazione e dalla lavorazione delle risorse. Il Parlamento sottolinea che il raggiungimento degli obiettivi del Green Deal sar\u00e0 possibile solo se l&#8217;Ue implementer\u00e0 un modello di economia circolare, evidenziando che tale cambiamento creer\u00e0 nuovi posti di lavoro e opportunit\u00e0 commerciali.<\/p>\n\n\n\n<p>Fondamentale anche la risoluzione sull&#8217;<a href=\"https:\/\/www.europarl.europa.eu\/doceo\/document\/TA-9-2021-0051_IT.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">agenda per le competenze per l&#8217;Europa per la competitivit\u00e0 sostenibile, l&#8217;equit\u00e0 sociale e la resilienza<\/a>, in cui specificamente il Parlamento indica l\u2019importanza&nbsp; del NextGenerationEu e del nuovo quadro finanziario pluriennale per sostenere in maniera adeguata l\u2019agenda delle competenze per le transizioni verde e digitale, con attenzione particolare alle criticit\u00e0 sociali del deficit di competenze digitali rese evidenti anche con il Covid-19, e al fenomeno dei Neet (giovani disoccupati che non studiano e non si formano).<\/p>\n\n\n\n<p>Non secondarie, ancora sui temi sociali, la risoluzione per la <a href=\"https:\/\/www.europarl.europa.eu\/doceo\/document\/TA-9-2021-0044_IT.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">riduzione delle diseguaglianze concentrandosi in particolare sulla povert\u00e0 lavorativa<\/a>, la <a href=\"https:\/\/www.europarl.europa.eu\/doceo\/document\/TA-9-2021-0045_IT.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">risoluzione sull&#8217;impatto della COVID-19 sui giovani e lo sport<\/a>, e un pacchetto non trascurabile di risoluzioni sulle situazioni internazionali emergenti in tema di diritti umani in Myanmar, Ruanda, Uganda, Kazhakstan.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella sessione plenaria \u00e8 stato discusso anche il tema parit\u00e0 di genere con la risoluzione <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.europarl.europa.eu\/doceo\/document\/TA-9-2021-0058_IT.pdf\" target=\"_blank\">25 anni dopo la dichiarazione e la piattaforma d&#8217;azione di Pechino: sfide future in relazione ai diritti delle donne<\/a>, in cui \u00e8 stata esaminata la relazione di Un Women che ha illustrato come <em>i progressi verso la parit\u00e0 di genere siano di fatto incerti e, a livello globale, vi sia un&#8217;inversione rispetto ai passi in avanti duramente conseguiti. <\/em>Nel quadro generale delle raccomandazioni,<strong>il Parlamento<em> esorta la Commissione e gli Stati membri a intensificare gli sforzi per attuare l&#8217;Agenda 2030 e tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile, in particolare gli obiettivi 3 e 5, onde garantire che nessuna donna o ragazza sia oggetto di discriminazione, violenza o esclusione e sia privata dell&#8217;accesso alla sanit\u00e0, all&#8217;alimentazione, all&#8217;istruzione e all\u2019occupazione.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tratto da: <a href=\"https:\/\/asvis.it\/rubrica-europa-e-agenda-2030\/1339-9050\/piani-nazionali-di-ripresa-e-resilienza-senza-lasciare-nessuno-indietro-\">https:\/\/asvis.it\/rubrica-europa-e-agenda-2030\/1339-9050\/piani-nazionali-di-ripresa-e-resilienza-senza-lasciare-nessuno-indietro-<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Risoluzione del Parlamento europeo per il dispositivo di ripresa e resilienza. 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