{"id":14583,"date":"2021-06-08T17:31:16","date_gmt":"2021-06-08T15:31:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=14583"},"modified":"2021-07-13T10:49:09","modified_gmt":"2021-07-13T08:49:09","slug":"lettera-al-parlamento-della-coalizione-articolo-9","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2021\/06\/lettera-al-parlamento-della-coalizione-articolo-9\/","title":{"rendered":"Lettera al Parlamento della Coalizione Articolo 9"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"269\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Coalizione-articolo-9_21_loghi.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14586\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Coalizione-articolo-9_21_loghi.jpg 600w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Coalizione-articolo-9_21_loghi-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Gentili Deputate e Deputati, gentili Senatrici e Senatori, <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vi scongiuriamo<\/strong> <strong>di evitare che il decreto&nbsp;\u201cSemplificazioni\u201d<\/strong> varato a&nbsp;supporto del PNRR, in particolare le norme specificamente dedicate alla velocizzazione <strong>degli impianti eolici e fotovoltaici a terra,<\/strong> <strong>sancisca la pi\u00f9 grande trasformazione dei territori di pregio naturalistico e paesaggistico in una sterminata zona industriale senza confini.<\/strong> Determinando il pi\u00f9 rilevante consumo di suolo che sia mai avvenuto nel nostro Paese, con effetti irreversibili, anche in danno all\u2019agricoltura e all\u2019attivit\u00e0 turistica delle aree interne. E che ci\u00f2 avvenga senza alcuna pianificazione, anzi senza la minima cautela per valori fondanti della Repubblica affermati nella prima parte della Costituzione, limitando gravemente i poteri esercitati dalle autorit\u00e0 preposte al loro esercizio da una normativa consolidata e condivisa.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo preoccupati che non vi sia consapevolezza della gravit\u00e0 delle trasformazioni territoriali in atto. Su questo, non \u00e8 stata diffusa una corretta informazione, n\u00e9 a voi che siete i nostri rappresentanti, n\u00e9 alla maggioranza dei cittadini che non ha idea della dimensione e del numero di questi impianti, anche a causa dell\u2019assenza di dibattito pubblico intorno a questi temi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Siamo la \u201cCoalizione Articolo 9\u201d, nata per tutelare il paesaggio e la biodiversit\u00e0 in nome dell\u2019articolo 9 della Costituzione<\/strong>, anche&nbsp;sulla spinta del messaggio&nbsp;lanciato all\u2019opinione pubblica nei giorni scorsi dal Presidente della Repubblica, <strong>Sergio Mattarella<\/strong>. Il Capo dello Stato ha sottolineato con chiarezza come&nbsp;\u201c<em>gli insulti al paesaggio e alla natura, il loro abbandono, oltre a rappresentare un affronto all\u2019intelligenza, sono un attacco alla&nbsp;nostra&nbsp;identit\u00e0\u2026<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La Coalizione \u00e8 costituita da ventuno associazioni&nbsp;ambientaliste e culturali che si battono da sempre&nbsp;affinch\u00e9&nbsp;questo&nbsp;principio venga tutelato,&nbsp;perch\u00e9 il contrasto alla lesione del paesaggio, al consumo&nbsp;indiscriminato di suolo, al depauperamento della biodiversit\u00e0 <strong>trovino un riscontro nella legislazione, negli atti concreti di governo, negli interventi amministrativi<\/strong>, a livello nazionale e locale.<\/p>\n\n\n\n<p>Le forze che hanno dato&nbsp;vita alla Coalizione, negli ultimi anni, hanno in ogni modo cercato di dare un contributo costruttivo per una razionale e intelligente pianificazione delle installazioni di impianti fotovoltaici ed eolici, puntando sull\u2019<strong>individuazione dei criteri e delle modalit\u00e0 idonee a collocarli in modo da evitare una selvaggia distruzione&nbsp;del&nbsp;paesaggio e della biodiversit\u00e0<\/strong>,&nbsp;elementi fondanti per una vera transizione ecologica.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo contributo positivo non ci \u00e8 stato consentito e le nostre voci sono state isolate, riteniamo a causa delle fortissime pressioni esercitate dalla lobby dei facilitatori di impianti a fonti rinnovabili che possono disporre di grandi mezzi di propaganda e condizionamento in forza delle rendite costituite dai lucrosi incentivi \u2013 i pi\u00f9 alti del mondo! &#8211; di cui ancora godono gli impianti gi\u00e0 installati per onorare gli impegni europei del 2020.<\/p>\n\n\n\n<p>La Coalizione nasce anche per ottenere lo&nbsp;spazio di rappresentanza che le spetta&nbsp;nell\u2019organismo di&nbsp;consultazione previsto dall\u2019articolo 3 del decreto Semplificazioni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica chiediamo<\/strong> di stralciare dal decreto semplificazioni tutte le norme che si riferiscono all\u2019installazione degli impianti eolici e fotovoltaici nei territori agricoli, collinari e montani. Per questa specifica materia esiste gi\u00e0 l\u2019art. 5 della legge delega europea n. 53\/2021 che fissa i criteri su cui dovr\u00e0 basarsi la disciplina per l\u2019individuazione delle aree idonee e non idonee alla localizzazione degli impianti. Disciplina che dovr\u00e0 essere emanata con il Decreto legislativo di attuazione della Direttiva 2018\/2001 sulla promozione dell\u2019uso dell\u2019energia da fonti rinnovabili (c.d. RED 2), che deve essere recepita entro il prossimo 30 giugno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tra i criteri contenuti nella legge delega vi sono<\/strong>: il rispetto delle esigenze di tutela del paesaggio e delle aree agricole e forestali, l\u2019utilizzo di superfici di strutture edificate quali capannoni industriali, parcheggi e aree non utilizzabili per altri scopi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il decreto legislativo da emanare dovr\u00e0, inoltre, uniformarsi all\u2019art. 5 del Regolamento UE 2021\/241 che istituisce il Recovery Plan, che stabilisce che il PNRR finanzi unicamente le misure che rispettano il principio \u201c<em><strong>di non arrecare un danno significativo<\/strong><\/em>\u201d agli obiettivi ambientali, compresa la biodiversit\u00e0. Ci\u00f2 significa che la valutazione ambientale dei progetti di fonti rinnovabili, anche non compresi in aree protette o vincolate, non potr\u00e0 essere attenuata, evitata o ignorata in nome della velocizzazione delle realizzazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>In quella sede, potranno essere definite anche le regole e le modalit\u00e0 per l\u2019informazione e la consultazione delle comunit\u00e0 e delle popolazioni locali, oltre a garantire le condizioni per il rispetto dei diritti dei portatori di interesse nei territori coinvolti dalle installazioni progettate, cos\u00ec come stabilito dai regolamenti europei.<\/p>\n\n\n\n<p>Desideriamo chiarire che<strong> le nostre associazioni sono favorevoli a misure efficaci per il contrasto al cambiamento climatico<\/strong> e attive in molti campi \u2013 dall\u2019efficienza energetica ad ogni altra misure o soluzione tecnologica per la decarbonizzazione \u2013 e continueranno ad essere attive in questo senso ciascuna secondo le proprie competenze e convinzioni. Le nostre associazioni accettano anche l\u2019apporto alla transizione energetica delle fonti cosiddette rinnovabili elettriche intermittenti, <strong>purch\u00e9 gli impianti siano collocati in modo consono al grande valore naturalistico e paesaggistico<\/strong> del nostro paese, tenendo anche conto degli obblighi a cui l\u2019Italia si \u00e8 impegnata con la ratifica delle convenzioni internazionali di protezione dei beni culturali, del patrimonio archeologico e della natura.<\/p>\n\n\n\n<p>Occorre per\u00f2 che ogni previsione di incremento di tali tecnologie sia valutata alla luce delle loro criticit\u00e0 unanimemente riconosciute dalle autorit\u00e0 esperte. Purtroppo, queste criticit\u00e0 non sono note all\u2019opinione pubblica. Per questo vogliamo presentarle a voi, nostri rappresentanti in Parlamento. In estrema sintesi, le elenchiamo:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Criticit\u00e0 delle fonti rinnovabili elettriche intermittenti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>Le nuove fonti rinnovabili, segnatamente solare ed eolico, a mezzo secolo dall\u2019avvio della loro penetrazione, contribuiscono per appena il 2% al soddisfacimento della domanda mondiale di energia primaria, contro l\u201980% delle fonti fossili, e per il 9% della generazione elettrica, contro il 64% delle fonti fossili.<\/li><li>Nel nostro paese il contributo delle nuove rinnovabili \u00e8 stato relativamente superiore alla media mondiale, coprendo circa il 15% della produzione lorda di energia elettrica, grazie ai forti incentivi &#8211; i pi\u00f9 alti al mondo- che gli sono stati riconosciuti. Una cifra valutabile \u2013 nell\u2019intero periodo di incentivazione \u2013 nell\u2019ordine di 240 miliardi di euro che gravano ancora sulle bollette elettriche delle famiglie e delle piccole medie imprese che pagano l\u2019elettricit\u00e0 a prezzi molto pi\u00f9 elevati della media europea, in ragione anche della scarsa concorrenza che contraddistingue il mercato finale dell\u2019elettricit\u00e0.<\/li><li>La penetrazione delle nuove rinnovabili, nonostante la forte caduta dei suoi costi di produzione, ha seguito strettamente la curva degli incentivi. Nel 2010 si sono registrate installazioni nell\u2019ordine di 10.000 MW di potenza. Successivamente, con la riduzione della curva degli incentivi, le installazioni si sono aggirate sui 1.000 MW di potenza.<\/li><li>Per conseguire gli obiettivi fissati a livello europeo, 30% dei consumi finali, esse dovrebbero crescere ad un ritmo annuale intorno ai 6.500 MW. \u00c8 evidente \u2013 anche alla luce delle ultime aste andate deserte &#8211; che per riuscirvi sia necessario ripor mano a ulteriori incentivi, nonostante che i loro costi di produzione siano fatti passare per competitivi con le altre tecnologie di generazione elettrica.<\/li><li>Mentre i costi delle nuove rinnovabili ricadono sulla gran moltitudine di consumatori, dei vantaggi beneficia un ristretto numero di operatori, e soprattutto le imprese straniere, segnatamente quelle cinesi, da cui gli impianti vengono quasi interamente importati. Limitati sono stati, per contro, gli impatti occupazionali. Secondo le statistiche dell\u2019ex Ministero dello Sviluppo Economico, l\u2019occupazione diretta e indiretta dell\u2019eolico e fotovoltaico ammontava nel 2018 a 9.400 addetti (sostanzialmente installatori e manutentori). Cifra drasticamente inferiore a quelle propagandate dalle associazioni di categoria e dai loro sostenitori.<\/li><li>L\u2019onerosit\u00e0 \u00e8 una delle principali criticit\u00e0 che attraversano l\u2019insieme delle nuove rinnovabili, se si considera l\u2019interezza dei costi da sostenere. Ai loro costi diretti di investimento, a fronte di costi operativi insignificanti, bisognerebbe infatti aggiungere i costi indiretti legati alla capacit\u00e0 di generazione, sostanzialmente a metano, in grado di supplire alla discontinuit\u00e0 sia del solare che dell\u2019eolico. Considerare solo i costi diretti ha quindi scarso significato. A tali costi devono poi aggiungersi quelli conseguenti alla necessit\u00e0 di rafforzare le reti elettriche per renderle compatibili con l\u2019esplosione delle unit\u00e0 di produzione da poche migliaia alle attuali 900.000.<\/li><li>Altra criticit\u00e0 \u00e8 quella legata alla dipendenza tecnologica\/manifatturiera cui le nuove rinnovabili costringono nei confronti del quasi-monopolio cinese. Alla dipendenza certamente critica dai fornitori di petrolio e metano, in numero comunque molto elevato, si va sostituendo una dipendenza ancor pi\u00f9 critica, per diversi decenni, dal controllo cinese quasi esclusivo dell\u2019intera filiera di queste risorse; una dipendenza resa ancor pi\u00f9 rischiosa dalle restrizioni all\u2019esportazione imposte da Pechino. N\u00e9 possono essere sottaciuti i disastri ambientali e sociali conseguenti all\u2019estrazione delle terre rare e dei metalli necessari a soddisfare il fabbisogno dell\u2019industria dell\u2019eolico e del fotovoltaico, disastri provocati prevalentemente in paesi poveri.<\/li><li>La criticit\u00e0 ambientale \u00e8 rilevantissima: ovvero l\u2019impatto dell\u2019installazione di queste nuove rinnovabili sul paesaggio e sulla biodiversit\u00e0, tanto pi\u00f9 rilevante pi\u00f9 aumenta la dimensione delle turbine eoliche (che hanno raggiunto i 250 metri di altezza) e l\u2019estensione delle superfici con pannelli solari. Per raggiungere gli obiettivi 2030, il consumo di suolo per il solare sarebbe di almeno 4.000 chilometri quadrati pari ad una superficie come quella del Molise, come ha dichiarato il Ministro Cingolani. E, per l\u2019eolico, abbiamo calcolato una lunghezza lineare pari ad almeno 5.000 chilometri, a fronte di una lunghezza complessiva della catena appenninica di 1.200 chilometri. Tale criticit\u00e0 va sollevando una generalizzata opposizione delle comunit\u00e0 locali, dovuta anche all\u2019assenza di ogni dialogo da parte delle imprese e degli \u201csviluppatori\u201d; all\u2019ostracismo opposto dai media nazionali alle voci critiche; al mancato riconoscimento dei danni arrecati alle comunit\u00e0 di residenti &#8211; dal valore catastale degli immobili alle attivit\u00e0 produttive e turistiche compromesse -, all\u2019insufficiente regolamentazione normativa.<\/li><li>Se collocati nei posti sbagliati gli impianti fotovoltaici ed eolici arrecano danni gravi, talvolta irreversibili, agli habitat e alle specie \u2013 come provato da studi scientifici -; provocano effetti barriera e causano morte per collisione, soprattutto in corrispondenza delle rotte di migrazione. Solo un\u2019attenta pianificazione territoriale, sia sulla terraferma che in ambiente marino, e la rigorosa applicazione delle valutazioni ambientali possono garantire che la biodiversit\u00e0, gi\u00e0 pesantemente provata dagli effetti dei cambiamenti climatici, non sia ulteriormente danneggiata.<\/li><li>Come testimoniato, fra gli altri, dal Presidente della Commissione VIA, i ritardi nelle autorizzazioni rilasciate sono sostanzialmente dovuti alla cattiva qualit\u00e0 dei progetti presentati. Cos\u00ec come la drastica riduzione (76%) delle autorizzazioni alle installazioni eoliche, passate dai 2.463 MW del triennio 2012-2014 ai 589 MW del triennio 2018-2020, \u00e8 stata determinata non certo dalla burocrazia o dai veti delle Soprintendenze quanto dalla crescente opposizione e contrariet\u00e0 delle popolazioni locali.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Infine, <strong>occorre non illudersi che i problemi possano essere risolti in modo autoritario con la frettolosa approvazione di un decreto<\/strong> che si limita ad azzerare le possibilit\u00e0 di opporsi e ad esautorare le autorit\u00e0 di garanzia e di tutela. <strong>Occorre una nuova vera regolamentazione normativa che al termine di un <em>debat pubblique<\/em><\/strong> con i vari stakeholders interessati possa almeno definire le norme per (a) l\u2019individuazione degli ambiti territoriali in cui installare gli impianti tenendo conto delle criticit\u00e0 ambientali, paesaggistiche e culturali (b) i criteri di dismissione degli impianti al termine del loro ciclo di vita, facendone ricadere i costi sugli installatori e non sulla collettivit\u00e0 o sui consumatori.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Coalizione Articolo 9<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Altura, presidente Stefano Allavena<\/p>\n\n\n\n<p>Amici della Terra, presidente Monica Tommasi<\/p>\n\n\n\n<p>Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, presidente Rita Paris<\/p>\n\n\n\n<p>Assotuscania, presidente Donata Pacces<\/p>\n\n\n\n<p>CNP, presidente Gianluigi Ciamarra<\/p>\n\n\n\n<p>Comitato per la Bellezza, presidente Vittorio Emiliani<\/p>\n\n\n\n<p>ENPA, presidente Carla Rocchi<\/p>\n\n\n\n<p>Federazione nazionale Pro Natura, presidente Mauro Furlani<\/p>\n\n\n\n<p>Forum Naz. Salviamo Il Paesaggio, portavoce Cristiana Mancinelli Scotti<\/p>\n\n\n\n<p>Italia Nostra, presidente Ebe Giacometti<\/p>\n\n\n\n<p>Lipu, presidente Aldo Verner<\/p>\n\n\n\n<p>Mountain Wilderness Italia, presidente Franco Tessadri<\/p>\n\n\n\n<p>Movimento Azzurro, presidente Rocco Chiriaco<\/p>\n\n\n\n<p>Movimento naz. Stop al Consumo di Territorio, portavoce Alessandro Mortarino<\/p>\n\n\n\n<p>Rete della Resistenza sui Crinali, coordinatore Alberto Cuppini<\/p>\n\n\n\n<p>Wilderness Italia, presidente Giorgio Aldo Salvatori<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"228\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/NO-a-fv-e-eolico-selvaggi.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14584\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/NO-a-fv-e-eolico-selvaggi.jpg 600w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/NO-a-fv-e-eolico-selvaggi-300x114.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gentili Deputate e Deputati, gentili Senatrici e Senatori, Vi scongiuriamo di evitare che il decreto&nbsp;\u201cSemplificazioni\u201d varato a&nbsp;supporto del PNRR, in particolare le norme specificamente dedicate [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":14584,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[33],"tags":[3366,83,73,1339],"class_list":["post-14583","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-energie-rinnovabili","tag-coalizione-articolo-9","tag-eolico","tag-fotovoltaico","tag-rinnovabili"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14583","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14583"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14583\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14584"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14583"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14583"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14583"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}