{"id":14570,"date":"2021-05-24T22:13:49","date_gmt":"2021-05-24T20:13:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=14570"},"modified":"2021-06-22T07:22:17","modified_gmt":"2021-06-22T05:22:17","slug":"cambiare-la-costituzione-per-devastare-il-paesaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2021\/05\/cambiare-la-costituzione-per-devastare-il-paesaggio\/","title":{"rendered":"Cambiare la Costituzione per devastare il Paesaggio"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di Tomaso Montanari.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La caccia grossa della variopinta maggioranza (coesa nel perseguire i peggiori obiettivi) che sorregge il governo Draghi ha tra le prede l\u2019articolo 9 della Costituzione. Nella scorsa settimana <strong>il fantasma del Parlamento \u00e8 apparso per aggiungere al suo esemplare dettato<\/strong> (\u201c<em>La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione<\/em>\u201d) una coda dagli effetti eversivi: \u201c<em>La Repubblica tutela l\u2019a mbiente e l\u2019ecosistema, protegge le biodiversit\u00e0 e gli animali, promuove lo sviluppo sostenibile, anche nell\u2019interesse delle future generazioni\u201d<\/em>. Ma cosa pu\u00f2 mai esserci di male in queste parole, cos\u00ec apparentemente \u201c<em>verdi<\/em>\u201d?<\/p>\n\n\n\n<p>Poich\u00e9 una costante giurisprudenza della Corte Costituzionale ha stabilito che l\u2019ambiente \u00e8 gi\u00e0 protetto dalla Carta (dal combinato disposto degli articoli 9 e 32, quello che tutela il diritto fondamentale alla salute) <strong>questa aggiunta sarebbe superflua<\/strong>: ma la politica non conosce il superfluo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"290\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/20130518_paesaggi-violati-torre-cumirri-e-eolico.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7928\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/20130518_paesaggi-violati-torre-cumirri-e-eolico.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/20130518_paesaggi-violati-torre-cumirri-e-eolico-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il vero scopo lo si capisce leggendo i giornali di questi giorni. 80 sindaci del Pd invocano \u201c<em>abbattiamo la burocrazia! La democrazia \u00e8 velocit\u00e0!<\/em>\u201d. Al furore \u201cfuturista\u201d degli amministratori \u201cdi sinistra\u201d che chiedono le mani libere (come ogni destra liberista), risponde la gesuitica ipocrisia del \u201cloro\u201d<strong> ministro Franceschini<\/strong>, che dichiara: \u201c<em>Per il decreto Semplificazioni sto proponendo, per il mio dicastero e le Soprintendenze, nuove regole molto innovative che renderanno tutto pi\u00f9 rapido senza indebolire la tutela di paesaggio e beni culturali<\/em>\u201d. <strong>Geniale: per rispettare le regole facendo quello che si vuole c\u2019\u00e8 solo una strada, cambiare le regole! <\/strong>A partire dalla prima: l\u2019articolo 9 della Costituzione. Ma come pu\u00f2 giovare ai sindaci della betoniera l\u2019introduzione di un\u2019ulteriore tutela? Lo spiega l\u2019entrata a gamba tesa del presidente di Legambiente, che rilascia un\u2019intervista al vetriolo contro le soprintendenze. <strong>Ecco i veri nemici dell\u2019ambiente: non le multinazionali, i governi, le banche. No: gli odiati soprintendenti! <\/strong>Colpevoli di dire no a pale eoliche alte 130 metri piantate su enormi piattaforme di cemento armato che si vorrebbero piazzare sui crinali dell\u2019appenino, magari sopra i tratturi sannitici e vicino monumenti straordinari. O a ettari ed ettari di pannelli fotovoltaici nelle pi\u00f9 belle campagne italiane, o sui tetti dei centri storici.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 qua che si capisce cosa debba espugnare il cavallo di Troia del nuovo articolo 9: il paesaggio. Inserire lo \u201c<em>sviluppo sostenibile<\/em>\u201d tra i principi fondamentali della Carta significa metterlo alla pari della tutela del paesaggio. <strong>Ecco la strategia dell\u2019ambientalismo industriale italiano: mettere ambiente contro paesaggio<\/strong>, per continuare a far girare la macchina dei soldi privati a spese del territorio pubblico. Facendosi pure santificare come paladini dell\u2019ambiente.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma mettere l\u2019ambiente contro il paesaggio \u00e8 come dire che per impiantare in un corpo alcuni dispositivi che dovrebbero contribuire a farlo vivere di pi\u00f9, <strong>si pu\u00f2 deformarne il volto in modo indelebile.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questo vuol dire che dobbiamo rinunciare alle rinnovabili? No, vuol dire che dobbiamo stare in guardia rispetto agli enormi grumi di interesse (non di rado di stampo mafioso, come nel caso dell\u2019eolico) che si stanno riciclando nell\u2019ambiguo concetto di \u201c<em>sviluppo sostenibile<\/em>\u201d (un ossimoro), <strong>continuando a sigillare suolo col cemento o col metallo<\/strong>. Se davvero si volessero tenere insieme ambiente e paesaggio la strada c\u2019\u00e8: <strong>da anni ogni Regione dovrebbe approvare un Piano paesaggistico<\/strong>, e proprio quella \u00e8 la sede in cui decidere dove mettere questi impianti, senza lasciare l\u2019iniziativa alla speculazione privata. Invece di cambiare le regole, bisognerebbe far funzionare quelle che ci sono: <strong>il MIC ha tutti gli strumenti per indurre le Regioni inadempienti (quasi tutte) a redigere i piani, ma non l\u2019ha fatto<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>In uno studio importante appena uscito su Giustizia insieme, il giurista Paolo Carpentieri spiega come rischia di finire: \u201c<em>Si ha, in conclusione, la sensazione che la \u2018 transizione ecologica\u2019 finir\u00e0 come al solito per risolversi in un grande greenwashing del vecchio refrain della \u201cCrescita&amp;sviluppo<\/em>\u201d, con sacrificio ulteriore dei paesaggi del gi\u00e0 \u2018<em>Bel Paese<\/em>\u2019. La questione di fondo, come al solito, \u00e8 culturale: <strong>forse la transizione ecologica \u201cvera\u201d non \u00e8 quella della cos\u00ec detta green economy, totalmente organica e interna alle vecchie logiche del profitto e della crescita del Pil<\/strong>, ma \u00e8 prima di tutto quella, mentale e culturale, basata su un nuovo modo di pensare e di guardare al mondo, su un nuovo stile di vita, sul recupero del senso del limite e su un profondo ripensamento della scala dei valori, con l\u2019abbandono del consumo fine a se stesso e del falso slogan contraddittorio dello \u2018<em>sviluppo sostenibile<\/em>\u2019, nella ricerca di un equilibrio stabile e duraturo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-medium-font-size has-vivid-green-cyan-color\"><strong>Lontanissimo da questo salto culturale, il governo del cemento cinge d\u2019assedio l\u2019articolo 9 della Costituzione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Lo scopo \u00e8 lanciare il grande business della \u201cgreen economy\u201d, come l\u2019energia solare ed eolica, abolendo lacci e lacciuoli che tutelano il suolo e il territorio italiano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Tratto da: Il Fatto Quotidiano del 24 Maggio 2021.<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Tomaso Montanari. 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