{"id":14519,"date":"2021-05-10T22:01:29","date_gmt":"2021-05-10T20:01:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=14519"},"modified":"2021-05-10T22:01:35","modified_gmt":"2021-05-10T20:01:35","slug":"salviamo-il-magnodeno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2021\/05\/salviamo-il-magnodeno\/","title":{"rendered":"Salviamo il Magnodeno!"},"content":{"rendered":"\n<p><em>A cura del Comitato \u201cSalviamo il Magnodeno&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Molto probabilmente anche tu, cittadino lecchese o della provincia di Lecco, avrai avuto modo di percorrere i sentieri del monte Magnodeno godendo della bellezza delle nostre montagne.<\/p>\n\n\n\n<p>Sapevi che nel cuore di questa montagna, situata accanto al pi\u00f9 celebre <strong>monte Resegone <\/strong>di manzoniana e carducciana memoria, a completamento naturale di quella cornice montuosa in cui si situa la citt\u00e0 di Lecco, <strong>viene portata avanti da ormai un secolo una delle pi\u00f9 intense attivit\u00e0 di escavazione<\/strong>, con ben tre cave attive nella produzione di calce?<\/p>\n\n\n\n<p>Il materiale estratto, a seguito di un processo di combustione, \u00e8 la materia prima per la produzione di calce ad uso principalmente siderurgico, venduta soprattutto al di fuori della provincia di Lecco con benefici economici localizzati non solo sul nostro territorio.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"338\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Magnodeno.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14520\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Magnodeno.jpg 600w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Magnodeno-300x169.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>A brevissimo, il 14 maggio, si terr\u00e0 la Conferenza dei Servizi decisoria <\/strong>in cui la Provincia di Lecco decider\u00e0 se autorizzare o meno la ditta Unicalce spa, societ\u00e0 attiva nella cavazione del monte Magnodeno, ad allargare ulteriormente il fronte di cava di Vaiolo Alta (delle tre quella situata pi\u00f9 in alto). L\u2019allargamento previsto \u00e8 di 2.791.000 metri cubi di materiale (equivalenti a un cubo con spigolo di 140 metri, per intenderci), in accordo con il piano cave gi\u00e0 approvato nel 2015.<\/p>\n\n\n\n<p>Come Comitato \u201cSalviamo il Magnodeno\u201d, impegnato nella salvaguardia di questa montagna gi\u00e0 cos\u00ec compromessa, vogliamo porre all\u2019attenzione della Provincia le <strong>problematicit\u00e0<\/strong> che ci spingono con forza a voler evitare questa autorizzazione, cio\u00e8 che l\u2019escavazione proceda fino al 2034.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiediamo la tua firma perch\u00e9 quell\u2019attivit\u00e0 che ha luogo sul Magnodeno comporta gravi conseguenze su vari fronti:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>per la salute pubblica e dell\u2019ecosistema<\/strong>: la produzione della calce produce infatti l\u2019emissione di circa 200 000 tonnellate di CO2 all\u2019anno (a confronto, le 130 000 del forno inceneritore di Valmadrera paiono quasi uno scherzo), tra le maggiori fonti di inquinamento atmosferico, oltre che l\u2019emissione di polveri e l\u2019inquinamento acustico legato alla forte rumorosit\u00e0 del processo di estrazione, frantumazione e trasporto della calce.<br>Facciamo un esempio:<br>&#x25aa; un&#8217;auto utilitaria\/citycar Euro 6, per il cui acquisto potremmo usufruire di un Ecobonus, emette mediamente 100gr\/Km di CO2;<br>&#x25aa; mediamente un&#8217;auto italiana percorre circa 11.000Km\/anno.<br>Ci\u00f2 significa che avremmo bisogno di circa 180.000 automobili per emettere le medesime quantit\u00e0 di CO2.<br>E chiariamo che i residenti della citt\u00e0 di Lecco al 31 dicembre 2019 erano 48.249;<\/li><li><strong>per la tenuta idrogeologica e per la purezza delle acque<\/strong> dei fiumi Bione, Olasca e Tuf, potenziali canali di smaltimento delle acque reflue della cava che minacciano di inquinare anche il nostro lago;<br><\/li><li><strong>per la natura e il paesaggio<\/strong> dell\u2019area, tanto nella sua potenzialit\u00e0 turistica, quanto in relazione alla possibilit\u00e0 da parte dei cittadini lecchesi e dei territori limitrofi di fruire di un luogo importante sul piano naturalistico e ambientale. Per non parlare dell\u2019impatto paesaggistico di un\u2019area gi\u00e0 cos\u00ec deturpata, visibile da quasi tutte le cime delle altre montagne lecchesi;<\/li><li><strong>per la flora e la fauna<\/strong>: per cavare \u00e8 infatti necessario il taglio della vegetazione e di tutti gli alberi presenti comprese le specie pregiate, oltre all\u2019asportazione degli arbusti, del manto erboso e del suolo fertile. Fa sorridere che si punti a piantare alberi in citt\u00e0, mentre, laddove questi gi\u00e0 esistono, vengono estirpati di continuo senza che si possa fare nulla per salvaguardare le specie animali autoctone, che hanno in quei boschi costantemente minacciati il loro habitat naturale, nonch\u00e9 un importante corridoio ecologico di collegamento del territorio;<\/li><li><strong>per la sopravvivenza di frazioni bellissime e storicamente rilevanti <\/strong>per il territorio come Neguggio, Carbonera, Piazzo e Campo de Boi, fortemente minacciate nella loro incolumit\u00e0 dall\u2019avanzamento dell\u2019escavazione.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Per legittimare lo scempio ambientale che ha avuto luogo negli anni e che si continua a perpetrare a danno della montagna, <strong>Unicalce Spa<\/strong> ha sempre fatto ricorso al ricatto occupazionale: e i posti di lavoro (nell\u2019ordine delle poche decine di unit\u00e0), se si smette di cavare, che fine faranno?<\/p>\n\n\n\n<p>Stante che l\u2019escavazione \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 fisiologicamente a tempo determinato, destinata prima o poi all\u2019estinzione, chiediamo che in relazione al tema del lavoro si inizi piuttosto a mettere all\u2019opera una riconversione dell\u2019attivit\u00e0 in modo da <strong>non lasciare persone disoccupate<\/strong>: un ripristino ambientale reale ed autentico impiegher\u00e0 il lavoro di diverse persone per molti anni e favorirebbe sin da oggi, per il futuro, la possibilit\u00e0 per cittadini, e non, di fruire nuovamente di un\u2019area per lungo tempo sottratta alla collettivit\u00e0. Le aziende attive nell\u2019escavazione, su richiesta della legge, hanno gi\u00e0 parzialmente avviato questo recupero, che tuttavia, finch\u00e9 non si metter\u00e0 fine definitivamente alla sottrazione di materiale, appare oggi pi\u00f9 come un <strong>camuffamento<\/strong>: l\u2019erba piantata sui gradoni di roccia \u00e8 ben poca cosa a fronte dell\u2019enorme voragine della cava, una vera e propria ferita che resta aperta e che rischia di espandersi, qualora Unicalce acquisisca l\u2019autorizzazione a continuare le sue attivit\u00e0 di escavazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Chiediamo che l\u2019attenzione delle istituzioni e dei cittadini si concentri su una montagna spesso sacrificata<\/strong> che riteniamo debba poter costituire ancora, e di pi\u00f9, un luogo di cui tutti possano beneficiare. Il Magnodeno ha gi\u00e0 dato troppo ai cavatori, ha donato le sue membra per arricchire pochissime persone. \u00c8 giunta l\u2019ora di difenderlo da un\u2019ulteriore aggressione sconsiderata, \u00e8 giunta l\u2019ora di pensare ai nostri figli e nipoti, alla qualit\u00e0 della loro vita e al futuro di questo territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>In questa battaglia per la salute e il benessere della montagna e di tutti i cittadini dobbiamo essere in tanti e <a href=\"https:\/\/www.change.org\/p\/provincia-di-lecco-salviamo-il-magnodeno\">abbiamo bisogno anche della tua firma qui<\/a>\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura del Comitato \u201cSalviamo il Magnodeno&#8221;. 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