{"id":14521,"date":"2021-05-12T23:03:37","date_gmt":"2021-05-12T21:03:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=14521"},"modified":"2021-05-12T23:03:42","modified_gmt":"2021-05-12T21:03:42","slug":"la-partecipazione-trasformativa-per-scelte-migliori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2021\/05\/la-partecipazione-trasformativa-per-scelte-migliori\/","title":{"rendered":"La partecipazione trasformativa, per scelte migliori"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Non sono in fondo le decisioni il primo e fondamentale Bene comune di cui prenderci cura, assieme?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>di Sabrina Franceschini.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sembra proprio che sia una delle parole d\u2019ordine di questa stagione ma proprio come per la moda ci si chiede, sar\u00e0 passeggera o diventer\u00e0 un grande classico? Ma soprattutto <strong>di che partecipazione parliamo?<\/strong> Un prodotto standard, realizzato in serie da usare e gettare all\u2019arrivo della prossima collezione?<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una provocazione che credo potranno condividere i tanti che si occupano di partecipazione da tanti anni (decenni in alcuni casi), passando per pionieri o illusi o addirittura fanatici e che oggi si sentono all\u2019improvviso mainstream. Ma \u00e8 davvero cos\u00ec? O rischiamo di cadere in una <strong>grande illusione<\/strong>?<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma in fondo i benefici dell\u2019approccio partecipativo alle politiche pubbliche sono stati teorizzati prima e praticati poi davvero in modo autorevole gi\u00e0 dalla fine degli anni \u201960. Allora cosa non ha funzionato fino ad oggi per far sentire solo ora questa urgenza e citare il <strong>coinvolgimento dei cittadini<\/strong> un po\u2019 in ogni dove come un qualcosa che proprio \u00e8 necessario fare?<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"316\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Partecipazione.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14522\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Partecipazione.jpg 600w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Partecipazione-300x158.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"has-vivid-green-cyan-color has-text-color wp-block-heading\"><strong>Partecipazione \u201cpr\u00eat-\u00e0-porter\u201d<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Certo, si dice, la <strong>crisi dei meccanismi tradizionali<\/strong> di rappresentanza, la complessit\u00e0 dei problemi da affrontare, e gli strumenti insomma ce li abbiamo tutti, quindi, basta allungare la mano e la soluzione \u00e8 l\u00ec a portata. Ma \u00e8 davvero cos\u00ec semplice? Indubbiamente la previsione di legge o di processo che chiede alle amministrazioni pubbliche di ascoltare e dialogare con le proprie comunit\u00e0 di riferimento per assumere determinate decisioni pu\u00f2 essere un impulso, purch\u00e9 non si ricada nel vecchio difetto di fare le cose per essere adempienti, semmai aggravando il processo decisionale, senza godere dei benefici che si potrebbero trarre da queste iniziative ma anzi arrivando al paradosso di confermare che la partecipazione \u00e8 una perdita di tempo, un aggravio sui tempi dei procedimenti e che s\u00ec insomma la dobbiamo fare, come dobbiamo pubblicare i documenti per la trasparenza o fare il piano della <em>performance<\/em> per poter erogare la produttivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"has-vivid-green-cyan-color has-text-color wp-block-heading\"><strong>La partecipazione trasformativa<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Ecco, non \u00e8 questa la partecipazione che serve davvero alle nostre politiche.<br>La <strong>partecipazione<\/strong> che non dura il tempo di una stagione \u00e8 quella che lascia gli attori diversi da come li ha trovati (a me piace chiamarla <strong>trasformativa<\/strong>), che produce degli effetti concreti e misurabili sulle decisioni pubbliche, che non chiede solo \u201cquanti cittadini hanno partecipato\u201d per misurare il successo di un processo, ma quante idee, contributi hanno permesso di migliorare quella decisione, come un commerciante di pietre preziose non chiederebbe solo quanti cercatori sono serviti ma soprattutto quante pepite d\u2019oro sono state trovate.<br>Quali possono essere allora le strade e le azioni da mettere in campo per far s\u00ec che la partecipazione non sia la ciliegina sulla torta ma un <strong>ingrediente fondamentale<\/strong> che rende quella torta (la nostra decisione pubblica) cos\u00ec buona e sana?<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"has-vivid-green-cyan-color has-text-color wp-block-heading\"><strong>Il valore pubblico: individuazione, verifica, esplorazione ed approfondimento<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>La prima condizione abilitante a mio avviso non \u00e8 che una norma ce lo imponga, ma che noi (amministrazione\/amministratori\/dirigenti) sentiamo il bisogno di aprirci alla nostra comunit\u00e0 perch\u00e9 assumiamo che se il nostro compito \u00e8 <strong>lavorare per creare valore pubblico<\/strong>, in primo luogo dobbiamo riconoscere che oltre alla nostra lungimiranza nell\u2019individuarlo (\u00e8 giusto ed essenziale che la politica indichi delle visioni) abbiamo l\u2019umilt\u00e0 di verificarlo, di esplorarlo, di approfondirlo quel valore e magari di trovare assieme le chiavi per soddisfarlo.<br>Questo \u00e8 un approccio molto pi\u00f9 manageriale che non politico in senso stretto. Quale azienda metterebbe sul mercato un prodotto senza averlo testato? Quale azienda all\u2019avanguardia oggi non sviluppa i propri prodotti\/servizi in <em>codesign<\/em>?<br>L\u2019amministrazione pubblica oggi non ha pi\u00f9, in molti settori, il monopolio dei servizi e soprattutto nella maggior parte delle politiche pubbliche \u00e8 necessario che i destinatari dell\u2019intervento abbiano un ruolo attivo, adottino comportamenti diversi. Pensiamo ad una delle <strong>sfide pi\u00f9 grandi<\/strong> (forse LA sfida) quella del <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.labsus.org\/2020\/09\/tutelare-lecosistema-nel-mondo-post-covid-ambientalismo\/\" target=\"_blank\">cambiamento climatico<\/a>. Non bastano norme e sanzioni (lo stiamo vedendo anche nella <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.labsus.org\/2020\/03\/un-patto-con-la-repubblica-per-la-salute-bene-comune\/\" target=\"_blank\">gestione dell\u2019emergenza sanitaria<\/a>) <strong>\u00e8 necessario che le persone si facciano comunit\u00e0 e che le comunit\u00e0 siano allineate alle scelte<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"has-vivid-green-cyan-color has-text-color wp-block-heading\"><strong>\u00c8 partecipazione tutto quello che luccica?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Queste sono le situazioni nelle quali la partecipazione pu\u00f2 fare la differenza. In primo luogo riducendo le asimmetrie informative, che non si colmano con le pubblicazioni obbligatorie n\u00e9 (solo) con i <em>post<\/em> sui social. Un processo partecipativo \u00e8 sempre una <strong>straordinaria occasione educativa<\/strong>, il cittadino conosce e capisce meglio l\u2019operato della pubblica amministrazione (con tutto il suo sistema di regole e di vincoli che a volte sono oscuri anche ai funzionari pubblici) e la pubblica amministrazione si misura con il sapere tacito e situato dei cittadini.<br>Il <strong>salto di qualit\u00e0<\/strong> atteso \u00e8 anche e soprattutto sulla portata strategica delle <em>policy<\/em> sulle quali attivare percorsi di coinvolgimento. Perch\u00e9 se \u00e8 vero che nel micro gli esempi e le esperienze di co-progettazione, per esempio di spazi pubblici, finanche alla presa in carico di quegli spazi da parte di cittadini attivi (e lo sanno bene gli amici di Labsus che hanno promosso e sostenuto la <a href=\"https:\/\/www.labsus.org\/i-regolamenti-per-lamministrazione-condivisa-dei-beni-comuni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">diffusione di Regolamenti<\/a> ed azioni di presa in carico della <a href=\"https:\/\/www.labsus.org\/category\/beni-comuni-e-amministrazione-condivisa\/patti-collaborazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">gestione dei beni comuni<\/a>\u2026) sono ormai numerosissime, quello che ancora manca \u00e8 la consultazione dei cittadini sulle <strong>grandi scelte<\/strong><em>.<br><\/em>Consultazioni, tra l\u2019altro, che potrebbero riguardare tutto il ciclo di <em>policy<\/em>, non solo nella fase di definizione ma anche in quella di <strong>valutazione<\/strong> (ecco un\u2019altra parolina magica di cui sentiamo tanto parlare\u2026).<br>Parafrasando un noto motto potremmo dire che \u00ab<strong>\u00e8 partecipazione tutto quel che luccica<\/strong>\u00bb, cio\u00e8 tutte le energie profuse in questi anni dovrebbero aver creato un contesto oggi favorevole per fare questo salto.<br>Tanti, tantissimi cittadini si sono impegnati nella cura della cosa pubblica. Molti amministratori si sono spesi per realizzare iniziative. \u00c8 cresciuta la <strong>competenza nelle amministrazioni<\/strong>, sono nate reti (in Emilia-Romagna la Regione ha investito molto in formazione e attivit\u00e0 di sviluppo della <a href=\"https:\/\/partecipazione.regione.emilia-romagna.it\/cdpp\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Comunit\u00e0 di pratiche partecipative<\/a>). Ci sono le norme, non solo quelle dedicate (la <a href=\"https:\/\/www.labsus.org\/2019\/03\/emilia-romagna-e-partecipazione-cosa-prevede-la-legge-regionale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Regione Emilia-Romagna<\/a> \u00e8 stata tra le prime ma oggi sono diverse le amministrazioni che si sono dotate di qualche forma di regolamentazione della partecipazione), ma quelle di settore, dall\u2019urbanistica fino a <a href=\"https:\/\/performance.gov.it\/system\/files\/LineeGuidaeRifNorm\/LG_Valutazione_partecipativa_28-11.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Linee Guida<\/a> ministeriali sulla Valutazione partecipativa della performance delle amministrazioni pubbliche.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"has-vivid-green-cyan-color has-text-color wp-block-heading\"><strong>La Transizione alla partecipazione<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Qual \u00e8 quindi la ricetta, o meglio quali sono a mio parere i punti di attenzione per una <strong>transizione<\/strong> alla partecipazione?<br>In primo luogo, e non mi stancher\u00f2 mai di dirlo, partire da un <strong>problema<\/strong>. Un problema non \u00e8 solo un conflitto o un disagio che gi\u00e0 percepiamo nella nostra comunit\u00e0, un problema \u00e8 anche la <strong>mancanza di informazioni<\/strong> su quali sono i bisogni, su quali possono essere le soluzioni. Chi promuove un processo partecipativo deve essere un decisore pubblico che riconosce nell\u2019<strong>ascolto<\/strong> e nel <strong>confronto dialogico<\/strong> con i cittadini una <strong>grande opportunit\u00e0<\/strong> per assumere scelte pubbliche pi\u00f9 sostenibili, eque e realizzabili. \u00c8 necessario chiedersi fin dal principio, \u201ccosa succeder\u00e0 dopo?\u201d, quale effetto avr\u00e0 il percorso sulla decisione e su chi avr\u00e0 contribuito a formarla?<br>Questo \u00e8 strettamente connesso alla necessit\u00e0 di realizzare una <strong>progettazione rigorosa<\/strong>, che a partire dall\u2019analisi di quel bisogno e di quel contesto (non c\u2019\u00e8 infatti una ricetta sempre valida) ci porta a definire gli impatti che vogliamo ottenere e anche il modo nel quale andremo a misurarli. La misurazione e la valutazione sono ci\u00f2 che danno autorevolezza al processo e che preparano il terreno per il futuro. Un processo partecipativo non \u00e8 come un <em>Open Space Technology<\/em> che ha tra le sue leggi \u201cquando \u00e8 finita \u00e8 finita\u201d, gli effetti continuano a prodursi in quella comunit\u00e0 e tanto pi\u00f9 saremo stati onesti nel rendicontare pubblicamente quello che \u00e8 accaduto, tanto pi\u00f9 permetteremo che tutti gli aspetti immateriali, quali le relazioni tra i partecipanti e tra loro e l\u2019amministrazione, migliorino la coesione sociale in quella comunit\u00e0. All\u2019opposto, la partecipazione \u201cpr\u00eat-\u00e0-porter\u201d erode quel <strong>patrimonio di fiducia<\/strong> che ci hanno concesso.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"has-vivid-green-cyan-color has-text-color wp-block-heading\"><strong>Le decisioni: il primo e fondamentale Bene comune<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Per questo oggi pi\u00f9 che mai <a href=\"https:\/\/www.labsus.org\/2021\/01\/social-media-e-democrazia-linfosfera-come-bene-comune\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">la comunicazione e l\u2019utilizzo dei canali digitali<\/a> e delle piattaforme di vario tipo possono essere di grande aiuto non solo per informare e coinvolgere ma soprattutto per mettere in trasparenza tutto il processo e seguirne gli impatti\/sviluppi.<br>Solo cos\u00ec un cittadino potr\u00e0 vedere che con il tempo che ha speso per partecipare ha contribuito alla gestione della cosa pubblica: non sono in fondo <strong>le decisioni il primo e fondamentale Bene comune<\/strong> di cui prenderci cura, assieme?<br>Ecco che allora a conclusione di queste riflessioni potremmo provare a investire su questa nuova prospettiva di visione nella quale quella che nel mondo anglosassone \u00e8 definita <strong><em>Grassroots<\/em><\/strong><em><strong>participation<\/strong><\/em> vede cittadini volenterosi ma anche competenti in prima linea nella promozione della partecipazione in una logica di Amministrazione condivisa.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Sabrina Franceschini<\/strong> \u00e8 Responsabile Area Partecipazione della Regione Emilia-Romagna<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non sono in fondo le decisioni il primo e fondamentale Bene comune di cui prenderci cura, assieme? di Sabrina Franceschini. 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