{"id":1454,"date":"2012-01-06T09:00:03","date_gmt":"2012-01-06T08:00:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=1454"},"modified":"2012-01-06T09:00:03","modified_gmt":"2012-01-06T08:00:03","slug":"oltre-30-anni-di-laboriosa-occupazione-sul-monte-peglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2012\/01\/oltre-30-anni-di-laboriosa-occupazione-sul-monte-peglia\/","title":{"rendered":"Oltre 30 anni di laboriosa occupazione sul monte Peglia"},"content":{"rendered":"<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1467\" style=\"margin-left: 10px; margin-right: 10px;\" title=\"montepeglia_01\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/montepeglia_012-300x196.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"196\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/montepeglia_012-300x196.jpg 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/montepeglia_012.jpg 448w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>A partire dalla met\u00e0 degli anni \u201970<\/strong>, sull\u2019onda dei movimenti socio-politico-culturali di quel periodo, molti (allora) giovani provenienti da varie citt\u00e0 italiane in cerca di uno spazio dove costruire uno stile di vita a contatto con la natura ed ispirato ad una sobriet\u00e0 non-consumistica e a rapporti umani solidali, hanno trovato nei casolari e nei terreni demaniali abbandonati del Monte Peglia (Umbria) e nel loro recupero ad una agricoltura di bassissimo impatto ambientale la possibilit\u00e0 di realizzare i loro progetti.<\/p>\n<p><strong>Si trattava di beni pubblici abbandonati molti anni prima dai contadini<\/strong> \u2013 generalmente mezzadri \u2013 che vi abitavano, trasferitisi in citt\u00e0 sull\u2019onda dello sviluppo durante l\u2019inizio del cosiddetto boom economico italiano, e poi dall\u2019amministrazione pubblica che \u2013 altrettanto tesa in quei tempi in un\u2019ottica di sviluppo \u2013 li ha trascurati come risorse troppo marginali per esser degne di attenzione e di valorizzazione.<\/p>\n<p>Tra i giovani occupanti e l\u2019amministrazione della Comunit\u00e0 Montana (del Monte Peglia e Selva di Meana) \u2013 cos\u00ec come, per una lunga fase iniziale, con gran parte della popolazione locale \u2013 c\u2019\u00e8 stata prevalentemente incomprensione reciproca a causa probabilmente del fatto di muoversi da e verso due prospettive culturali troppo lontane l\u2019una dall\u2019altra e perfino antitetiche. Da un lato i beni demaniali sono stati occupati e tenuti illegalmente e dall\u2019altro gli amministratori di allora non hanno voluto regolarizzare la situazione dando una possibilit\u00e0 reale a coloro che venivano a ripopolare la zona.<\/p>\n<p><strong>Gli occupanti dunque hanno vissuto per circa venti anni in case spesso raggiungibili in macchina con difficolt\u00e0, prive di servizi igienici, di riscaldamento e di elettricit\u00e0<\/strong> (oltre che di telefono, fino all\u2019avvento dei cellulari), senza occasioni di lavoro esterno e <strong>lavorando a recuperare gli immobili ed i fondi<\/strong> su cui vivevano in stato di abusivit\u00e0 con la prospettiva di poter esserne buttati fuori in qualsiasi momento. <strong>Nonostante ci\u00f2 sono rimasti ed hanno lentamente migliorato le loro condizioni materiali<\/strong> oltre a far nascere in queste case (nella maggioranza dei casi letteralmente &#8211; ovvero in casa e non in ospedale) una cinquantina di bambini nel corso di tutti questi anni \u2013 una cifra statisticamente rilevante per l\u2019anagrafe del Comune di S.Venanzo dove le nascite erano in caduta verticale.<\/p>\n<p><strong>Dopo un contenzioso legale durato molti anni ed alcuni tentativi concreti di sgombero<\/strong> e dopo alcune iniziative pubbliche da parte degli occupanti culminate nell\u2019occupazione della sala del Consiglio Regionale ed in uno sciopero della fame di una settimana sotto il palazzo della Regione in Piazza Italia a Perugia, si giunse nel \u201992 ad un protocollo d\u2019intesa che port\u00f2 &#8211; circa otto anni dopo &#8211; ad una concessione decennale da parte della Regione che regolarizz\u00f2 la situazione <strong>fino ad ora, 2010, anno in cui la concessione \u00e8 scaduta.<\/strong><\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-1458\" style=\"margin-left: 10px; margin-right: 10px;\" title=\"montepeglia_02\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/montepeglia_02-300x224.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/montepeglia_02-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/montepeglia_02.jpg 448w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>In questi dieci anni la condizione di legalit\u00e0 assicurata per un periodo relativamente lungo ha permesso agli abitanti di apportare una serie di migliorie alle case<\/strong> che ora sono dotate tutte di servizi igienici, quasi tutte di elettricit\u00e0 e molte di impianto di riscaldamento a legna e d\u2019altra parte anche la Comunit\u00e0 Montana ha mostrato un atteggiamento pi\u00f9 collaborativo intervenendo a migliorare le condizioni di alcune strade di accesso e nella recinzione dei pascoli.<\/p>\n<p><strong>Anche i rapporti con la popolazione locale sono di gran lunga migliorati<\/strong>, al punto che oggi si pu\u00f2 parlare di un ottimo livello di integrazione aumentato ultimamente dal fatto che l\u2019ipotesi di alienazione dei beni demaniali da parte della Regione si presenta come un problema comune sia ad ex-occupanti che a famiglie di agricoltori che hanno sempre vissuto qui con contratti d\u2019affitto agricolo ora non pi\u00f9 rinnovati. Ci sono stati abitanti ed ex-abitanti delle case ex-occupate diventati assessori al Comune di S.Venanzo e consiglieri comunali a quello di Orvieto come pure il Vescovo di Terni si \u00e8 espresso in pi\u00f9 occasioni pubblicamente in appoggio alla \u201ccomunit\u00e0\u201d degli ex-occupanti del Monte Peglia come persone la cui sobriet\u00e0 nello stile di vita pu\u00f2 essere un esempio ed una risorsa sociale da valorizzare.<\/p>\n<h3><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-1459\" style=\"margin-left: 10px; margin-right: 10px;\" title=\"montepeglia_03\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/montepeglia_03-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/montepeglia_03-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/montepeglia_03.jpg 448w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Oggi, dei circa 140 casolari del demanio abbandonati che ricadono sotto la giurisdizione della Comunit\u00e0 Montana, i soli ad essere ancora in piedi, in condizioni di abitabilit\u00e0 ed abitati sono quelli ex-occupati.<\/strong><\/h3>\n<p>Attualmente nei poderi demaniali in questione vivono persone che sono qui da un periodo che va tra i quindici e i trent\u2019anni e non si tratta pi\u00f9 di giovani sognatori. Ci sono anche figli ormai pi\u00f9 che ventenni che sono nati e cresciuti qui alcuni dei quali vorrebbero trovare in questo stesso posto un futuro lavorativo ed esistenziale nel quale poter anche mettere a frutto le competenze che stanno formando ora nei propri studi.<\/p>\n<p>Sull\u2019affidabilit\u00e0 e la convinzione di questi attuali abitanti quanto ad un uso ambientalmente rispettoso di questi beni e alla determinazione a rimanervi e a valorizzarli nonostante qualsiasi difficolt\u00e0 parla da solo il fatto stesso che sono ancora qui da tutto questo tempo con le difficolt\u00e0 che ci\u00f2 ha comportato.<\/p>\n<p>In conclusione non \u00e8 possibile lasciare come non detto esplicitamente quello che \u00e8 il punto cruciale di tutta la vicenda delle ex-occupazioni sul Monte Peglia fin dal loro inizio: quello che \u00e8 al tempo stesso il problema, la necessit\u00e0 e l\u2019aspettativa da parte di chi crede nel progetto di cui qui si parla.<\/p>\n<p><strong>Questo punto centrale \u00e8 stato ed \u00e8 tuttora la condizione di perenne precariet\u00e0 ed incertezza (di durata ormai pi\u00f9 che trentennale) in cui ha vissuto chi ha speso gran parte della propria vita in queste case e su queste terre.<\/strong> E\u2019 ben comprensibile a tutti che non avendo un ragionevole orizzonte temporale davanti, non sapendo mai se si rimarr\u00e0 ancora un anno o tre o cinque o dieci o\u2026.pi\u00f9 di trenta, non ci si pu\u00f2 aspettare che qualcuno compia investimenti (finanziari e non) consistenti sul luogo in cui vive e lavora specialmente in agricoltura dove i tempi sono particolarmente lunghi. Ed allo stesso modo, per le stesse condizioni di precariet\u00e0 (fra cui ricade anche il rapporto di concessione anzich\u00e9 di affitto), \u00e8 sostanzialmente impossibile accedere a mutui, prestiti, finanziamenti.<\/p>\n<p>Se, perci\u00f2, si pu\u00f2 dire che in questi trent\u2019anni e pi\u00f9 non molto \u00e8 stato realizzato \u2013 a vedere di alcuni \u2013 su questi beni demaniali, si pu\u00f2 \u2013 forse con maggior ragioni \u2013 sostenere che <strong>il solo resistere finora \u00e8 stato gi\u00e0 molto<\/strong>. Ripresentarsi anni dopo con un progetto articolato sul quale convergono non solo gli attori delle ex-occupazioni, ma anche diversi proprietari ed affittuari che, in un\u2019ottica imprenditoriale, si affiancano ad essi, \u00e8 gi\u00e0 molto.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che ci si aspetta a questo punto dall\u2019amministrazione pubblica \u00e8 che si accorga che finora si sono persi molti anni e molte energie senza n\u00e9 sgomberare le case da chi le ha abitate (salvandole dal crollo) n\u00e9 dando una possibilit\u00e0 a questi (ex nuovi) abitanti di costruirvi davvero qualcosa.<\/p>\n<p>Noi siamo ancora una volta a dire che \u00e8 ancora il momento di darla questa possibilit\u00e0 ed \u00e8 chiaro che questa \u00e8 una precondizione indispensabile per qualsiasi ipotesi di progetto su cui si possa parlare e crediamo che dopo tutti questi anni questa opportunit\u00e0 da dare pienamente per questo e non un altro tipo di sviluppo sul Monte Peglia sia stata guadagnata e che sia stato guadagnato il suo dover prevalere sulla via alternativa della vendita del demanio a qualcuno che con la pura forza del denaro (e solo di conseguenza del diritto) volesse venire a comprare queste case e terre per farne un altro tipo di uso, forse privato, forse speculativo, che passerebbe sopra la testa degli abitanti del luogo.<\/p>\n<p>Tra i quali, ormai a pieno titolo, ci siamo anche noi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>Alcune note aggiuntive:<\/strong><\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-1461\" style=\"margin-left: 10px; margin-right: 10px;\" title=\"montepeglia_05\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/montepeglia_052-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/montepeglia_052-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/montepeglia_052.jpg 448w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Gli insediamenti neo-contadini del Monte Peglia rappresentano gi\u00e0 dagli anni &#8217;70 una comunit\u00e0 diffusa di decrescita applicata ed hanno costituito negli anni anche un <strong>presidio di salvaguardia del paesaggio-territorio che ha resistito e di fatto contrastato o perfino impedito speculazioni altrimenti possibili<\/strong>.<\/p>\n<p>Venti anni fa questo \u00e8 stato il caso di una societ\u00e0 (la Mareverde) che aveva preso in affitto migliaia di ettari del demanio che usava come riserva venatoria a pagamento ed era stata costituita come societ\u00e0 mista tra investitori privati e la locale Comunit\u00e0 Montana della quale per\u00f2 i personaggi pi\u00f9 alti in carica di allora facevano parte del CDA della societ\u00e0 a titolo personale. L&#8217;affitto dovuto alla CM era irrisorio e tutti i lavori sia di manutenzione che straordinari erano interamente a carico dell&#8217;amministrazione pubblica. <strong>L&#8217;impegno degli occupanti che in quel periodo erano fortemente a rischio di sgombero nell&#8217;informare su questa vicenda \u00e8 stato decisivo nell&#8217;impedire a questo progetto di decollare<\/strong>.<\/p>\n<p>Ci sono inoltre buone ragioni per ritenere che la presenza alquanto agguerrita nella determinazione di non essre buttati fuori dalle case e terre dove hanno deciso di passare la propria vita da parte degli abitanti che le hanno salvate dal degrado abbia funzionato come <strong>deterrente verso ogni possibile volont\u00e0 di compiervi speculazioni lungo l&#8217;arco di tutti questi anni.<\/strong><\/p>\n<p>Diversamente da altre zone infatti qui si sarebbe trattato non solo di mettersi d&#8217;accordo con qualche amministratore compiacente, ma anche di affrontare una lotta con gruppo di persone piccolo, ma ben intenzionato a vender cara la pelle e senza dubbio a sollevare la questione dandogli la massima risonanza possibile: un buon motivo per pensarci due volte da parte di chiunque non avesse proprio tutte le carte in regola ed intenzioni oneste per farsi assegnare un pezzo di territorio demaniale per un proprio progetto.<\/p>\n<p><strong>Oggi non \u00e8 affatto chiaro il comportamento della Regione, che parla di valorizzazione e di vendita del demanio, ma continua a non dire n\u00e9 quale genere di &#8216;valorizzazione&#8217; abbia in mente n\u00e9 a che cifra intende vendere case e terre se le vuole vendere.<\/strong><\/p>\n<p><strong>L&#8217;impressione \u00e8 che non abbiano affatto un progetto in merito<\/strong> e neanche le idee chiare ed il timore che gi\u00e0 ci siano in attesa possibili acquirenti pi\u00f9 graditi di coloro che, pur senza dare prospettive di guadagni pi\u00f9 o meno ben giustificati, hanno salvato questi beni per tutti questi anni. Il fatto \u00e8 che, prima di poterli vendere a qualcun altro bisognerebbe trovare il modo di liberarsi degli attuali abitanti, che, come ex-concessionari, hanno ancora un diritto di prelazione sull&#8217;acquisto.<br \/>\nIl Monte Peglia \u00e8 un vasto territorio pochissimo popolato di grande valore naturalistico che probabilmente ben si presterebbe ad agriturimi di lusso e spa in una Regione, l&#8217;Umbria, che \u00e8 ai primi posti in Italia per fenomeni di riciclaggio di denaro sporco.<\/p>\n<h3><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-1462\" style=\"margin-left: 10px; margin-right: 10px;\" title=\"montepeglia_04\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/montepeglia_04-300x186.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"186\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/montepeglia_04-300x186.jpg 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/montepeglia_04.jpg 448w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>La posizione degli occupanti, sia per motivi di possibilit\u00e0 finanziarie che di principio, vede l&#8217;acquisto solo come una estrema ratio, mentre punta al mantenimento dei terreni demaniali come propriet\u00e0 pubblica, come bene comune <\/strong>da lasciare in affidamento di lungo periodo a chi li ha recuperati e ad un approccio di una gestione complessiva del territorio del Monte Peglia autenticamente rispettosa dell&#8217;ecosistema e della vocazione ad un uso contadino di queste terre.<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Sergio Cabras<br \/>\n<\/em><\/strong><em><a href=\"mailto:sercabras@gmail.com\">sercabras@gmail.com<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A partire dalla met\u00e0 degli anni \u201970, sull\u2019onda dei movimenti socio-politico-culturali di quel periodo, molti (allora) giovani provenienti da varie citt\u00e0 italiane in cerca di [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1456,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[45,23],"tags":[],"class_list":["post-1454","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-esempi-virtuosi","category-umbria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1454","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1454"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1454\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1456"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1454"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1454"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1454"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}