{"id":14527,"date":"2021-05-12T23:25:57","date_gmt":"2021-05-12T21:25:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=14527"},"modified":"2021-05-12T23:29:16","modified_gmt":"2021-05-12T21:29:16","slug":"la-scheda-di-occhio-al-paesaggio-labbazia-di-santantimo-si","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2021\/05\/la-scheda-di-occhio-al-paesaggio-labbazia-di-santantimo-si\/","title":{"rendered":"La scheda di Occhio al paesaggio: L\u2019Abbazia di Sant\u2019Antimo (Siena)"},"content":{"rendered":"\n<p>di Frederick Bradley.<\/p>\n\n\n\n<p><em>In una piccola valle tributaria della Val d\u2019Orcia, in Toscana, il paesaggio conserva ancora i segni della sua origine medievale. Un fatto non raro nel territorio italiano ma che, qui pi\u00f9 che altrove, consente sia di capire le interrelazioni originarie dei suoi vari elementi compositivi, sia come queste richiamano la storicit\u00e0 degli stessi elementi tutt\u2019ora esistenti, pur nelle loro modifiche formali e sostanziali subite nel tempo. Una condizione che dimostra come la conservazione di un paesaggio storico non debba necessariamente passare dalla sua musealizzazione, e sia al contario l\u2019opportunit\u00e0 per un\u2019evoluzione nel rispetto del suo valore identitario.<br>Buona lettura\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-medium-font-size has-vivid-green-cyan-color\"><strong>Il paesaggio dell\u2019Abbazia di Sant\u2019Antimo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nella Val di Starcia, lungo un ramo dell\u2019antica <strong>Via Francigena<\/strong>, l\u2019Abbazia di Sant\u2019Antimo \u00e8 l\u2019elemento essenziale di un paesaggio sostanzialmente agrario dove olivi e vite si framezzano a coltivazioni cerealicole richiamando quello che doveva essere il sostentamento alimentare dei monaci medievali. Un contesto il cui significato si arricchisce della macchia boschiva dei versanti circostanti che all\u2019epoca doveva produrre legnatico e ghiande per l\u2019allevamento dei maiali.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"222\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/fig.-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14528\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/fig.-1.jpg 600w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/fig.-1-300x111.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Dunque, <strong>un paesaggio che potremmo definire storico ma che presenta un importante carattere di modernit\u00e0<\/strong> in quanto sede della produzione vitivinicola da cui si ottiene il vino Sant\u2019Antimo DOCG.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"385\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/fig.-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14529\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/fig.-2.jpg 600w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/fig.-2-300x193.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ma oltre a un <strong>rapporto funzionale tra il complesso abbaziale e le coltivazioni di vite al suo intorno<\/strong>, tra i due elementi sembra possibile azzardare un comune denominatore nelle loro rispettive influenze di ispirazione francese: il ruolo avuto da Carlo Magno e dai monaci francesi rispettivamente nelle origini e nella nascita dell\u2019attuale Abbazia, e il contributo nel vino Sant\u2019Antimo rappresentato da molti vitigni di origine francese tra i quali il Sauvignon, impiantato originariamente dai monaci cistercensi dell\u2019Abbazia di Pontigny, da dove si \u00e8 diffuso ovunque a partire dalla fine del XIX secolo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"248\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/fig.3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14530\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/fig.3.jpg 600w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/fig.3-300x124.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>Tratto da: <a href=\"http:\/\/www.wikitinera.it\/index.php\/abbazia-di-santantimo-castelnuovo-dellabate-si-toscana\">http:\/\/www.wikitinera.it\/index.php\/abbazia-di-santantimo-castelnuovo-dellabate-si-toscana<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Frederick Bradley. 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